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Hi Tech e Ricerca

Presentata in ProM Facility a Rovereto la Piattaforma 4.0 di Dedagroup e Optoi

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Ammodernare i macchinari obsoleti anziché buttarli?

Con i sistemi di retrofit si può.

A sostenerlo Dedagroup Business Solutions e Optoi Group, che  giovedì 27 giugno si sono date appuntamento nei laboratori ProM Facility di Polo Meccatronica a Rovereto per parlare di piattaforme produttive interconnesse in ottica 4.0.

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Assieme a loro, al workshop, anche una trentina di aziende della filiera meccatronica, che si sono confrontate sui trend della manifattura del futuro, come additive manufacturing, sensori ottici e digitalizzazione dei processi industriali.

Oggi, quando si costruisce un macchinario industriale, lo si programma già per essere “intelligente”, ma cosa fare con fresatrici, troncatrici e torni usati? Secondo il direttore di ProM Facility Paolo Gregori “anziché buttarli, si possono riconvertire grazie ai sistemi di retrofit”.

Di questa tecnologia, che comprende diverse tecniche di additive manufacturing, sensori ottici e meccatronici, si è parlato ieri in Polo Meccatronica a Rovereto, l’incubatore hi-tech di Trentino Sviluppo.

I laboratori ProM Facility si sono infatti trasformati nella cornice dell’evento di lancio della “Piattaforma 4.0”, un’iniziativa di Dedagroup Business Solutions e Optoi Group per promuovere soluzioni innovative e nuove forme di ricerca collaborativa in materia di digitalizzazione dei processi produttivi, che ha coinvolto una trentina di imprese della filiera meccatronica trentina.

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“Nel concreto – ha spiegato Alfredo Maglione, presidente di Optoi Group – montare tecnologie retrofit a bordo linea o sui macchinari permette di aumentare la produttività e contenere i costi, per esempio attraverso la manutenzione predittiva che riduce i fermi macchina”.

Dello stesso avviso anche Marcello Ingaramo, Market Line Manager di Dedagroup, secondo cui “la trasformazione digitale dei processi di sviluppo prodotto e della produzione è essenziale per abilitare nuovi modelli di business e di servizio, rilanciando la competitività delle aziende”.

Immagini ed interviste a cura dell’Ufficio stampa.

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Hi Tech e Ricerca

Accordo HIT – CIBIO – FVRT per il trasferimento tecnologico nell’ambito delle biotecnologie per la salute

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Nella foto da Sinistra Alessandro Quattrone direttore di Cibio, Paolo Girardi, Presidente di HIT – Hub Innovazione e Stefano Milani, Presidente Fondazione Valorizzazione Ricerca Trentina

Il 21 ottobre 2019 a Povo, Hub Innovazione Trentino Fondazione (HIT), Fondazione per la Valorizzazione della Ricerca Trentina (FVRT) e Università di Trento (CIBIO), hanno siglato un accordo di collaborazione per la valorizzazione del trasferimento tecnologico applicato alle biotecnologie per la salute.

L’accordo biennale prevede un’attività che consiste nella valorizzazione dei progetti del Dipartimento di Biologia Cellulare, Computazionale e Integrata CIBIO.

L’attività coordinata da HIT – Hub Innovazione Trentino e supportata dalla Fondazione per la Valorizzazione della Ricerca Trentina, permetterà di individuare e accelerare le iniziative di ricerca meritevoli di attenzione e potenziale oggetto di interesse da parte del mercato biotech e farmaceutico.

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Così come evidenziato nella Carta di Rovereto redatta nell’ambito del Forum per la Ricerca, il settore delle biotecnologie ha assunto un ruolo sempre più centrale per il sistema trentino della ricerca scientifica. Il CIBIO rappresenta da questo punto di vista un centro d’eccellenza, capace di generare startup innovative e di attirare l’interesse di investitori nazionali ed internazionali.

Questo accordo di collaborazione riconosce nel trasferimento tecnologico uno strumento fondamentale per lo sviluppo della filiera per l’innovazione tecnologica e valorizza le competenze scientifiche che permetteranno al Trentino di posizionarsi come territorio di riferimento nell’ambito della ricerca per le biotecnologie.

