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Trento

Caldo record nel mese di giugno 2019

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Giugno 2019 è risultato eccezionalmente caldo e asciutto, è quanto evidenzia Meteotrentino nel consueto report riferito al sesto mese del 2019, caratterizzato dalla predominanza dell’alta pressione di origine africana che solo in alcune giornate ha permesso l’afflusso di aria più instabile con lo sviluppo di alcuni temporali localmente intensi.

In particolare gli ultimi giorni del mese sono stati contraddistinti da temperature estremamente elevate, con il massimo raggiunto, quasi ovunque, il giorno 27, valore che in molte stazioni risulta il più alto mai misurato a giugno dall’inizio delle misurazioni.

La temperatura media mensile di giugno è stata di 24,5 °C (10 gradi in più del mese precedente e quasi 4 più della media) ed è risultata eccezionalmente elevata.

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Solo il giugno 2003, con 24,7 °C, ha fatto registrare una temperatura media superiore, seppur di soli 0,2 °C.

La temperatura massima del mese, pari a 38,9 °C, è stata toccata il giorno 27, ma non è stata sufficiente a battere il record di 39,2 °C misurato il lontano 28 giugno 1935.

La minima assoluta di 12,4 °C, registrata il primo giorno del mese, risulta superiore alla media delle minime assolute (9,7 °C) ma molto inferiore ai 14,3 °C raggiunti il 19/6/2003.

Un mese di giugno (11) che per la prima volta ha mostrato in Trentino  il fenomeno delle nubi «NUBI MAMMATUS». (qui articolo)

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Il loro nome ha la stessa radice etimologica di “mammella”, e in effetti, la loro forma tondeggiante è piuttosto inequivocabile.

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Trento

Ieri la celebrazione della «Virgo Fidelis» insieme al Vescovo Lauro Tisi

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Ieri, alle 17:30, presso la Chiesa dello “Sposalizio di Maria Vergine”, in via San Bernardino, l’Arcivescovo di Trento, Mons. Lauro TISI, ha celebrato la santa Messa in onore della Virgo Fidelis, Patrona dell’Arma dei Carabinieri.

Nella giornata di ieri, l’Arma ha ricordato anche il 78° Anniversario della difesa del caposaldo di Culqualber nel 1941, del 1° Battaglione Carabinieri Zaptiè mobilitato, in Africa orientale, e la “Giornata dell’Orfano”, che intende rivolgere l’attenzione a tutti quei bimbi, adolescenti e giovani, i quali -per il tragico divenire degli eventi- sono stati privati dell’affetto paterno, con grande e iniquo dolore.

Le tre ricorrenze accomunate dall’etica del dovere, esaltano i valori, che fondano questa Istituzione, nell’accezione di semplicità dei gesti quotidiani di attenzione e di vicinanza al prossimo nel solo intento di compiere ordinariamente ciascuno, e al meglio, il proprio dovere, con la serena coscienza di non fare nulla di speciale, nell’operoso diuturno silenzio.

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Anche il vescovo Lauro, nell’omelia, ha ricordato il senso di prossimità proprio dell’Arma dei Carabinieri, che per la capillarità territoriale con cui si connota su tutto il Paese, materializza il concetto di vicinanza, soprattutto a chi ha bisogno, “per infondere gioia e serenità”, determinando con ciò anche la felicità dell’operatore.

Questa esperienza, Don Lauro, ha dichiarato di averla maturata, un anno fa, quando la tempesta Vaia ha portato la sua devastazione nelle nostre valli e a Dimaro, Lui ha potuto vedere l’attenzione verso la perdita di una vita.

In quell’occasione il Vescovo ha apprezzato la coesione e la vicinanza degli appartenenti all’Arma che si sono stretti intorno a chi ha subito questa grave perdita, esaltandone l’umanità e la solidarietà.

 

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Trento

NOE Trento: sacchi azzurri nel mirino, accertate 821 violazioni in 10 mesi

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Da gennaio ad ottobre gli accertatori ambientali appartenente a Dolomiti Ambiente in collaborazione con gli agenti di quartiere e personale dell’ufficio del Nucleo operativo ambientale (NOE) della Polizia Locale di Trento Monte Bondone hanno accertato 821 violazioni all’art. 5 del Regolamento per la raccolta integrata dei rifiuti urbani. (oltre 80 al mese)

Fondamentale l’apporto fornito dagli accertatori ambientali che operano giornalmente sul territorio da circa due anni, segnalando le più svariate situazioni anomale.

Circa l’80 % delle violazioni ha riguardato l’esposizione dei sacchetti azzurri o dei contenitori per le frazioni dei rifiuti raccolti con il servizio porta a porta nei giorni diversi da quelli previsti dal calendario predisposto da Dolomiti Ambiente. Con questa attività si è voluto dare una risposta puntuale ai numerosi cittadini che segnalavano la presenza di sacchi azzurri, utilizzati per la raccolta degli imballaggi leggeri, che rimanevano esposti su suolo pubblico per parecchi giorni creando una sensazione di degrado e lordura.

