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Italia ed estero

Il macigno che pesa sulla testa degli italiani: l’ISTAT dà i numeri e la Corte dei Corte dei Conti avverte la politica.

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Debito pubblico ai limiti della sostenibilità, tasse da riformare, deficit e spesa statale da tenere sotto controllo.

Sono queste le più importanti criticità che la Corte dei Conti ieri, ha messo al centro della presentazione del rendiconto dello Stato 2018.

Si tratta in sostanza del rendiconto consuntivo che la magistratura contabile dà del bilancio passato ma, anche un’ occasione per mettere in guardia il governo dai rischi che certe scelte politiche potrebbero avere.

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Il procuratore generale della Corte dei Conti avvisa, che l’indebitamento ha un valore finanziario gigantesco. Non solo a livello di costo, ma anche di credibilità di sistema Paese ed è di ostacolo alle politiche di sviluppo.

L’avvertimento alla politica è chiaro, sopratutto quello di scongiurare l’aggravamento dell’attuale situazione economia per evitare di zavorrare il futuro delle nuove generazioni.

Quasi parallelamente è arrivata dall’ ISTAT la dichiarazione che la pressione fiscale ha raggiunto il 38% nel 2019, salendo di 3 decimi percentuali rispetto al 2018.

Si tratta del dato percentuale più alto dal 2015. Anche i consumi vedono un rallentamento che tra gennaio e marzo segnano una crescita dello 0,2% contro una crescita dello 0,6% nel 2018.

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Dalla riunione della Corte dei Conti arrivano raccomandazioni alla politica.

“Lo shock fiscale evocato da alcuni senza coperture, potrebbe avere ripercussioni gravi tali da annullare i benefici della rimodulazione delle aliquote”.

A quanto pare però, il sì all’aggiustamento del bilancio italiano, necessario ed indispensabile per evitare la procedura di infrazione da parte dell’ Europa dovrà attendere la prossima settimana.

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Italia ed estero

Elezioni Emilia Romagna: sul palco di Ravenna 12 minuti di una Giorgia Meloni da Brividi

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Piazza del Popolo gremita per Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni a sostegno della candidatura della leghista Lucia Borgonzoni alla presidenza della Regione.

La coalizione di centrodestra chiude la campagna elettorale regionale nel cuore di Ravenna, con un ritardo di mezz’ora sulla tabella di marcia.

I leader sono saliti sul palco alle 18,35 (l’inizio delll’evento era previsto per le 18) e hanno intonato l’inno di Mameli davanti a quasi 5000 persone entusiaste.

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Ha destato particolare interesse l’intervento di Giorgia Meloni che con 12 minuti di intervento da brividi ha scaldato la platea che si è scatenata quando ha pronunciato ormai la mitica frase: «Mi chiamo Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana e con Salvini e Berlusconi sono pronta a governare l’Italia»

Apparsa molto sicura la Meloni sembra ormai sul trampolino di lancio per coprire importanti ruoli nel nostro paese, e non è forse un caso che sia stata nominata fra le 20 personalità mondiali in grado di cambiare il pianeta.

Ironica, pungente, sarcastica, incisiva e autorevole ha dimostrato si saper trascinare la platea che l’ha applaudita durante tutto il suo discorso dove ha parlato di lavoro, di Bibbiano, degli avversari politici e di una Emilia Romagna che è, «una locomotiva non grazie al PD ma nonostante il PD»

«Parlaci dei tuoi risultati Bonaccini – ha gridato la Meloni ad un pubblico scatenato –  di quello che hai fatto in questi anni, parlaci dei partiti che ti sostengono, del governo nazionale che tu sostieni, non ti vergognare non nasconderti!» 

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Poi la stoccata per le Sardine che nascondono degli Squali, (l’allusione a Soros e Prodi era evidente)  e che nascondo per cambiare il linguaggio d’odio ma che passano tutto il giorno ad insultare chi non la pensa come loro.

L’esponente di Fratelli d’Italia ha ricordato anche le 800 imprese artigiane che hanno chiuso in regione per colpa della pressione fiscale e della burocrazia accusando il governo «tasse&Manette» di opprimere gli imprenditori: «un governo che lascia che le multinazionali spostino le sedi legali per non pagare tasse e che gli stranieri aprano e chiudano i negozi senza pagare le tasse. Si sono inventati anche la tassa sulla fortuna: ma quella dovete pagarla voi che siete miracolati per il fatto che state al governo senza mai essere stati eletti da nessuno» – ha tuonato fra gli applausi.

Non è mancata la polemica sul reddito di cittadinanza: «Chudiamo le aziende per dare il reddito di cittadinanza ai nomadi, agli extracomunitari, ai truffatori, ai brigatisti e a quelli che girano in Ferrari». 

Giorgia Meloni ha promesso di difendere la famiglia, l’identità della nostra nazione perché «senza la famiglia non c’è la nazione e non esiste futuro»

«Se avete un parente medico che vuole fare il primario e volete una raccomandazione allora votate per il PD, se votate per odio contro tutti e per distruggere qualsiasi cosa votate i cinque stelle, quelli sono bravi per questo. Ma se invece vi muove l’amore per la vostra terra, per il prossimo, per la nazione, per l’impresa, e la vostra famiglia allora scegliete il centro destra e votate per Lucia Borgonzoni.»ha concluso Meloni fra un tripudio di cori, applausi e bandiere. 

 

 

 

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Italia ed estero

Omicidio Sacchi, rinviata a giudizio Anastasiya Kylemnyk insieme a 5 persone

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A distanza di tre mesi dall’omicidio di Luca Sacchi la procura di Roma ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato per tutti coloro che erano coinvolti a vario titolo nella vicenda.

All’interno della stessa aula si ritroveranno dunque sia Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, i colpevoli della morte del 24 enne personal trainer, ucciso nella notte tra il 23 e il 24 ottobre scorso davanti al John Cabot, pub in zona Appio, nella Capitale, sia la fidanzata di Luca, Anastasiya Kylemnyk.

Insieme a loro andranno a processo altre tre persone: Marcello De Propris, che consegnò l’arma del delitto.

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La detenzione di quest’ultima e’ attribuita ad Armando De Propris, padre di Marcello.

A Del Grosso e Pirino è contestata anche la detenzione della mazza da baseball usata per aggredire Luca Sacchi e la fidanzata.

Anastasiya, assieme a Giovanni Princi (amico di liceo della vittima), a Del Grosso e a Pirino, va a processo per la violazione della sostanza stupefacente.

Al centro della triste vicenda che ha portato alla morte di Sacchi la trattativa per l’acquisto di 15 chili di marijuana per 70 mila euro.

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Soldi che Del Grosso e Pirino, avrebbero tentato di prendere, scappando lo zaino di Anastasiya, senza dare nulla in cambio.

L’inchiesta sull’omicidio di Luca è stata portata avanti da i carabinieri del Nucleo Investigativo e coordinata dall’aggiunto Nunzia D’Elia e dal pm Nadia Plastina.

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Italia ed estero

Virus in Cina: 26 vittime e oltre 600 contagiati. 20 milioni di persone in quarantena. Il virus è arrivato all’uomo dai serpenti

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Le vittime del coronavirus in Cina sono salite a 26 mentre i casi di contagio sono 616 e le persone in osservazione quasi 3.000.

 I virologi avrebbero identificato come il virus 2019-nCoV sia arrivato all’uomo.

Ci sarebbe stata una prima trasmissione dai pipistrelli per poi passare ai serpenti.

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Intanto, le autorità hanno messo in quarantena Huanggang, Ezhou e Xianning: le tre città cinesi si trovano nella regione dello Hubei, dove è scoppiato il focolaio dell’infezione. Chiusa anche la Città Proibita.

Pochi minuti fa è stata messa in isolamento anche un’altra città a causa dell’epidemia di coronavirus.

Lo annunciano le autorità locali. Si tratta di Xianning, con una popolazione stimata di 2,5 milioni di persone. L’isolamento scatterà alle 10 del mattino ora locale. Lo riferisce Cbc.

Sale così a oltre 20 milioni di abitanti il numero di persone coinvolte dai blocchi nelle varie città.

Per evitare che il virus possa propagarsi ancora, Pechino ha annullato i festeggiamenti per il Capodanno cinese. Stessa decisione è stata presa da Macao.

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Nonostante le 20 milioni di persone isolate e alcuni casi sospetti, l’Organizzazione mondiale della Sanità, al termine di una riunione del comitato ha spiegato che non è il tempo di dichiarare l’emergenza internazionale.

Caso sospetto a Bari, rientrava da Wuhan – Una donna barese proveniente dalla Cina e’ ricoverata nel Policlinico di Bari per un sospetto caso di coronavirus perché, arrivata al pronto soccorso con sintomi apparentemente influenzali, febbre e tosse, sono state attivate, come da circolare ministeriale, tutte le procedure previste per prevenire la diffusione del virus. A quanto si apprende si tratta di una cantante della provincia di Bari di ritorno da un tour in oriente che ha toccato anche la zona di Wuhan, città di origine del virus, che ha avvertito sintomi sospetti.

Primo caso di contagio a Singapore –C’è stato un primo caso di contagio anche a Singapore. Lo riferiscono i media locali, che citano il ministro della Salute. Il caso, riferisce lo Straits Time, riguarda un uomo di 66 anni di Wuhan, arrivato a Singapore il 20 gennaio. Il figlio di 37 anni è trattato in ospedale come caso sospetto mentre i suoi compagni di viaggio sono in quarantena. Un’altra donna di 53 anni, anch’essa cinese, è risultata positiva ai test preliminari, ancora in attesa di conferma.

Casi sospetti in Scozia e in Francia – Quattro casi sospetti di contagio con il nuovo coronavirus sono stati rilevati in Scozia. Lo riportano i media britannici, citando Jürgen Haas, responsabile dell’unità di medicina infettiva all’Università di Edinburgo. Analisi sono in corso sulle persone che potrebbero essere infette, tutte arrivate in Scozia da Wuhan. Buone notizie invece dalla Francia, dove si era parlato di due possibili casi. Il ministro della Salute, Agnes Buzyn, ha dichiarato che “nessun caso sospetto” è stato al momento accertato. “Due casi sono stati esaminati – ha precisato – ma si sono rivelati negativi”.

Casi sospetti in Gran Bretagna – Sarebbero sei i casi sospetti in Gran Bretagna. Tutti sono stati sottoposti a esami medici per sintomi sospetti legati alla potenziale diffusione del virus cinese. Lo riportano le autorità sanitarie locali precisando che 5 pazienti, tutti cittadini cinesi sbarcati in questi giorni in aereo in Gran Bretagna da Wuhan, epicentro dell’infezione in Cina, sono ricoverati per controlli precauzionali in Scozia, fra Edimburgo e Glasgow; e uno in Irlanda del Nord, a Belfast. Al momento non vi è tuttavia nessuna conferma di contagio.

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