HIT – Hub Innovazione Trentino è una fondazione di partecipazione fondata dall’Università di Trento, dalla Fondazione Bruno Kessler, dalla Fondazione Edmund Mach e da Trentino Sviluppo che si propone di promuovere e valorizzare i risultati della ricerca e l’innovazione del sistema Trentino al fine di favorire lo sviluppo dell’economia locale, anche mediante servizi di attrazione, accelerazione e formazione di nuova imprenditoria innovativa.

Il Dipartimento di Biologia Cellulare, Computazionale e Integrata CIBIO è un dipartimento dell’Università di Trento che promuove, coordina e gestisce le attività didattiche, di ricerca e di terza missione e le iniziative di sviluppo dell’area delle biotecnologie per la salute. Ciò con particolare riguardo all’ambito dei processi molecolari di funzionamento cellulare e della loro alterazione in patologia, comprendendo la ricerca di nuovi metodi diagnostici, prognostici e terapeutici, nel rispetto dell’autonomia dei singoli professori e ricercatori.

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La Fondazione per la Valorizzazione della Ricerca Trentina (FVRT) è stata costituita il 21 dicembre 2018 su iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto ed ha tra i propri scopi la valorizzazione della ricerca con particolare riguardo all’ambito delle scienze della vita ed alle biotecnologie del Trentino. La mission della Fondazione VRT è quella di valorizzare i migliori progetti di ricerca sul territorio, attraverso investimenti e supporto per lo sviluppo degli stessi, al fine di introdurre sul mercato prodotti e tecnologie che possano offrire risposte innovative ai bisogni ed alle esigenze delle persone.

 

 

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Hi Tech e Ricerca

2,4 milioni su Sibylla Biotech: il più grande investimento degli ultimi anni in una nuova impresa trentina

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Il fondo Vertis Venture 3 Tech Transfer, investe 2,4 milioni su Sibylla Biotech, una nuova impresa trentina nata grazie alla ricerca congiunta dell’Università degli Studi di Trento, dell’Università di Perugia, di Fondazione Telethon e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

HIT – Hub Innovazione Trentino ha supportato il team dei ricercatori nella fase di generazione e accelerazione dell’idea, seguendo il progetto e aiutando il team di Sibylla a trasformare la propria intuizione in impresa.

Succede spesso che le ricerche più avanzate nel campo delle tecnologie fisiche e biomediche, per essere sviluppate e trovare un’evoluzione in senso commerciale, abbiano bisogno di qualcuno che ne capisca il valore, si lasci coinvolgere e decida di crederci, insomma, di un investitore illuminato.

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Per Sibylla è entrato in campo uno dei principali fondi di  venture capital a livello nazionale, Vertis Venture 3 Tech Transfer, un fondo dedicato esclusivamente al trasferimento tecnologico da università e istituzioni pubbliche di ricerca avviato dalla piattaforma ItaTech, iniziativa congiunta di Cassa Depositi e Prestiti e Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI).

Con 2,4 milioni di euro Vertis Venture 3 Tech Transfer ha conferito una spinta imprenditoriale alle ricerche di Emiliano Biasini, Professore associato dell’Università di Trento – Dipartimento CIBIO e scienziato dell’Istituto Telethon Dulbecco; e di Pietro Faccioli, Professore associato dell’Università di Trento – Dipartimento di Fisica e membro permanente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Sibylla Biotech si fonda su una piattaforma che permette di simulare la reazione tra molecole e su una tecnologia innovativa che utilizza tale piattaforma per la scoperta di nuove molecole destinate a diventare farmaci.

Questo know-how, ideato e sviluppato dai soci fondatori e di cui l’interdisciplinarietà è la chiave vincente, è frutto di competenze che vanno dalla fisica subnucleare all’informatica, dalla farmacologia alla biologia cellulare.

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Quello su Sibylla Biotech è l’investimento più significativo degli ultimi cinque anni destinato ad nuova azienda trentina nata come start-up. Un esempio di buona pratica italiana che tra pochi giorni, precisamente il 17 e 18 ottobre, verrà presentata oltreoceano.

Il prof. Faccioli infatti, insieme ad altri rappresentanti dell’eccellenza scientifica ed imprenditoriale italiana, farà parte della delegazione che accompagnerà il Capo dello Stato Sergio Mattarella in occasione della sua visita in Silicon Valley in occasione dell’US Innovation Forum.

“Questo – ha detto l’assessore provinciale alla ricerca  Achille Spinelli – rappresenta un risultato del Sistema-Trentino nel suo insieme, e ne siamo molto soddisfatti, perché consideriamo il trasferimento tecnologico della massima importanza nell’ambito delle politiche di sviluppo che stiamo perseguendo. La regia dell’operazione spetta a Hit. la competenza scientifica fa capo all’Università di Trento e alle altre realtà che hanno collaborato per il raggiungimento di questo  traguardo. Un grazie infine anche alla finanza, che ha investito in un ambito tanto più importante in quanto legato al progresso della medicina nella sua lotta contro le malattie incurabili”.

La grande attenzione rivolta a Sibylla Biotech, è un segnale importante, che sottolinea come l’eccellenza della ricerca scientifica e la contaminazione tra diverse aree di ricerca possa trasformarsi in impresa, prevedere molte assunzioni in pochi anni (2 assunzioni già fatte nel 2019, 3 previste all’inizio del 2020) e decidere di sviluppare il proprio business restando sul territorio, contribuendo con ciò a far crescere l’economia locale.

Per permettere a tutto questo di accadere, occorre andare nei laboratori, parlare con i ricercatori, valutare il potenziale di mercato delle loro ricerche, pensare con loro ad un’idea di impresa, elaborare un business plan e reperire un finanziatore privato disposto ad investire nel progetto. HIT – Hub Innovazione Trentino, si è occupata di accompagnare i ricercatori in tutto questo processo, supportando l’Università di Trento nelle fasi di commercializzazione della tecnologia e favorendo il trasferimento dei risultati tecnico-scientifici dalla ricerca a potenziali investitori.

Così Flavio Deflorian, Prorettore al supporto al sistema produttivo dell’Università di Trento: “La storia di Sybilla è una storia emblematica di successo e di come noi vorremmo la ricerca potesse evolvere verso iniziative imprenditoriali. Il punto di inizio è una ricerca interdisciplinare di qualità fra diverse aree scientifiche e che mette a fattore comune diversi istituzioni scientifiche e di ricerca: Università di Trento, INFN, Telethon. Le medesime istituzioni, insieme ad HIT, accompagnano i ricercatori a contribuire a costituire una start-up che viene valorizzata da un forte finanziamento dal fondo Vertis Venture 3 Tech Transfer. Ricerca, trasferimento tecnologico e finanza intrecciate assieme in modo virtuoso”.

“L’Italia è tra i migliori paesi al mondo per qualità della ricerca e valore dei ricercatori – ha detto invece Roberto Della Marina, Managing Partner del fondo Vertis Venture 3 Tech Transfer. –  Sibylla Biotech è un esempio formidabile dell’innovazione che può scaturire dall’apertura mentale di eccellenti ricercatori in differenti discipline e provenienti da differenti università e istituzioni di ricerca, il cui enorme potenziale potrà essere abilitato dalle risorse finanziarie del nostro fondo, Vertis Venture 3 Tech Transfer, il primo fondo di tech transfer in Italia nato dalla piattaforma Itatech. Siamo entusiasti di aver trovato questo team con questo progetto visionario, di contribuire al suo sviluppo e sua crescita e in futuro di modificare radicalmente i processi di rational drug discovery per generare un impatto profondo nella salute dei cittadini e nell’industria farmaceutica”.

“Siamo molto soddisfatti come HIT della riuscita di questo accordo –  ha detto infine Paolo Girardi, Presidente di HIT – Hub Innovazione Trentinoperché permette ad uno dei più promettenti progetti di nuova impresa high-tech del Trentino di poter partire con un significativo investimento da parte di uno dei principali fondi di venture a livello nazionale. Sibylla è stata selezionata e supportata da HIT sin dall’avvio della propria idea imprenditoriale ed è un ottimo esempio di come tecnologie di settori differenti (fisica, biotecnologie, informatica) possano dar vita ad esperienze imprenditoriali di successo su scala nazionale e non solo”  

Nella foto del titolo – da sinistra: Graziano Lolli, Ricercatore dell’Università di Trento – Dipartimento di Biologia Cellulare, Computazionale e Integrata – CIBIO; Maria Letizia Barreca, Professoressa associata presso il Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università di Perugia; Pietro Faccioli, Professore associato dell’Università di Trento – Dipartimento di Fisica e membro permanente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare; Lidia Pieri, CEO Sibylla Biotech srl; Alberto Boldrini, computer scientist Sibylla Biotech srl; Roberto Della Marina, Managing Partner Vertis Venture 3 Tech Transfer; Flavio Deflorian, Prorettore al supporto al sistema produttivo dell’Università degli Studi di Trento; Achille Spinelli, Assessore allo Sviluppo Economico, Ricerca e Lavoro della Provincia Autonoma di Trento; Emiliano Biasini, Professore associato dell’Università di Trento – Dipartimento CIBIO e scienziato dell’Istituto Telethon Dulbecco; Paolo Girardi, Presidente di HIT – Hub Innovazione Trentino

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Premio innovazione nazionale al gruppo Giovani Imprenditori del terziario del Trentino

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È stata consegnata a Milano dal Presidente Nazionale di Confcommercio Giovani Andrea Colzani al Presidente del GIT Trentino Paolo Zanolli la targa del premio di innovazione del Sistema, organizzato annualmente da Confcommercio – Imprese per l’Italia.

Il premio seleziona e promuove le migliori iniziative innovative rivolte alla qualificazione ed estensione della rappresentanza politico-sindacale del terziario di mercato mediante l’innovazione di attività e servizi.

È un riconoscimento nazionale prestigioso che per la prima volta viene vinto dai giovani imprenditori di Confcommercio Trentino grazie al progetto GIT LAB, un format a doppio contenuto (visita cantina e programma operativo) che unisce gli imprenditori alle eccellenze del territorio con lo scopo di incontrarsi, creare rete politica e commerciale.

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Gli incontri si sono tenuti nell’estate/autunno 2018 presso la Cantina Endrizzi, Maso Poli, Mas de Chini e Cantine Ferrari.

Ogni visita è stata guidata da un esperto imprenditore del settore enologico e si è concluso con un momento conviviale che ha lasciato spazio alla discussione informale ed al confronto su varie tematiche. Agli incontri hanno partecipato oltre in totale oltre 200 persone, facendo nuovi associati e partnership con cantine associate. Si è creato, quindi, un network di business tra imprenditori e tra associazioni.

«Uno degli scopi del progetto – spiega il presidente Zanolli, che ieri ha presentato il premio nella giunta Unione – era quello di promuovere una delle eccellenze del nostro territorio, lo spumante Trento Doc, tramite il contatto diretto con le cantine e i suoi vinificatori, spesso giovani imprenditori che continuano con il passaggio generazionale l’azienda di famiglia. Facendo conoscere il prodotto, la lavorazione delle uve e la storia imprenditoriale si è potuto capire che l’innovazione e la qualità hanno portato le 4 cantine ad essere punti di riferimento nel panorama nazionale. Altro obiettivo è stato creare una rete di conoscenze di giovani imprenditori utili per il proprio business e ascoltare le esigenze dei giovani associati. Infine, presentare il mondo Confcommercio ed i suoi servizi/convenzioni al fine di fare marketing associativo».

«Siamo orgogliosi – commenta con soddisfazione Zanolli – di questo premio, poiché creare un progetto che potesse essere innovativo e replicabile a livello nazionale promuovendo i prodotti del territorio era uno degli obiettivi del nostro mandato. Il Trento Doc è un prodotto unico frutto del lavoro di numerose case spumantistiche che credono fortemente nel territorio e nella qualità di un vino unico. È importante farne conoscere la lavorazione e promuoverlo attraverso i nostri canali. Ringrazio il consiglio direttivo del GIT per aver realizzato questo progetto e la struttura di Confcommercio Trentino per averci sostenuto nello sviluppo del GITLAB»

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Nelle valutazioni delle candidature da parte della Giuria del Premio sono state privilegiate le proposte che hanno risposto maggiormente ai seguenti criteri generali di merito:

a) qualità ed originalità dell’innovazione, benefici proposti ed elementi distintivi;

b) replicabilità del modello e sua rilevanza come buona pratica per il settore;

c) risultati attesi / raggiunti (numero iniziative, entità risorse pubbliche gestite, aumento associati e/o fruitori dei servizi resi, benefici dell’iniziativa per le imprese partecipanti).

Il progetto ora potrà essere replicato a livello nazionale esaltando le produzioni di eccellenza locali

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