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Trento

Ricerca e innovazione, il FORUM mette a fuoco le prime evidenze

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Sei capitoli dedicati al sostegno e all’attrazione di impresa, alle traiettorie della ricerca, al capitale umano e formazione, alle infrastrutture territoriali abilitanti, al posizionamento di sistema e promozione ma anche all’impatto sociale generato dalle attività di ricerca.

Questa la struttura del documento finale del FORUM per la ricerca che sta prendendo forma dal confronto tra gli esperti riuniti anche oggi, in Progetto Manifattura a Rovereto, per il quinto incontro di Trentino Research Habitat, il FORUM avviato nel maggio scorso dalla Provincia autonoma di Trento.

Un percorso fatto di visite alle realtà più significative, confronti, audizioni, dibattiti molto diretti e concreti, per individuare le traiettorie di sviluppo della ricerca trentina nella sua connessione con le imprese e il territorio.

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Tre mesi, 15 esperti di fama internazionale, cinque sessioni di lavoro, un documento finale che verrà presentato sabato 20 luglio nella suggestiva cornice naturale di Arte Sella.

L’organizzazione del FORUM è affidata a Trentino Sviluppo, sede dei lavori la storica Manifattura Tabacchi di Rovereto, tra i più importanti hub italiani dell’innovazione sostenibile.

«Da questo percorso – ha sottolineato Achille Spinelli, assessore allo Sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento – stanno uscendo idee diverse e nuove rispetto a quanto fatto fino ad oggi. Il Trentino si è dotato nel tempo di strumenti che hanno avuto una buona ricaduta ed un’ampia applicazione, quali la legge 6, i contributi sugli investimenti, gli accordi negoziali. Ora vogliamo fare qualcosa in più, in grado di portare ancora maggiori benefici al territorio e di “portare a terra” i risultati della ricerca svolta nei nostri centri di eccellenza. E per farlo proviamo ad inserire strumenti nuovi che altri territori stanno sperimentando».

Una visione del Trentino, quella rappresentata durante i lavori di Trentino Research Habitat, che parte dai punti di forza e dalle eccellenze e che tratteggia le sfide più adatte al territorio.

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Ricerca e innovazione in Trentino rappresentano un comparto importante, nel quale lavorano oltre 4 mila persone e che registra un investimento complessivo che sfiora i 300 milioni di euro, per circa il 60% provenienti dal settore pubblico.

Una spesa in ricerca e sviluppo aumentata considerevolmente nell’ultimo decennio, passando dall’1% del Pil provinciale (dato 2007) all’1,55% fatto registrare nel 2016. Tra i centri di ricerca pubblici di eccellenza l’Università di Trento, Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Edmund Mach, ma anche iniziative congiunte quali i laboratori ProM Facility di Polo Meccatronica e i laboratori Tess Lab di Progetto Manifattura.

Tra le aree sulle quali lavorare, evidenziate durante i lavori di Trentino Research Habitat, vi sono il necessario rafforzamento degli investimenti da parte del settore privato, il potenziamento del trasferimento tecnologico tra università, istituti di ricerca e le imprese, l’obiettivo di migliorare la capacità di fare ricerca in alcuni settori e la costruzione di cluster industriali tanto più necessari in un territorio dominato da imprese di piccola dimensione.

Anche su questi aspetti si sono concentrate le riflessioni dei 15 esperti di livello internazionale coordinati da Emil Abirascid, giornalista ed esperto di innovazione.

Il documento finale, che verrà presentato sabato 20 luglio, nell’evento conclusivo che si terrà ad Arte Sella, ha iniziato a prendere forma nella seduta odierna dei lavori, durante la quale gli esperti hanno fatto sintesi tra quanto “toccato con mano” nelle visite ai centri di ricerca, quanto evidenziato durante le audizioni con le categorie economiche del territorio e le rappresentanze sindacali, quanto approfondito nei documenti di dettaglio redatti dai singoli componenti del gruppo.

Delle “Linee di indirizzo per lo sviluppo della ricerca scientifica e per l’innovazione in Trentino” che fanno riferimento al supporto a specifiche traiettorie di ricerca, alla creazione d’impresa e al sostegno al processo di innovazione delle imprese: il tutto nell’ottica di creare valore economico con anche attenzione all’impatto sociale, ambientale, culturale.

“È importante – si legge nella prima bozza del documento – rendere questi temi maggiormente ‘popolari’, perché solo con il coinvolgimento del territorio si può sviluppare quel contesto fertile capace di produrre ricerca e innovazione di qualità. La creazione di un habitat innovativo diventa in questo modo un patrimonio quotidiano di tutti e permette di fare leva sulle specificità del territorio stesso, anche al fine di renderlo maggiormente attrattivo e capace di crescere in un contesto ampio, internazionale e interconnesso”.

Ecco alcuni punti, non ancora definitivi, sui quali si è registrata ampia convergenza. Open innovation.

È opportuno che gli incentivi della Provincia alle imprese del territorio siano in parte destinati allo sviluppo di progetti di “open innovation”, quindi a progetti che vedono le imprese del territorio dialogare con imprese che fanno innovazione anche provenienti da fuori provincia e opportunamente selezionate da un comitato di investimento, con la partecipazione anche di imprese e associazioni di categoria, al fine di accelerare il loro processo di innovazione.

Investimento nel capitale di rischio delle nuove start-up e scale-up. La Provincia può tenere in considerazione la possibilità di investire direttamente nel capitale di rischio, anche ipotizzando la creazione di una holding di partecipazione con capitale pubblico e privato che abbia come mission l’investimento nelle start-up e scale-up create.

GLI STRUMENTI –  È necessario migliorare gli strumenti in essere ed in particolare la “Legge unica sull’Economia” (L.P. n. 6/1999).

Vanno ad esempio previsti nuovi strumenti pensati anche per snellire l’impatto burocratico, quali call aperte tematiche per l’attrazione di imprese innovative, bandi tematici per il finanziamento di progetti di ricerca, fondi di garanzia per finanziare ricerca e sviluppo ed altre forme di stimolo dell’offerta privata, oltre a rivedere le policy sulla proprietà intellettuale.

Traiettorie di ricerca. Confermata la grande importanza di alcune consolidate aree trasversali a tutti i settori, quali le tecnologie abilitanti per la fabbrica 4.0 e meccatronica, l’ICT e Intelligenza artificiale per l’industria, per la salute e sanità, per la società digitale e la trasformazione digitale, per la sicurezza (cyber security), i microsistemi e i materiali avanzati.

Sono anche stati identificati i temi delle nuove tecnologie energetiche, della mobilità sostenibile, della salvaguardia del clima e del territorio, dell’agrifood e della bioeconomia, delle biotecnologie e tecnologie per il settore delle scienze della vita.

Altre indicazioni molto chiare stanno emergendo, dai lavori del FORUM, in merito all’importanza di valutare “non solo l’effetto di creazione di valore economico per il territorio, ma anche le ricadute sociali, ambientali, culturali”, sul capitale umano e sulla formazione, sulle infrastrutture territoriali abilitanti (quali banda larga, trasporti e logistica, co-innovation labs e facility) ed infine su una serie di azioni finalizzate al posizionamento e alla promozione, necessarie per inserire la ricerca e l’innovazione trentina nella mappa globale.

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Trento

Tavolo Verde dell’Agricoltura: la nuova programmazione agricola 2021-2027

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Semplificazione dei procedimenti e delle misure, focalizzazione su progetti d’innovazione e sul mantenimento di elevati livelli di qualità e di sostenibilità, valorizzazione dei giovani, attenzione ai cambiamenti climatici: questi i temi illustrati nel corso della riunione dall’assessore provinciale Giulia Zanotelli al Tavolo verde dell’agricoltura, per garantire la competitività del sistema agricolo trentino anche in relazione alle ricadute positive sulla conservazione del territorio e degli equilibri paesaggistici.

