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economia e finanza

Europa e migrazione: Il ruolo funzionale delle ONG al servizio del liberalismo

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Le ONG che in mare seguono o assistono i migranti sono funzionali a questa Europa.

Molto spesso chi sente o legge le notizie su queste tematiche tende a schierarsi in base al proprio stato emotivo. La scelta è tra compassione o odio.

Ma bisogna andare più a fondo per cercare di capire i meccanismi e la filosofia che sta alla base dell’Europa cosi’ com’è concepita oggi.

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Ed è allora che ci si accorge che nulla accade per caso.

Il capitale è il padrone supremo che deve essere libero di muoversi come vuole in tutti gli stati membri dell’Unione.

Il lavoro invece deve essere precario e senza diritti essendo un costo per il capitale.

Qui entrano in gioco i migranti e le ONG. I primi non chiedono diritti mentre i secondi speculano sulle loro vite in nome di una libertà a cui non credono.

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Non vogliamo dire che non esistano persone con la voglia di aiutare gli altri in maniera disinteressata. Ma ci sentiamo di affermare che le ONG sono i bracci politici del capitalismo internazionale.

Quello che bisogna tenere bene a mente è che questi flussi avvengono in un ottica di un piano economico che ha come fine la competizione al ribasso di diritti e salari.

L’impianto strutturale dato a questa Europa e la volontà politica non punta ad un benessere sociale e alla crescita individuale ma a far trarre al capitale la maggior rendita possibile.

In conclusione: quello a cui assistiamo è solo una guerra tra poveri imposta dall’alto al fine di tenere in piedi il sogno di un’ Europa a bassa inflazione.

L’intera nazione si trova di fronte ad un bivio. Accettare l’afflusso in entrata di forza lavoro volta ad abbassare le pretese e i costi dei salari oppure a limitarli ed al massimo a regolarli?

L’unione di bilancio sarebbe l’unica scelta capace di calmierare e attutire l’influsso migratorio. Questo vorrebbe dire scaricare tali costi su tutti gli Stati membri.

Siamo sicuri che Francia e Germania vogliano condividere con noi i costi derivanti dalle loro scelte?

Noi pensiamo di no. Ricordiamoci che Francia e Germania stanno riducendo le entrate dei migranti nel loro territorio.

Chi oggi sostiene il fine puro delle ONG farebbe bene a ricordarsi del grande numero di lavoratori italiani senza diritti, delle aziende del territorio che faticano e dei giovani che hanno perso la speranza nel loro paese.

L’economia dovrebbe servire la politica e non la politica servire l’economia.

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Aziende

Klimahouse 2020, Costruire bene. Vivere bene.

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Klimahouse, fiera internazionale per l’efficienza energetica e il risanamento in edilizia, compie 15 anni. E per l’importante occasione si rinnova. La manifestazione, in programma da mercoledì 22 a sabato 25 gennaio, quest’anno punta a svilupparsi ulteriormente da fiera classica a vero e proprio ecosistema del costruire bene.

Da qui il nuovo claim “Costruire bene. Vivere bene” che sottolinea non solo la profonda influenza degli spazi abitativi nella vita di tutti i giorni, ma anche la nuova centralità assunta dalluomo in rapporto all’ambiente abitativo e lavorativo che lo circonda. Nuovo anche il logo che evidenzia il fermento di una fiera in grande evoluzione e un programma di eventi estesi a tutta la città. Quest’anno i visitatori saranno attesi da una quattro giorni ricca di appuntamenti, oltre 150, che avranno appunto come filo conduttore la centralità dell’uomo negli spazi abitativi.

Un approccio inevitabilmente influenzato dal dibattito sul cambiamento climatico e dall’esigenza attuale dell’uomo di riappropriarsi degli spazi in cui vive e abita quotidianamente. Perciò i giovani e la cosiddetta “Generazione Z” saranno tra gli attori principali di questa quindicesima edizione. Proprio loro potranno infatti esprimere le proprie idee sul futuro del green building, attraverso “Onda Z@Klimahouse2020”, un hackathon sul cambiamento climatico della durata di due giorni che si terrà presso la Libera Università di Bolzano, con il coinvolgimento di numerosi studenti e studentesse (oltre 60) di età compresa tra i 14 e i 21 anni provenienti non solo dall’Alto Adige, ma tutta Italia.

Ma questa è solo una delle molte novità al centro di Klimahouse 2020. All’interno dello spazio espositivo da 25 mila m² che in questa edizione ospiterà più di 450 stand ed espositori, si terrà, nell’arco di tre giorni il Klimahouse Congress 2020, convegno internazionale sull’edilizia sostenibile, organizzato dall’Agenzia CasaClima. Per tre giorni 15 speaker di fama internazionale si alterneranno sul palco per affrontare temi quali le immense potenzialità del legno come materiale costruttivo, le opportunità offerte dalla digitalizzazione, la costruzione e il risanamento sostenibili.

Spazio poi a idee e progetti per un’edilizia innovativa con le 15 startup e scaleup del Klimahouse Future Hub durante il quale si potrà anche assistere alla presentazione online del Klimahouse Future Report 2019 sulle tecnologie più rivoluzionarie nel settore green building.

Novità di punta dell’edizione 2020 sarà Klimahouse x Bolzano, con il coinvolgimento di importanti partner privati e istituzionali, quali il Comune di Bolzano, la Libera Università di Bolzano, le Associazioni di categoria hds, hgv, Confesercenti, BZHEARTBEAT, nonché l’Azienda di Soggiorno. I negozi, ristoranti e bar del centro cittadino aderenti all’iniziativa, proporranno prodotti a km 0, o di filiera corta e condivideranno il proposito di non utilizzare posate, bottiglie o sacchetti in materiale plastico.

Klimahouse è diventata un successo di pubblico anche grazie ai suoi momenti di formazione e informazione unici nel loro genere: il programma prevede infatti grande attenzione anche ai consumatori finali che intendono costruire o risanare la propria casa o il proprio appartamento.

Tutti i giorni, presso lo stand dell’Agenzia CasaClima, consulenti specializzati saranno a disposizione per rispondere ancora una volta – gratuitamente – a tutte le domande sull’efficienza energetica degli edifici e sulle ristrutturazioni.

Immancabile infine il focus sulla mobilità sostenibile con il convegno Klimamobility, appuntamento che intende stimolare un dialogo aperto sulla progettazione urbana e un costruttivo scambio di idee tra i principali attori del settore. L’edizione di quest’anno, dal titolo “Mobilità sostenibile. Elettrizzante?”, sarà incentrata prevalentemente sulla mobilità elettrica e sul MaaS (Mobility as a Service), un nuovo modello di business per l’erogazione di servizi di trasporto che alcuni Paesi europei, come la Finlandia e la Svizzera, stanno sperimentando da qualche anno.

Klimahouse 2020

mercoledì 22 – sabato 25 gennaio | 9:00 – 18:00

450 espositori | 150 eventi | 15 startup

Acquistando il ticket online viaggi gratis da e per la fiera con tutti i mezzi pubblici dell’Alto Adige

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economia e finanza

In calo i fallimenti in Trentino, Bort: «Confortante segnale di capacità di tenuta del nostro tessuto economico»

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Nella foto il presidente della camera del Commercio di Trento Giovanni Bort

Nel corso dell’anno che si è appena concluso, le aperture di fallimento rilevate presso i tribunali di Trento e Rovereto e monitorate dall’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio sono risultate essere 61.

Questo valore testimonia la progressiva riduzione del numero di fallimenti, registrato annualmente, che si riscontra ormai da un triennio.

Rispetto al dato record di 145 aperture di fallimento in corso d’anno, rilevato nel 2016, i valori sono progressivamente diminuiti fino a riportarsi, allo stato attuale, sui livelli precedenti la crisi economica del 2008-2009.

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Considerando le forme giuridiche delle imprese interessate da procedura concorsuale, risulta che 3 sono ditte individuali, 11 società di persone e 47 società di capitale.

La loro distribuzione sul territorio riguarda 24 comuni della provincia di Trento. Un’ampia maggioranza si trova nel comune di Trento (26), che raggruppa oltre il 40% delle procedure, e sette nel comune di Rovereto.

Altri sei comuni del Trentino sono stati interessati da 2 fallimenti ciascuno e 16 comuni da un solo fallimento.

Considerando i singoli settori economici, anche nel 2019 l’edilizia rappresenta il comparto maggiormente interessato dai fallimenti seppure in misura minore, in termini assoluti, rispetto agli anni immediatamente precedenti: le imprese di costruzione, gli impiantisti e le società immobiliari dichiarate fallite sono state 20, pari al 33% del totale delle procedure concorsuali considerate.

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Seguono il commercio con 10 fallimenti, “bar-alberghi-ristoranti” e “servizi alle imprese- terziario avanzato” entrambi con 8 procedure fallimentari aperte in corso d’anno.

Altri settori sono stati colpiti più marginalmente, come il manifatturiero (6 fallimenti), i servizi alla persona (4), l’estrattivo (3) e i trasporti (2).

Rispetto agli anni precedenti si riscontra quindi un leggero aumento, in termini relativi, dei fallimenti che hanno interessato i servizi e il comparto ricettivo-ristorazione-bar, mentre diminuiscono proporzionalmente quelli rilevati nell’edilizia e, soprattutto, nel comparto manifatturiero.

“La positiva tendenza che dal 2016 vede in costante calo il numero delle imprese trentine colpite da fallimento – ha commentato Giovanni Bort, (foto)Presidente della Camera di Commercio di Trento – è un confortante segnale di capacità di tenuta del nostro tessuto economico che dimostra di sapere operare e affermare la propria competitività, contenendo progressivamente il numero di nuove procedure fallimentari”.

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economia e finanza

Nel 2019 le aziende trentine hanno acquistato quasi 34 mila metri quadrati di superfici da Trentino Sviluppo

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Sette aziende hanno acquistato da Trentino Sviluppo, nel corso del 2019, ben 33.884 metri quadrati complessivi di aree produttive di interesse provinciale, per un corrispettivo complessivo di 4,6 milioni di euro.

Un segnale di vivacità industriale ed economica che potrà trovare spazio, nel 2020, anche a Mori, con l’assegnazione dell’area industriale di Mori Casotte. Grazie alla cessione di aree produttive per nuove strutture o ampliamenti, si registra anche un’importante ricaduta occupazionale, con la salvaguardia vincolata di quasi 500 unità lavorative.

«I dati del 2019 lasciano ben sperare rispetto alla vitalità economica delle aziende del territorio – sottolinea l’Assessore allo Sviluppo Economico, Ricerca e Lavoro della Provincia, Achille Spinelli – che speriamo permanga nel 2020, anno in cui Trentino Sviluppo dovrà dedicare il massimo sforzo per la cessione delle aree produttive di Mori-Casotte, dove è stato approvato recentemente un piano attuativo a lungo atteso. Saranno messi sul mercato oltre 100 mila metri quadrati di aree produttive, suddivisi in lotti di varia ampiezza e con diverse caratteristiche, per soddisfare dalla grande alla piccola dimensione realizzativa. Si tratta di una vera e propria opportunità per le aziende trentine, ma anche per le aziende che da fuori provincia vogliono investire sul nostro territorio, creando valore e occupazione». 

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I dati del 2019 confermano un lavoro intenso che la Provincia ha affidato a Trentino Sviluppo nel 2018 con il conferimento al “fondo attività economiche” gestito dalla società le aree precedentemente gestite dal Servizio Industria.

Nel dettaglio, Trentino Sviluppo nel 2019 ha ceduto 9.700 mq. alle Officine Margoni di Ravina, 7.000 mq alla Barison Industry a Ravina, 6.000 mq. alla Trentino Soccorso di Lavis, 4.200 alla L.e.g.o. Spa (ex Legoprint) sempre a Lavis, 3.800 alle Lattonerie Revolti di Lavis, 1.500 alla Berteotti di Lavis e 1.400 alla Rigotti Flavio di Tavodo (San Lorenzo Dorsino).

«Abbiamo fatto tesoro dell’esperienza degli anni scorsi a Scurelle, a Molina di Fiemme e a Molveno – afferma il direttore operativo di Trentino Sviluppo, Nicola Polito – cercando di dare vitalità anzitutto all’area di Ravina e ad alcune aree a Lavis. Grazie al supporto degli uffici provinciali, con queste operazioni abbiamo erogato oltre 580mila euro di agevolazioni di legge consolidando impegni occupazionali per 488 unità lavorative. Il nostro servizio è quello di accompagnare le aziende nella scelta dell’area più adeguata alle specifiche esigenze, illustrare le agevolazioni previste dalla legge provinciale n. 6 del 1999, accompagnare l’azienda nella presentazione della domanda, istruirla per la concessione delle agevolazioni di legge, costruire infine un patto negoziale unito al rogito notarile che consolidi gli impegni occupazionali e di investimento sull’area acquistata».

Tutte le aree disponibili, come previsto dalla normativa provinciale, sono rese note attraverso il sito web istituzionale della Società: sul sito «Invest in Trentino» è attivo il portale per visionare e accedere alle opportunità di vendita di aree di Trentino Sviluppo.

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