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Trento

Venerdì incontro tra i presidenti e i direttori dei musei trentini: «Governance collaborativa che coinvolge tutto il territorio»

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Brainstorming per valorizzare il patrimonio museale del Trentino venerdì pomeriggio nella prima riunione fra i vertici della Provincia autonoma di Trento e i presidenti – Vittorio Sgarbi, Stefano Zecchi, Ezio Amistadi – ed i direttori dei musei provinciali – Laura Dalprà, Michele Lanzinger, Giovanni Kezich, Gianfranco Maraniello – occasione per porre sul tavolo l’esigenza di fare sistema fra tutti gli enti museali del territorio.

Un incontro cui hanno partecipato il governatore Maurizio Fugatti, l’assessore alla cultura Mirko Bisesti e i responsabili del dipartimento Istruzione e cultura Roberto Ceccato e del servizio attività culturali Claudio Martinelli.

“La Giunta ha in mente un progetto coordinato dal dipartimento provinciale che metta in sinergia tutti gli enti museali in un sistema unito e più forte e che possa, in un percorso che abbia un respiro ampio (almeno i 5 anni della legislatura) avvalersi del contributo e delle idee innovative di tutti gli attori coinvolti e di cui il Trentino ha bisogno per il nostro sviluppo futuro.”

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Ha detto l’assessore Bisesti, pensando anche alla cultura non solo al fine dell’attrattività turistica, ma come industria creativa che rende viva l’economia del territorio.

“Il nostro intento è far parlare fra loro le nostre potenzialità culturali ed artistiche” ha quindi aggiunto il presidente Fugatti, augurando a tutti buon lavoro.

Tra i temi si è discusso anche della valorizzazione del palazzo delle Albere, con proposte e progettualità di grande interesse e respiro.

Come è stato sottolineato, la riunione è la prima in vista della costruzione di una “governance collaborativa“, per cui ogni presidente e direttore ha avuto modo di condividere idee ed esperienze, portando anche le proprie istanze, fra le quali è emersa senza dubbio quella di accrescere l’attrattività del patrimonio museale soprattutto coinvolgendo il territorio.

Da parte di tutti è stata data totale disponibilità e apertura al confronto anche su alcune idee che sono state lanciate per la valorizzazione di location e mostre da programmarsi nel breve termine.

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Trento

Accolto il ricorso di Savoi: il leghista siederà in consiglio provinciale al posto di Bezzi

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La querelle fra Savoi e Bezzi iniziata dopo il 21 ottobre 2018 l’indomani delle elezioni del nuovo consiglio provinciale è terminata con la vittoria del leghista.

Ricorsi, esposti e controricorsi non sono serviti per Giacomo Bezzi per tornare in consiglio provinciale.

A gennaio Bezzi aveva depositato un primo ricorso al Tar di Trento che era stato accolto e che gli aveva assegnato due voti in più.

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La decisione aveva comportato che il seggio, originariamente assegnato al Presidente della Lega, cambiasse padrone in favore dell’esponente dell’UDC.

Con la sentenza di oggi ad Alessandro Savoi vengono riconosciuti i 10 voti in più che lo legittimano consigliere provinciale.

«Come eccepito dall’appellante – si legge sulla sentenza – il motivo è inammissibile, non trovando alcun riscontro nel ricorso introduttivo del giudizio di primo grado, relativamente alla suddetta sezione elettorale», dove Bezzi aveva contestato le schede

A Savoi inoltre il Tar ha riconosciuto anche altri voti precedentemente non assegnati.

«In conclusione – termina la sentenza  – a fronte dei n. 2 voti illegittimamente non attribuiti alla lista n. 19, alla lista n. 1, cui appartiene l’appellante, devono essere riconosciuti n. 10 voti, i quali sono sufficienti per neutralizzare l’effetto utile che all’originario ricorrente deriverebbe dall’accoglimento del ricorso, il quale non può quindi che essere dichiarato inammissibile».

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Trento

Festa di santa Apollinare Piedicastello: cosa c’entra un appello all’accoglienza?

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Ma cosa centra una tradizionale festa popolare come quella di Santa Apollinare ( 19 – 21 luglio) con un appello a favore dell’accoglienza degli immigrati?

Il pistolotto a firma di Don Piero Rattin è stato inserito nella brochure del programma della festa e sono righe costellate di luoghi comuni con un unico punto di partenza: la colpa dell’immigrazione e degli occidentali, trentini compresi.

Perché?Eccone le prove delle quali giornali e telegiornali non parlano e tanto meno i politici di ieri e di oggi”.

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E bravo il nostro don che regala un eccezionale scoop per altro affidato ad un opuscolo che già lunedì sarà al macero.

Il don ci fa sapere che a differenza di 15 anni fa gli immigrati economici sono una minoranza e quelli che arrivano sono spinti dall’illusione di un “Occidente paese dei balocchi. Chi può resistere al suo fascino? Non è saggio -spiega il don – esporre gli specchietti per le allodole e poi lamentarsi perché le allodole abboccano”, il quadro è colpevolmente disegnato dai canali televisivi europei, ma italiani in particolare.

Quindi secondo don Rattin il maggiore indiziato per l’arrivo di migliaia di migranti ne nostro paese sarebbero televisioni e giornali nazionali.

La nuova realtà secondo il Don è quella di disperati fuggitivi da dittature sanguinarie.

L’esempio che fa il don? L’Eritrea, giusto perché i barconi che arrivano in Italia sono strapieni di eritrei. Ma dai non scherziamo.

Poche righe ed ecco spiegato il perché dell’Eritrea secondo don Rattin: è un paese col quale l’Italia intrattiene floridi rapporti economici compreso lo smaltimento di rifiuti tossici. Poi non può mancare l’industria delle armi, con l’Italia ai primi posti. Insomma secondo don Rattin siamo proprio un brutto paese.

Sull’opuscolo non manca il racconto di una bomba assassina con la targhetta “Italy”, la citazione di Papa Francesco e le illustrazioni tratte dalla rivista “Nigrizia”.

Uno spot bello e buono a favore di un’idea di immigrazione che non è per nulla corrispondente al vero.

Don Rattin si è dimenticato di parlare della tratta di essere umani che fa guadagnare mafie locali, Ong e cooperative stranamente tutte di sinistra.

Si è dimenticato di come sia dimostrata la collaborazione tra le Ong e gli scafisti e di come in questa tratta di moderni schiavi, ci sia ben poco di cristianità.

Ma Don Rattin dovrebbe anche spiegare perché chi ha realmente bisogno, non salga mai su quei barconi.

Ma l’ex parroco di Piedicastello tra l’obiettività ed i luoghi comuni ha preferito i secondi: una delusione.

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Trento

Ecco i nuovi leader del partito Democratico

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Il PD agli ordini di Carola Rackete e l’orso trentino M49

La coppia di fatto sta ormai spopolando sul web e il PD su di loro scommette sulla prossima campagna elettorale.

I parlamentari della sinistra sono saliti sulla nave dell’amazzone tedesca per sostenerla nel salvataggio dei 41 migranti.

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Per inciso giusto ricordare che tutti i parlamentari hanno poi ricevuto una multa di 1.500 euro perché non avevano nessuna autorizzazione per salire sulla Sea Watch

La fuga dell’orso M49 invece ha resuscitato le minoranze trentine che hanno preso fiato e soprattutto argomenti (pensate un po’) per attaccare la maggioranza.

E se questi sono gli argomenti, Maurizio Fugatti può stare tranquillo finché arriva l’ora della pensione.

Sui social quelli del PD si sono scatenati (si fa per dire) lanciando battute all’indirizzo della giunta.

Pietose quelle di Luca Zeni, che come comico non avrebbe futuro, meglio invece quelle di Ugo Rossi che si sono dimostrate sarcastiche e pungenti.

Ma intanto la coppia Carola M49 gongola e sogna una vita insieme ai politici della sinistra.

Gli innamorati cercano le coordinate via mare e nei boschi per convogliare a giuste nozze, mentre quelli della sinistra la bussola l’hanno persa da un bel pezzo. 

Carola sarà dimenticata presto e l’orso M49 nelle prossime ore sarà catturato e così tutti i politici trentini potranno andarsene in vacanza. 

Per i due eroi della sinistra un’estate da protagonisti, per la sinistra l’unico argomento su cui far leva per finire sui giornali.

La vignette è di Domenico La Cava 

 

 

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