L’assessore Zanotelli, affiancata dalle strutture tecniche e dalla Fondazione E. Mach, ha incontrato nei giorni scorsi tutte le rappresentanze del mondo agricolo provinciale per condividere le linee strategiche della prossima programmazione per lo sviluppo rurale.

Nel corso del dibattito si è posta attenzione al settore zootecnico, a partire dall’obiettivo di assicurarne la sostenibilità e la forte connessione al territorio, aprendo anche una riflessione sulla dimensione delle stalle in relazione alle caratteristiche del territorio Trentino.

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Emersa anche la necessità di contenere le ricadute negative per le aziende zootecniche; l’introduzione dell’OCM (organizzazione comune dei mercati), ad esempio, può rappresentare un’importante novità per il lattiero-caseario, consentendo di sviluppare ulteriori azioni di sostegno, sviluppo e promozione del settore.

Nella programmazione fino al 2027 si intende tenere ancora conto della gestione del rischio, un ambito di fondamentale importanza specialmente riguardo ai criteri di ripartizione delle risorse tra le amministrazioni, con l’obiettivo di salvaguardare i risultati raggiunti dal sistema trentino.

Altro tema affrontato, quello della razionalizzazione dell’utilizzo dell’acqua a scopo agricolo, a beneficio del settore produttivo e dell’ambiente. Innovazione di metodo e tecnologia contraddistinguono la prossima fase di programmazione dello sviluppo rurale, per aiutare le imprese agricole ad affrontare le sfide di mercato.

Le parti hanno condiviso la necessità di fare sistema, anche in vista dei prossimi passaggi normativi, cercando di orientare le scelte attraverso proposte operative, nell’interesse del nostro sistema territoriale. Infine, nel corso della riunione è stato deciso di attivare un percorso di lavoro comune, con confronti frequenti, per giungere alla definizione di scelte strategiche per il territorio e per tutta l’agricoltura trentina.

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Trento

Fugatti visita la guardia di Finanza di Trento. I numeri della lotta contro la droga

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Il Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, dopo aver pubblicamente, più volte, lodato l’efficacia dell’azione della Guardia di Finanza di Trento contro le piaghe del traffico e dello spaccio di droga, questa mattina, si è recato presso il Comando Provinciale, per ringraziare direttamente il personale che, quotidianamente, opera sul territorio in questo delicato settore.

Ricevuto dal Comandante Regionale, Gen. B. Ivano Maccani, e dal Comandante Provinciale, Col. Mario Palumbo – alla presenza del Commissario del Governo, dott. Sandro Lombardi, che ha voluto, con la propria presenza, testimoniare la grande considerazione, da sempre, riservata alle problematiche del territorio – il Presidente Fugatti ha incontrato una rappresentanza di militari del Gruppo Operativo Antidroga (GOA) del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria e della Squadra Cinofili della Compagnia di Trento, ai quali ha rivolto parole di vivo apprezzamento.

L’incontro, al quale erano presenti anche gli studenti della scuola secondaria di primo grado “Alessandro Manzoni”, dell’Istituto Comprensivo “Trento 6” – in rappresentanza della popolazione scolastica provinciale, cui la Guardia di Finanza si rivolge, anche, con numerosi incontri presso le scuole, in funzione di un costante percorso di educazione alla legalità -, si è concluso, con una dimostrazione di abilità delle unità cinofile del Corpo, che hanno simulato un ordinario controllo, rinvenendo dello stupefacente abilmente occultato.

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Si tratta di un evento che conferma la particolare attenzione con cui l’Autorità prefettizia, le Forze di Polizia e gli Amministratori locali guardano al “fenomeno droga” che, anche in provincia di Trento, desta un grande allarme sociale, sia per la particolare diffusione del consumo, specie nella popolazione giovanile, che per la presenza dei connessi fenomeni delittuosi.

In tale contesto, la Guardia di Finanza è fortemente impegnata, anche, nella prevenzione e repressione dei fenomeni di spaccio, sia con servizi d’iniziativa, che nell’ambito dei numerosi piani coordinati di controllo e prevenzione, disposti in seno al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e svolti nelle aree maggiormente degradate, nelle piazze dei principali centri urbani, nelle stazioni ferroviarie e delle autolinee, nonché in prossimità dei plessi scolastici e dei luoghi di aggregazione, cui concorrono le unità cinofile.

La recente Operazione “Carthago, che ha consentito di sgominare un traffico internazionale di droga, portando alla denuncia di 73 narcotrafficanti e al sequestro di oltre 1 tonnellata di hashish e 2 kg di cocaina, per un valore sul mercato illecito di oltre 70 milioni di euro, è un chiaro esempio di come, partendo dai luoghi di minuto spaccio, le Fiamme Gialle siano in grado di ricostruire intere filiere criminali, risalendo dai pusher all’intera rete di approvvigionamento ed alle sue connessioni con la criminalità organizzata.

Complessivamente, dal 2018 ad oggi, la Guardia di Finanza del Trentino Alto Adige ha condotto 518 interventi repressivi, denunciando all’Autorità Giudiziaria 441 soggetti, 131 dei quali arrestati, segnalando all’Autorità prefettizia 301 assuntori e sequestrando circa 1,3 tonnellate di stupefacenti.

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Le sole unità cinofile antidroga della Compagnia di Trento hanno contribuito al sequestro di oltre 26 kg di sostanze stupefacenti e 36 kg di sostanza da taglio.

I dati parlano chiaro, sottolinea il Gen. Maccani. “Nel 2019, in circa 10 mesi, operando un raffronto con l’intero 2018, si registra, nella sola provincia di Trento, un incremento dei sequestri, pari al 52% per quanto riguarda l’eroina e del 67% per la cocaina”.

“A livello regionale, nel 2019, assistiamo, inoltre, ad una significativa crescita dei giovani segnalati quali assuntori e/o detentori di modiche quantità. Secondo i dati rilevabili dalle operazioni di servizio condotte in regione dalla Guardia di Finanza, si tratta, per lo più, di soggetti di sesso maschile, compresi nella fascia di età tra i 15 ed i 19 anni”.

“Purtroppo, la droga colpisce sempre più i giovani. L’abbassamento progressivo dell’età dei consumatori, scesa pericolosamente sino a 13 anni, è un dato di fatto”.

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Trento

Un anno fa la tempesta Vaia. Il 26 ottobre la cerimonia del ricordo

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All’incirca un anno fa la tempesta Vaia si abbatteva sul Trentino, portando morte e distruzione.

Il prossimo 26 ottobre, per ricordare quanto avvenne in quei tragici giorni, si terrà una cerimonia organizzata in due momenti, prima alle Gallerie di Piedicastello, alle 18.00 e poi in serata, alle 20.30, con la celebrazione di una messa da parte dell’Arcivescovo di Trento, Lauro Tisi, presso la Chiesa di S. Apollinare.

“Ritengo davvero importante – scrive il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti che l’intera comunità trentina, quel giorno, possa unirsi per ricordare e soprattutto per stringersi attorno a quanti hanno contributo, con impegno e senso civico, a dare pronta risposta alla popolazione, colpita così duramente da un evento atmosferico sul quale dobbiamo certamente riflettere, per indirizzare le nostre scelte future. Il sistema della protezione civile del Trentino, in tutte le sue articolazioni, a cominciare dai vigili del fuoco volontari, ma anche attraverso gli amministratori comunali sul territorio e tanti cittadini e volontari ha lavorato instancabilmente riuscendo in quei giorni e poi nelle settimane successive a dare dimostrazione di grande efficienza, ma soprattutto di spirito di sacrificio e di voglia di spendersi per la propria comunità. Per questo, credo sia assolutamente necessario che il 26 ottobre il Trentino si fermi, almeno per un momento per ricordare quanto avvenuto e per pensare al futuro”.

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