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Trento

Abbandono alimenti nei rifiuti: ecco i responsabili

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nella foto Giorgio Casagranda presidente di Trentino solidale

Sarebbe riconducibile alla cattiva educazione e al mal costume diffuso il fenomeno relativo all’abbandono di generi alimentari denunciato da molti cittadini del capoluogo.

Alimenti che vengono abbandonati, senza nemmeno differenziati, nei bidoni della spazzatura e che non sono scaduti quindi perfettamente commestibili. (qui articolo)

Chiamato in causa nel nostro ultimo articolo, nella giornata di ieri Giorgio Casagranda, (foto) presidente di Trentino Solidale ci ha raggiunto in redazione per chiarire alcune cose.

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«Da anni Trentino solidale non consegna più nessun pacco a domicilio – esordisce Casagranda – quindi escludo che gli alimenti abbandonati siano da imputare a qualche nostro collaboratore. Tutti gli alimenti che arrivano vengono suddivisi per tipologia e messi sui tavoli dove le persone passano a prenderseli. Certo può essere che qualcuno esageri e poi finisca per gettare tutto in qualche bidone, e lo dico con amarezza queste persone vanno condannate subito. Gli alimenti marcati UE per esempio sono distribuiti solo dal banco alimentare».

Alcuni lettori che hanno inviato report fotografici dello spreco nel merito avevano subito dichiarato che l’abbandono degli alimenti non scaduti era da imputarsi per lo più a famiglie straniere.

«Difficilmente un cittadino italiano butta degli alimenti buoni nei rifiuti dopo aver fatto magari 2 ore di coda, non è nella nostra cultura da sempre» – ammette Casagranda

Trentino solidale da anni distribuisce gli alimenti alle famiglie più indigenti attraverso 35 punti di distribuzione nella provincia, la cui metà è ubicata a Trento.

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La quantità giornaliera distribuita è molto importante, si parla di circa un 8.000 chili al giorno distribuiti a circa un migliaio di persone. 

La famiglie che hanno questo fabbisogno passano nei centri e scelgono la roba da portarsi a casa mediamente 2 volte la settimana. «Una volta il fenomeno interessava l’80% degli stranieri e il 20% degli italiani. Ora invece gli italiani sono saliti al 40% e gli stranieri al 60%. Di solito sono famiglie con figli il cui padre magari ha perso il lavoro, – aggiunge Casagranda – anche se nell’ultimo periodo notiamo molti single che accedono ai nostri servizi, equamente distribuiti fra i due sessi»

Le etnie che accedono agli aiuti sono in testa i magrebini, poi i Sud – centro americani gli asiatici e infine i cittadini provenienti dall’est europa.

Oltre a Trentino Solidale esiste un altro canale di aiuti a Trento. Riguarda il «banco alimentare» che raccoglie gli alimenti e una piccola parte li cede ad alcune associazioni trentine che si occupano di distribuirli nelle famiglie.

Le caratteristiche per accedere al servizio non sono legate al reddito ma alla presenza sul territorio dei volontari, delle assistenti sociali, delle parrocchie o di semplici cittadini che segnalano la presenza di famiglie indigenti.

Casagranda ammette che qualche «furbetto» che si presenta ai centri di distribuzione nascondendo dietro l’angolo il mercedes c’è, ma sono i soliti noti. «Tenga conto anche che chiunque si presenta nei centri deve essere munito di stato di famiglia, per sapere quanti sono nel nucleo famigliare, e quanti figli ci sono al suo interno. Infatti i bambini per noi hanno sempre la priorità. Poi chiediamo anche il certificato di residenza». 

Trentino solidale vanta 600  soci nel Trentino Alto Adige e riceve dalla provincia di Trento finanziamenti per circa 100 mila euro. 

«È chiaro quindi – termina Casagrande – che l’abbandono degli alimenti non scaduti nei rifiuti è da imputare alla maleducazione e al cattivo costume della singola famiglia e della mancanza di riconoscimento e di gratitudine nei confronti degli enti che sostengono azioni di volontariato finanziati dalla provincia autonoma di Trento, sarebbe infatti incongruente colpevolizzare Trentino solidale che fin dall’inizio della sua nascita si è posto come uno degli obiettivi la lotta contro gli sprechi. Certamente sono comportamenti che sono difficili da comprendere per tutti e mi rendo conto che l’indignazione dei trentini si sia alzata, rimango anch’io basito per questi comportamenti che sono incomprensibili»

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Trento

Borse di studio ai bimbi, la “Voce” aveva ragione: danno erariale di Unitn da 607mila euro

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Ammonta a 607mila euro il danno erariale calcolato e dalla procura della Corte dei conti di Trento per l’illegittima erogazione a pioggia di borse di studio per i figli di dipendenti Unitn, dall’asilo fino al compimento del diciottesimo anno di età e contestato ora dalla magistratura contabile alla stessa università trentina.

Un caso che era stato segnalato in esclusiva proprio dal nostro quotidiano lo scorso mese di luglio nell’articolo “Borse di studio a bimbi di tre anni: contributi a pioggia a figli di dipendenti Unitn ma senza ICEF né ISE“.

Nel primo appuntamento dedicato alle basse foschie che aleggiano intorno a talune procedure ed operati dell’Università degli Studi di Trento, avevamo solo ipotizzato ciò che poi i magistrati di piazza Vittoria, partendo da una segnalazione anonima risalente al dicembre 2018, ha verificato con accertamenti investigativi affidati alla Squadra Mobile di Trento.

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A finire nei guai Paolo Mezzena, 68 anni, dirigente risorse umane e organizzazione dell’università di Trento e Alberto Molinari, 63 anni, prorettore per i rapporti con il personale tecnico e amministrativo e presidente per la commissione per la contrattazione decentrata, nonché ex presidente dell’Opera Universitaria.

Nell’atto di citazione dell’accusa per Mezzena e Molinari si profila la colpevolezza, nella loro qualità di delegati di parte pubblica, per “l’illegittima erogazione di provvidenze economiche a favore dei figli del personale tecnico amministrativo e dei collaboratori esperti linguistici di Unitn“.

E’ a loro che viene infatti ascritta la piena responsabilità nella sottoscrizione di un accordo sindacale integrativo palesemente illegittimo risalente al 30 gennaio 2007, da cui è derivata anche l’emanazione del regolamento per l’attribuzione delle borse di studio e della loro concreta erogazione.

Sulla cifra di 1.640.630,42 euro di danno erariale complessivo calcolato, la cifra reale contestabile è però ridotta a 607,214,33 euro e il perché è presto detto.

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Il totale destinato alle borse di studio per i figli dei dipendenti nel periodo considerato, ovvero dal 2007 al 2017, come abbiamo visto supera il milione. Tuttavia, fino al 2014 entra in gioco la prescrizione, a causa della quale la Corte dei Conti ha potuto prendere in considerazione solo gli ultimi quattro anni di questo decennio di presunti sperperi.

E se la difesa dei due dirigenti si basa sul principio che si tratti di cifre messe a disposizione come “welfare aziendale” e gestibili in autonomia da qualsiasi ateneo, la risposta del Procuratore regionale Marcovalerio Pozzato è chiara: le erogazioni sarebbero state destinate senza tenere conto delle condizioni economiche dei nuclei familiari e senza alcun controllo da parte dell’ateneo.

Quindi, l’attribuzione indistinta e anomala di 350 euro per ogni figlio in età scolare (450 nel caso di soggiorni all’estero) sarebbe avvenuta sulla base di un accordo sottoscritto senza la previsione di qualsivoglia supervisione da parte dell’università e indipendentemente dalla reddito accertato delle famiglie.

(Il riferimento in questo caso sarebbe anche al reddito complessivo dei coniugi senza che fosse neppure richiesta la certificazione del pagamento connesso all’iscrizione scolastica o universitaria, in violazione tra l’altro di un specifica circolare del MEF n 238/E del 22 dicembre 2000).

Il reddito complessivo non veniva quindi preso in considerazione, con casi di dipendenti Unitn coniugati con soggetti grandemente benestanti “in manifesto spregio al principio dell’assistenza ai bisognosi” e a coloro che si trovano in una condizione economica svantaggiata (notare che al momento attuale la anche la Provincia di Trento condiziona l’attribuzione di borse di studio alla presenza di idonea certificazione Iseo).

