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Rovereto e Vallagarina

Si riparte con la Ludoteca, presto il bando a Rovereto

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La Ludoteca ha un valore decisamente prezioso per la crescita dei bambini perché rappresenta una opportunità di svago, socializzazione, aggregazione, consente di sviluppare l’immaginazione, la fantasia, la creatività, il rispetto delle regole, la collaborazione e lo scambio con il prossimo, l’amicizia, il piacere dello stare insieme, l’autostima, il benessere, il divertimento, la libera espressione.

Il bambino nel gioco sviluppa le proprie potenzialità intellettive, affettive e relazionali.

A ribadirne l’importanza è la delibera con la quale la  Giunta ha approvato lo schema di capitolato di appalto del servizio “Ludoteca periferica” che verrà attivato presso le Scuole Elementari Gandhi. Chi gestirà il servizio scaturirà da un confronto concorrenziale (previsto dalla normativa).

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Trattandosi di un servizio per l’infanzia la valutazione avverrà esclusivamente in ragione di criteri qualitativi ed il confronto concorrenziale sarà preceduto da Avviso pubblico al fine di acquisire manifestazioni di interesse per lo svolgimento del Servizio per l’anno scolastico 2019/2020.

A tal fine l’Amministrazione ha accantonato una spesa complessiva di euro 57.244,00 nell’ambito degli  “Interventi di promozione sociale servizi/interventi per le famiglie” per tre esercizi, dal 2019 al 20121.

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L’Ufficio appalti, provvederà alla predisposizione del bando di gara di prossima pubblicazione.

Il Servizio Ludoteca a Rovereto è stato attivo nei due anni scolastici 2016/2017 e 2017/2018 a seguito di una gara di appalto. Tale servizio aveva sede in centro città, presso uno spazio comunale, Casa Ex Tranquillini, in Via Canestrini 1.

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Nei due anni scolastici il Comune aveva raccolto l’osservazione da parte di alcuni genitori che il servizio non risultava essere di effettiva conciliazione dei tempi di lavoro e famiglia, perché la sede centrale in città presupponeva comunque un intervento da parte della famiglia di accompagnamento dei propri figli dalle scuole elementari alla sede della Ludoteca.

Nel corso dell’autunno 2018 si è deciso di verificare con le scuole elementari presenti in città l’interesse ad ospitare nei loro spazi il servizio Ludoteca al fine di garantire un effettivo servizio di conciliazione per le famiglie, con una proposta inviata nell’ottobre 2018 ai Dirigenti Scolastici degli Istituti Comprensivi della città.

L’Istituto Comprensivo Rovereto Nord ha risposto e chiesto un incontro manifestando l’interesse a questa opportunità. Confermata la disponibilità per la messa a disposizione di spazi all’interno della scuola elementare Gandhi,  si è proceduto con la somministrazione di un questionario alle famiglie con figli presso quella scuola per verificare l’interesse delle stesse al servizio.

Sono stati raccolti 226 questionari e 126 genitori hanno dichiarato l’interesse a poter usufruire del Servizio Ludoteca.

Il questionario era strutturato in modo da raccogliere alcune informazioni come: gli orari e giorni di preferenza per l’utilizzo del servizio, la conoscenza ed eventuale frequenza dei due servizi per minori presenti nel quartiere, ossia il ‘’C’entro Anch’io’’ gestito dalla Comunità Murialdo e l’Intercity Ramblers gestito dall’Associazione Ubalda Bettini Girella anche per verificare la non sovrapposizione dei servizi, da cui è emerso che l’attivazione del Servizio Ludoteca non avrebbe rappresentato né un doppione né un concorrenza rispetto a quanto già esistente.

Da qui la decisione di  procedere ad una gara per la gestione della Ludoteca periferica presso le Scuole Gandhi, dove verranno attività che mettano il bambino nelle condizioni di essere protagonista dell’esperienza ludica, imparando a scegliere il gioco e a giocare insieme.

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Rovereto e Vallagarina

Mostrati a Rovereto i risultati della ricerca sulla disoccupazione giovanile svoltasi in Vallagarina

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È stata presentata giovedì sera a Rovereto, a Palazzo Fedrigotti in Corso Bettini, la ricerca svoltasi in Vallagarina sulla disoccupazione giovanile. 

Lo studio è stato finanziato dal comune di Rovereto e si intitola “Alla ricerca del lavoro perduto: Stili di vita, condotte sociali e interventi per contrastare le nuove povertà”.

Il progetto ha analizzato fattori di ordine psicologico e sociale che hanno a che vedere con la disoccupazione dei giovani e degli adulti sul territorio della Vallagarina.

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Valentina Ferri, ricercatrice presso l’INAPP, ha mostrato ai presenti alcune evidenze empiriche. Emerge che in Trentino, la media degli anni in cui un individuo ricerca occupazione é la più bassa.

É più probabile, invece, spiega la professionista, che la maggior parte dei 15-34enni in cerca di occupazione siano nelle zone mezzogiorno.

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Interessanti i risultati anche per quanto concerne la differenza di genere in questo ambito.

Essere donna aumenta la probabilità di essere in condizione di ricerca di lavoro, secondo le ricerche. Il genere femminile risulta infatti più debole in termini di ingresso nel mondo lavorativo.

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Altre tematiche analizzate: differenze evidenziate rispetto alla cittadinanza degli individui e il fattore demotivazione.

Arrivato poi il momento di Riccardo Salomone con un punto di vista giuridico e una prospettiva di policy.

«Quale é la regola di base che ha caratterizzato le regole italiane sul rapporto tra regolazione del lavoro e regolazione del lavoro delle persone più giovani?» Esordisce il Presidente dell’Agenzia del Lavoro di Trento e Professore alla Facoltà di Giurisprudenza.

Dopo un breve excursus storico e giuridico, Salomone ha parlato dei nuovi standard lavorativi attuati per i giovani come ad esempio gli apprendistati e i tirocini.

Emerge quindi che bisogna forse prendere atto del fatto che alla persone giovani vengano offerte possibilità « inferiori » in cambio di una chance.

Il Professore si è poi concentrato sulle differenze del lavoro nel mondo pubblico vs quello privato.

Franco Fraccaroli, Professore presso il Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università degli Studi di Trento, prima di presentare la ricerca ed i suoi risultati, ha poi inquadrato il tema della disoccupazione sotto un punto di vista psicologico.

La parola è passata infine a Irene Barberi, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Trento e di Bologna.

Barbieri: alcuni dei risultati della ricerca svolta grazie ai contributi del comune sulla disoccupazione giovanile

«La premessa é stata quella di voler capire come potessero essere esplorate le relazioni tra disoccupazione e benessere. La domanda di fondo era “la mancanza di lavoro implica ancora una situazione di malessere?»

Sono stati analizzati due diversi gruppi, uno formato da 250 ragazzi e uno formato da 30 giovani.

Più della metà dei ragazzi e delle ragazze che hanno partecipato allo studio hanno mostrato una soglia di vulnerabilità psicologica elevata.

Il lavoro per loro sembra essere un aspetto importante per costruire la propria identità, fare esperienze, arricchirsi e costruire una rete di conoscenze. Per alcuni, il lavoro può accrescere la dignità dell’individuo.

Hanno però anche una percezione negativa del mondo del lavoro, che vedono come chiuso, precario, complesso e anche ingiusto.

Molti partecipanti sembrano vivere in un contesto che non sentono proprio. E trovano difficoltà anche a dimostrare un senso di apparenza al territorio.

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Rovereto e Vallagarina

Marangoni: a breve nuovo incontro per discutere gli impegni occupazionali con l’azienda e le rappresentanze dei lavoratori

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Un nuovo incontro fra azienda, sindacati e Provincia, per riesaminare gli impegni occupazionali riguardanti la Marangoni Pneumatici di Rovereto: questo l’impegno emerso ieri pomeriggio nel corso dell’incontro fra l’assessore allo sviluppo economico e lavoro Achille Spinelli, accompagnato dal presidente di Trentino Sviluppo Sergio Anzelini e dal direttore dell’Ufficio provinciale di supporto allo sviluppo economico Roberto Dal Bosco, e le rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl, Cobas e Rsu.

Al termine del confronto, richiesto dai sindacati e prontamente organizzato, le parti hanno concordato di rivedersi quanto prima assieme ai vertici dell’azienda al fine di discutere più approfonditamente la questione occupazionale in seno alla Marangoni spa.

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Rovereto e Vallagarina

Crisi Adler Rovereto, interviene la provincia

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Interviene la provincia autonoma di Trento dopo l’annuncio shock dello stabilimento Adler di Rovereto che conferma l’esubero di 24 dipendenti.

Con questa scelta la fabbrica dimezza la potenza lavoro riducendo l’organico da 51 addetti a 27. L’assessore provinciale allo Sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli conferma che la Provincia sta seguendo il caso con grande attenzione.

“Chiederò al più presto un incontro alla proprietà – anticipa Spinelli – per capire se davvero sono messi in discussione gli attuali livelli occupazionali ed eventualmente quali attività possano essere messe in campo dalla Provincia, anche con l’ausilio di eventuali strumenti di supporto. Andrà in particolare capito – spiega Spinelli – cosa si intenda per esternalizzazione e dove si voglia esternalizzare, considerando che a Rovereto esiste un’unità produttiva avanzata e con personale preparato”.

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