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Sport Trentino

Graziano Calovi è il nuovo campione italiano giornalisti di ciclismo

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Calovi classe 1969 giornalista ed ex ciclista dilettante gregario di Gilberto Simoni è il nuovo campione italiano di ciclismo giornalisti, titolo conquistato domenica 30 giugno a Mantova sul prestigioso circuito del Te dove negli anni cinquanta Tazio Nuvolari e il grandissimo Learco Guerra si sfidavano nelle loro epiche gare, richiamando migliaia di persone ad applaudirli.

Cinquanta giornalisti provenienti da tutta Italia sotto un sole cocente si sono sfidati lungo i 51 km in programma.

Ottima l’organizzazione curata dal rappresentante a AGCI Gian Paolo Grossi con il supporto del presidente Provinciale FCI Armanini e Adalberto Scemma che con il Panathlon di Mantova ha inserito questa due giorni riservata ai giornalisti.

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La cronaca della gara ha visto inizialmente vari tentativi di fuga da parte di Venditto Muraro, Grossi e Fantozzi ma il gruppo non lasciava spazio alle azione solitarie ,nonostante i 38 gradi, la media finale è di tutto rispetto 38 km orari dimostrando che i livelli anche nei“giornalisti- ciclisti”sono molto elevati.

L’arrivo in volata era scontato per il gruppetto dei 15 atleti rimasti in testa, volata lunga partita ai 300 metri la ruota vincente è quella di Graziano Calovi che taglia il traguardo a braccia alzate davanti a Leonardo Olmi (vincitore della cronometro il giorno prima) Marcello Valoncini, Stefano Salomoni e Giancarlo Perazzi .

Ottima prova di Ilenia Lazzaro undicesima al traguardo arrivando con il gruppo dei migliori .

Nelle varie categorie vittorie per Perazzi, Fantozzi Buranello e Lazzaro.

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Prossimo appuntamento dal 13 al 15 settembre in veneto tra le città di Treviso e Marostica per i Campionati del Mondo WPCC2019 in programma le prove a cronometro, sprint e in linea.

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Sport Trentino

Mattia Bais «La freccia di Nogaredo» passa tra i professionisti

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Mattia Bais 23 anni di Nogaredo, dopo una stagione di altissimo livello con il team cycling friuli dove ha conquistato importanti risultati, nelle corse a tappe rumene, il tour of Bihor e il Sibiu Cycling Tour rispettivamente al sesto e ottavo posto finale e il secondo posto nella prestigiosa corsa a tappe Giro del Friuli, nel 2020 passerà  al ciclismo professionistico, con la prestigiosa squadra Androni Sidermec del team manager Gianni Savio e i direttori spostivi Ellena, Spezialetti, Cheula e Canciani

I  genitori Renato e Lorenza sostengono da sempre la carriera sportiva dei figli, oltre a Mattia infatti, il fratello Davide gareggia con gli under 23 e promette molto bene e l’altro fratello Denis invece, ora studente, prima si era cimentato anche lui nel ciclismo.

Mattia quando hai iniziato con il ciclismo?

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«Ho iniziato da giovanissimo con la società ciclistica di Mori poi con la Forti e Veloci di Trento e infine con il Montecorona di Palù di Giovo».

Che tipo di corridore sei?

«Sono un passista scalatore mi difendo molto bene sui percorsi ondulati, devo migliorare a cronometro, sto già lavorando per essere competitivo anche in quel settore».

Quanti km hai fatto in questa stagione?

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«27000, tra gare e allenamenti, circa 600 alla settimana, ma possono arrivare a 1000 con le gare a tappe».

Quali sono i tuoi obbiettivi per il 2020?

«Tra qualche giorno con la squadra parto per la Spagna dove in programma abbiamo, visite mediche e allenamenti nella zona di Benidorm. La mia stagione inizierà a febbraio con il trofeo Laigueglia, poi una corsa a tappe in Taiwan, il mio sogno è quello di partecipare al Giro d’Italia e al Tour of The Alps, ma tutto dipenderà da come vado nella prima parte di stagione».

Chi è il tuo corridore preferito?

«Alessandro De Marchi, un uomo squadra che sa vincere anche delle belle corse».

Con la nuova squadra come ti sei trovato?

«Molto bene, sono super organizzati, la squadra non ti fa mancare nulla, anche quando ho fatto lo stage erano entusiasti e contentissimi dei risultati ottenuti, non hanno esitato a farmi firmare il contratto biennale già nel mese di settembre».

Dei ciclisti professionisti Trentini chi ammiri di più?

«Sicuramente Cesare Benedetti uomo fondamentale per la squadra, molto disponibile e gentile anche fuori dalle competizioni ciclistiche».

Un grazie a chi?

«In primis la mia famiglia poi il mio preparatore Andrea Fusaz»

L’alimentazione è importante?

«Certamente è fondamentale, mangiare sano evitare cibi grassi e soprattutto un occhio alle porzioni, non resisto agli spaghetti al pesto e a un buon bicchiere di vino rosso Trentino».

Un consiglio ai giovani che si vogliono avvicinare al ciclismo

«Partire con calma non avere fretta dei risultati, le gare giovanili servono per conoscere questo sport, il vero corridore ciclista si vede da juniores e under 23, da lì in poi,bisogna pedalare forte».

Il tuo sogno?

«Vincere una tappa al Giro d’Italia magari quella del 2020 con arrivo a Madonna di Campiglio, un tappone dolomitico di 5000 mt di dislivello e oltre 200 km.»

A Nogaredo è nato il fan club Mattia Bais?

«Si il mio amico Mattia Spagnolli ha creato la pagina facebook e su Instagram, dove tutti mi potranno seguire, vedere le mie foto con i numerosi video della mia carriera cliccate mi piace mi raccomando!»

A cura di Graziano Calovi

 

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Sport Trentino

Attività sportiva in Trentino: calo preoccupante tra i 18 ed i 35 anni

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La ricerca elaborata dalla Scuola Regionale dello Sport del CONI in collaborazione con il Dipartimento Istruzione e Cultura della Provincia autonoma di Trento ha coinvolto 330 studenti e quattro Istituti Scolastici.

La presidente Mora: «E’ il risultato di una efficace collaborazione con le istituzioni politiche e scolastiche. Non possiamo permetterci che lo sport abbandoni la vita dei nostri ragazzi in un momento fondamentale per la loro crescita»

La classe dirigente dello Sport trentino si è riunita ieri pomeriggio, ore 18:30, al Sanbàpolis in occasione del secondo Consiglio Provinciale CONI 2019, convocato dalla presidente Paola Mora.

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La sala dedicata a Camillo Rusconi ha accolto l’assemblea formata da Presidenti e Delegati territoriali delle Federazioni Sportive Nazionali assieme ai rappresentati delle Discipline Sportive Associate, degli Enti di Promozione Sportiva, delle Associazioni Benemerite, dei tecnici e degli atleti. Un’occasione di confronto e verifica per il movimento sportivo provinciale chiamato con cadenza semestrale ad analizzare attività svolte, criticità e nuove prospettive in ambito locale.

Alla presenza dell’assessore P.A.T. con delega allo sport, Roberto Failoni e del professor Giuseppe Cosmi, coordinatore provinciale per l’educazione fisica, sono stati illustrati i risultati dell’indagine condotta dalla Scuola Regionale dello Sport del CONI in collaborazione con il Dipartimento Istruzione e Cultura.

«La ricerca ha un carattere prettamente esplorativo», ha precisato il direttore della Scuola Regionale dello Sport, Adriano Dell’Eva che ha curato analisi e presentazione dell’indagine in sala Rusconi.

«Abbiamo coinvolto 330 studenti, distribuiti su quattro macro aree territoriali per altrettanti Istituti Scolastici. Un campione con un’età media di 16 anni con formazione liceale. Il nostro obiettivo è stato quello di sondare il “clima motivazionale” che coinvolge i nostri ragazzi in un periodo così particolare, a metà strada tra fanciullezza e vita adulta. La scuola è senza dubbio nodo cruciale di una rete fatta di attività e relazioni. Questa istituzione può influenzare in maniera determinante l’approccio all’attività sportiva: favorirne la pratica ed allo stesso tempo l’abbandono precoce. L’ultima indagine statistica svolta nel 2017 su base nazionale dal CONI, conferma la vivacità del movimento sportivo giovanile nella fascia tra gli 8 ed i 13 anni. Tra i 18 ed i 35 anni si verifica, invece, un preoccupante calo fino alla ripresa in piena età adulta».

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«Il fenomeno è sotto gli occhi di tutti. Parliamo di numeri importanti, oggetto di dibattito ad ogni livello sportivo»precisa la presidente Mora.

«Lo sport giovanile ed il contrasto all’abbandono precoce è uno dei punti cardine della Giunta CONI Trento. Sviscerare questa dimensione non è cosa semplice perché è necessario unire le forze, coinvolgere non solo le istituzioni sportive, ma anche il mondo della politica e della scuola. Non possiamo permetterci che lo sport abbandoni la vita dei nostri ragazzi in un momento fondamentale per la loro crescita. Dai 14 ai 20 anni i giovani si “costruiscono”, non solo fisicamente: diventano persone. Lo sport può e deve dare un contributo importante: attraverso questa prima analisi abbiamo voluto gettare uno sguardo sulle percezioni dei nostri giovani. La collaborazione con le istituzioni politiche e scolastiche a livello provinciale si è rivelata essere proficua ed efficace ancora una volta. Ora fondamentali saranno i suggerimenti ed i contributi elaborati da tutti gli enti che costituiscono la famiglia CONI senza dimenticare società ed associazioni sportive del territorio. Ricordo che questa indagine ha visto anche il contributo del Comitato Trentino FIDAL. Ripartiamo da qui con l’obiettivo di indagare cause e conseguenze, cercare e sperimentare relative soluzioni concrete per provare ad invertire questa tendenza».

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Sport Trentino

Il Trento è Campione d’Inverno. In casa batte per 2-1 il Comano Terme

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Il Trento riprende a vincere. Dopo la sconfitta in casa con l’Arco sono arrivate tre vittorie in sette giorni. Questa volta a farne le spese è il Comano Terme.

Con la vittoria di oggi il Trento si laurea Campione d’Inverno con sei punti di distacco dal San Giorgio.

Tra le fila del Trento ritorna a comandare la difesa l’esperto Matteo Marcolini. Dopo due mesi di stop l’ex Mestre ritorna a fare coppia con Trainotti e con i soliti Paoli e Badjan sulle fasce.

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Si rivede in attacco anche Baido. Dopo l’infortunio che l’ha costretto all’immobilità per un mese e mezzo, il 35enne attaccante padovano ritorna a fare coppia con Sottovia.

La partita  appare fin da subito fortemente bloccata. Il Comano cerca di non esporsi troppo e pensa essenzialmente a spezzare qualsiasi trama di gioco. Per vedere la prima azione degna di nota bisogna aspettare il quindicesimo, quando Caporali spinge sulla fascia destra e crossa in mezzo per Trevisan.

Il trequartista stoppa male e perde l’attimo per la conclusione. Il tiro viene poi respinto dalla difesa. L’azione offensiva da il là ad altre giocate che però non sortiscono gli effetti sperati.

Da un calcio d’angolo di Pettarin, Sottovia viene pescato solo davanti alla porta ma non riesce ad indirizzare il pallone che si perde il fondo.

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Il Comano non sta a guardare. Una delle rare palle che il Trento perde in fase di costruzione viene smistata da Forcinella, che non ci pensa due volte e dal limite dell’area calcia in porta. Conci manda in angolo. Il Comano inizia a prendere il pallino del gioco e dopo un’azione insistita si arriva dalle parti del portiere avversario.

Alla mezz’ora il terzino sinistro Ciurletti mette un mezzo un cross al bacio sul quale si inserisce con i tempi perfetti Bosetti, che prendendo d’infilata i due centrali calcia in porta. Il tiro è forte e preciso. 1-0.

È la prima volta in questa stagione che il Trento si trova in una situazione di svantaggio iniziale. La reazione non tarda ad arrivare. Sottovia fa tutto da solo e si incunea nell’area avversaria cercando di saltare gli avversari come birilli. Tra un dribbling e l’altro viene steso e l’arbitro comanda il calcio di rigore.

Dal dischetto anziché Pettarin, si presenta Baido che torna al gol dopo la lunga assenza. 1-1. Prima che l’arbitro fischi la fine del primo tempo il Trento rischia addirittura di ribaltare le sorti.

Da un altro cross di Trevisan, la difesa si dimentica ancora una volta di Sottovia che non riesce ad inquadrare la porta di testa.

La partita si è complicata più del previsto. Il Comano, arrivato nel capoluogo allo scopo di difendersi in maniera arcigna, si è ritrovato addirittura a gestire il vantaggio.

Nelle sole due occasioni concesse loro sono riusciti a portarsi sull’1-0. Un ottimo cinismo che ha spiazzato la squadra di casa.

Il Trento rientra nel secondo tempo accelerando i ritmi e tentando di chiudere al più presto la pratica. L’allenatore Toccoli toglie entrambi i terzini e inserisce i colleghi di reparto Panizza e Carella, mentre per quanto riguarda l’attacco entra Pietribiasi al posto di Battisti.

Neanche il tempo di entrare e Pietribiasi dà subito show. Prima apparecchia per Baido che a pochi metri dalla porta calcia addosso a Lorenzi, e poi decide di mettersi in proprio calciando direttamente in porta. Anche in questa occasione Lorenzi si fa trovare pronto.

Il Comano si fa vivo solo al 65 esimo con una conclusione di Ciurletti. Il tiro viene parato in due tempi da Conci. È solo uno sprazzo di luce nel buio.

Il Trento riparte a testa bassa all’attacco. Pietribiasi tenta un’altra conclusione verso la porta. Questa volta il reparto difensivo devia provvidenzialmente sopra la traversa. Si gioca ormai a una sola porta.

Quando mancano pochissimi minuti al termine dell’incontro arriva l’episodio che indirizza la gara. Pellicanò si porta lungo l’out di sinistra e lancia per Sottovia in mezzo all’area di rigore.

Nel tentativo di liberarsi dalle maglie del Comano viene nuovamente steso in area. Dagli undici metri questa volta è il turno di Pietribiasi. 2-1.

La partita con l’ultima in classifica si è rivelata più ostica del previsto. Le azioni offensive sono state create ma è mancata ancora una volta quel pizzico di concretezza in più. Il Comano ha cercato con tutte le forze di difendere il vantaggio ma alcune distrazioni difensive (soprattutto in fase di marcatura) sono state fatali.

TRENTO: Conci, Paoli (16’st Carella), Trainotti, Marcolini, Badjan (6’st Panizza), Pettarin, Battisti (6’st Pietribiasi), Caporali, Trevisan (41’st Pellicanò), Sottovia, Baido (29’st Celfeza).
Allenatore: Flavio Toccoli.
COMANO TERME FIAVÈ: Lorenzi, Ciurletti, Litterini, Gjioni, Fusari, Hmaidouch H. (20’st Poletti), Calliari, Consolati, Crestani, Bosetti, Forcinella
Allenatore: Ennio Floriani.
ARBITRO: Steger di Bolzano (Fantauzzo di Merano e Madzovski di Bolzano)
RETI: 30’pt Bosetti (C), 35’pt Baido (T), 45’st Pietribiasi (T).

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