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Politica

Elezioni comunali 2020: gli incontri segreti di Elisabetta Bozzarelli

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Quando nel PD Trentino sembra andare tutto d’amore e d’accordo si ricomincia a ballare la samba.

Si, perché le correnti, le invidie e le divisioni non si rimarginano e anzi sembrano riaprirsi in vista delle elezioni del nuovo sindaco di Trento nella primavera del 2020.

Divisi e litigiosi come e peggio di prima insomma.

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Dopo aver lavorato uniti per le Europee, dal giorno successivo, come nel film «Il giorno della marmotta», si ricomincia con le stesse liti.

Stavolta il PD Trentino litiga per la poltrona di Sindaco di Trento.

Dentro il PD del capoluogo si verifica un nuovo smottamento che comincia a far luce sui nuovi equilibri delle correnti interne.

Come nei primi moti carbonari dei primi anni ‘800 Elisabetta Bozzarelli, data in corsa come candidata del PD  alle prossime elezioni comunali, rompe gli induci e convoca una riunione segreta con alcuni membri del PD e di Futura 2018.

Grandi assenti gli assessori Maria Grazia Franzoia e Italo Gilmozzi. 

Et voilà, la spaccatura è servita. 

Bozzarelli visti gli ultimi flop del suo partito non vuole più dare continuità e rompe con gli assessori che in molti vedono in gara come possibili candidati.

Purtroppo per la giovane esponente del PD la sua candidatura non avrebbe molto seguito all’interno del suo partito e rischia ora diventare un boomerang negli equilibri già poco stabili del partito, che ricordiamo in città rimane comunque forte nei consensi.

A questo va aggiunto che i rapporti fra Futura 2018 e PD non sono idilliaci e difficilmente potranno essere ricomposti.

Elisabetta Bozzarelli, l’ambiziosa focolarina, dopo la sconfitta del 4 marzo 2018 aveva dichiarato che dentro il partito deve cambiare tutto, il nome, il simbolo e anche la coalizione.

E la convocazione in gran segreto di questa riunione farebbe pensare che stia lavorando per un nuovo movimento politico di sinistra.

Maria Grazia Franzoia e Italo Gilmozzi saranno quindi rottamati? Come al solito ai posteri l’ardua sentenza

 

 

 

 

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Politica

Caos cinque stelle, Andrea Maschio replica a Marini: «Sedicente ortodosso a corrente alterna»

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È caos dentro il movimento cinque stelle trentino.

Filippo Degasperi negli ultimi giorni ha dichiarato di stare guardando con interesse alle liste civiche, mentre Alex Marini, la figura ortodossa del partito storico che ormai non esiste più seguirà l’accordo preso a livello nazionale e tenderà la mano al Pd Trentino.

Dentro il movimento è partito ormai il classico «rompete le righe», ma è in atto un durissimo scontro che coinvolge le due fazioni; cioè chi vorrebbe andarsene dopo l’accordo con il PD e chi invece vuole far rinascere il movimento sotto l’ala della sinistra.

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Nel merito assume contorni importanti lo sfogo del consigliere comunale pentastellato Andrea Maschio che replica ad Alex Marini in modo duro e deciso.

Sotto riportiamo il suo comunicato pieni di accuse dicendo in sintesi che a tradire il movimento sono stati quelli che hanno deciso di allearsi con il PD.

IL COMUNICATO DI ANDREA MASCHIO – Oggi, sorpreso, scopro, leggendo un quotidiano, che in qualità di capogruppo del M5S di Trento non devo e non posso incontrare i vari capigruppo e capi-politici dei partiti trentini per confrontarmi sull’attuale situazione politica della città e sulle possibile prospettive e che ciò risulta per il Consigliere Marini e per alcuni “ortodossi” motivo di espulsione.

