Connect with us
Pubblicità

Trento

Spin Accelerator Italy, a Milano la sfida finale tra le 8 startup dello sport-tech

Pubblicato

-

Non poteva esserci luogo più adatto di Milano, città simbolo della finanza italiana, per ospitare l’atto finale di Spin Accelerator Italy, che ha visto confrontarsi a suon di pitch le 8 startup finaliste della seconda edizione del più grande acceleratore mondiale per startup dedicate allo sport.

Trentino Sviluppo crede fortemente nell’innovazione applicata allo sport, come traino per lo sviluppo territoriale. Calcio, tennis, fan engagement, fitness & training, corsa e bike, questi gli ambiti ai quali appartengono le 8 startup che hanno partecipato all’intero progetto e sono state selezionate per presentare le proprie idee al Demo Day.

Tra tutte ha avuto la meglio Speed4lifts che ha realizzato uno strumento hardware in grado di analizzare e migliorare le performance di atleti che utilizzano il Velocity Based Training per il proprio allenamento.

Pubblicità
Pubblicità

Premio per il miglior speech a Golee, che fornisce di e-commerce e sistema di social media management per i club sportivi.ù

Per dare qualche numero, l’edizione 2019 ha visto 50 startup applicate, 18 delle quali si sono sfidate durante il bootcamp di Rovereto e solamente 8 sono state selezionate per partecipare al programma.

Un percorso particolarmente intenso con 115 ore di formazione in 12 settimane, tra incontri formativi frontali, webinar e momenti di verifica, anche con il coinvolgimento di 30 mentor da varie parti del mondo.

L’evento finale, oggi, mercoledì 26 giugno, a Milano rappresenta un vero e proprio trampolino di lancio: ai vincitori un premio in denaro di 10 mila euro, un periodo di incubazione in Progetto Manifattura, l’incubatore della green & sport tech di Trentino Sviluppo, e la possibilità di incontrare una platea di investitori a caccia di nuove idee su cui scommettere.

Pubblicità
Pubblicità

Oltre ai partner istituzionali, presenti la campionessa paralimpica e testimonial del progetto Martina Caironi – che proprio sabato 8 giugno a Grosseto, ai Campionati Italiani Open, ha siglato il record mondiale di salto in lungo T63 portandolo a 5 metri netti – e lo startup mentor Mario Moroni.

Non conta solo la vittoria. Quello di Milano, atto finale del progetto Spin Accelerator Italy, rappresenta anche una chance imperdibile per creare nuovi contatti di business e conoscere le ultime novità tecnologiche applicate al calcio, al tennis, al fitness, al fan engagement, alla corsa e alla bici.

Tanti gli interventi da parte dei partner istituzionali, prima di cedere la parola alle startup protagoniste che hanno presentato in dettaglio le proprie idee davanti a una giuria e a una platea di vincitori. Yariv Barak, di Hype Sports Innovation, ha spiegato che “quello di Spin Accelerator è un programma internazionale, che sta crescendo di anno in anno in Paesi diversi: Italia, Inghilterra e Australia.

Quest’anno i partner ufficiali sono 12 in 10 Paesi: Italia, Stati Uniti, Inghilterra, Australia, Ucraina, Svezia, Germania, Israele, Turchia e Taiwan.

Anche i risultati sono molto interessanti, sia in termini di investimenti, start up e giro d’affari: nei primi due anni di progetto 783 sono state le application e sono stati investiti a livello globale 7 milioni di euro nelle startup finaliste”.

Anche da parte del mondo dello sport c’è forte attenzione, come hanno spiegato Donatella Minelli, responsabile formazione Scuola dello Sport CONI e Fabrizio Biffi, Marketing Manager Coni.

“Quello sportivo in Italia è un movimento che conta circa 5 milioni di tesserati e oltre 20 milioni di praticanti, ma necessita di una forte spinta all’innovazione tecnologica in molti campi – ha spiegato Donatella Minelli – noi ci crediamo e indirizziamo anche i nostri percorsi formativi su questa tematica, per la creazione di un ecosistema favorevole al settore sportivo”.

Tra le nuove proposte per l’innovazione sportiva, nell’edizione 2019 di Spin Accelerator Italy, troviamo t-shirt intelligenti e dotate di sensori per misurare le prestazioni, piattaforme tecnologiche che massimizzano il valore di membri, fan e strutture, o che aiutano a scoprire ogni tipo di sport nella propria città, strumenti per riconoscere all’istante immagini in movimento in TV o online di programmi sportivi, e strumenti hardware per migliorare le performance e i propri allenamenti, luoghi di market place digitale per trovare le ultime offerte di mercato.

O ancora, dedicate al tennis, sono il lancia-palle integrabile con smartphone e device digitali, telecamera integrabile con smart watch per misurare le metriche tecniche durante una partita.

 Martina Caironi ha spiegato che tra startup e grandi atleti ci sono tanti punti in comune: entrambi si allenano con costanza per raggiungere i propri obiettivi e superare gli ostacoli, anche avvalendosi del supporto della tecnologia.

“Da oltre 10 anni la tecnologia mi aiuta nelle mie attività quotidiane ed anche in quelle sportive e quindi non potevo che essere d’accordo quando mi hanno chiesto di fare da testimonial al progetto. Obiettivi lungimiranti e avvicinamento costante: sono i due elementi che mettono in comunicazione atleti e start up, perché questi mondi hanno necessità di comunicare e di condividere per essere d’aiuto l’uno all’altro!”

“Non si diventa atleti da un giorno all’altro, così come non si diventa startupper da un giorno con l’altro. È bello essere i “primi” a fare qualcosa: una motivazione che molto spesso dà anche la spinta per “osare” e andare oltre a quegli ostacoli che sembrano insormontabili, serve ancora tanta ricerca applicata allo sport”.