La previsione dei benefici economici derivanti all’accordo sindacale sottoscritto il 30 gennaio 2007, ha poi travalicato i principi espressi dal CCNL del gennaio 2005, con l’attribuzione di contributi palesemente non previsti dall’art. 49 dello stesso contratto e, come sopra detto, senza certificazione di un pagamento.

L’osservazione dei magistrati di piazza Vittoria sottolinea, oltre al resto, l’anomalia della concessione di borse a pioggia a dipendenti con bimbi iscritti alla scuola materna o con studenti fuori corso universitario, che ne ottenevano il beneficio senza darne atto in sede di dichiarazione Irpef.

Tali sussidi sono del resto previsti, ma le disposizioni di legge indicano esclusivamente in capo agli atenei la facoltà di adottare in sede decentrata e nell’ambito delle proprie disponibilità di bilancio, iniziative a favore dei propri dipendenti anche attraverso il loro contributo, solo per convenzioni in materia di trasporti, assistenza sanitaria, istituzioni di asili nido e sussidi economici.

In nessuna di queste casistiche rientra la modalità di erogazione utilizzata da Unitn.

Infine, il nonsense dell’attribuzione di tale beneficio sotto il termine “borsa di studio” a bambini troppo piccoli per essere in grado di beneficiarne realmente.

 

Sotto, in sintesi, il valore delle cifre erogate in favore dei figli di dipendenti Unitn divise per anno e che riguardano il decennio 2007-2017.

Ricordiamo che la cifra del danno erariale originariamente contestata è di 1.640.630,42 euro di cui:

80.519 nel 2007

200.492, 51 nel 2008

157.959,75 nel 2009

143.089,37 nel 2010

144.734,40 nel 2011

155.735,28 nel 2012

150.885 nel 2013

150.933,74 nel 2014

149.767,80 nel 2015

145.508,44 nel 2016

161.004,35 nel 2017 

A causa della prescrizione fatta valere dalla procura vengono in questo caso invece presi in analisi solo anni dal 2014 in poi, con una cifra finale contestata di 607,214,33 euro.

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Trento

Massacrò il finanziere al Ciolda: in casa del tunisino trovati anche lingotti d’oro.

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Nuovi sviluppi, e clamorosi, dopo l’arresto di O.D  il 27 enne di origini magrebine, che era uno dei due giovani che il 16 luglio 2016 massacrarono fuori dal locale Ciolda di Pergine Mario Aiello, un finanziere 35 enne. (qui articolo dell’arresto)

L’uomo era stato aggredito fuori dal locale da due persone per aver difeso la sua compagna 39 enne di Pergine Valsugana. Era stato letteralmente massacrato senza ritegno dai due e ricoverato al pronto soccorso del Santa Chiara in condizioni gravissime.

Era rimasto in coma per parecchi giorni e per fortuna era riuscito a cavarsela dopo molti giorni di prognosi riservata e di lotta fra la vita e la morte.

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In ospedale era rimasto circa tre mesi dove gli era stata riconosciuta un’invalidità del 15 per cento.

Il nostro giornale aveva pubblicato l’articolo del suo arresto nella giornata di sabato. dopo dopo che nella  giornata di venerdì 8 novembre, i finanzieri della Compagnia di Trento avevano portato a termine l’ennesima operazione a contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione è il frutto di un’attività eseguita al termine di una serie di mirati accertamenti compiuti per svariati giorni, supportati da alcune informazioni raccolte tra gli abitanti del quartiere di Roncafort.

A cadere nella rete dei militari è stato O.D., cittadino italiano di origini tunisine di 27 anni, senza attività lavorativa ma, ciò nonostante, con un tenore di vita particolarmente elevato: fin dai primi tempi dell’indagine, infatti, risultava essere abituale frequentatore dei ristoranti più lussuosi della città, con un debole per le auto di grossa cilindrata e gli abiti delle migliori griffe.

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Era, inoltre, residente in una villa su tre piani nell’altopiano della Vigolana.

Nel corso di un pedinamento, i finanzieri notavano che il soggetto effettuava con l’autovettura degli itinerari particolarmente complicati, senza seguire la via più breve, al fine, probabilmente, di confondere eventuali inseguitori. I sospetti crescevano allorquando il sospettato, dopo aver posteggiato, eseguiva delle operazioni all’interno dell’automobile.

I militari decidevano quindi di controllare l’uomo, intimando l’alt alla Mercedes alla quale era alla guida.

