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Trento

Guardia di Finanza: recuperati 227 milioni di euro di imposte evase

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Ieri la guardia di finanza ha festeggiato il suo 245° anniversario della fondazione.

È stata anche un occasione per snocciolare i dati, gli interventi e le operazioni effettuate negli ultimi 17 mesi in Trentino Alto Adige.

Lotta alle frodi fiscali, tutela della spesa pubblica e contrasto alla criminalità organizzata.

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Queste sono le rotte sulle quali, in via prioritaria, si stanno concentrando gli sforzi delle fiamme gialle. 

Evasione fiscale internazionale, lavoro nero, riciclaggio, corruzione, sperpero delle risorse pubbliche, traffici internazionali di stupefacenti e oli minerali, finanziamento del terrorismo, contraffazione, questi sono i principali nemici da combattere

Nei prossimi la guardia di finanza ha annunciato che intensificherà ulteriormente gli sforzi contro la criminalità organizzata, soprattutto con investigazioni incentrate sulle indagini patrimoniali.

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Il potere delle mafie non si misura più con gli omicidi, gli attentati e il racket. Per comprenderne la vera forza è infatti necessario puntare i riflettori sui beni, sui patrimoni, sul denaro.

LOTTA ALL’EVASIONE, ALL’ELUSIONE E ALLE FRODI FISCALI – Negli ultimi 17 mesi, in Trentino Alto Adige, contro l’evasione e le frodi fiscali sono state concluse 388 indagini di polizia giudiziaria, a cui si aggiungono 1.850 interventi fra verifiche e controlli fiscali a tutela del complesso degli interessi erariali comunitari, nazionali e locali.

Tali attività hanno consentito di recuperare a tassazione 227 milioni di euro di imposte dirette ed IVA evase.

Sono stati denunciati 339 soggetti responsabili di 329 reati fiscali, l’82% dei quali riguarda gli illeciti più gravi di emissione di fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione fraudolenta, omessa dichiarazione, occultamento di documentazione contabile e indebita compensazione.

Scoperti anche 43 casi di frodi all’IVA per un valore complessivo di 15 milioni di euro e 29 casi di evasione fiscale internazionale che hanno consentito di recuperare a tassazione 113 milioni di euro di base imponibile netta, nonché 354 soggetti che, pur avendo svolto attività produttive di reddito, sono risultati completamente sconosciuti al Fisco.

Le relative attività investigative e di controllo hanno consentito di sequestrare disponibilità patrimoniali e finanziarie per oltre 30 milioni di euro e al contempo di proporre il sequestro di ulteriori 77 milioni di euro. Sono stati individuati inoltre 250 datori di lavoro, di cui n. 5 tratti in arresto per il grave reato di caporalato, che hanno impiegato 1.089 lavoratori “in nero” o
irregolari.

Nel settore delle accise sono stati eseguiti 71 interventi, denunciati 28 soggetti all’Autorità Giudiziaria competente e sequestrati oltre 179 tonnellate di prodotti energetici (carburante) e circa 29 mila litri anidri di prodotti alcolici, per un ammontare complessivo di accisa evasa pari a oltre 227 mila euro.

Su 168 interventi effettuati presso sale giochi e centri di scommesse, sono state riscontrate irregolarità nel 9% dei casi, con la denuncia di 7 soggetti.

CONTRASTO AGLI ILLECITI IN MATERIA DI SPESA PUBBLICA – Il Corpo riversa importanti risorse anche al contrasto agli illeciti nel settore della spesa pubblica.

In tale contesto, sono stati scoperti casi di illegittima percezione o richiesta di finanziamenti pubblici, comunitari e nazionali, per 13 milioni di euro, con la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 137 soggetti.

Il valore degli appalti in cui sono state riscontrate irregolarità è di 4,9 milioni di euro su un totale di gare sottoposte a controllo pari a 6,8 milioni di euro: il che si traduce nel 72% di irregolarità nell’aggiudicazione delle gare oggetto di indagine e nella denuncia di 44 soggetti all’Autorità Giudiziaria.

Nella specifica azione investigativa finalizzata a prevenire e contrastare le condotte di peculato, corruzione, concussione e abuso d’ufficio commesse da pubblici ufficiali, incaricati di pubblico servizio o privati, sono state denunciate 71 persone (tra cui 29 Pubblici ufficiali), di cui 3 arrestate e 2 sottoposte a misura interdittiva.

Relativamente a inefficienze e sprechi di risorse di cui si rendono colpevoli persone che, operando nel pubblico, procurano danni all’erario, nell’ultimo anno e mezzo le Fiamme Gialle ne hanno individuate 382, responsabili di un danno erariale pari ad oltre 25 milioni di euro.

Eseguiti in tutto il comparto della spesa pubblica sequestri per circa 1,5 milioni di euro, che consentono, almeno in parte, di ristorare lo Stato dai fenomeni di malaffare e di cattiva amministrazione scoperti dalla Guardia di Finanza, a cui si aggiungono proposte di sequestro – attualmente al vaglio dell’A.G. procedente – per ulteriori 20,3 milioni di euro

CONTRASTO ALLA CRIMINALITA’ ECONOMICO-FINANZIARIA  –  Nella lotta alle varie forme di criminalità economico – finanziaria, sono state concluse 23 investigazioni patrimoniali “antimafia” nei confronti di 85 soggetti (72 persone e 13 società).

Il denaro illecitamente accumulato dalle “mafie”, dagli evasori seriali, dai corrotti e corruttori e dagli altri criminali, per poter essere “lavato” della sua provenienza “sporca”, deve essere riciclato in attività o in investimenti apparentemente “puliti”.

Ecco che seguire i flussi finanziari diventa fondamentale in ogni tipologia di contrasto agli illeciti. Il valore del riciclaggio accertato dalla Guardia di Finanza nell’ultimo anno e mezzo si è attestato attorno ai 69 milioni di euro.

Un fiume di soldi intercettato grazie alle indagini di polizia giudiziaria avviate, che hanno consentito complessivamente di denunciare 54 persone per riciclaggio e autoriciclaggio e di sottoporre a sequestro beni, titoli e valori per circa 2,4 milioni di euro.

La lotta al fenomeno del riciclaggio non si fa però solo con la repressione. Per contrastarlo al meglio è necessaria anche una seria azione preventiva, condotta attraverso l’approfondimento di 300 segnalazioni per operazioni finanziarie sospette, di cui 9 sono risultate attinenti al finanziamento del terrorismo internazionale.

A queste ultime si aggiungono gli ulteriori 90 controlli eseguiti nei confronti dei c.d. “money transfer”, di cui 60 richiesti dal C.A.S.A. (Comitato Analisi Strategica Antiterrorismo).

Le indagini a contrasto dei reati bancari, finanziari, societari e fallimentari hanno portato alla denuncia di 127 persone, con il sequestro di oltre 3 milioni di euro di beni e disponibilità finanziarie, accertando distrazioni dal patrimonio societario per circa 23 milioni di euro .

Il controllo dei movimenti di soldi presso i confini terrestri ha portato al sequestro di oltre 740 mila euro in contanti, illecitamente trasportati/occultati al seguito dalla
persone nei passaggi transfrontalieri in entrata ed uscita dall’Italia.

Nell’attività di contrasto al falso monetario sono state rinvenute banconote false e operati sequestri per un controvalore complessivo pari ad oltre 116 mila euro, con la denuncia di 3 soggetti.

CONTRASTO AI TRAFFICI ILLECITI – Relativamente all’azione a contrasto dei traffici di droga, dal 1° gennaio 2018, le indagini hanno consentito di denunciare 383 persone, di cui 114 arrestate, e sequestrare oltre 1,2 tonnellate di stupefacenti, di cui 145 kg tra cocaina ed eroina.

Anche la contraffazione fa male al Paese perché danneggia il made in Italy, svilendo il prestigio del marchio italiano nel mondo.

Rientrano negli oltre 336 mila articoli sequestrati nell’ultimo anno e mezzo quelli propriamente contraffatti o con falsa indicazione del made in Italy, quelli non sicuri e i prodotti alimentari
recanti marchi industriali falsificati o indicazioni non veritiere circa l’origine e la qualità.

L’attività di contrasto ha permesso, nel suo complesso, di denunciare 107 persone, di cui 11 tratte in arresto, di segnalare alle competenti Autorità amministrative ulteriori 78 soggetti.

Con riferimento all’azione di contrasto alle frodi doganali, sono stati sequestrati circa 700 kg di tabacchi lavorati esteri e denunciati 8 soggetti, di cui 2 tratti in arresto, accertando oltre 1,7 milioni di euro di tributi doganali evasi.

Nel settore del contrasto all’immigrazione clandestina, invece, sono state denunciate 25 persone, tra cui 12 datori di lavoro che hanno impiegato lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno o con il permesso scaduto.

Nell’attività a tutela dell’ambiente, sono state denunciate 6 persone, sequestrando 2 discariche abusive e 59 tonnellate di rifiuti industriali, pericolosi o industriali.

Prezioso, in tale contesto, risulta il supporto fornito dalla locale componente area del Corpo, realizzato attraverso 322 missioni operative e di soccorso per 335 ore di volo complessive.

S.A.G.F.: SOSTEGNO ALLE PERSONE IN DIFFICOLTA’ IN MONTAGNA – La preziosa attività di soccorso garantita dal personale appartenente alla componente specialistica del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (S.A.G.F.), in stretta sinergia con la Sezione Aerea di Bolzano, ha consentito di sviluppare 1.077 interventi, portando aiuto a favore di 1.073 persone in difficoltà.

 

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Trento

Si schianta nei meleti a Cavedine, 32 enne ricoverata al santa Chiara

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L’allerta è scattata poco dopo le 15.00  a Cavedine sulla strada provinciale 84 

Per cause ancora da accertare un’autovettura guidata da una 32 enne è uscita autonomamente di strada finendo tra i meleti.

Prima di fermarsi l’autovettura si è ribaltata.

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Nell’incidente non è stato coinvolto nessun altro mezzo.

La ragazza è sempre rimasta cosciente e nonostante fosse incastrata nelle lamiere dell’auto è riuscita a liberarsi da sola prima dell’arrivo dei soccorsi.

Sul posto sono arrivate due ambulanze di Trentino Emergenza che hanno trasportato la ragazza all’ospedale Santa Chiara di Trento in codice rosso.

Le sue condizioni sarebbero gravi anche se non è in pericolo di vita. Sul posto dell’incidente anche la polizia locale e vigili del fuoco di Cavedine e Lasino con tre mezzi.

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Trento

Promuovere la formazione duale nell’area alpina: un convegno di EUSALP

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“Come rendere l’apprendistato, la formazione duale, attrattiva, più interessante per l’impresa e per l’apprendista. E’ una questione di retribuzione ed incentivi o piuttosto un fattore culturale?”.

Con questo invito alla discussione si è aperto ieri alla FBK di Povo il convegno organizzato dalla Provincia autonoma di trento, volto ad indagare le migliori condizioni per sostenere la diffusione della formazione duale nelle imprese dell’arco alpino.

Lo spunto di riflessione è venuto dalla condivisione degli esiti dell’indagine condotta dall’INAPP -Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche e commissionata da EUSALP, Gruppo di Azione 3, sulla diffusione dell’apprendistato nelle realtà imprenditoriali della Macro-Regione alpina, confrontando le politiche pubbliche di sostegno, anche al fine di individuarne le buone prassi.

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La Provincia ha come noto la leadership del Gruppo d’Azione 3 di EUSALP, la macroregione alpina nata nel 2013 in seno all’Unione europea, composta da 48 Regioni e Province autonome.

L’esperienza di apprendistato nasce da un incontro, che non è solo tra la domanda di lavoro e l’offerta – si è detto nel corso del convegno, apertosi con l’intervento del dirigente della Provincia autonoma Roberto Ceccato, che ha portato anche i saluti degli assessori Mirko Bisesti e dell’assessore Achille Spinelli – , un incontro il cui successo non è solo nel’interesse immediato delle due parti, ma si proietta sulla lunga distanza. Ecco la scintilla: la capacità di entrambi, impresa e lavoratore, di scommettere.

“La Provincia riconosce il valore strategico della formazione duale – ha sottolineato Ceccato – . Territorio, impresa e scuola devono parlarsi, devono stipulare un’alleanza, affinché le competenze dei ragazzi possano crescere e rispondere alle esigenze espresse dal mondo del lavoro”. 

Si tratta – è emerso nel corso del convegno, articolato in tre diverse sezioni, a cui hanno partecipato responsabili ed esperti delle diverse regioni che compongono EUSSALP – di una scommessa complessa: è necessario sostenere il ruolo di mediazione dell’istituzione formativa deputata a erogare la formazione esterna e promuovere al tempo stesso la diffusione di una cultura che consideri la formazione duale un’esperienza positiva, caratterizzante e orientata al successo professionale.

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I giovani in apprendistato ricevono una remunerazione, o un contributo economico, generalmente definiti dalla contrattazione collettiva che crescono conformemente alla maturazione delle competenze. Le imprese beneficiano a loro volta di sussidi o forme di sollievo fiscale per sostenere i costi  della formazione e rendere il progetto praticabile ed interessante.

Ma non tutte le realtà sono uguali: da qui l’importanza di mettere a confronto le migliori prassi e le  soluzioni che le Regioni dell’arco alpino hanno adottato e promuovono: dalla definizione di percorsi in azienda, all’inserimento di  istruttori, mentori o tutor aziendali.

L’impegno della Provincia autonoma è quindi quello di creare consapevolezza in merito all’importanza del modello di apprendistato per un mercato del lavoro che richiede competenza, flessibilità ed un approccio  culturale orientato a cogliere le opportunità della formazione dei giovani in azienda.

Come illustrato da Ceccato, la Provincia autonoma di Trento è membro della Alleanza europea per l’apprendistato (EAfA), una piattaforma multi-stakeholder che mira a:

Rafforzare la qualità, l’offerta e l’immagine degli apprendistati in Europa;
Promuovere la mobilità degli apprendisti;

Promuovere l’occupazione giovanile e sostiene l’obiettivo della Garanzia per i giovani, riducendo al contempo la disparità tra offerta di competenze e domanda sul mercato del lavoro.

Tra i più rilevanti progetti co-finanziati dal programma ERASMUS+ a cui ha partecipato/ partecipa la Provincia autonoma di Trento, nell’ambito della formazione duale:

PROGETTO SWORD (concluso Agosto 2017) – La Provincia ha capitanato il progetto SWORD co-finanziato dal programma ERASMUS+, il cui obiettivo è stato favorire la transizione dalla formazione professionale al mondo del lavoro, attraverso un’analisi comparativa dei modelli di formazione duale dei paesi partecipanti al progetto (IT, DE, AU, PL), l’avvio di progetti pilota e la definizione di linee guida a supporto dei percorsi di apprendimento duale, attraverso un lavoro di co-progettazione tra i diversi attori coinvolti. Gli output prodotti dal progetto SWORD hanno costituito un’importante base metodologica per l’avvio del sistema duale in Trentino.

PROGETTO DUALPLUS – Dai risultati del progetto SWORD nasce il progetto DUALPLUS nell’ambito del quale è organizzata la conferenza odierna dedicata alle tematiche della formazione duale e che vede la partecipazione di numerosi esperti europei di apprendistato.
Il progetto DUALPLUS, co-finanziato dal programma INTERREG Spazio Alpino, intende promuovere l’attrattività e l’efficacia della formazione duale, ossia quel modello di formazione che mira a favorire l’occupabilità giovanile, promuovendo l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, fornendo ai giovani le conoscenze di base e le competenze trasversali e tecnico-professionali necessarie per collocarsi con successo in ambito lavorativo.

La sessione mattutina, moderata da Mauro Frisanco, economista del lavoro ed esperto in processi formativi e di apprendimento, è continuata con l’intervento di Clotilde Mahè, project officer del Segretariato Congiunto del programma INTERREG Spazio Alpino che ha presentato i risultati raggiunti durante la programmazione 2014-2020 dal programma stesso, con un focus sui progetti finanziati nell’ambito dell’obiettivo strategico “Innovazione Alpina”.

Aurelia Ullrich-Scheider, responsabile dei progetti internazionali presso la Agenzia di Sviluppo della Regione di Voralberg (Austria), ha presentato il progetto DUALPLUS, illustrando i principali obiettivi progettuali e i risultati raggiunti in questo primo periodo di attività (il progetto si concluderà nell’aprile 2021).

La sessione è proseguita approfondendo le diverse tematiche che il progetto DUALPLUS intende indagare, spaziando dalle buone pratiche per l’orientamento dei giovani all’analisi del fabbisogno formativo dei tutor aziendali fino a proposte per una migliore permeabilità dei sistemi di formazione duale.

Mirko Cutrì, responsabile Worldskills per l’associazione provinciale degli artigiani e prestatori di servizi della dell’Alto Adige (lvh.apa) e formazione professionale, ha focalizzato il suo intervento sui risultati dell’analisi dei bisogni di orientamento dei giovani.

Il contributo di Cutrì ha inteso dare risposta alle questioni relative al livello di conoscenza e alla percezione dei giovani e delle loro famiglie sul sistema duale, al loro grado di soddisfazione rispetto agli attuali servizi di orientamento, alle loro aspettative, ai diversi punti di vista dei giovani e dei loro genitori sui percorsi educativi da intraprendere.

Da questa analisi sono emersi spunti importanti per il miglioramento e lo sviluppo di opportuni strumenti di orientamento, fondamentali per rendere la formazione duale sempre più visibile, attrattiva e riconosciuta.

Julia Pintkus, della New Design University (Austria) ha presentato i risultati della valutazione dei fabbisogni formativi dei tutor aziendali per offrire una formazione duale di valore e di qualità. L’analisi è il frutto di una indagine condotta da tutti i partner di progetto (9 partner da 7 regioni alpine) attraverso la somministrazione di un questionario rivolto a tutor aziendali che hanno già esperienza di formazione duale e coinvolti anche nelle Comunità di Pratica che sono state avviate nell’ambito del progetto DUALPLUS.

La successiva tavola rotonda ha visto la partecipazione di numerosi esperti di formazione duale che hanno condiviso buone pratiche sulla formazione dei tutor aziendali, tra i quali:

Stefan Moritsch, New Design University (Austria)
Julia Pintsuk-Christof, New Design University (Austria)
Pascal Ernst, Ernst & Co OG (Austria)
Stéphanie Moutons, EFMA (Francia)
Francesco Pisanu, Provincia autonoma di Trento
Markus Reitshammer, Ausbilderforum Tirol

Franziska Peklo e Henrike Martius della Technical University of Applied Science Rosenheim (Germania) hanno chiuso la sessione attraverso un workshop interattivo che ha visto la partecipazione attiva del pubblico nella valutazione e discussione di proposte per una migliore permeabilità orizzontale e verticale dei sistemi di formazione duale. Barbara Wülser, Co-Direttrice e Responsabile della Dipartimento Comunicazione presso CIPRA – Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi – ha raccolto impressioni dalla giornata, tracciando un “file rouge” tra i diversi inteventi e contributi della mattinata.

Ha concluso con una riflessione critica sui temi trattati, rilanciando la necessità di coniugare le sfide emergenti del nostro tempo (tra i quali i cambiamenti demografici, climatici e le migrazioni) con le tradizioni che caratterizzano e distinguono la regione alpina (link tra passato e futuro)

La sessione pomeridiana, a cura del Gruppo di Azione 3, ha ospitato il 3° Forum sulla formazione duale nella Regione Alpina, che quest’anno presenta i risultati di uno studio comparativo che ha riguardato la diffusione del sistema duale in tutta la Regione Alpina, fornendo indicazioni importanti per il futuro della diffusione delle esperienze di apprendistato. In particolare si è parlato dei fattori che possono rendere attrattivo il sistema duale per l’imprenditore e per lo studente. L’occasione sarà colta per proporre il nuovo tema di lavoro del Gruppo d’Azione 3 per il prossimo triennio: le competenze del futuro.

La conferenza è parte del programma ufficiale della Presidenza italiana di EUSALP – Strategia dell’Unione europea per la Macroregione Alpina ed è inserita nell’ambito del “European Skills Week 2019” organizzata dalla Commissione Europea.

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Trento

La protezione civile diventa materia di scuola

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La protezione civile diventa materia di scuola, anzi è la scuola che diventa essa stessa strumento privilegiato di promozione della cultura della protezione civile.

Lo fa per avvicinare i giovani ad uno dei più significativi ed importanti “avamposti” della cittadinanza attiva e, tramite gli studenti, le loro famiglie.

La campanella inaugurale della “Settimana nazionale della Protezione civile”, istituita dal Presidente del Consiglio dei Ministri in corrispondenza del 13 ottobre, data della Giornata internazionale per la riduzione dei disastri naturali proclamata dall’ONU, è suonata anche in Trentino, al Liceo Da Vinci a Trento, dove si è svolto l’incontro inaugurale del progetto che prevede la formazione di almeno un docente per ogni Istituto scolastico del Trentino sulla materia “protezione civile”, in previsione dell’inserimento curricolare nel percorso scolastico a venire.

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In un’aula magna affollata di dirigenti scolastici ed insegnanti referenti, il vicepresidente della Giunta provinciale Mario Tonina ed i dirigenti dei Dipartimenti provinciali dell’Istruzione, Roberto Ceccato, e della Protezione civile, Gianfranco Cesarini Sforza, affiancati da funzionari e tecnici, hanno illustrato scopi e contenuti del corso di formazione per docenti, che partirà a novembre presso il Campo della Protezione civile a Marco di Rovereto.

L’iniziativa, come ha spiegato il vicepresidente Tonina, ha l’obiettivo di far acquisire ai docenti conoscenze e competenze sul sistema di Protezione civile del Trentino, al fine di trasmettere e divulgare importanti concetti e nozioni utili alla costruzione di una società resiliente.

Il corso, che coinvolgerà complessivamente circa 80 insegnanti che diventeranno poi i referenti nelle rispettive scuole per quanto riguarda appunto tale nuova “materia”, si articolerà in tre giornate formative a stretto contatto con professionisti e operatori e produrrà l’efficace trasferimento della conoscenza a livello scolastico.

Gli stessi studenti saranno poi stimolati ad attivare progetti di ricerca e approfondimenti. Destinatari finali le famiglie dei ragazzi, ovvero l’intera popolazione, tutti i cittadini ai quali ogni giorno le donne e gli uomini della Protezione civile trentina – tra cui gli oltre 10.500 volontari, uno ogni 51 abitanti, che ne fanno parte – garantiscono sicurezza e protezione.

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Nel corso degli anni, dal terremoto in Friuli del 1976 ed ancor più quello in Irpinia nel 1980, quando intervenne per la prima volta fuori dai confini provinciali, alle ultime “missioni” in Abruzzo ed Emilia Romagna, la Protezione civile trentina si è fatta conoscere ed apprezzare per la sua efficienza ed una straordinaria disponibilità e solidarietà nei confronti delle popolazioni di volta in volta colpite da tragedie naturali. Intervenire nell’emergenza è uno dei compiti principali della Protezione civile, ma il miglior servizio che si può rendere alla sicurezza sta però nella prevenzione. Ed è qui che si innesta l’idea di “formare”, partendo dalla scuola, l’intera popolazione avvicinandola alla “cultura” della protezione civile.

Nel suo intervento al Liceo Da Vinci, il vicepresidente Tonina è partito proprio dai giovani: “Dobbiamo riconoscere ai nostri studenti una aumentata sensibilità rispetto a questi temi, sui quali anche come Provincia autonoma di Trento stiamo lavorando, dobbiamo cogliere la loro consapevolezza e voglia di apprendere. In Trentino abbiamo sempre saputo dare risposte efficaci, infatti la Protezione Civile trentina ha dimostrato in moltissime occasioni disponibilità e impegno, solidarietà e vicinanza alle popolari colpite da terremoti ed alluvioni. Per poter continuate a garantire questo anche in futuro è importante che vi sia collaborazione tra strutture diverse per raggiungere obiettivi comuni. Nei nuovi programmi di Educazione civica la diffusione delle conoscenze è uno strumento strategicamente importante per raggiungere la cittadinanza.”

“Il fatto che in Trentino vi sia un numero importante di volontari – ha proseguito Tonina – significa che c’è una diffusa solidarietà sociale ed una forte convinzione in tutta la popolazione trentina, ma vuole anche dire che tale consapevolezza e disponibilità è stata ed è rafforzata dall’Autonomia. E’ importante saper intervenire nelle emergenze ma lo è di più saper prevenire; dobbiamo ringraziare chi ha lavorato su questo fronte in passato, risparmiando alla popolazione e al territorio la ripetizione di disastri immani, quali ad esempio l’alluvione del 1966. Viviamo in un territorio di montagna bello ma fragile, ed abbiamo delle responsabilità da condividere, la Carta di sintesi della pericolosità è ad esempio un modo per farlo, tutti dobbiamo comprenderne la valenza e l’importanza. Ciò che ci deve far preoccupare sono gli eventi estremi a seguito dei cambiamenti climatici, tuttavia essi ci spingono a migliorare il nostro modello di gestione degli eventi naturali. Il rischio zero non esiste in montagna, e un territorio come il nostro deve essere attento a questi temi. Ai docenti vogliamo dare i giusti supporti riconoscendo pienamente la valenza del loro ruolo di educatori, mentre ai giovani chiediamo di stimolare i decisori politici ed amministrativi. Se ognuno farà la propria parte si potrà garantire alle nuove generazioni un territorio più sicuro e migliore.”

Protezione civile, le iniziative – La “Settimana della Protezione civile” è iniziata ieri a Castel Pietra, a Calliano, con un incontro dedicato alle donne della Protezione civile trentina con la presentazione del Progetto “La cultura è Protezione civile”.

Nei prossimi giorni sono in programma momenti con gli esperti in tema di rischi naturali, presenti al Muse (il 15, il 16 e il 18 ottobre dalle ore 15.00 alle 18.00), ed un convegno organizzato dall’Università di Trento in tema di rischio sismico e di apporto della scienza alla Protezione civile (Mesiano, 16 ottobre dalle ore 9.50). In programma per giovedì 17 ci sono iniziative informative e formative dell’Associazione Psicologi per i Popoli Trentino presso la loro sede di Lavis, dove in contemporanea si svolgerà la giornata di “Porte Aperte” dell’Associazione Protezione Civile A.N.A. Trento.

Il giorno 19 “Porte Aperte” anche alla sede del Corpo Permanente dei Vigili del Fuoco di Trento, al Nucleo Elicotteri, di cui ricorre il sessantesimo dall’istituzione, e alla sede di Trento ed altre sedi periferiche dell’Associazione Croce Rossa Italiana – Comitato Provinciale di Trento. Nell’ambito dell’iniziativa “Io non rischio”, a Trento, in via Oss Mazzurana, sabato e domenica scorsi sono state fornite informazioni ai cittadini su come prevenire i danni da alluvioni e affrontare le situazioni di emergenza e su cosa si può fare per contribuire a ridurre il rischio di alluvione.

 

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