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Politica

Elezioni comunali 2020 a Trento: inizia il toto sindaco

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Nella foto Elisabetta Bozzarelli e Maria Chiara Franzoia possibili candidate sindaco del PD

Al contrario di quanto normalmente succedeva, non è ancora scattato il toto candidati in vista delle elezioni comunali di Trento del prossimo anno.

Il motivo è abbastanza semplice: in entrambi gli schieramenti i papabili sono in numero esiguo e nessuno vuole rischiare di bruciarsi delle possibilità.

La premessa è data dal numero di voti raccolti nelle precedenti tornate elettorali che assegnerebbero alla Lega la scelta del candidato di centro destra, in quanto partito più votato della coalizione.

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Paolo Ghezzi “essere umano”, il più votato in città a sinistra dovrebbe essere il naturale alternativo candidato sindaco.

Ma in questa tornata elettorale potrebbe essere una donna la protagonista assoluta. Quasi sicuro invece che ci saranno più candidati sindaco ai nastri di partenza.

La sinistra si presenterà divisa in 3 parti. Quella estrema, quella legata all’area di Futura 2018 che sarà sostenuta dal sindaco uscente Andreatta, e quella del PD.

In attesa per il momento il PATT, che nelle ultime settimane attraverso alcuni suoi componenti ha cominciato a discutere con il centro destra.

Roberto Stanchina non nasconde le sue velleità di diventare sindaco di Trento, ma il problema è capire con che schieramento.  Infatti a sinistra il patt l’unico accordo che può fare è quello con il PD che pare però abbia intenzione di candidare come sindaco Elisabetta Bozzarelli.

Persona che però troverebbe un fronte interno contrario dentro il suo partito. In panchina rimane l’assessora Franzoia «abbandonata» dal sindaco uscente.

L’unica candidata condivisa e gradita da tutta la sinistra trasversalmente è Daria de Pretis, ma difficilmente abbandonerà  la  Corte costituzionale della Repubblica Italiana e il sua remunerazione che è di circa tre volte quella del sindaco.

Per il centro sinistra si diceva Ghezzi “essere umano” come possibile candidato sulla base dell’essere stato il più votato nel comune di Trento.

Difficilmente però il PD lo appoggerebbe perché vorrebbe dire mettere in gioco i ruoli rappresentativi della sinistra trentina.

Molto facile che le due posizioni restino separate con Ghezzi che potrebbe rinunciare al simbolo di Futura per nascondersi dietro una lista civica con la quale provare a raccogliere voti a sinistra.

Nel PD per il dopo Andreatta, in pule position anche Italo Gilmozzi. 

Con certezza il PATT alle prossime elezioni potrebbe essere il vero ago della bilancia, il vero battitore libero.

Una area degli autonomisti da lavorando per la costruzione di un nuovo polo di centro che potrebbe comprendere Progetto Trentino, gli scontenti del PD, e coloro che nel centro destra non vogliono un sindaco leghista.

Stanchina potrebbe essere il candidato sindaco di questo nuovo polo oppure accasarsi dove offrono di più. L’ alternativa potrebbe essere quella delle deleghe che più numerose saranno e più aumenterebbero il suo potere. E’ iniziato insomma un Risiko che già nella fase preliminare è più facile perdere che vincere.

Per quanto riguarda il centro destra circola il nome di Francesca Gerosa nel ruolo di out sider, ma voci ben informate parlano di una candidata molto nota nella società civica che sarà tenuta coperta fino all’ultimo.

Per il centro destra la Lega come partito più votato della coalizione dovrebbe scegliere il candidato sindaco.  Ma in città non ci sono esponenti leghisti «mister preferenza» in grado di fare presa sul grande elettorato, a meno che non scenda in campo Mirko Bisesti.

Se la Lega dovesse passare la mano, per gli altri partiti, che hanno raccolto percentuali molto contenute ed in rapporto un candidato sindaco, sarebbe un premio sproporzionato.

Possibile a questo punto un nome esterno che possa accontentare tutti, in questo caso però la discrezione è assoluta.

 

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Politica

Dalzocchio (Lega): «Cooperazione internazionale, da Zeni giudizi sprezzanti e Fake news. Si prenda una camomilla»

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Passa al contrattacco la capogruppo della lega in consiglio provinciale Mara Dalzocchio dopo le sparate del consigliere di minoranza Luca Zeni

«Sono toni di inaudita violenza politica, quelli con cui Consigliere del Pd Luca Zeni attacca il presidente della Giunta Fugatti sulla cooperazione internazionale; toni violenti e seguiti da un buon numero di fake news. Infatti Zeni da una parte afferma che complessivamente i milioni di euro della cooperazione internazionale sono pochi rispetto al bilancio provinciale – come se quelli da lui risparmiati col taglio delle guardie mediche fossero stati chissà quanti –, dall’altra accusa la Giunta di aver perso i 5 milioni di euro contro il dissesto idrogeologico» – Attacca Dalzocchio

Poi l’esponente della Lega sposta l’attenzione sui 5 milioni non richiesti per il dissesto idrogeologico: «Peccato che i tempi tecnici per aggiudicarsi i fondi contro il dissesto – presentando quindi i progetti necessari per ottenerli – non ci fossero, essendo poco il tempo intercorso tra la calamità e le scadenze burocratiche per detti fondi; senza dimenticare che ci saranno altri modi, più avanti, per recuperare quei 5 milioni».

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Dalzocchio incalza Luca Zeni e ricorda la bocciatura della sua maggioranza il 21 ottobre 2018: «Peccato, ancora, che la “quota fissa” di bilancio, tenuta in tutti questi anni per la cooperazione internazionale, non ci sia stata per la sanità e l’assistenza dei trentini, che infatti il 21 ottobre 2018 hanno bocciato inappellabilmente proprio il partito di Zeni e la sua coalizione».

NESSUNA CONTRAPPOSIZIONE TRA TRENTINI E STRANIERI «Tengo inoltre a rassicurare il collega consigliere che non c’è alcuna «contrapposizione» tra trentini e stranieri né la volontà di crearla, proprio per niente; solo, c’è la volontà di dare la precedenza, in tutti i provvedimenti, a chi a questa provincia ha dato tanto, oltre a viverci da anni ed anni. Se questa appare come una «contrapposizione», allora il problema è tutto in chi la vede».

«Ricordo al collega Zeni – conclude Mara Dalzocchio –  al quale mi permetto di consigliare una camomilla – che, se lui non coglie coerenza e linearità nell’operato della Giunta Fugatti, come Lega ce ne faremo presto una ragione, dal momento che siamo più che sicuri che invece i trentini, gente pragmatica ed abituata a guardare la sostanza delle cose, questa coerenza e questa linearità la vedano eccome, e la apprezzino».

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Politica

Tagli solidarietà internazionale, serviranno per aiutare giovani, donne e famiglie trentine. Fugatti: «Altra promessa mantenuta»

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I tagli eseguiti alla voce «Solidarietà internazionale» serviranno per avere trasporti meno cari per studenti e disabili trentini; agevolazioni per le famiglie che fanno fare sport ai propri figli e per un’ulteriore aiuto al reddito delle donne in difficoltà.

Ancora una volta il governatore Maurizio Fugatti mantiene le promesse fatte in campagna elettorale dall’alleanza di centro destra a traino Lega.

Nessun sorpresa quindi, e appaiono strumentali gli attacchi che arrivano dalla sinistra trentina sula questione.

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I tagli alle risorse della solidarietà internazionale come quelli all’accoglienza erano nel programma del centro destra autonomista. «Prima i Trentini». Ricordate?

Punto e basta. «Nessun scandalo – ha detto il governatore – era nel programma, e per noi è un’altra promessa mantenuta»

Per i progetti di solidarietà internazionale saranno investiti quasi 2 milioni di euro.