L’uomo, improvvisamente, innestava la retromarcia cercando di sottrarsi al controllo, speronando con tale manovra un’auto civetta dei finanzieri che gli sbarrava la strada: a tal punto, cercava la fuga a piedi ma veniva prontamente raggiunto e fermato dai finanzieri, nonostante gli ulteriori tentativi di divincolarsi e colpire gli agenti.

Dopo averlo bloccato, i finanzieri procedevano all’ispezione dell’autovettura sulla quale viaggiava, rinvenendo circa 7 etti di hashish occultati nel sedile anteriore.

I primi esami della sostanza permettevano di appurare che la qualità della medesima era particolarmente elevata e di difficile reperimento sulla piazza trentina, tanto da consentire la possibilità di fornire, sul mercato illegale degli stupefacenti, oltre 700 dosi per un valore di oltre 20 mila euro.

L’attività di servizio veniva, quindi, immediatamente estesa anche all’abitazione dove viveva l’uomo, con una perquisizione eseguita anche con il supporto delle unità cinofile: le operazioni consentivano di rinvenire, occultati all’interno di arredi situati nella cucina e nel salone, ben 15000 euro in contanti, 2 lingotti d’oro per un valore di circa 10000 euro e, inoltre, svariati apparati cellulari ed altri elementi a conforto dell’ipotizzata attività di spaccio. Attività particolarmente redditizia, se si considera che, oltre al tenore di vita sopra descritto, O.D. all’interno della villa poteva usufruire anche di vasca con idromassaggio, una sala adibita a palestra ed un altro locale adibito a sala-cinema.

Un particolare che ha incuriosito i finanzieri è stato una gigantografia di Al Pacino nell’interpretazione del film “Il padrino” che adornava una parete del soggiorno.

E non solo, all’interno di un cassetto erano raccolti tutti gli articoli di giornale che narravano gli episodi di cronaca che avevano visto protagonista O.D.: dai primi danneggiamenti nei confronti di autovetture, per i quali era stato accusato all’età di 19 anni, fino all’efferata aggressione nei confronti di un finanziere, percosso all’esterno di un noto locale per aver difeso la propria compagna dalle pesanti attenzioni di due soggetti, tra i quali l’arrestato. A seguito del pestaggio, il finanziere era stato portato al pronto soccorso del Santa Chiara in condizioni gravissime, rimanendo in coma per parecchi giorni per poi, fortunatamente, ritornare alla vita normale, sebbene con una invalidità del 15 per cento, dopo molti giorni di prognosi riservata e di lotta fra la vita e la morte.

Il caso occupò intere pagine dei giornali della provincia per molte settimane vista la violenza e l’efferatezza inaudita dell’aggressione avvenuta per futili motivi.

Al termine delle operazioni di polizia giudiziaria, valutato il contesto complessivo, l’italo-tunisino veniva tratto in arresto e ristretto presso la Casa Circondariale di Gardolo.

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Trento

Allerta protezione civile: si intensificano le piogge con neve anche in fondovalle

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La protezione civile del Trentino comunica che, oggi martedì 12 novembre 2019, è stato emesso un messaggio mirato per nevicate a quote medio-basse.

Nei prossimi giorni sono previste ulteriori precipitazioni anche a carattere nevoso.

Dalla sera di oggi, martedì 12 novembre, e fino alle ore centrali di domani sono previsti 30 – 40 mm di precipitazione con limite delle nevicate in abbassamento fino a quote medio-basse; venti moderati o forti prevalentemente da nord.

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Attorno ai 1000 m di quota sono attesi mediamente 20 – 40 cm di neve.

Spessori più modesti potrebbero interessare nella mattinata di domani anche territori decisamente più bassi in relazione all’intensificazione locale dei fenomeni; è quindi possibile che la neve raggiunga il fondovalle in Valsugana o addirittura, con minor probabilità, in Valle dell’Adige.

Tra mercoledì pomeriggio e giovedì sera esaurimento delle precipitazioni e schiarite ad iniziare da Ovest; nella mattinata di giovedì calo delle temperatura con probabili gelate diffuse.

Da giovedì sera e per tutta la giornata di venerdì precipitazioni intense e diffuse, anche nevose; sabato temporaneo miglioramento e domenica ulteriori precipitazioni.

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