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Fiemme, Fassa e Cembra

Nuova ciclopedonale a Predazzo: al via i lavori

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Sono stati consegnati oggi i lavori di realizzazione della nuova ciclopedonale di attraversamento dell’abitato di Predazzo.

L’intervento fa parte della ciclovia di interesse provinciale della Valle di Fiemme e Fassa che va da Molina di Fiemme a Fontanazzo, nel comune di Mazzin per una lunghezza di 41,750 km a valenza principalmente turistica, utilizzabile anche come forma di mobilità sostenibile casa – scuola – lavoro tra i centri abitati che collega o lambisce.

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L’intervento ha come obiettivo quello di risolvere, all’interno dell’abitato di Predazzo, le criticità derivanti dalla promiscuità tra utenza debole (pedoni e biciclette) e veicoli a motore, lungo la viabilità ordinaria.

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Con questo progetto, infatti, si va a realizzare un nuovo tratto di pista ciclopedonale lungo 2.441 m quasi tutto su viabilità protetta lungo via Colonello Barbievi, via Morandini, via Digregorio, via Lagorai e salita alla Cascata, che vede come elemento caratteristico il recupero funzionale del ex ponte ferroviario sul torrente Travignolo.

DESCRIZIONE DELL’OPERA – L’opera consiste nella realizzazione di un nuovo itinerario ciclo pedonale lungo 2.441 m che attraversa l’abitato di Predazzo in sicurezza. Nell’opera è anche previsto il riutilizzo dell’ex ponte ferroviario in acciaio della ex-ferrovia Ora Predazzo, lungo 36,50 m per attraversare il torrente Travignolo.

Larghezza complessiva dell’itinerario ciclopedonale: 2.441 m.

Larghezza complessiva della nuova pista ciclopedonale in sede propria: 2.309 m.

Numero corsie: 2.

Larghezza corsie: 1,50 m ciascuna

Larghezza complessiva asfaltata: 3 m.

Larghezza banchine in terra: 0,5 m per lato.

Il progetto contempla la realizzazione di alcune opere d’arte fra le quali muri di sostegno in c.a., una scogliera in massi ciclopici, oltre che al recupero dell’ex ponte ferroviario in acciaio.

PRINCIPALI DATI TECNICO – AMMINISTRATIVI – Progettista: ing. Sergio Deromedis e geom. Francesco Weber del Servizio Opere Stradali e Ferroviarie della Provincia Autonoma di Trento. Progettista delle strutture: ing. Adriano Bernardi

Coordinatore della sicurezza in fase di progettazione: ing. Sergio Deromedis del Servizio Opere Stradali e Ferroviarie della Provincia Autonoma di Trento.

Direttore lavori: ing. Leonardo Scalet

Coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione: ing. Leonardo Scalet

Appaltatore: impresa ZUGLIANI S.R.L. di Imer (TN).

Aggiudicazione: in appalto a prezzi unitari.

Costo dell’opera: il costo complessivo dell’intervento della pista ciclopedonale (impresa Covi Costruzioni srl) è pari a € 584.218,26.

L’ importo offerto comprensivo degli oneri per la sicurezza è pari a € 461.541,46, corrispondente ad un ribasso del 23,039% sull’importo posto a base di gara.

Consegna dei lavori:  08.07.2019

Tempo di esecuzione: 240 giorni naturali e consecutivi.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Svelati date e programma della 62esima edizione della Festa dell’Uva

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Anche quest'anno la sfilata dei carri allegorici sarà il momento clou della Festa dell'Uva

A un mese dal taglio del nastro la Pro Loco di Giovo ha svelato il programma della 62esima edizione della Festa dell’Uva, storica kermesse che rende omaggio all’uva e alla cultura del vino della Val di Cembra e che quest’anno si terrà dal 20 al 22 settembre. (altro…)

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Fiemme, Fassa e Cembra

Ospedale di Cavalese: ieri sopralluogo dell’assessore Segnana

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Sopralluogo oggi dell’assessore provinciale alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana, all’ospedale di Cavalese.

L’assessore, affiancata dal direttore generale dell’Azienda sanitaria, Paolo Bordon, è stata accolta dal sindaco Silvano Welponer e dal presidente della Comunità della Val di Fiemme, Giovanni Zanon, nonché dal direttore medico del presidio ospedaliero, Pierantonio Scappini.

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“Come è già stato annunciato – sono state le parole dell’assessore Segnana – con lunedì 2 settembre sarà disponibile una sala operatoria dedicata alle emergenze ostetriche, uno dei requisiti previsti dal Comitato Percorso Nascita Nazionale per la riapertura del punto nascita in Val di Fiemme.”

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“I lavori si sono conclusi in anticipo rispetto alle previsioni e la sala, così come le attrezzature e le tecnologie sanitarie rispondono in pieno ai requisiti di conformità e sicurezza indispensabili per le mamme e i nascituri.”

“Volevamo quindi rivolgere un grazie di persona a tutti coloro che hanno lavorato per raggiungere questo obiettivo importante, come anche ai medici e a tutti i professionisti di ortopedia e di chirurgia“.

Quello di Cavalese è davvero un presidio fondamentale per un territorio di montagna, quale è il Trentino:

“La deroga concessa all’ospedale di Cavalese è del tutto indipendente dal numero di parti – ha commentato l’assessore Segnana – La riapertura del punto nascita è legata all’appartenenza ad un’area ortograficamente difficile, quale è appunto un territorio di montagna dove è fondamentale garantire ai nostri cittadini i servizi essenziali.”

“La riapertura poi è stata anche una risposta alla forte richiesta che è venuta dal basso, dal territorio, e la presenza qui oggi sia del sindaco Welponer che del presidente Zanon lo sta a dimostrare: lo sappiamo bene che nascere a Cavalese costa di più, ma davvero non possiamo farci dettare l’agenda delle priorità politiche solo da puri calcoli economici”, conclude l’assessore anche in risposta alle recenti polemiche.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Escrementi sul portone della chiesa di Verla Di Giovo, Michael Moser (Agire): «Codardi, siamo vicini a Don Giuseppe»

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Questa mattina la comunità di Giovo si è risvegliata con una inquietante scoperta: la maniglia ed il portone della Chiesa di S. Maria Assunta di Verla di Giovo, nella notte, sono stati imbrattato con escrementi. Il primo ad intervenire sulla questione è Michael Moser, Coordinatore di AGIRE per il Trentino in Valle di Cembra, residente proprio a Giovo: “Siamo vicini ai fedeli e a don Giuseppe. Confidiamo che le Forze dell’Ordine sapranno dare un volto quanto prima ai responsabili di un simile gesto”.

Conclude poi: “E’ evidente come chiunque abbia compiuto un simile atto non conosca i nostri valori. Un tale disprezzo verso questo luogo, simbolo religioso di ieri e di oggi che racchiude in sé la sensibilità del nostro popolo squalifica prima di tutto chi ha compiuto questo fatto agendo nell’ombra, nell’illusione che il buio possa nascondere anche a sé stesso la propria codardia”.

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