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Per ovviare a questo inconveniente per ogni zona del comune è prevista una giornata specifica per la raccolta dei sacchi.

Lo specifica l’art. 5 comma e del Regolamento per la gestione integrata dei rifiuti urbani, che prevede: “L’esposizione di sacchetti e/o contenitori su area pubblica, in punti concordati con il Gestore, deve avvenire prima delle ore diciotto della sera antecedente il giorno di raccolta ed altresì il mancato ritiro dei suddetti contenitori deve essere effettuata dopo le ore venti del giorno di raccolta;la violazione ammonta a Euro 54.”

A seguito di controlli con mezzi di videosorveglianza in dotazione al personale del nucleo operativo ambientale della Polizia Locale – attivati a seguito della preziosa collaborazione dei cittadini – è stata sanzionata una persona di sesso maschile che abbandonava (FOTO 1) uno scatolone contenente rifiuti vari tra cui bottiglie in plastica, contenitori per liquido antigelo ecc., in un’area di servizio di un distributore di carburanti in tangenziale, verso le ore 18 del 9 novembre 2019, alla presenza di più persone.

La sanzione applicata è quella prevista e punita dalla Legge 152/2006, articolo 192 comma 1 del Testo Unico in materia di ambiente, che vieta l’abbandono e il deposito incontrollati di rifiuti sul suolo e nel suolo, sanzionato con il pagamento di una somma di euro 600. Al responsabile dell’abbandono è stato intimato di procedere alla rimozione, all’avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti depositati.

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Un altro intervento che ha richiesto varie settimane di indagini e istruttoria riguarda un episodio avvenuto lo scorso 19 settembre alle 11.40 circa: personale della Polizia Locale appartenente ai Servizi Esterni, a seguito di una segnalazione telefonica inerente ad uno sversamento di liquido in un piazzale (FOTO 2), è intervenuta in zona nord del capoluogo cittadino.

Con l’ausilio del personale del NOA si è potuto accertare l’avvenuta l’immissione di liquido maleodorante in una caditoia, utilizzata per la raccolta delle acque meteoriche, operata da un autobotte di proprietà di una ditta locale. All’arrivo degli agenti operanti la caditoia del piazzale era interessata dalla presenza di un liquido verde/blu che emanava un cattivo odore.

Dopo aver acquisito e visionato i filmati di videosorveglianza dell’area interessata allo sversamento del liquido, si è potuto accertare la responsabilità di un uomo, in seguito identificato, che intento a srotolare un tubo flessibile “tipo manichetta” per poi portarsi in prossimità della caditoia per la raccolta delle acque meteoriche del piazzale e immettere la parte terminale del tubo flessibile all’interno della caditoia.

Tale operazione è stata ripetuta in due distinte occasioni. Su indicazione della Polizia Locale, personale della ditta sorpresa a smaltire illecitamente liquidi derivanti da lavorazioni industriali ha disposto a proprie spese l’intervento di una ditta specializzata per la bonifica della caditoia.

Al termine delle indagini due persone sono state segnalate all’attività giudiziaria ai sensi Art. 256 co. 1 lett. a) e co. 2) del Decreto Legislativo n. 152 del 03/04/2006 “Testo unico leggi ambientali”, per avere effettuato una gestione di rifiuti speciali non pericolosi non autorizzata. Gli indagati sono stati ammessi al pagamento di una somma pari ad euro 6.500 euro ciascuno, al fine di evitare l’azione penale, sanzione pecuniaria che veniva pagata alcuni giorni dopo da entrambi gli indagati.

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Trento

Lotta contro gli sprechi: grazie al progetto «BringTheFood» donate un milione di porzioni di cibo

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Il sistema, basato su un’applicazione informatica messa a punto alla FBK di Trento, permette di far entrare in contatto chi ha eccedenze di cibo con chi ne ha bisogno, ed evita gli sprechi.

Dall’inizio del 2019, ristoranti, servizi di catering, mense aziendali e scolastiche hanno consentito un recupero e una redistribuzione entro le 24 ore di prodotti freschi e cotti agli enti caritativi per un totale di 150 tonnellate di alimenti.

Sono più di un milione le porzioni di cibo donate dall’inizio del 2019 grazie al progetto BringTheFood della Fondazione Bruno Kessler di Trento.

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Il sistema, basato su un’applicazione informatica messa a punto dall’Unità di ricerca ICT4G(ICT for Good) della FBK, permette di mettere in contatto chi ha delle eccedenze di alimenti con le organizzazioni umanitarie, in modo che il cibo preparato in più non finisca come rifiuto a fine giornata ma serva ad assicurare dei pasti a persone che ne hanno bisogno.

In particolare, BringTheFood rende immediata la donazione delle eccedenze alimentari di ristoranti, servizi di catering, mense aziendali e scolastiche, consentendo un recupero e una redistribuzione di prodotti freschi e cotti entro le 24 ore. Gli enti caritativi, a loro volta, organizzano meglio il giro di raccolta, sapendo sempre chi ha qualcosa da donare, e possono avere la documentazione fiscale e tutte le statistiche costantemente a portata di mano.

Grazie a BringTheFood, ad esempio, il Banco Alimentare del Trentino – Alto Adige ha raddoppiato la quantità di cibo recuperato da mense e catering rispetto a quando il sistema non veniva utilizzato.

Oltre ai cibi già preparati, possono essere recuperati anche i prodotti invenduti delle organizzazioni di produttori agricoli, i quali tramite BringTheFood sono in grado di donare a reti solidali con facilità, semplificando lo smistamento di grandi quantità e generando tutta la documentazione necessaria ad accedere alle agevolazioni fiscali.

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Ad esempio, ACLI Padova organizza la raccolta per il progetto Rete Solida dal 2014 e, grazie a BringTheFood, ha ridotto sensibilmente il tempo necessario per organizzare lo smistamento di donazioni di oltre 20 tonnellate.

“Siamo orgogliosi che una tecnologia sviluppata qui da noi sia usata per fare la differenza e aiutare chi ha bisogno”, commenta Adolfo Villafiorita, responsabile dell’Unità di ricerca ICT4G (FBK), “Si tratta di un bel risultato che è stato raggiunto dagli enti con cui collaboriamo, grazie anche all’uso di BringTheFood. È un piccolo ma, speriamo, significativo contributo al costante lavoro degli enti caritativi e dei volontari che operano in questo settore e una dimostrazione di come la tecnologia possa essere messa al servizio del sociale, un’attività a cui ci dedichiamo da più di dieci anni”.

E per una cultura anti-spreco che coinvolga anche le nuove generazioni, l’Unità ICT4G della FBK ha sviluppato il progetto Zero a Scuola, grazie al quale è stata svolta una rilevazione dello spreco in alcune mense scolastiche del Trentino, affiancata da incontri sul tema dell’impronta ecologica e della nutrizione rivolti a studenti delle scuole medie.

Chi è interessato a collaborare come potenziale donatore di cibo, come volontario per aiutare nella raccolta e la distribuzione, o chi vuole porre domande e richieste relative a BringTheFood, può compilare il modulo che si trova qui.

Per maggiori informazioni: http://www.bringfood.org/

Breve storia di BringTheFood – Fondazione Bruno Kessler

Progettato dai ricercatori dell’Unità ICT4G (ICT for Good) guidata da Adolfo Villafiorita, il sistema si avvale anche di una app che permette a gestori di ristoranti, servizi di catering, supermercati e singole persone di segnalare le eccedenze di cibo e alle organizzazioni umanitarie di richiederle in tempo reale.                                                                                                                                                                                                               Le basi dell’applicazione erano state sviluppate in occasione di RHOK Global (Random Hacks of Kindness), iniziativa tenuta nel dicembre del 2011 in contemporanea in 32 città del mondo e organizzata a Trento proprio dai ricercatori dell’Unità ICT4G, a cui hanno partecipato programmatori ed esperti volontari per progettare soluzioni informatiche open source utili alla società. “BringTheFood” è stata poi presentata alla conferenza di settore ICTD2012, ad Atlanta negli U.S.A.

Nel 2012, grazie alla partnership sociale con Fondazione Banco Alimentare Onlus, è iniziata una fase di sperimentazione pratica sul territorio della Provincia autonoma di Trento in collaborazione con il Banco Alimentare del Trentino Alto Adige Onlus, e poi nel Comune di Milano in collaborazione con l’Ass.

Banco Alimentare della Lombardia “Danilo Fossati” Onlus. Nell’ottobre del 2013 “BringTheFood” è stata presentata nella sede della FAO a Roma nell’ambito delle iniziative del Ministero degli Affari Esteri per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione.

Al termine del 2014, è partita una nuova sperimentazione con le ACLI di Padova grazie alla quale sono state aggiunte nuove funzioni per fare in modo che gli enti caritativi possano anche gestire grandi donazioni da mono-produttori. In seguito BringTheFood è stata selezionata fra i progetti meritevoli di rappresentare l’eccellenza italiana a Expo 2015.

Nel 2019 sono state 150 le tonnellate recuperate dalle reti che usano BringTheFood, corrispondenti a 1.000.000 di porzioni da 150g.

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