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Italia ed estero

Commissione Ue, niente procedura per lʼItalia. Cala lo spread

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Finisce il balletto fra Italia e Unione Europea.

Contro l’Italia infatti non ci sarà nessuna procedura per eccesso di deficit in base alla regola del debito.

La Commissione Ue ha accolto le indicazioni dei capi di gabinetto che avevano suggerito che la procedura d’infrazione contro Roma non era necessaria.

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La conferma è merito anche della lettera inviata dal premier Giuseppe Conte che mostra i progressi e gli interventi economici fatti dal governo italiano. Pierre Moscovici: “Rispettate le nostre tre condizioni”.

Il commissario per gli Affari economici ha spiegato che l’Italia doveva “compensare lo scarto per il 2018quello del 2019 da 0,3 e dare garanzie sul bilancio 2020. “Il governo ha approvato un pacchetto che risponde alle nostre tre condizioni”, ha sottolineato.

Già martedì, dopo le continue trattative con gli altri rappresentanti Ue incontrati per le nomine, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si era mostrato fiducioso sulla possibilità di evitare la procedura. “Oggi è un giorno importante per l’Italia, che porta a casa il risultato che merita. Nessuna procedura di infrazione, l’Europa ci riconosce serietà e responsabilità“, ha affermato Conte.

Il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanese ha giudicato positivamente la decisione della Commissione sottolineando che “corona l’intenso lavoro di squadra volto a dimostrare, con dati e atti concreti, che non ne sussistevano presupposti contabili, economici e giuridici”.

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Intanto continua il calo dello spread tra Btp e Bund che ha chiuso sotto quota 200 punti base, attestandosi a 197 punti e aggiornando i minimi da maggio 2018.

Il decennale italiano chiude con un rendimento dell’1,58% sul mercato secondario, che rappresenta i minimi da ottobre 2016.

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Italia ed estero

L’Italia dice no all’abolizione dell’ora legale. Tutto rimane come prima

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Nel nostro Paese resterà in vigore il doppio orario. Infatti l’Italia ha detto no all’abolizione dell’ora legale.

Come richiesto dall’Unione europea, dal 2021 ogni Paese dovrà decidere se adottare per tutto l’anno l’ora legale o quella solare.

Il governo italiano a Giugno ha depositato a Bruxelles una richiesta formale per mantenere la situazione attuale, senza variazioni. Tutto rimane inalterato.

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Sono  tre i motivi principali che hanno determinato questo scelta come spiega il Corriere della Sera in un articolo a firma di Lorenzo Salvia.

La prima perplessità espressa dal nostro Paese riguarda la “mancanza di una valutazione d’impatto dalla quale si possa evincere, in modo esaustivo, il quadro dei vantaggi e degli svantaggi”.

Non ci sarebbero, dunque, prove scientifiche che i cambiamenti dell’ora possano davvero danneggiare l’equilibrio psico-fisico.

Il secondo dubbio espresso dal governo italiano è quello relativo all’aspetto economico: grazie all’ora legale, che per sei mesi l’anno ci consente di accendere le luci un’ora dopo, si risparmiano soldi.

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Il terzo e ultimo motivo è legato alla possibilità che le “singole scelte degli Stati membri possano creare un mosaico di fusi orari, con il rischio di non garantire il corretto funzionamento del mercato interno”.

Nel dettaglio comunque i Paesi dell’Europa del Sud (come l’Italia) sono a favore del doppio fuso orario in vigore adesso, perché questo fa guadagnare un’ora di luce nel periodo estivo e ne fa recuperare un’altra nelle mattine invernali.

Al contrario, i Paesi del Nord Europa sono contro l’ora legale perché da loro in estate fa buio più tardi e conseguentemente non hanno bisogno di spostare le lancette in avanti per risparmiare sulle bollette. La discussione su questo tema avverrà nei prossimi mesi nelle sedi del Parlamento e della Commissione europea.

 

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Italia ed estero

Allarme rosso nella laguna veneta, il Governo stanzia 20 milioni di euro

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Non la solita acqua, l’intera laguna veneta è stata in balia dell’acqua per quasi 20 ore, rischiando la rovina di chiese e musei ma portando forti danni a numerose famiglie.

Questo è stato il motivo per cui il Governo ha decretato lo stato di emergenza, non solo per la città di Venezia ma per un tratto di zona molto più ampio intorno al capoluogo veneto.

Verranno stanziati 20 milioni di euro per fronteggiare le prime necessità, in particolare i primissimi aiuti  alla comunità che è stata duramente colpita in queste ore.

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Inoltre, è stata presa la decisione di nominare un commissario alla realizzazione esecutiva del Mose, il sistema paratie di dighe mobile della città.

Il commissario nominato, Elisabetta Spitz avrà il compito di supervisionare i lavori e portare a termine il grande accusato della città.

L’emergenza meteorologia continua e la situazione in laguna resta grave e difficile,  con la popolazione che già propone la prima conta dei danni.

Persiste, l’allerta rossa in tutta la zona colpita. Attesa per oggi alle 11.00 una marea di 145 cm, sopra la soglia di sicurezza gestibile di 130 cm.

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Nel giro di poche ore tutti gli abitanti e i commercianti torneranno ad essere dominati dall’acqua. Forte la preoccupazione anche per tutto il patrimonio culturale del capoluogo veneto e non solo.

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Italia ed estero

Insulti contro Matteo Salvini, Don Giorgio condannato a multa e risarcimento

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E’ arrivato poco fa il verdetto del tribunale di Lecco sulla causa tra Don Giorgio De Capitani e l’ex ministro Matteo Salvini: il giudice Nora Lisa Passoni ha condannato il sacerdote al pagamento di una pena pecuniaria di 7.500 euro e al risarcimento di 7 mila euro nei confronti del politico, oltre che al pagamento delle spese processuali.

Ne da notizia il quotidiano «Lecco Notizie» con un articolo a firma di Andrea Brivio

Don Giorgio è stato riconosciuto colpevole per gli insulti rivolti al leader della Lega in quattro post specifici pubblicati sul proprio blog tra marzo e ottobre del 2015, oggetto del processo.

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Un’attività diffamatoria reiterata nel tempo” ha ricordato il pubblico ministero Paolo Del Grosso avanzando la richiesta di una pena pecuniaria di 10 mila euro, escludendo l’ipotesi di una misura detentiva in quanto le offese sarebbero per il pm riconducibili ad una critica di carattere politico.

La motivazione di quelle parole offensive, per il pubblico ministero, “parte dal dissenso politico, un valore in sé da tutelare nella nostra democrazia – ha sottolineato Del Grosso – ma la critica deve avvenire nei modi e nei termini previsti dalla legge, senza insulti e offese”.

I discorsi di Don Giorgio devono essere contestualizzati, spiegano i legali: “Di certo non si invocava la morte di Salvini, in quell’occasione si parlava della legge sulla legittima difesa, ‘se qualcuno legittima il fatto che si possa uccidere un ladro, allora diciamo che si possa uccidere anche questa persona che ci ruba i diritti’ è il ragionamento di Don Giorgio”.

Tra le espressioni rivolte dal religioso a Salvini anche quella di ‘bovaro senza cultura’. Mi sono diplomato al liceo classico, poi l’università fermandomi a 5 esami dalla laurea in storia perché ho iniziato l’attività politica. Ma tutto questo è soggettivo – ha sottolineato l’ex ministro – le cose gravi sono altri termini e minacce. Raramente querelo, di solito si chiede scusa e finisce li, qui invece è stata un escalation. Bisognava mettere un punto fermo”

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Il parroco aveva inoltre definito «pezzo di Merda» Salvini e gli aveva augurato anche la morte.

“Sarebbe bastato chiedere scusa, non saremmo arrivati a questo punto e non avrei fatto perdere tempo a tutti voi. Chiedo scusa e regalo i soldi in beneficenza”. – Così Matteo Salvini parla dal banco dei testimoni, nell’aula del tribunale di Lecco prima della sentenza.

Singolari le affermazioni del parroco dopo la sentenza. Don Giorgjo infatti ha detto di non credere più nella giustizia e di essere stato condannato ingiustamente.

Speriamo ora che per lui sia la giustizia del Signore a pareggiare le cose.

 

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