Mi domando dove erano e cosa facevano questi sedicenti ortodossi, a corrente alterna, quando solo dopo l’elezione al parlamento i vertici decidevano un accordo con la Lega, dove erano quando predisponevano l’alleanza a posteriori con il PD, dove erano quando veniva votata l’immunità a Salvini, dove erano quando i vertici rinnegavano alcuni punti del programma elettorale per cui erano stati eletti quali la necessità del mantenimento diretto e la parità genitoriale?

Probabilmente pensare che sia più opportuna una dichiarazione di alleanza prima del voto per mettere nelle condizioni l’elettore di decidere in piena coscienza piuttosto che subire una scelta a posteriori è cosa sciocca e poco vicina alla politica.

Ma, si sa, io sono sciocco di natura.

Mi sento bacchettare sentendomi dare del critico e del provocatore davanti ad “un’esposizione chiara e lucida” del consigliere Marini.

Non entro nel merito del “chiaro e del lucido” ma in quello del presupposto da cui parte nelle sue valutazioni.

Mi dovrebbe spiegare il collega dove legge la mia ipotesi di fare un alleanza con Grisenti.

Pensavo che un consigliere provinciale per il mandato ricevuto e per la responsabilità legata al suo incarico dovesse andare oltre. Pensavo fosse opportuno leggere l’intero articolo e non solo il titolo. Se avesse letto l’articolo avrebbe compreso che non è come lo ha descritto.

Se tuttavia ritiene che io lo abbia detto di voler fare alleanza con Grisenti in spregio alle regole del M5S lo dimostri altrimenti se ne assuma la responsabilità.

Ribadisco che, cosi come Di Maio ha giustificato per il bene dell’Italia l’accordo con il PD altrettanto chiedo io, per il bene della città di Trento, di poter valutare coalizioni vincenti per governare e portare a casa nostri punti programmatici.

Perché come dice il mio collega Andrea Zanetti, si vuole bene a tutte le mamme, ma io voglio più bene alla mia.

Egli parla di fiducia reciproca tra noi, io rispondo con “coerenza reciproca” con l’elettore. Siamo stati votati per un programma e per delle regole e ad oggi non sono stato io a cambiarle a piacimento.

Se poi chiedere coerenza è da espulsione la cosa non mi spaventa.

Io, caro collega, alle minacce rispondo continuando a mantenere fede alle promesse fatte, a lavorare per la mia città e a portare casa quei risultati che chiedono i nostri cittadini.

Assicuro che la “carega” a me non preme per nulla e tutto quello che faccio mi costa più di quello che guadagno sia in termini economici che umani.

Se la conseguenza del mio modo di essere e di propormi alla città fosse quella di restare a casa assicuro che non sarebbe sicuramente un sacrificio, ho tre magnifici figli da vivermi e il cui tempo ad oggi è fin troppo sacrificato.

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Politica

Conzatti passa con Renzi, Bisesti (lega): «Sono schifato, così si tradisce la fiducia degli elettori»

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Nella tarda mattinata arriva la conferma che Donatella Conzatti passa armi e bagagli con «Italia Viva», il nuovo partito di Matteo Renzi.

“Ho deciso di accettare l’invito che mi ha rivolto Matteo Renzi di partecipare sin dal principio, senza attese e tatticismi, alla fondazione di Italia Viva. Una casa dei riformisti e dei liberaldemocratici, libera dalle contraddizioni interne mai risolte nel PD e fieramente incompatibile con forze sovraniste che è ormai velleitario pensare di poter arginare con logiche diverse dalla contrapposizione politica”. – si legge nella nota della ex senatrice di Forza Italia.

La decisione scatena le aspre critiche da parte della maggioranza ed anche degli elettori che saputa la notizia si stanno riversando sulla sua pagina facebook mostrando sdegno per quanto successo. Conzatti era stata eletta nel collegio della Vallagarina grazie ai voti del centro destra a maggioranza leghista.

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Per Donatella Conzatti si tratta del settimo partito che cambia in pochi anni. 

Ci si chiede allora se nel momento della candidatura con il centro destra la senatrice non sapesse che la lega era sovranista.

Sulla decisione della Conzatti è intervenuto il segretario della lega Bisesti: “Purtroppo non mi stupisce la decisione di Donatella Conzatti di passare nelle liste del nuovo progetto politico di Matteo Renzi. Il trasformismo di questi giorni è preoccupante e sono schifato che chi, eletto con una coalizione di centrodestra, con il 30% di voti della Lega nel collegio di Rovereto ora tradisca gli elettori trentini e si unisca a Renzi.  Con questa scelta politica non fa altro che tradire gli elettori di centrodestra per il governo delle Poltrone di Conte, Renzi e Di Maio. La nostra coalizione, che ha vinto le elezioni, merita rispetto. I cittadini che hanno votato la Lega e il centrodestra meritano rispetto. Non chiedo le dimissioni da senatrice a chi è senza onore perché tanto so che non lo farà mai, è troppo attaccata alla poltrona come il PD e il M5s, ma chiedo agli alleati che alle prossime politiche si scelgano persone che non tradiscano la fiducia dei trentini”.

Recita il mea culpa invece Michaela Biancofiore che ha scelto la Conzatti come candidata alle nazionali del 4 marzo 2018: “ho compiuto un autogoal quando ho disgraziatamente ascritto, candidato e fatto eleggere Donatella Conzatti”. 

L’amazzone Berlusconiana svela un siparietto avvenuto dopo la candidatura della Conzatti: “Dellai mi disse pubblicamente , “sappiate che non  fate  un torto a lista civica nello sfilarcela e che sarà un un problema per voi“. Mai frase fu più profetica”..

“La senatrice col suo fare apparentemente affabile, mieloso e accondiscendente ora passerà a seviziare anche Renzi e Italia Viva – aggiunge Biancofiore –  appena la sua sfrenata ambizione non troverà soddisfazione. Un’ambizione che non prevede nessun altro Dio all’infuori di se stessa. La senatrice infatti non ha u a linea politica, persegue una sola idea, se stessa al vertice di una qualsiasi formazione politica, anche della Lega se glielo consentissero”.

Pesanti invece le parole di Alesssandro Savoi: Si vergogni senatrice, i voltagabbana come lei fanno in politica la fine del topo. Perché di gente come Lei la politica vera non ha proprio bisogno. Si vergogni senatrice ingrata, lei mi fa pena, ma il tempo sarà galantuomo!”

 

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Politica

Sondaggio Swg: la Lega inarrestabile raggiunge il 34 per cento. Calano Pd e 5 Stelle

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Se si dovesse votare oggi la Lega riguadagna il 34 per cento ottenendo un +0,6 rispetto alla scorsa settimana. Il carroccio in 3 settimane ha recuperato quasi 4 punti in percentuale.

Mentre il Partito Democratico scende del -0,6 e arriva al 21,5 per cento ottenendo comunque la nomina di secondo partito.

Questi i dati piuttosto eclatanti del sondaggio di Swg per il TgLa7 di Enrico Mentana diffusi lunedì 16 settembre 2019.

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Scende anche il Movimento Cinque Stelle del -0,5 che arriva al 20,5 per cento.

Perde qualcosa anche anche Fratelli D’Italia: rispettivamente il -0,2 e si attesta al 5,9 per cento.

Intanto cresce, assieme al Carroccio, anche Forza Italia che, con il +0,7, raggiunge il 5,9 per cento.

Infine +Europa al 2,4% perdendo lo 0,2 per cento.

Questi dati fanno pensare, dopo lo scrollone del governo, che Matteo Salvini stia recuperando in fretta il terreno perduto e che i suoi consensi non siano per nulla calati.

Diventano invece un grosso enigma le percentuali del partito democratico che dopo l’addio di Renzi perde senza dubbio qualcosa.

«Italia Viva», il nuovo partito di Renzi è accreditato per ora del 5%.

Questo significherebbe che il PD scenderebbe al 16,5%, quindi al minimo storico dalla sua nascita.

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