Altre interessanti pillole motivazionali per gli startupper sono arrivate da parte di Mario Moroni, imprenditore, startup mentor e autore di “Startup di Merda”.

Per lui, sono tanti i miti da “sfatare” quando si parla di innovazione e startup. Dopo averne intervistate più di 300, Moroni ha delineato una serie di caratteristiche comuni e ha stilato una classifica di 10 punti salienti.”

“Tra i “miti” da sfatare, vi è la convinzione che le startup siano solo composte da “giovani” e per “giovani”, che siano necessari suggerimenti da parte di “allenatori mai scesi in campo” e che quello che conta realmente per avere successo sia l’idea, quando in realtà la parte fondamentale è l’esecuzione.

Così come non servono “motivatori” in quanto per essere startupper è già necessario essere degli automotivatori di sé stesso. Tra i consigli, quello di farsi aiutare da persone che hanno già fatto o stanno facendo impresa e concentrarsi sì sull’idea innovativa, ma anche sulla realizzazione: partire dalle proprie passioni non è obbligatorio, meglio concentrarsi sulle proprie abilità.

Pubblicità
Pubblicità

Trento

Scontro auto – bici in via Romagnosi, 39 enne finisce al santa Chiara

Pubblicato

-

Investimento poco dopo le 14.00 in via Romagnosi a Trento prima dell’incrocio con via Petrarca

Ad essere coinvolti un’autovettura e una bicicletta finita per aria nello scontro.

Sul posto è arrivata la polizia locale che grazie ai rilievi dovrà capire la dinamica e le eventuali responsabilità.

Pubblicità
Pubblicità

Il ciclista, un 39 enne, è finito sul parabrezza, che è andato in mille pezzi, per poi ruzzolare a terra.

Allertato il numero unico di emergenza 112, ha inviato un’ambulanza che ha trasportato il ciclista all’ospedale di santa Chiara in codice giallo.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

Trento

Via della Cervara: illuminazione a Led non sufficiente

Pubblicato

-

Le proteste, corredate da alcune foto, arrivano da alcuni residenti della via del capoluogo e segnalano un piccolo paradosso.

L’amministrazione comunale da poco tempo in via della Cervara è stata cambiata recentemente l’illuminazione pubblica.

Sulla via è stata installata una nuova tipologia di luce a Led, che in teoria garantisce maggior risparmio, ma forse in questo caso anche troppo.

Pubblicità
Pubblicità

Come si può vedere infatti nell’immagine, la fermata dell’autobus, il marciapiede, e il relativo parcheggio auto sono scarsamente illuminati anzi in verità appaiono al buio.

I cittadini della via hanno ritenuto opportuno evidenziare tale problema nella speranza che l’amministrazione lo risolva visto che potrebbe anche aggravarsi maggiormente visto l’arrivo dell’inverno. 

L’illuminazione scadente potrebbe stimolare scippi o rapine o far inciampare qualche anziano.

Ma questo problema non riguarda solo via delle Cervara. 

Pubblicità
Pubblicità

In tal senso il consigliere provinciale Claudio Cia 7 mesi fa aveva lanciato un’interessante proposta per illuminare maggiormente la zona che comprende le mura del Castello del Buonconsiglio.

Molte città hanno creato un’identità unica lavorando sull’illuminazione dei punti di riferimento cittadini, in un’ottica di promozione turistica ma anche di stimolo per l’orgoglio degli abitanti, creando un’atmosfera invitante e più sicura.

Da qui la proposta di Claudio Cia: un piano di riqualificazione del Castello del Buonconsiglio mediante una nuova illuminazione esterna della cinta muraria e degli edifici interni, con sorgenti luminose efficienti a led, che ne esalti la complessità e i dettagli architettonici, con l’obiettivo di valorizzare e di restituire alla piena fruizione notturna questa imponente struttura del patrimonio provinciale.

Un’illuminazione quindi che esalti la bellezza della cinta muraria, degli edifici interni e delle vie adiacenti in armonia con il contesto urbano.

La segnalazione è arrivata al numero whatsApp della redazione (3922640625)

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Trento

Contro la violenza sulle donne: gruppo di lavoro ieri in Questura

Pubblicato

-

Ieri l’assessore Stefania Segnana ha partecipato in Questura ad un incontro del Gruppo interdisciplinare per la prevenzione e il contrasto delle situazioni di violenza sulle donne, costituito con una deliberazione di Giunta provinciale del 2015 e coordinato dalla Polizia di Stato.

Una partecipazione che avviene all’indomani dell’ultimo recente femminicidio avvenuto a Nago nei giorni scorsi e ai funerali a cui ha partecipato l’assessore Segnana in qualità di referente delle pari opportunità provinciali.

Il Gruppo è costituito da rappresentanti di agenzie pubbliche (Polizia, Carabinieri, Polizia Locale, Commissariato del Governo, Azienda provinciale per i servizi sanitari, Provincia, Servizi sociali territoriali) e del Terzo settore (casa rifugio, che garantisce una riposta al bisogno h24)

Pubblicità
Pubblicità

Il suo compito consiste nell’esaminare i casi di violenza domestica ad alto rischio posti all’attenzione del Questore, relativamente ai procedimenti di ammonimento, con il fine di individuare tramite una metodologa di lavoro integrato e multidisciplinare che prevede anche il coinvolgimento attivo delle vittime, risposte concrete al bisogno di protezione.

La presenza dell’assessore ai lavori del gruppo testimonia un’attenzione forte agli strumenti utili per contrastare la violenza sulle donne, che vedono la Provincia protagonista nel promuovere politiche attente ed efficaci a sostegno delle vittime.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza