Connect with us
Pubblicità

Trento

Bocciofila Canova, Tiziano Uez: «Ecco la verità che Vernarelli non ha detto»

Pubblicato

-

L’ emotivo e passionale sfogo di Franco Vernarelli sul futuro del Gs Canova pur con le giuste precisazioni e contestualizzazioni di chi è stato chiamato in causa, deve far riflettere su un aspetto: stanno morendo tutte quelle piccole realtà sportive e associative che fino ad oggi grazie al volontariato, erano riuscite a tirare avanti.

Realtà di paese, talvolta rionali, sport per pochi come nel caso delle bocce, associazioni che magari s’impegnavano per un evento all’anno: tutte travolte dalla riforma del terzo settore, dalle leggi europee e provinciali, da direttive e deliberazioni dell’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzzione).

Oggi o si è strutturati alla pari di una piccola azienda con tanto di commercialista o non si va da nessuna parte. E’ finita l’epoca della pacca sulle spalle, della damigiana di vino regalata da un amico al bar del circolo così quei pochi centesimi al bicchiere, erano tutti guadagnati.

Pubblicità
Pubblicità

O dei tanti volontari che si accontentavano di un paio di cene all’anno.

Oggi ci vogliono i corsi di formazione sulla sicurezza, responsabili, attestati ed alla fine o le piccole realtà si associano, o hanno la forza economica per strutturarsi, oppure sono destinate a scomparire.

Ma ci vogliono soprattutto le certificazioni delle spese.

Sull’argomento è intervenuto anche l’assessore dello sport del comune di Trento Tiziano Uez, l’unico ad aver la competenza di farlo, essendo l’unica figura di riferimento istituzionale.

Pubblicità
Pubblicità

Uez racconta la verità, anche se a malincuore supportata da numeri che non mentono.

«Il corrispettivo annuo riconosciuto ai sensi del contratto di servizio che definisce i rapporti tra Comune e Gruppo sportivo Canova per la gestione del Bocciodromo dal 1° gennaio 2016, è quantificato ora in € 3.310,00 (+ i.v.a.) ossia € 4.038,20 oneri compresi – spiega Tiziano Uez – e l’attuale proposta di convenzione predisposta sulla base delle direttive sia del Consiglio comunale che della commissione sport, prevede il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate fino ad un importo massimo di € 5.000,00 (+ i.v.a.) all’anno ossia € 6.200,00 oneri compresi.»

E’ quindi cambiata la modalità operativa di gestione degli aspetti economici, rimborso e non corrispettivo, ma l’importo massimo che sarà possibile riconoscere all’affidatario ha subito una variazione in aumento pari al 53% circa.

«E’ come io chiedessi a Vernarelli se preferisce avere 4.038,20 euro senza certificazione delle spese oppure 6.200 euro con tanto di rendicontazione – aggiunge Uez – chiunque sceglierebbe la seconda ipotesi naturalmente se vuole il bene della sua associazione»

Le disposizioni normative applicabili agli affidamenti della gestione dei impianti sportivi sono cambiate successivamente alla data di sottoscrizione dell’attuale contratto di servizio in scadenza il 30 giugno 2019. In particolare ora vengono applicate: la Direttiva 2014/23/UE e il Codice dei contratti D.Lgs. 50/2016 e succ. mod. e int.

Inoltre la direttive A.N.A.C. n. 4 dell’aprile 2016, la deliberazione A.N.A.C. n. 1300/2016 stabilisce due modalità di affidamento. La prima per gli impianti con rilevanza economica, (circoli tennis ecc ecc ) la seconda per  gli impianti privi di rilevanza economica (tipo appunto la bocciofila di Canova)

Nel rispetto della disciplina normativa vigente la proposta dell’Amministrazione comunale prevede quindi una gestione in collaborazione con il Comune regolamentata da una convenzione che sancisce i rapporti tra le parti con un diretto impegno da parte del Comune stesso ed il riconoscimento al soggetto affidatario del solo rimborso delle spese effettivamente sostenute in un’ottica di collaborazione avvalorata dal principio costituzionale di sussidiarietà.

«A tal proposito è opportuno sottolineare che la forza della nostra città è senza dubbio il volontariato che anche in questo contesto il Comune intende valorizzare – continua l’assessore dello sport  che aggiunge: «va anche evidenziato che la modalità di affidamento proposta anche al Gruppo Sportivo Canova è stata accettata dalla Società Bocciofila ANA Trento sud A.S.D. che inizierà la nuova modalità di gestione con il 1° luglio 2019. La gestione del Centro sportivo “Don Onorio Spada” di Villazzano, invece, nel quale è inserito, tra le varie discipline, anche un bocciodromo, scadrà in data 31.12.2019 e sarà oggetto, se sarà ancora in vigore la normativa vigente, di specifica procedura concorrenziale».

Con il 1° luglio 2019 il Comune riprenderà in consegna il Bocciodromo di Canova ed effettuerà i necessari approfondimenti giuridici e gestionali per verificare, nel rispetto della normativa vigente, i possibili utilizzi della struttura.

Pare che vi siano molte richieste di spazi per praticare differenti discipline sportive che non possono essere accolte per mancanza di strutture.

Per Uez inoltre sorprende non poco l’affermazione che il Gruppo Sportivo Canova che secondo Vernarelli intende chiudere il bar adiacente il bocciodromo.

Le due realtà infatti non hanno tra loro alcuna relazione

«Al fine di ponderare in modo adeguato l’uso degli spazi comunali è opportuno fare anche valutazioni in termini numerici: il Gruppo Sportivo Canova ha 29 atleti ed i praticanti la disciplina delle bocce in provincia di Trento dal 2001 al 2017 ha visto una riduzione pari al 43%. Sul territorio del Comune di Trento sono presenti 6 impianti coperti in cui praticare il gioco delle bocce con 14 piste totali e 7 strutture all’aperto con altrettante piste. I numeri parlano da sé: il Comune, anche dopo un’eventuale chiusura del bocciodromo di Gardolo, garantisce il gioco delle bocce»conclude l’assessore Uez

Il Gruppo sportivo Canova ha in gestione il Bocciodromo di Canova dal 1992 in forza di successive convenzioni.

Il grido di dolore di Franco Vernarelli nasce probabilmente da molti e svariati motivi.

Come ad esempio quel contributo forfettario versato dal comune come generico rimborso, serviva per il pagamento del pullman delle trasferte.

Si perché non tutti sanno che il Gs Canova è una squadra di serie A di bocce e come tale va a giocare in trasferta in Veneto, Lombardia , Piemonte.

«E’ per questo che se anche il tetto di contributo aumenta – interviene Vernarelli – ma con la formula del rimborso spese documentate, quel pullman non partirà più e la squadra non potrà più giocare. Poco importa se la bocciofila di Trento Sud abbia firmato o meno la nuova convenzione perché non fa attività agonistica e dietro ha un colosso come l’Ana» 

Nel passaggio di Vernarelli non si capisce bene dove stia il problema, infatti anche nel caso del pullman per recuperarne i costi basterebbe una fattura per il rimborso integrale.

Quella di Franco Vernarelli è comunque un’Italia che va scomparendo. Come la vecchia osteria di paese, la squadra di calcio parrocchiale: realtà che hanno fatto l’Italia, ma che oggi non hanno più spazio e stanno per essere cancellate per colpa di una burocrazia farraginosa e mastodontica.

Ma la legge purtroppo è legge e va rispettata da tutti.

Pubblicità
Pubblicità

Trento

150 anni fa il Canale di Suez

Pubblicato

-

Ricorre nel 2019 il 150° anniversario dell’apertura del Canale di Suez, che avvenne il 17 novembre del 1869.

Progettato da Luigi Negrelli, il Canale, che unisce il Mediterraneo al Mar Rosso, è divenuta un’arteria centrale e strategica nel sistema-mondo, un fulcro di passaggio di rotte commerciali e flussi di traffico.

Per celebrare l’evento e la figura di Negrelli, la Comunità di Primiero e il Comune di Primiero S. Martino di Castrozza hanno organizzato una serie di iniziative che saranno presentate a Trento, presso la Sala Belli del Palazzo della Provincia, giovedì 14 novembre, alle ore 12.00.

Pubblicità
Pubblicità

Saranno presenti l’assessore provinciale alla cultura Mirko Bisesti, Roberto Pradel, presidente della Comunità di Primiero, Daniele Depaoli, sindaco del Comune di Primiero San Martino di Castrozza e l’assessore comunale alla cultura, Francesca Franceschi.

 

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Trento

Bomba Romagnano: evacuati tutti i cittadini nel raggio di 1800 metri dal punto dell’ordigno

Pubblicato

-

Ieri in mattinata presso il commissariato del governo ha avuto luogo la prima riunione tecnica di coordinamento delle operazioni di inertizzazione e brillamento dell’ordigno bellico inesploso di nazionalita’ USA risalente alla seconda guerra mondiale, ritrovato a Romagnano.

Si tratta di una bomba d’aereo lunga circa un metro e con circa 30 cm di circonferenza che ha conservato la sola spoletta di coda.

L’ordigno si trova attualmente ricoverato in sicurezza.

Pubblicità
Pubblicità

Alla riunione hanno partecipato gli artificieri del 2° reggimento genio guastatori di Trento che condurranno materialmente le operazioni di disinnesco e brillamento, la croce rossa militare, le forze di polizia e la specialità stradale, il comune di trento, la circoscrizione di Romagnano e il comune di Garniga Terme – il cui territorio è direttamente interessato dalle operazioni – la provincia autonoma di trento era presente con il dipartimento protezione civile – servizio gestione rischi, il corpo permanente dei vigili del fuoco e il corpo dei volontari ed il nucleo elicotteri.

L’azienda provinciale per i servizi sanitari era presente con trentino emergenza e la centrale unica 112.

Hanno inoltre partecipato a questo primo incontro di inquadramento delle attivita’ da porre in essere per la buona riuscita delle operazioni i rappresentanti di tutti i servizi di fornitura di acqua luce e gas, trentino trasporti e il rappresentante dell’aeroporto caproni.

Nel corso dell’incontro sono state individuate tutte le procedure che dovranno essere approfondite per i diversi profili (evacuazione e assistenza alla popolazione, aspetti sanitario, viabilità stradale, servizi essenziali), con il contributo tecnico e specialistico dei comandi, enti ed istituzioni coinvolti.

Pubblicità
Pubblicità

Secondo le indicazioni tecniche fornite dagli artificieri, in occasione delle operazioni di bonifica la zona oggetto di evacuazione è ricompresa in un raggio di circa 1800 metri dal punto di stazionamento dell’ordigno.

L’operazione presenta profili di complessità considerata l’ubicazione dello stesso in una zona antropizzata, con attività commerciali e civili abitazioni.

Tutte le attivita’ saranno programmate con l’obiettivo di conciliare la maggior rapidità di intervento con il minor impatto sulle normali condizioni di vita della zona, garantendo le massime condizioni di sicurezza.

Il prefetto Lombardi (foto) ha convocato un’ulteriore riunione per il prossimo 26 novembre al fine della definizione dei tempi e modalità dell’intervento di rimozione dell’ordigno e per fornire alla popolazione coinvolta ogni indicazione ed informazione sul corretto comportamento da tenere in occasione dell’evacuazione ed a chi rivolgersi per ottenere assistenza.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Trento

Allarme neve in Maranza, residenti completamente isolati

Pubblicato

-

Diventa più complicata di ora in ora la situazione in Maranza.

Nella notte sono caduti più di 30 centimetri di neve che hanno completamente coperto le strade di accesso.

«Gli operai del comune buttavano il sale in Cimirlo dove non serviva – afferma una residente rimasta isolata – mentre qui in Maranza non si è visto nessuno. L’incongruenza è che quando ha nevicato e il rifugio era aperto invece sono passati 7/8 volte, stavolta che invece è chiuso non si è visto nessuno».

Pubblicità
Pubblicità

L’episodio secondo i residenti non è una novità, infatti nelle precedenti nevicate degli anni scorsi la cosa si era ripetuta.

Il problema è se qualcuno si dovesse sentire male: «Siamo abbandonati, non sappiamo più che fare, siamo nel 2019 e questo è quello che succede a Trento. È vero siamo pochi residenti qui, ma se qualcuno si dovesse sentire male l’ambulanza non potrebbe passare, per il comune noi è come non esistessimo»

La contraddizione – come spiega la residente – è che il comune sembra abbia acquistato un macchinario apposito esclusivamente per liberare le strade della Maranza in caso di nevicate.  Ma fino ad ora non si è mai visto – sottolinea la residente –  e se il rifugio è chiuso qui a spostate la neve non si vede mai nessuno». 

 

Pubblicità
Pubblicità

 

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza