Connect with us
Pubblicità

Fiemme, Fassa e Cembra

Predazzo, maso Coste in fiamme. Danni per oltre 200 mila euro. Il video

Pubblicato

-

Le fiamme sono scoppiate poco prima delle 6.00 e sono partite dal tetto. Sul posto sono immediatamente arrivati i vigili del fuoco di Predazzo, Ziano, Moena e Panchià che sono riusciti a circoscrivere l’incendio per così evitare che si propagasse all’intera struttura.

Significativi i danni, si parla di oltre 200 mila euro. La causa dell’incendio, pare, sia stato un corto circuito. Il maso Coste era stato ristrutturato pochi anni fa. Una struttura storica, di inizio ‘800, in legno e muratura, di proprietà della Regola Feudale di Predazzo. Non ci sono feriti. Video e immagini da: PredazzoBlog.it

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità

Pubblicità
Pubblicità

Fiemme, Fassa e Cembra

Cavalese: continua il progetto “scuole sicure”. I Carabinieri nelle scuole con i cani antidroga

Pubblicato

-

A due mesi dal ritorno sui banchi di scuola, i Carabinieri di Cavalese continuano a mantenere alta l’attenzione nel contrasto allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti presso gli istituti di formazione, nell’ambito del progetto “scuole sicure”.

Il progetto riguarda la prevenzione attraverso controlli mirati con l’uso delle unità cinofile e una serie di incontri nei quali vengono affrontate tematiche d’attualità volte a far comprendere agli studenti rischi e sanzioni dopo aver compiuto azioni illecite.

Le forze dell’ordine della compagnia di Cavalese insieme al pastore tedesco Heini, un esemplare antidroga di Pastore Tedesco in servizio presso il Centro Cinofilo di Laives, che ha dato dimostrazione delle sue capacità di ricercatrice di stupefacentihanno fatto visita agli Istituti Superiori Rosa Bianca di Cavalese e I.P.C di Tesero.

Pubblicità
Pubblicità

L’incontro con gli studenti si è incentrato principalmente sugli stili di vita a rischio, promuovendo stili di vita sani e responsabili.

Sono oltre vent’anni che l’Arma dei Carabinieri propone queste iniziative in tutta la Provincia. Lo scopo principale è quello di far riconoscere agli studenti quali siano gli stili di vita a rischio e le fonti di disagio proprio al fine di combatterli.

Pubblicità
Pubblicità

L’evento è stato vissuto, anche merito del bellissimo cane, con entusiasmo dai ragazzi, dai professori e dai genitori, perché, tra l’altro, Heini nella sua visita alle scuole non ha fiutato nulla di strano, con la piena soddisfazione di tutti i presenti.

Pubblicità
Pubblicità

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Fiemme, Fassa e Cembra

Per il Pastificio Felicetti 2,37 milioni dalla Provincia. Assumerà 23 nuovi dipendenti

Pubblicato

-

La Provincia autonoma di Trento è a fianco del Pastificio Felicetti di Predazzo nella realizzazione del piano di sviluppo aziendale che nei prossimi anni vedrà la costruzione del nuovo stabilimento di Molina di Fiemme.

L’azienda di Predazzo, forte dei risultati ottenuti in questi anni che gli hanno permesso di conquistare nuove fette di mercato, ha deciso il raddoppio degli impianti produttivi, oggi localizzati nella sede storica di Predazzo.

L’investimento del pastificio ammonterà a circa 35 milioni di euro a cui concorrerà la Provincia autonoma di Trento con un contributo di 2,37 milioni di euro.

Pubblicità
Pubblicità

L’intesa è stata sottoscritta nel pomeriggio di oggi tra il vicepresidente Stefano Felicetti; l’assessore provinciale allo sviluppo economico ricerca e lavoro, Achille Spinelli; e i sindacati Cgil, Cisl e Uil.

L’accordo negoziale prevede l’aumento del livello occupazionale dagli attuali 67 fino a 90 dipendenti, l’impegno di avvalersi di fornitori locali, oltre alla messa in campo di progetti nei settori della formazione (con l’alternanza scuola lavoro), della ricerca con i centri trentini (Fondazione Mach, Università di Trento e Fbk) e a favore di soggetti svantaggiati. “Pastificio Felicetti – evidenzia l’assessore Achille Spinelli – non sé solo un’azienda ma è una famiglia, al quarto livello generazionale.

Pubblicità
Pubblicità

Da parte della Provincia autonoma di Trento c’è la convinzione ad accompagnare la crescita globale di una realtà imprenditoriale importante per la val di Fiemme e il Trentino.

I prodotti Felicetti presentano una qualità che è riconosciuta dal mercato: materie prime ma anche capacità manageriale e capitale umano, oltre che territorio, sono gli ingredienti del successo. L’accordo di oggi garantirà ricadute occupazionali e opportunità per altre aziende locali, concorrendo alla crescita di territori di montagna”.

Pubblicità
Pubblicità

“Siamo soddisfatti di un accordo – ribadisce il vicepresidente del Pastificio di Predazzo , Stefano Felicetti – che vede al centro il nostro territorio ed è una scelta che a noi piace. Volevamo rimanere in val di Fiemme e ci siamo riusciti, grazie anche al lavoro portato avanti con tutti gli attori locali”.

Al tavolo per la firma dell’intesa erano presenti anche i sindacati dai quali arriva un giudizio positivo: “Pastificio Felicetti è sul mercato con prodotti di eccellenza che hanno premiato il lavoro dell’azienda. L’ulteriore sviluppo porterà quindi a concrete ricadute sociali, oltre che occupazionali, soprattutto a favore della manodopera locale”.

L’accordo tra Provincia autonoma di Trento e Pastificio Felicetti poggia su quattro pilastri strategici: livello occupazionale, formazione, ricadute territoriali e ricerca.

Livello occupazionale – Nel 2018 l’azienda occupava 67 dipendenti che, secondo l’accordo, saliranno entro il 2022 a 90 unità. Tutti i lavoratori saranno impiegati presso gli stabilimenti di Predazzo e di Molina di Fiemme, una volta che sarà completato (2021 la data prevista). Tra i punti dell’accordo c’è l’impegno del pastificio di definire con Agenzia del Lavoro un progetto per la selezione del personale, tenuto conto delle esigenze produttive e privilegiando giovani e lavoratori espulsi a causa di crisi aziendali.

La società Pastificio Felicetti è anche uno dei soggetti promotori del Distretto di economia solidale delle Valli di Fiemme e Fassa, attraverso cui vengono promossi percorsi propedeutici al lavoro e di inserimento lavorativo a persone fragili (prioritariamente: NEET, donne straniere non occupate, adulti con fragilità).

Formazione – Nell’ambito del progetto di sviluppo, l’azienda si impegna a definire, in accordo con le strutture del Dipartimento competente in materia di istruzione, un piano di attivazione di iniziative di alternanza scuola lavoro che prevedono il coinvolgimento di almeno 2 studenti all’anno nel triennio 2021-2023. Non solo. Il pastificio attiverà con l’Università di Trento una collaborazione allo scopo di formare altri 3 studenti universitari entro il 2023.

Ricadute territoriali – Lo sviluppo del Pastificio Felicetti avrà concrete ricadute locali, richiamate anche nell’accordo negoziale firmato oggi tra le parti. La realizzazione del nuovo stabilimento vedrà l’azienda impegnata ad avvalersi di professionalità tecniche e ad appaltare lavori ad aziende locali per un importo totale di 8 milioni di euro. Nell’importo stimato rientrano, oltre all’acquisto del terreno, anche le spese per la fornitura di calcestruzzo, le tinteggiature, la progettazione, l’impiantistica ed eventuali lavori eseguiti in subappalto.

Il Pastificio Felicetti acquisterà anche da fornitori locali beni e servizi per almeno 800 mila euro nel 2021, e 1 milione di euro per ciascuno dei tre esercizi successivi (2022-2024).

Ricerca ed innovazione – L’azienda leader nel settore della pasta conferma le proprie radici trentine anche nel settore della ricerca. Saranno infatti promosse collaborazioni con i principali centri della Provincia quali, ad esempio, la Fondazione Edmund Mach, la Fondazione Bruno Kessler e l’Università di Trento.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Fiemme, Fassa e Cembra

Turista fa causa alla Sat per la caduta di un masso su un sentiero. Secondo il giudice la Sat non è responsabile

Pubblicato

-

Ieri il giudice della Corte d’appello di Trento ha stabilito che la Sat non è responsabile della caduta dei massi su un sentiero.

La sentenza è arrivata dopo che un turista romano di 49 anni aveva fatto causa alla stessa Sat e al comune di Canazei per essere stato centrato da un masso nel 2012.

Era il 14 agosto del 2012 e il turista, insieme ad alcuni familiari, stava percorrendo un sentiero. Ad un certo punto dal versante sinistro della montagna si è staccato un masso che ha colpito la gamba dell’escursionista, provocandogli una frattura.

Pubblicità
Pubblicità

Il turista ha quindi richiesto un risarcimento contro la Sat e il comune di Canazei pari a 95.851 euro, spese mediche escluse.

Secondo i legali del turista romano il sentiero andava assimilato alle strade vicinali, per le quali l’ente proprietario (in questa caso il Comune insieme alla Sat) avrebbe dovuto monitorare la situazione.

Pubblicità
Pubblicità

Secondo il giudice il sentiero è unicamente di competenza della Sat, che ha il compito di curare la segnaletica e i segnavia e di mantenere la praticabilità del sentiero. La Sat non è quindi responsabile di tutto quello che può accadere attorno al sentiero.

La sentenza però è contraddittoria rispetto ad un’altra sentenza dove la Corte d’appello di Trento ha condannato il Parco naturale Paneveggio – Pale di San Martino a pagare un risarcimento di oltre un milione di euro alla famiglia di un turista padovano di 66 anni, Paolo Di Lena, che nel marzo 2006 fu trovato morto nel pozzo di una trincea della prima guerra mondiale, sopra passo Rolle.

Pubblicità
Pubblicità

In base alle motivazioni depositate, «il decesso fu una conseguenza diretta ed immediata di doverose cautele a carico dell’ente gestore del Parco di Paneveggio Pale di San Martino e non è in alcun modo collegato a comportamenti definibili come imprudenti della vittima».

La Cassazione aveva annullato le sentenze di primo e secondo grado, sostenendo che la trincea, in quanto attrazione storica della Grande Guerra, poteva rappresentare una meta per gli escursionisti. La difesa invece sosteneva che il Parco, come ente gestore, non poteva controllare e rimuovere tutti i pericoli nell’area di competenza, «in quanto insiti nel rischio accettato di chi va in montagna»

Il corpo senza vita di Paolo Di Lena, (nella foto del titolo) disperso da 20 giorni era stato ritrovato sulle montagne tra Passo Valles e Passo San Pellegrino in Trentino.

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • PubblicitàPubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza