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Valsugana e Primiero

Levico Terme: Beretta presenta la giunta. Sollevato un caso di ineleggibilità

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Primo giorno ieri per la nuova Giunta a Levico Terme.

Il Sindaco Beretta, dopo il giuramento che di norma, per questioni di protocollo e rispetto nei confronti dei Cittadini, della Costituzione e delle Istituzioni andrebbe recitato rimanendo in piedi, presenta la squadra di Governo che vede come vice sindaco e assessore Patrik Arcais, funzionario della locale Cassa Rurale, Moreno Peruzzi, Monica Moschen ed Emilio Perina.

Beretta prende tutto e si sdebita quindi con Olivi e Zeni per il regalo del PD al ballottaggio nominando Crescenzo Latino, PD, alla presidenza del Consiglio Comunale mentre la vice presidenza del Consiglio Comunale alla Dott.ssa Laura Uez, candidata con Impegno per Levico, che con ben 133 voti è stata la donna più votata nelle elezioni tenutesi a maggio.

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Strana situazione quella di Latino che, pur facendo parte di un partito molto sensibile alle quote rosa, non rinuncia all’incarico di Presidente come ci si sarebbe aspettati da una persona educata e con esperienza; ordini dall’alto?

Non parte comunque bene la nuova giunta visti gli interventi del consigliere pentastellato Maurizio Dalbianco e del consigliere Remo Libardi di Impegno per Levico che segnalano il sospetto di ineleggibilità per il Sindaco e per un consigliere della maggioranza.

In effetti risulta che le dimissioni rassegnate dal Sindaco Beretta, presidente del Consorzio Levico in centro, riportino la data del 14 maggio 2019 cioè post candidatura avvenuta il 23 aprile.

Se così fosse, a tutti gli effetti, ci sarebbe un caso di ineleggibilità.

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Spazio anche alle prime scaramucce tra la consigliera Rossella Piazza ed il consigliere della Lega Christian Libardi che, avendo difeso la posizione della minoranza sull’elezione alla Presidenza faceva notare che Crescenzo Latino non faceva parte della minoranza ma, a tutti gli effetti della maggioranza.

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Prossimo Consiglio il 25 luglio nella speranza che si inizi finalmente a lavorare.

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Valsugana e Primiero

«Racconti di vita»: Generazioni a Borgo Valsugana con la leggenda della pallanuoto Sandro Campagna

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Venerdì 22 novembre, Generazioni raggiunge Borgo Valsugana con una mattinata dedicata alle scuole e uno speciale appuntamento serale.

Si parte alle 8.45 con “Giovani che parlano ai giovani”, ospiti alcuni dei protagonisti del contest “Strike! Storie di giovani che cambiano le cose”.

Alle 21.00, tocca invece a Sandro Campagna, mito vivente della pallanuoto e coach della nazionale italiana maschile.

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Sul palco di Generazioni, Campagna ripercorrerà la sua carriera, dagli esordi in A1 fino all’oro mondiale conquistato lo scorso luglio a Gwangju.

Fin dai primi appuntamenti, la rassegna “Generazioni” si è posta l’ambizioso obiettivo di proporre contenuti ‘ispiranti’ per i più giovani, ma interessanti anche per un pubblico di persone più grandi. L’incontro di venerdì prossimo a Borgo Valsugana, il nono nel calendario della rassegna, intende proprio raggiungere questo duplice scopo, con una mattinata di attività dedicate alle scuole e un appuntamento serale con uno fra i più premiati sportivi italiani.

Il 22 novembre, la giornata di Generazioni si apre alle 8.45 al teatro del polo scolastico di Borgo Valsugana. Gli studenti e le studentesse dell’Istituto Alcide Degasperi e del Centro per la Formazione Professionale Enaip avranno l’opportunità di ascoltare le testimonianze di alcuni loro coetanei (o poco più grandi) che si sono impegnati per ‘cambiare le cose’.

I protagonisti dell’incontro “Giovani che parlano ai giovani” sono alcuni fra i partecipanti a “Strike!”, il contest che la Provincia autonoma di Trento organizza fin dal 2016 per premiare le storie personali e di gruppo di giovani under 35.

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Sul palco di Generazioni, introdotti dalla giornalista Francesca Re, saliranno: Davide Zambelli, giovane solandro appassionato di cucina, già vincitore nel 2017 de “La Prova del Cuoco” e ora food blogger; Sergio Zanella, creatore con un gruppo di coetanei del Museo dell’ape di Croviana, in Val di Sole, che racconta l’importanza della biodiversità e il lavoro che le api svolgono per l’ecosistema; Michele Oppioli e Chiara Pellegrini dell’E-Agle Trento Racing Team, la scuderia di Formula SAE dell’Università di Trento.

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Alle 21.00, sempre al teatro del polo scolastico di Borgo Valsugana, il protagonista della rassegna Generazioni è invece Alessandro (Sandro) Campagna, mito vivente della pallanuoto italiana, dal 2008 coach della nazionale maschile.

Quello di Campagna è un palmarès da brividi, con un oro europeo a Sheffield nel ‘93, uno mondiale a Roma nel ‘94 e uno olimpico a Barcellona nel ’92. Terminata la carriera da giocatore, per Campagna se ne apre una nuova e ancor più gloriosa come allenatore. Nel 2008 conquista la panchina del Settebello, la più prestigiosa nella pallanuoto italiana.

Con la sua guida arrivano due argenti e due bronzi europei e olimpici e due titoli mondiali a distanza di otto anni, il primo nel 2011 a Shanghai e il secondo pochi mesi fa a Gwangju (Corea del Sud).

Moderato dalla giornalista Emanuela Macrì, (foto) Campagna parlerà dell’importanza di fare squadra nello sport così come nella vita.

Racconterà come la fiducia sia l’ingrediente alla base di ogni successo e come il vero talento possa emergere anche nei contesti più difficili. Un insegnamento del mondo sportivo che può essere applicato anche per la vita e la crescita delle comunità locali.

La partecipazione a tutti gli appuntamenti è libera e gratuita. È consigliata la prenotazione del posto per l’evento serale scrivendo a info@generazioni.online. Saranno presenti all’evento lo stand de La Piccola Libreria e gli artisti dello Studio d’Arte Andromeda di Trento.

La rassegna Generazioni è organizzata dalle cooperative sociali Young Inside e Inside con il sostegno delle Province autonome di Trento e Bolzano e dalla Regione Trentino – Alto Adige.

Tutti gli appuntamenti della rassegna “Generazioni” sono progettati con la collaborazione delle istituzioni e delle realtà che operano nei territori coinvolti. L’attività della mattina di venerdì è organizzata con la collaborazione dell’Istituto Alcide Degasperi e del Centro per la Formazione Professionale Enaip mentre l’intera giornata è patrocinata dal Comune di Borgo Valsugana e dalla Comunità Valsugana e Tesino.

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Valsugana e Primiero

Riccardo Sorarù nascose l’incidente sul lavoro in cui morì Vitali Mardari. La Procura chiede il rinvio a giudizio

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Nelle foto Vitali Mardari, la vittima

Il 19 novembre di un anno fa Vitali Mardari, 28 enne boscaiolo moldavo, era stato trovato morto sul posto di lavoro nei boschi di Primiero dopo il distacco di una teleferica.

Il boscaiolo viveva in provincia di Belluno, fra Santa Giustina e Ponte nelle Alpi, ma stava lavorando in val delle Moneghe.

Era stato un uomo della zona che dopo aver notato il suo cadavere aveva dato l’allarme.

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La sua morte, sospetta fin dall’inizio, creò un grave sgomento fra tutta la comunità trentina.

In un primo momento si era pensato che il giovane moldavo, travolto dai tronchi si fosse trascinato in cerca di aiuto.

Poi le indagini fecero emergere che il titolare di un’azienda boschiva bellunese aveva ingaggiato “in nero” il giovane Moldavo che stava lavorando unitamente ad altri colleghi in un cantiere boschivo di Sagron  Mis.

Proprio per questo dopo il gravissimo incidente Riccardo Sorarù il titolare dell’azienda insieme ad altri suoi colleghi presenti nel cantiere senza nemmeno verificare le condizioni dell’infortunato, aveva deciso di caricare il corpo sull’autovettura dello stesso malcapitato e, coadiuvato da una seconda persona, lo aveva trasportato ad una distanza di 600 metri.

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Poi il titolare aveva chiamato i soccorsi dicendo di aver trovato il corpo di uno sconosciuto.

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I militari però fin da subito avevano ravvisato una  situazione incongruente rispetto alle testimonianze raccolte a caldo, prima tra tutti l’incompatibilità delle evidenti lesioni riportate dal malcapitato rispetto all’ambiente in cui è stato rinvenuto il corpo esanime.

In quella specifica area infatti, non risultavano presenti nè piante tagliate, né rami o sassi che potevano aver colpito il ragazzo cagionando quel genere di lesioni.

Sulla scorta di tali evidenze gli inquirenti, attraverso l’escussione di testimoni incrociata a una serie di acquisizioni di natura tecnica, avevano provato come l’infortunio mortale si era verificato in un luogo diverso da quello del rinvenimento della salma ipotizzando perciò che sia stato trasportato in quel punto per deviare gli accertamenti delle Forze dell’ordine.

A parziale chiusura, la Stazione Carabinieri di Primiero S.M.C. aveva deferito l’imprenditore boschivo per i reati di Omicidio Colposo con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e di Frode Processuale.

Ora per  Riccardo Sorarù la Procura di Trento ha chiesto il rinvio a giudizio.

Sarà il giudice per l’udienza preliminare a decidere se accogliere o meno la richiesta di rinvio a giudizio.

Se fossero state rispettate tutte le norme di sicurezza, la sua morte si poteva evitare.

Il primo luogo la braca metallica è stata caricata eccessivamente (otto volte superiore rispetto alla resistenza massima) e in secondo luogo il boscaiolo non aveva un casco protettivo né delle scarpe da lavoro.

Vitali Mardari era partito da Chisinau, la capitale della Moldavia, quattro anni fa ed era arrivato insieme alla sorella a Santa Giustina, in provincia di Belluno.

Dopo aver lavorato in una lavanderia a Longarone ed essere rimasto disoccupato aveva cercato di arrangiarsi come boscaiolo.

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Valsugana e Primiero

Auto danneggiata, l’appello di Riccardo Frison: «Offro una ricompensa a chiunque mi aiuti»

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Parrebbe che la pessima abitudine di causare danni alle autovetture parcheggiate e quindi incustodite, stia diventando una consuetudine.

L’ultimo appello pubblico è stato postato sulla pagina “ Sei di Pergine se...” ed è quello di Riccardo Frison : “ Ciao a tutti! Questa mattina ho parcheggiato la macchina di fronte alla pasticceria Carlin, a mezzogiorno purtroppo la ho ritrovata così. Qualcuno ha visto qualcosa/chi è stato? Offro una ricompensa a chiunque mi aiuti. È inutile scandalizzarsi per gli incidenti se poi non siamo nemmeno capaci di parcheggiare”.

Amara la constatazione finale, ma realistica: incapacità, distrazione e nessuna considerazione del prossimo sono alla base di questi danni che restano senza un responsabile.

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Il paradosso è che nella discussione scaturita dal post, sono emersi una serie di casi di macchine danneggiate anche gravemente, senza che il responsabile ritenesse opportuno di lasciare un biglietto col numero di telefono.

E’ però vero che ci sono anche i casi in cui quel numero risulterà errato e quindi il risultato non cambia.

Però è a questa certezza dell’impunità che si deve mettere fine, una sicurezza di farla franca che ormai spazia dai rifiuti abbandonati, ai piccoli e medi atti vandalici, agli incindenti senza assunzione di responsabilità per un rispetto del vivere comune che sta diminuendo sempre più.

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