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Trento

Il cordoglio della Giunta per la scomparsa di Renzo Leonardi e Guido Lorenzi

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“Due uomini di cultura, di scienza, due uomini – ognuno a suo modo – delle istituzioni, il cui impegno ha lasciato segni importanti per la storia della nostra comunità

Così il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, esprime anche a nome della Giunta il cordoglio per la scomparsa di Guido Lorenzi e di Renzo Leonardi.

“Dobbiamo essere loro grati – aggiunge il presidente – non solo per ciò che di concreto hanno realizzato e che costituisce un’eredità collettiva di grande valore, ma anche e, forse, soprattutto, per quel grande insegnamento che deriva dal loro esempio di vita: una vita fatta di passione, studio ed impegno a cui si è sempre accompagnata quella curiosità che in ogni tempo ha spinto gli uomini a cercare di migliorare sempre di più”.

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«Certamente la sua scomparsa rappresenta una perdita per la nostra intera comunità. Esprimo le mie condoglianze e quello dell’intera assemblea legislativa alla famiglia”. Così il Presidente del Consiglio regionale, Roberto Paccher ha ricordato l’ex Consigliere Guido Lorenzi.

Sempre il presidente del consiglio regionale sulla scomparsa di Leonardi: ”Con la scomparsa del professor Leonardi si spegne un astro che ha brillato a lungo nella nostra comunità, ma di lui rimangono i grandiosi progetti che ha prima sognato e poi realizzato, dall’Università di Fisica al Centro di Protonterapia. La sua opera continuerà a illuminare le menti di tanti giovani e a dare speranza per il futuro”.

GUIDO LORENZI –  È stato Lorenzi, nel 1977, quando era assessore alla cultura a rivoluzionare il Sistema Bibliotecario Trentino,  considerato ancor oggi fra i più innovativi del Paese è composto da oltre 150 biblioteche diffuse su tutto il territorio.

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È stato grazie alla sua grande intuizione che il sistema bibliografico trentino ci viene invidiato ancora oggi. Perché ha saputo ancorare le biblioteche di pubblica lettura in tutte le vallate facendole dirigere da bibliotecari trasformati in animatori culturali a tutto tondo, compresi i corsi di lingua straniera e la partecipazione alle monografie di vallata.

Guido Lorenzi, era stato assessore con deleghe alla cultura nelle legislature di Kessler, Grigolli e Mengoni.

È stato direttore didattico di Borgo e si era laureato in pedagogia a Padova.

È stato uno dei protagonisti del coraggioso restauro di Castel Beseno, il vascello fantasma che appare ai viaggiatori dell’autostrada o della ferrovia del Brennero con la doppia illuminazione delle sue mura.

Democristiano doroteo, più volta ha ammesso di essere stato più in sintonia con Kessler, il più esplicito degli anti-dorotei.

RENZO LEONARDI – È stato un fisico nucleare trentino di livello mondiale, nonché uno dei massimi esperti di arte fiamminga.

Aveva compiuto da pochi giorni 79 anni. Lascia la moglie Annamaria e due figli, Antonio e Alessandra.

Leonardi era una mente brillante. Precoce. Rara. Poliedrica. Che gli ha permesso di essere un numero uno. Sempre. E di vincere le sfide a cui è stato chiamato e che lui stesso si è posto. Tutte.

La più importante è stata senz’altro quella della realizzazione a Trento del Centro di protonterapia. Una realtà che non sarebbe mai nata senza di lui. Che l’ha ideato, sviluppato e fortemente voluto.

Grande cordoglio anche in Ateneo di Trento per la scomparsa del professor Renzo Leonardi, fisico nucleare e docente emerito dell’Università di Trento. “È stato uno dei padri fondatori della Fisica a Trento, uno di quegli scienziati che si sono formati lontano, hanno fatto grandi cose e poi hanno deciso di tornare per mettere la propria competenza al servizio della comunità”, ricorda il rettore Paolo Collini.

“A lui il nostro Ateneo e il Trentino deve molto. È arrivato a Trento da Bologna e Catania dopo varie esperienze accademiche e formalmente è diventato nostro professore nel 1977. Da allora ha lavorato incessantemente per dar vita a progetti scientifici ambiziosi. L’ultima sua grande sfida, il Centro di protonterapia, è stato da lui ideato, sviluppato, voluto fortemente. Ha convinto il mondo politico e accademico, ha affrontato tutte le difficoltà logistiche, legate alle tecnologie, ai partner da coinvolgere. Ha permesso all’Ateneo di avviare una collaborazione intensa e fruttuosa con l’INFN, con la Fondazione Kessler e con l’Azienda provinciale per i servizi sanitari e ha dato vita a una struttura che combina un forte orientamento alla ricerca in Fisica medica con l’approccio clinico utile alla collettività. Il nostro pensiero e la nostra vicinanza va alla moglie e alla famiglia”.

“Era una persona piena di interessi, un carattere poliedrico, mai fossilizzato in un unico settore aggiunge l’ex rettore Davide Bassi. “Grande esperto e appassionato di arte, ad esempio. Dal suo entusiasmo è nata una scuola di Fisica teorica molto apprezzata a livello internazionale, non solo nel settore nucleare. Ha seminato molto: tanti giovani con il suo sostegno sono cresciuti e si sono affermati come scienziati autorevoli. Non solo uno studioso, è stato un esempio per tanti”.

Uno di questi amici e colleghi che lo hanno conosciuto e apprezzato è stato Sandro Stringari, che anche grazie al suo aiuto ha proseguito la sua carriera in Trentino. “Tra i suoi grandi meriti, quello di aver fondato nel 1993 l’ECT*, il centro di ricerca teorica in Fisica nucleare e aree collegate, che ogni anno a Villa Tambosi attira centinaia di ricercatori e ricercatrici per convegni e progetti di alto valore scientifico. Ha creato un ponte, un collegamento tra la comunità scientifica internazionale e quella dei fisici trentini. In veste di preside dell’allora Facoltà di Scienze, dal 1993 al 1996, fu uno dei primi a intravvedere le potenzialità di sviluppo della biologia a Trento, anche grazie ai suoi contatti illustri, come Rita Levi Montalcini o Renato Dulbecco. Un progetto che è diventato realtà molti anni più tardi”.

Al cordoglio dell’Ateneo si aggiunge quello particolare dei colleghi professori, amici e studenti del Dipartimento di Fisica, oggi rappresentanti dal direttore Giulio Monaco, che lo ricorda come persona sempre molto attiva e presente.

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