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Trento

Bocciofila Canova: la Federazione italiana Bocce contro il comune di Trento

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Nella “Telenovela” della bocciofila Canova a gamba tesa entra un nuovo protagonista.

Il comitato provinciale della federazione italiana bocce infatti ha inviato una lettera all’attenzione dell’assessore allo sport provinciale Roberto Failoni,  al presidente del Coni di Trento Paola Mora, al Sindaco Andreatta, all’assessore dello sport del comune di Trento Tiziano Uez, alla presidente della circoscrizione Mosna, al presidente del G.S. bocce Canova Livio Tasin e al presidente del com. Sport di Trento Gianna Frizzera.

Il comitato difende a spada tratta Vernarelli e punta il dito sui numerosi errore del comune di Trento, fra cui la chiusura di Pedavena che ha fatto mancare il punto di riferimento più importante per la città.

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Poi il comitato provinciale chiede maggiori finanziamenti per la bocciofila che è un’importante punto di riferimento per Canova e Gardolo

IL COMUNICATO  – Come Comitato Provinciale affiliato alla Federazione Italiana Bocce e al Coni non possiamo altro che sostenere l’ associazione affiliata a noi. Sarebbe da partire da anni e anni fa, dove lo sbaglio del Comune di Trento (dopo la chiusura dello storico bocciodromo Pedavena)è stato dapprima non creare un vero bocciodromo con 4 corsie da gioco in una citta’ come Trento, capoluogo di regione (si parlava all’ ana poi ridimensionata a 2 corsie, in zona ghiaie etc…tutti progetti svaniti nel nulla).

Questo ha portato ad avere strutture sparse senza un vero punto di riferimento per i nostri appassionati, e limitando anche l’ organizzazione di eventi importanti da proporre, con un bocciodromo come Villazzano dove per anni è stata sede di vari incontri di campionato B e A2,un po’ fuori mano e che lascia un po’ a desiderare. Basta pensare quanti sacrifici di trasferte ha dovuto incorrere la bocciofila di Canova, che per anni,anche nelle 2 stagioni che ha disputato un campionato di serie A , presso la struttura di Villalagarina, accollandosi ulteriori costi sia per allenamenti che incontri.

Pensiamo che se anche il nostro sport, considerato minore,ha una grande storia,un valore antico,si una volta considerato da anziani e da bar,ma negli anni trasformato con prove tecniche,veloci e spettacolari, e che per il Comune di Trento sia stato un orgoglio che la bocciofila di Gardolo da anni porti il proprio nome in tutta Italia e anche all’ estero ricordando una vittoria in una gara Internazionale in Slovenia (la prima volta e unica di una formazione italiana)facendo conoscere il territorio del Trentino.

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Con grossi sforzi economici ha partecipato al campionato di serie A, la seconda volta sostituendo una squadra,a campionati italiani, gare nazionali con numerose vittorie (a Pedavena Feltre ,a Spilimbergo…).

La bocciofila Canova, ha una storia ,dapprima con i 2 campi,scoperti, poi coperti e poi chiusi e riscaldati,mano a mano che la stessa cresceva sia a livello provinciale che nazionale, con il sogno che un domani avrebbe potuto svolgere il campionato a squadre in un proprio suo impianto,dove è anche un punto ricreativo per tutti gli appassionati e non della zona, per passare il proprio tempo libero, per pensionati, ma anche ragazzi che sono gia’ stati presi dei contatti per dei corsi bocce tutto gestito dai volontari del Gs Canova, perche’ da noi rispetto altre zone d’ Italia, dirigenti e giocatori si prestano a collaborare per l’ associazione senza essere retribuiti. ( i Soci sono oltre 100).

Ogni anno la bocciofila, con orgoglio si iscrive al Campionato nazionale di societa’,magari sapendo di non poter ambire a vincerlo, ma cercando di costruire una squadra con oltre giocatori di Gardolo, i migliori del Trentino ,e tutti i giovani della provincia, sempre protagonisi per stimolarli in questo sport che non sembra ma è affascinante.

Tornando alla convenzione per la gestione, ci lascia un po’ di stucco, dove si dice che per lo spazio ci sono gia’ tante altre realta’ pronte, cancellando quello che ha fatto il gs Canova per piu’ di 20 anni, senza trovare una soluzione, che crerebbe un danno di immagine anche al nostro Comitato,che veramente venendo a mancare un ‘ associazione cosi’ importante ci metterebbe in serie difficolta’ per il futuro.

La passione di questi dirigenti non deve essere soppressa da normative che saranno si di legge, ma dovrebbero avere anche un buon senso anche’ perche’ sponsor e enti ormai hanno un occhio di riguardo solo per gli sport piu’ popolari. Gia’ mesi fa il sodalizio di Gardolo, ha chiesto una proroga alla Federazione Nazionale per l’ iscrizione al prossimo campionato di societa’ che iniziera’ il prossimo Marzo, per mancanza di sponsor per poi rimboccarsi le maniche e accettare di nuovo questa sfida.

Forse si, pensando all’ aiuto finanziario del Comune di Trento e ora si trova a lottare contro la burocrazia.

Il bocciodromo a Gardolo è un istituzione e un punto di ritrovo della borgata e finche’ ci sono volontari disposti a impegnarsi e tenere attivo un ‘ impianto sarebbe giusto aiutarli se hanno delle difficolta’ che se si vuole e c è interesse la soluzione si trova.

Se le norme non prevedono nessuna apertura almeno consigliamo e invitiamo l’ amministrazione comunale a elargire un contributo maggiore per la disputa del campionato nazionale di societa'(dove le spese sarebbero tutte documentabili), che anche noi come comitato provinciale da anni stanziamo alla bocciofila Canova.

Certi che la situazione si risolvera’ per il bene di tutti, vi invitiamo a leggere quanto sopra col cuore, cosi anche a Trento il vero sport delle bocce continuera’ ad esserci finchè ci sono volontari come i dirigenti del Gs Canova.

Infine, rileggendo quanto dicono del nostro sport delle bocce, va ricordato che oltre alla specialità volo c’è anche la disciplina della raffa.

Non va inoltre dimenticato il paralimpico, dove un nostro atleta vincente a Padova sabato scorso andrà ai campionati nazionali di Torino ed un nostro arbitro nazionale andrà in Portogallo ai corsi per diventare arbitro internazionale.

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Trento

Investita da un’auto in centro a Cles: grave bimba di 7 anni

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Grave incidente questa mattina poco prima delle 8 a Cles dove una bambina di 7 anni è stata investita da un’auto mentre attraversava sulle strisce pedonali.

Il fatto è avvenuto in via Degasperi: l’auto, guidata da un uomo di Revò, è sopraggiunta a velocità sostenuta centrando in pieno la piccola che è stata sbalzata a qualche metro.

Sul posto gli agenti della Polizia locale per i rilievi e l’elicottero dei vigili del fuoco che ha elitrasportato la bimba all’ospedale Santa Chiara di Trento.

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A fare chiarezza sulla dinamica dell’accaduto saranno ora di aiuto anche i filmati delle telecamere installate in zona.

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Trento

“I due Foscari” al Festival Verdi di Parma: Stefan Pop, un Pavarotti in paradiso?

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Parliamo subito del tenore Stefan Pop: la sua presenza in scena è sempre altruistica e leggiadra (so quel che scrivo, l’arte cambia i connotati). L’ho visto sempre bravissimo, anche quando era perplesso, da ultimo come Jacopo Foscari al Festival Verdi 2019, e sapete perché? Lui canta per noi, dal suo vero cuore e, per farlo, deve cantare per i suoi colleghi di scena: Stefan è Achille, grande professionista al servizio degli Achei, prima che della vittoria su Troia, che è la seconda cosa che gl’importa. Un vero primouomo, mai primadonna.

E Troia siamo noi, che l’ascoltiamo, e ci conquista con l’intelligenza della sua presenza scenica individuale e integrata. Per questo sosteniamo Stefan Pop: perché, magari rinunciando a qualche personalismo da star, lui è “l’opera”, cioè l’impresa, d’intrattenere ad alti livelli in squadra complessa, che richiede tanta flessibilità e comprensione reciproca tra gli artisti e tra le arti…

Quante, le arti comprese nell’Opera! Pensate: Musica, e di Verdi e Arrivabene il 6 ottobre non si discute; Canto lirico, ed erano grandi i cantanti ne “I due Foscari”; Regia teatrale, bravissimo il non-mio-amore Muscato; Costumi, impeccabili; Scenografia, geniale, con un cerchio in mezzo al palcoscenico che dona continuità e magia alla messinscena, da fare invidia ad altri “cerchi magici”; Letteratura (testi e libretto) di ottima drammaturgia, cioè Byron e un lucido Francesco Maria Piave.

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Ma fatemi riparlare di Stefan Pop, perché è il caso di fare il punto sulla fase di maturazione di questa splendida realtà del canto lirico contemporaneo: con il suo sano modo di stare in scena, Stefan lavora benissimo in squadre di smaliziati professionisti, che non hanno nessuno da incantare perché hanno già incantato l’incantabile col canto loro (sembra uno scioglilingua), niente da dimostrare più salvo il nostro piacere di uno spettacolo elevato.

E allora eccolo brillante accanto a Stoyanov (in grandissima forma canora e teatrale), Katzarava e Prestia, tutti bravi come gli altri, come il coro e il direttore d’orchestra Arrivabeni, che non deve fare le fatiche di Ivan Campa in Nabucco per “Ricci e capricci”. Questo “gioco di squadra” è una condizione magistrale dell’opera lirica, del teatro musicale: quanto meno i componenti della squadra (anche singolarmente eccellenti) combinano, tanto più il risultato è a rischio. Perché infatti scrivo che Pop è primouomo e non primadonna: perché non sentendosi star, ma essendo spesso il punto di riferimento dello spettacolo, come accade frequentemente al tenore nell’opera lirica, insieme al soprano, si fonde nell’opera e lascia spazio agli altri fattori e artisti. È già capitato, recentemente, sempre sul palco del Regio in un bel Rigoletto con Leo Nucci che si ritirava dalle scene, anche se lo abbiamo rivisto poi più volte e con piacere, anche al Gala Verdidi quest’anno in ottima forma: il bravo Pop lasciò a Nucci tutto lo spazio che meritava una ricorrenza del genere, per un grande come lui.

Mai avremmo potuto chiedere altrettanto a Pavarotti, che era un leone di indole e anche di comportamento, e i registi sanno che cosa significa: l’opera girava intorno a lui, era lui il sole e tutto il resto erano elementi orbitanti. Che importa se la sua luce e il suo calore li bruciavano, come all’inferno… Invece dove c’è Pop, c’è armonia, l’opera (I Due Foscari) appare equilibrata e apollinea e tutti hanno la loro vera e meritata gloria, sotto una regia equilibrata e sapiente.

La voce è buona anzi ottima, ancora un poco di coraggio e davvero Pop, nel dolce gravitare dei sistemi operistici di cui è parte, figurerà ai posteri come un Pavarotti in Paradiso

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Trento

Trentino-Giappone: missione commerciale nella terza potenza economica al mondo

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Tra le maggiori potenze economiche al mondo e leader tecnologico, il Giappone è un paese di grande interesse commerciale per l’Italia e il Trentino.

L’elevata capacità di spesa della popolazione e la ricerca di fornitori di eccellenza premiano i prodotti di qualità.

Per questi fattori, cui si somma un nuovo accordo commerciale stipulato con l’Unione Europea che facilita l’interscambio verso questo Paese, Trentino Sviluppo d’intesa con la Provincia autonoma di Trento ha scelto di organizzare una missione commerciale dal 14 al 17 gennaio 2020.

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Il termine per presentare la manifestazione di interesse scade il prossimo 24 ottobre.

L’opportunità è rivolta alle imprese con sede legale e operativa in provincia di Trento e attive in diversi settori ed in particolare quelli della meccanica/meccatronica, alimentare e smart building.

La missione sarà preceduta da un’analisi e una preparazione personalizzata e prevede il coinvolgimento delle imprese in incontri di business con potenziali partner e compratori giapponesi attivi nei settori più affini alla propria attività. Tutte le informazioni sono consultabili sul sito trentinosviluppo.it.

Il Giappone è la terza potenza al mondo in termini di PIL, dietro a Stati Uniti e Cina. L’interscambio con l’Italia è intenso ed è incrementato sempre più negli ultimi vent’anni. Per quanto riguarda il Trentino nello specifico, il Giappone rappresenta il ventottesimo Paese per quanto riguarda le vendite internazionali. Il valore dei beni trentini esportati in Giappone supera i 26 milioni di euro.

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I prodotti di punta sono le parti e gli accessori per autoveicoli e i macchinari per impiego generale, ma significative sono anche le vendite per quanto riguarda le bevande e gli articoli di abbigliamento. Di particolare rilevanza è poi l’introduzione, dal primo febbraio 2019, di un nuovo accordo commerciale di partenariato tra Unione Europea e Giappone che consente di eliminare il 90% dei dazi doganali in un’area di libero scambio che rappresenta circa un terzo del PIL mondiale e 635 milioni di abitanti.

Trentino Sviluppo promuove, in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, una missione commerciale dedicata al Giappone, rivolta ad una decina di imprese trentine interessate a intessere relazioni commerciali con il Paese nipponico. La possibilità di presentare le manifestazioni di interesse è stata estesa fino al 24 ottobre.

L’opportunità è rivolta alle aziende attive in determinate categorie merceologiche, indicate nell’apposito bando, e attinenti, in particolare, agli ambiti: meccanica e meccatronica, alimentare e sistema casa. Le attività, per le imprese che aderiranno, comprendono una completa preparazione, con analisi di mercato, affinamento del profilo aziendale e individuazione dei possibili partner.

Nel corso della missione sono in programma incontri B2B con operatori economici giapponesi, la predisposizione di agende personalizzate e il supporto da parte del personale di Trentino Sviluppo.

 

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