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Val di Non – Sole – Paganella

Presentata a Cles la mostra “Ursus – storie di uomini e orsi”

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Si è tenuta oggi, 4 luglio, la conferenza stampa sulla mostra “Ursus – storie di uomini e orsi” e non a caso si è scelto come luogo di presentazione la Sala Patronale del magnifico Palazzo Assessorile di Cles, proprio perchè questo sarà la location della mostra in oggetto.

L’Assessore alla Cultura, Avv. Vito Apuzzo, apre la conferenza: “Cles quest’estate sarà ricca di eventi culturali. Non è stato facile allestire una mostra sull’orso, ma non sarà una mostra naturalistica, per quella ci sono musei molto più adeguati, sarà una mostra dallo stampo culturale, sociologico, sul rapporto uomo/orso nei millenni. Voglio sottolineare un particolare evento collaterale che si terrà l’8 agosto prossimo, il concerto dell’orchestra ‘Bazzini Consort’ di Brescia, che suonerà tra l’altro un brano di Gustav Mahler tratto dalla 1a Sinfonia, 3° movimento, ripreso dalla cantilena ‘Fra Martino’, deformata e in tonalità minore, che diventa una marcia funebre dove gli orsi accompagnano il cacciatore alla tomba, tipico del ‘mondo alla rovescia’ nella cultura popolare nordeuropea; un funerale dove gli animali provano pietà verso chi li uccide. Tutti gli eventi collaterali si ricollegano alla tematica della mostra”.

Parla ora la Dott.ssa Silvia Spada, storica dell’arte ed ex Direttrice dell’Ufficio Servizi Museali e Storico-Artistici del Comune di Bolzano, qui in veste di curatrice della mostra: “La mostra si snoda su due binari: il rapporto complesso uomo/orso, e la ricerca di tipo locale, in questo caso rivolta al Trentino Alto-Adige, narrata per immagini. Una storia articolata, affascinante, dove nell’emisfero settentrionale non si conoscevano le scimmie, e l’animale più simile all’uomo era l’orso, in quanto cammina eretto, usa le zampe come mani, ha una visione frontale, è in grado di scendere da una scala a pioli, è onnivoro, cura l’educazione dei propri piccoli a lungo; insomma, un alter-ego dell’uomo. La storia è complessa, inizia dal paleolitico, per arrivare all’epoca contemporanea”.

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La Dott.ssa Spada prosegue descrivendo minuziosamente nei dettagli le varie sezioni della mostra, strutturate non cronologicamente, ma per tematica, iniziando dalla preistoria e la caccia, con reperti archeologici, e cosa significava l’orso per le nostre genti, che catturavano l’orso per venderne pelli e grasso. Persino a Cles esisteva una famiglia di cacciatori di orsi, la famiglia Lorenzoni, e le sue catture sono documentate attraverso un libretto all’epoca redatto da un sacerdote.

Rappresentazioni e raffigurazioni dell’orso dal medioevo ai giorni nostri: l’orso passa attraverso scene di caccia e stemmi araldici, fino a diventare incarnazione dei peggiori vizi umani, colpa anche della chiesa e della lotta contro il paganesimo, fino a divenire simbolo di virtù.

Ancora l’orso e la chiesa: orsi domati da santi, vedi il popolare San Romedio, ed ex voto dedicati.

L’orso ballerino: alla fine catturato, spesso da cucciolo, domato ed addomesticato, portato nelle fiere e costretto a danzare ed a mimare combattimenti con l’uomo, dove gli addestratori erano circensi itineranti.

L’orso e il carnevale: da sempre simboleggiato nelle maschere, e sottomesso dal cacciatore, come metafora del dominio umano sulla natura; in particolare nelle maschere del carnevale di Egetmann a Termeno (Bz), uno dei più famosi di tutto l’arco alpino.

L’orso ed i giocattoli: verso fine ‘800, inizio ‘900, l’orso viene visto sotto una luce diversa; in val Gardena si iniziano a costruire statuine di legno con le sue sembianze, fino a divenire l’orsacchiotto ‘Teddy Bear’, nomignolo acquisito grazie al Presidente Roosvelt ed a una battuta di caccia fallita. Da qui in poi è un susseguirsi di peluche, libri, fumetti, cartoons; l’orso diviene beniamino dei bambini, amato e benvoluto, in un proseguo attuale più che mai fortuito.

Il progetto Life Ursus: il ripopolamento nei parchi dell’Adamello-Brenta iniziato nel 1999, ed le diatribe che sono seguite, causa gli ovvi problemi derivati dalla reintroduzione.

A questo proposito l’Assessore Apuzzo precisa che l’Amministrazione comunale si astiene assolutamente dal porre giudizi in merito a ciò che sta accadendo, specialmente in questi giorni, dove l’orso è apparso in tutte le cronache; ognuno ha diritto alla propria opinione personale.

Presente anche il Presidente della Cassa Rurale Val di Non, Arch. Silvio Mucchi, il quale ricorda che anche nella finanza l’orso è presente, insieme al toro, cioè bull e bear, che sono indici di borsa. “Come main partner sosteniamo volentieri mostre poste nelle dimore storiche, ma poniamo molta attenzione a sostenere i vari progetti proposti; affiancati sempre dalla Provincia Autonoma di Trento, scegliamo meno iniziative ma di qualità, come stimolo a continuare su questo modus operandi”.

In conclusione, il Sindaco di Cles, Arch. Ruggero Mucchi: “Abbiamo colto l’opportunità per sviluppare una mostra così complessa ma con un tema attuale, e uno degli aspetti è dare un contributo per farsi delle idee in merito all’argomento orso. Il rapporto uomo/orso è un rapporto viscerale, storico, culturale, uomo e orso sono in cima alla catena alimentare; di sicuro l’orso ne fa le spese, ma l’uomo rimane terrorizzato da lui. Questa è una mostra diversa per gli standard estivi, rispetto alle mostre d’arte, ma c’è già sul territorio l’importante collezione artistica di Castel Caldes, era illogico avere due spazi simili. Anticipo che l’ultima mostra organizzata da questa Amministrazione, in primavera, sarà una mostra dedicata a Cles, alla sua storia, al suo patrimonio culturale. Spero che il nostro operato fin qui raggiunto funga da strategia per trovare collaborazioni nuove, e per mantenere la rete attuale di collaborazioni”.


La mostra verrà inaugurata sabato 6 luglio ad ore 18,00 con l’accompagnamento musicale del “Mason Brass Trio”.

Orari: lunedì: 14.30-18.30

Dal martedì alla domenica 10.00-12.30 / 14.30-18.30

In luglio e agosto aperture serali sabato e domenica con orario 20.00-22.00

Le foto sono di Orietta Coletti, Laura Paternoster e Nicola Bortolamedi

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Val di Non – Sole – Paganella

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Val di Non – Sole – Paganella

“Le Style Ancien Duo” chiude i matinée in musica di Cavareno. Grande successo domenica scorsa per l’aperitivo solidale

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In tanti domenica scorsa non sono voluti mancare al concerto del "Quartetto 3/Quarti" (foto Bruno Battocletti)

Sulle note di “Le Style Ancien Duo”, formato dai giovani trentini Andrea Agostini e Michele Valcanover che proporranno un ricco programma per flauto e arpa, si chiuderà la seconda edizione dei “Matinèe in musica”. (altro…)

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Val di Non – Sole – Paganella

Terres, proseguono i lavori di restauro a Castel Spaur

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