Il resto, ovvero, quasi 4 milioni serviranno per aiutare i cittadini e contribuenti Trentini.

Secondo Fugatti è molto più importante pensare al settore sociale: aiutare i giovani, le famiglie e le donne lavoratrici.

Se dai tagli dell’accoglienza dei profughi ne hanno beneficiato i pensionati ultra settantenni che potranno viaggiare gratis sui mezzi di trasporto, a trarre vantaggio dalla «compressione» dei fondi impiegati per dei progetti in giro per il mondo saranno invece i giovani, le donne e le famiglie Trentine.

La giunta provinciale è principalmente impegnata nel concedere gli abbonamenti scontati per gli studenti prima che ricomincino le lezioni.

In questo modo si cercherà di agevolare le famiglie che hanno un reddito Icef non particolarmente alto.

Mentre sono ancora in fase di studio gli interventi per facilitare i disabili a muoversi con i trasporti.

Per quanto riguarda il capitolo dei giovani e dello sport, l’idea della giunta è quella di farsi carico dell’iscrizione (parziale o totale) di un ragazzo presso una società sportiva.

Il budget non dovrebbe superare i 200 euro l’anno, che per alcune famiglie è comunque un costo insostenibile.

E’ previsto inoltre un aumento della detrazione al reddito femminile nell’ambito del calcolo Icef.

L’assessore alle Politiche Sociali ha annunciato che Itea metterà a disposizione gratuitamente alloggi inutilizzati da almeno cinque anni e dislocati in zone di montagna scarsamente popolate. A Luserna sono disponibili i primi cinque appartamenti.

Stefania Segnana ha inoltre tranquillizzato i sindacati che lamentavano un malfunzionamento nella piattaforma usata per la presentazione delle domande Icef.

Secondo l’assessore sarà tutto sistemato in poco tempo.

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Politica

Bilancio preventivo 2019-2021: è muro contro muro tra maggioranza e minoranza

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Sono oltre 10.000 gli emendamenti che i consiglieri provinciali di Trento hanno depositato ieri a palazzo Trentini in corrispondenza del bilancio preventivo 2019-2021 della Provincia.

Un’alzata di scudi senza precedenti.

Una nota informa che le minoranze hanno presentato il maggior numero di emendamenti, principalmente a carattere ostruzionistico.

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Se maggioranza e minoranza non dovessero andare d’accordo si andrebbe verso un lungo braccio di ferro.

Per conoscere il dettaglio ripartito per gruppi bisogna aspettare il completamento delle procedure di verifica, in corso presso gli uffici competenti del Consiglio.

Nel frattempo si sa che il Patt ne ha presentati poco meno di 4.000, circa 600 il Movimento 5 Stelle, 1.600 Futura e 1.500 il Pd.

Per quanto riguarda i 5 Stelle lo scopo è reintrodurre le agevolazioni sull’addizionale regionale.

I Pentastellati chiedono che il sovrintendente scolastico sia  nominato dal consiglio provinciale con i due terzi dei componenti.

I 5 Stelle chiedono anche l’esenzione dalla tassa di soggiorno per i trentini che vanno in ferie in Trentino e che il costo delle aziende venga coperto fino al 70% per le aziende che iscrivono i propri dipendenti ai corsi di alta formazione professionale.

Gli emendamenti del partito democratico puntano invece sulla famiglia, scuola e cooperazione internazionale, mentre Futura si concentra maggiormente sugli aiuti alla famiglia (maggiori agevolazioni sulle tariffe degli asili nido e un calcolo dell’Icef che non tenga conto del reddito della madre).

Altri emendamenti riguardano il mantenimento del tedesco e dell’inglese nelle scuole.

In arrivo anche alcuni emendamenti della Lega, anche se saranno veramente pochi quelli che aggiungeranno proposte all’assestamento.

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