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Telescopio Universitario

UniTrento è il migliore ateneo statale in Italia

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Il risultato è stato reso noto ieri sul quotidiano la Repubblica dal Censis, che da quasi vent’anni redige una classifica molto consultata come vademecum per la scelta universitaria.

Dopo alcuni anni di ottimo piazzamento in seconda o terza posizione, UniTrento ha superato gli altri atenei concorrenti della fascia di riferimento e si è collocata al primo posto tra gli atenei di medie dimensioni(tra i 10mila e i 20mila iscritti) davanti a Siena e Trieste.

Il punteggio totale di 97/110 è poi risultato il migliore in assoluto tra gli atenei italiani, a prescindere dalla grandezza. UniTrento si piazza così davanti ai politecnici e a grandi e rinomate università statali come Bologna e Roma Sapienza.

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Considerando i sei parametri presi a riferimento, decisivi per l’ottima performance di UniTrento nella classifica 2019/20 sono gli indicatori: “internazionalizzazione” (104) e “comunicazione e servizi digitali” (103). Molto positivi sono anche gli esiti ottenuti dalle borse di studio (98) e dalle strutture (98). Da quest’anno è stato inserito anche un parametro nuovo riferito all’occupabilità, che misura il tasso di inserimento nel mondo del lavoro di laureati e laureate magistrali del 2017 a un anno dal conseguimento del titolo. Anche in questo caso Trento registra un buon punteggio (93/110).

Insieme all’analisi generale per ateneo, il Censis ha pubblicato anche le classifiche per la didattica con buoni piazzamenti per l’Ateneo trentino.

Nella graduatoria dei corsi di laurea a ciclo unico Trento è prima con Giurisprudenza (101,5), mentre è tredicesima per Edile-Architettura (83).

Nelle lauree triennali è prima nei settori Informatica e tecnologie ICT (108), in quello scientifico (100, in cui si trovano Fisica, Matematica e Biologia) e in quello politico-sociale e comunicazione (106,5, in cui si trovano relazioni internazionali, scienze della sicurezza), al secondo posto nel settore psicologico e delle scienze cognitive (110 a pari merito con Bologna), spicca al quarto posto nel gruppo economico (103), al quinto per il settorelinguistico (105), settimo in quello letterario-umanistico (92). Chiude Architettura e Ingegneria civile al 18° posto (83), al 20° Ingegneria industriale e dell’Informazione (89,5) e Arte e design al 28°posto (81,5 in cui si trovano discipline delle arti figurative e della musica).

Per quanto riguarda le lauree magistrali Trento ottiene ottimi piazzamenti: è prima nel settore psicologico e delle scienze cognitive (110), secondo in Informatica e tecnologie ICT (103), ottavo in quello politico-sociale e comunicazione (91,5), nono in quello letterario-umanistico (94,5), decimo posto in quello scientifico (90) e Architettura e Ingegneria civile all’11° posto (80).

Grande soddisfazione per il risultato è stata espressa dal rettore Paolo Collini: «Il primo posto tra le università di medie dimensioni, peraltro con il punteggio più alto tra tutti gli atenei italiani, è un dato che conferma la posizione ai vertici che Trento ha sempre ottenuto in questa classifica. È una dimostrazione della qualità del lavoro che svolgiamo da anni e che è certificata anche dalle massime valutazioni ricevute dalle agenzie ufficiali, come l’Anvur (Agenzia per la valutazione del sistema universitario e della ricerca) e dagli istituti di ricerca che compilano i ranking. Una posizione solida ai vertici del sistema accademico del Paese che prova come l’Università di Trento sia uno dei migliori luoghi dove studiare e fare ricerca in Italia, se non il migliore. Ma colloca anche il nostro Ateneo al pari delle migliori università europee per le opportunità che offre ai suoi studenti e studentesse. Desidero ringraziare tutta la comunità accademica e il personale dell’Ateneo per l’ottimo lavoro svolto: questo risultato è senz’altro frutto di un impegno collettivo, prolungato nel tempo».

I risultati della classifica sono disponibili online sul sito del Censis, dove è possibile scaricare il rapporto completo e le note metodologiche.

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UniTrento – Paola Venuti rieletta direttrice di Psicologia e Scienze cognitive

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Paola Venuti è stata eletta per un secondo mandato alla guida del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell’Università di Trento.

L’incarico, di durata triennale, inizierà il primo ottobre

La professoressa ha ottenuto 44 voti. I votanti sono stati 49 su 69 aventi diritto. Ci sono state 5 schede bianche.

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Le elezioni si sono svolte questa mattina nell’aula magna di Palazzo Piomarta a Rovereto. Venuti era stata l’unica docente a dare la propria disponibilità nella riunione di proposta delle candidature.

Nel suo secondo mandato intende proseguire gli obiettivi formativi nell’ambito delle azioni previste dal Progetto Dipartimenti di Eccellenza per il quale il Dipartimento ha ottenuto il finanziamento nel 2018.

Intende proseguire il rafforzamento dei cinque corsi di studio in stretta collaborazione con i docenti del Dipartimento continuando a sostenere la partecipazione attiva dei membri, fondata sulla corresponsabilità e il coinvolgimento; intende inoltre rendere ancor più solide le reti di ricerca per valorizzare le competenze multidisciplinari che caratterizzano il Dipartimento.

Paola Venuti, professoressa ordinaria di Psicologia dinamica, insegna Psicopatologia clinica e Psicologia dinamica ed è responsabile di ODFLab – Laboratorio di Osservazione, Diagnosi e Formazione e del Servizio di Consulenza psicologica. All’Università di Trento dal 2002, dopo aver insegnato alla Seconda Università di Napoli e all’Università di Padova.

Tra gli incarichi istituzionali in Ateneo fa parte del Collegio dei docenti del Dottorato di ricerca in Scienze Cognitive, direttrice del master in Metodologie di intervento educativo per i soggetti con disturbi dello spettro autistico nonché del master sul Processo di valutazione neuropsicodiagnostico nell’infanzia e nell’adolescenza È stata vice-direttrice del Dipartimento e rappresentante dei professori associati nel Consiglio di amministrazione dell’Ateneo.

Ha svolto varie attività nell’ambito della formazione degli insegnanti. Ha inoltre coordinato il corso di dottorato in Scienze psicologiche della Formazione del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dal 2010 al 2016.

Laurea in Psicologia all’Università di Padova e dottorato di ricerca all’Università di Roma.

La sua attività di ricerca è rivolta allo studio dello sviluppo affettivo e cognitivo in soggetti con sviluppo tipico e atipico, con particolare attenzione ai comportamenti parentali studiati anche con tecniche di neuroimaging e alla messa a punto di metodi e strumenti per la valutazione dello sviluppo.

Ulteriori aree di ricerca sono orientate all’ambito clinico approfondendo sia le tecniche diagnostiche sia la ricerca per l’implementazione di modelli di intervento con bambini/e con disturbi del neurosviluppo e la valutazione della loro efficacia.

È stata nel direttivo dell’Associazione Italiana per la Salute Mentale Infantile (AISMI) e per quattro anni anche presidente.

Numerose le sue collaborazioni scientifiche, tra le quali, negli anni, quella con il National Institute of Child Health and Human Development (NIH- NICHHD, Bethesda- USA) e quella con l’Istituto per la ricerca scientifica “Stella Maris” di Pisa per la ricerca sull’individuazione di indicatori precoci per la diagnosi di autismo.

Attualmente collabora attivamente con l’Istituto Superiore di Sanità per la formazione di educatori insegnanti e professionisti coinvolti con soggetti con Disturbo dello Spettro Autistico.

Coordinatrice di numerosi progetti di ricerca che hanno ottenuto finanziamenti italiani, europei ed extra-europei. Iscritta all’ordine degli Psicologi e all’albo degli Psicoterapeuti, è anche componente dell’Associazione Italiana Psicologi (AIP), di INSAR (International Society for Autism Research) e del comitato scientifico della rivista “Infanzia ed Adolescenza”.

Relatrice invitata a numerosi convegni sul tema dell’autismo e referee per varie riviste di settore, è autrice di oltre 150 pubblicazioni e volumi su riviste internazionali e nazionali

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Identificato il meccanismo molecolare all’origine di alcune forme di disabilità intellettive

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I disturbi del neurosviluppo sono un insieme ampio di patologie neurologiche e psichiatriche che si manifestano durante l’età dello sviluppo e di cui fanno parte le disabilità intellettive e i disturbi nello spettro autistico.

Si tratta di condizioni complesse e molto diversificate tra loro, causate da un insieme di fattori sia genetici sia ambientali.

Un gruppo di ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e dell’Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IN) coordinati dai dottori Alessandro Sessa e Vania Broccoli, in collaborazione con i gruppi delle università di Trento e Pisa – coordinati rispettivamente dal dottor Alessio Zippo e dal professor Massimiliano Andreazzoli – ha scoperto il meccanismo di azione di un gene (SETD5) la cui mutazione è associata ad alcune forme di disabilità intellettive spesso accompagnate da manifestazioni autistiche.

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I risultati dello studio pubblicato oggi sulla prestigiosa rivista internazionale Neuron, dimostrano che SETD5 codifica per una proteina con un ruolo fondamentale e inatteso all’interno del nucleo dei neuroni: quello di assicurare la corretta trascrizione delle informazioni del DNA. La scoperta apre nuove prospettive nello studio di questi disturbi e getta le basi per l’identificazione di futuri bersagli terapeutici.

Le disabilità intellettive, come molti altri disturbi del neurosviluppo, sono condizioni altamente complesse: grazie al lavoro di gruppi di ricerca di tutto il mondo, oggi sappiamo che possono essere associate a mutazioni di moltissimi geni diversi. Tra questi c’è un gene chiamato SETD5, che quando non più funzionante dà origine a forme di disabilità intellettiva che colpiscono in particolare il linguaggio e il movimento, oltre a comportamenti tipici dello spettro ossessivo-compulsivo e dello spettro autistico.

Sebbene questo sia noto da tempo, fino a oggi non era chiara quale fosse l’esatta funzione di SETD5, né il meccanismo per il quale, a fronte di mutazioni che mettono il gene fuori gioco, si manifestino problemi nello sviluppo del sistema nervoso.

Attraverso lo studio di sistemi cellulari e modelli animali della mutazione, i ricercatori hanno scoperto che SETD5 gioca un ruolo chiave per la struttura del DNA e quindi per il corretto recupero delle informazioni in esso presenti.

Queste informazioni infatti, per poter essere utilizzate, devono prima essere trascritte in un’altra forma – l’RNA, una sorta di copia carbone del DNA – e portate fuori dal nucleo. SETD5 è coinvolto proprio nel regolare questo delicato processo di trascrizione delle informazioni.

«SETD5 rappresenta una sorta di “architetto molecolare” che regola la complessa organizzazione del DNA dei neuroni del nostro cervello. Quando è fuori gioco, le informazioni contenute nel DNA vengono trascritte in maniera alterata ed incompleta», spiega Alessandro Sessa, coordinatore della ricerca e primo autore dello studio. «Secondo quanto abbiamo osservato, questo impatta in particolare sulla formazione e sul corretto funzionamento dei neuroni. Come conseguenza i topi privi del gene SETD5 mostrano comportamenti anomali sia dal punto di vista cognitivo che sociale».

Nonostante le mutazioni nel gene SETD5 rappresentino la causa genetica solo di una porzione dei casi disabilità intellettive e autismo, i meccanismi individuati potrebbero essere comuni anche ad altri geni che svolgono funzionalità simili, oltre a suggerire nuove ipotesi di ricerca: «Conoscere il meccanismo molecolare alla base di una patologia è il primo passo per individuare dei possibili bersagli terapeutici», conclude Sessa.

La ricerca è stata finanziata dal Ministero della Salute e da Fondazione Telethon.

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2.898 iscrizioni ai test universitari a Trento: domani ultima chiamata

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Domani, giovedì 22 agosto, si svolgeranno in un’unica giornata le prove di ammissione valide per la maggior parte dei corsi di studio.

Sono 2.898 le iscrizioni ai test registrate per questa tornata.

Si conferma così un trend sempre positivo e in linea con il numero di iscrizioni registrate l’anno scorso (per la stessa sessione estiva erano 2.828).

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Giovedì la prova di ammissione ai corsi di laurea in Economia e Management, Gestione aziendale full time e part time, Amministrazione aziendale e diritto inizierà alle 9.30 nella sede del dipartimento in via Inama 5 a Trento.

Sono invece in programma a Palazzo Prodi (via Tommaso Gar 14) le prove per Beni culturali, Filosofia, Lingue moderne, Studi storici e filologico letterari e la prova per Comparative, European and International Legal Studies, entrambe con inizio alle 9.30. Sempre giovedì, nella stessa sede ma alle 14.30, sarà la volta delle prove valide per Scienze e tecniche di psicologia cognitiva, Interfacce e tecnologie della comunicazione, Studi internazionali, Sociologia, Servizio sociale e Giurisprudenza.

Come nelle precedenti edizioni, i test si svolgeranno in contemporanea a Trento (2396 iscrizioni), Mantova (199 iscrizioni), Roma (113 iscrizioni), Bari (111 iscrizioni), Palermo (77 iscrizioni) e Bruxelles (2 iscrizioni). Un’opportunità in più per accedere ai corsi dell’Università di Trento che si conferma sempre molto apprezzata dagli aspiranti iscritti all’ateneo trentino. Circa un quinto delle iscrizioni totali, infatti, è associato a una di queste sedi decentrate.

Giovedì 29 e venerdì 30 agosto sono invece in programma le prove selettive “Tolc” valide per l’ammissione ai corsi di laurea in Fisica, Matematica, Viticoltura ed Enologia, Scienze e tecnologie biomolecolari, Ingegneria per l’ambiente e il territorio, Ingegneria civile, Ingegneria industriale, Informatica, Ingegneria Informatica, delle Comunicazioni ed Elettronica.

A Trento il test Tolc si svolgerà al Polo scientifico e tecnologico “Fabio Ferrari” (via Sommarive 5, Povo). È possibile sostenere il test Tolc anche in una delle altre sedi messe a disposizione da Cisia (http://www.cisiaonline.it/).

Le iscrizioni sono aperte fino al 2 settembre.

Il 5 settembre si terrà la prova selettiva nazionale per l’ammissione al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Ingegneria edile-architettura, per la quale si sono registrate 87 iscrizioni.

Infine, l’ultimo giorno di test, l’11 settembre, vedrà le prove di accesso ai corsi di Educazione professionale (corso interateneo con l’Università di Ferrara) e Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro (corso interateneo con l’Università di Verona). Per entrambe le prove le iscrizioni si sono chiuse qualche giorno fa.

Riconfermata anche quest’anno la possibilità di richiedere l’abbonamento “libera circolazione”: una tariffa agevolata per l’abbonamento annuale al trasporto pubblico su tutto il territorio della provincia di Trento riservata agli iscritti e alle iscritte ai corsi di studio (anche interateneo con sede amministrativa diversa da UniTrento ma frequentanti a Trento), di dottorato, master e agli studenti che arriveranno a Trento nell’ambito di accordi e/o programmi di mobilità internazionale.

Questo tipo di abbonamento, valido dall’1 settembre 2019 al 31 agosto 2020 a un costo di 50 euro, potrà essere attivato, dopo aver ultimato l’iscrizione all’anno accademico 2019/2020, completando la procedura online disponibile sul sito infostudenti.unitn.it/it/libera-circolazione.

Al termine della procedura, entro qualche giorno gli studenti e le studentesse potranno viaggiare sui mezzi del trasporto pubblico urbano e extraurbano validando l’abbonamento tramite smart card o app Open move.

Tutte le informazioni sulle prove di ammissione, sulle tasse universitarie e sulla libera circolazione sono disponibili sul sito: www.infostudenti.unitn.it

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