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Alto Garda e Ledro

Monte Casale: 22 enne alpinista tedesca muore per un colpo di calore

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Nella tarda mattinata di giovedì una giovane alpinista tedesca di 22 anni si è sentita male lungo la ferrata “Che Guevara”.

Partendo da Pietramurata  la ferrata si snoda per oltre 1.400 metri lungo la parete est del Monte Casale.

La giovane ha accusato un malore probabilmente per il gran caldo e il forte stato di disidratazione, ed è stata soccorsa mentre stava salendo con un gruppo di connazionali tedeschi la via che termina a quota 1.620 metri nel pressi del rifugio “Don Zio Pisoni”.

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Sul posto erano intervenuti due operatori della stazione del Soccorso Alpino di Riva del Garda, allertati verso le 12.45 dai compagni di cordata della ragazza.

All’arrivo dell’elisoccorso la giovane alpinista appariva già in gravi condizioni (difficoltà respiratorie e alterazione del battito cardiaco). Intubata sul posto, è stata trasportata al Santa Chiara, dove è spirata nella notte.

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La ferrata “Che Guevara”, pur non essendo particolarmente difficile, si contraddistingue per la sua lunghezza (6/7 ore di salita) e la sua esposizione a nord-est senza punti di riparo dal sole.

Nicola Casari del Soccorso Alpino ricorda che bisogna sempre affrontare le ferrate in base alle proprie capacità fisiche e tecniche.

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In questo caso la ferrata va affrontata nelle prime ore del mattino, con adeguato abbigliamento e riserve d’acqua. Evitare le ore più calde e assolate.

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Alto Garda e Ledro

Arco: autovettura di ribalta sulla Maza

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Incidente che poteva finire peggio stamane ad Arco poco prima delle 9.30 sulla Maza.

Un’autovettura dopo aver sbandato si è ribaltata finendo con le ruote per aria.

Nonostante i danni ben visibili al mezzo il conducente è uscito quasi incolume. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Arco  che hanno messo in sicurezza la carreggiata e i carabinieri che hanno bloccato il traffico per circa 30 minuti. Poi la strada è stata riaperta al traffico.

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Alto Garda e Ledro

Comunali 2020 Riva del Garda: tutte le forze del centro destra insieme con un unico candidato Sindaco

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I movimenti di centro destra di Riva del Garda si portano avanti a anticipano l’alleanza a livello nazionale fra Salvini, Berlusconi e la Meloni che sarà consacrata domani a Roma in una manifestazione che si preannuncia da record grazie alla partecipazione di oltre 200 mila persone. Un’alleanza che in copia è stata rappresentata anche in provincia di Trento e che ha portato alla grande vittoria del 21 ottobre 2018.

I rappresentanti locali di Riva del Garda di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e della lista civica La Ninfea si sono riuniti nella serata di ieri per discutere e definire il programma di coalizione da presentare agli elettori in vista delle prossime amministrative comunali.

L’incontro si è svolto nel rispetto delle forze politiche e civiche con la consapevolezza costruttiva di agire negli interessi della città e dei suoi abitanti.

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I rappresentanti dei Partiti sono pronti a lavorare insieme e ripropongono a livello locale la coalizione attualmente al governo in Provincia.

Uno dei punti di forza del gruppo è il poter contare su un amministrazione provinciale pronta a dialogare non solo con Riva del Garda ma con tutti i comuni del basso Sarca fatto che, per una delle piu importanti realtà produttive e turistiche del Trentino, non può che essere di rilevanza strategica.

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Le liste correranno con i propri simboli ma proporranno un unico candidato sindaco, scelto tra i tanti proposti da ogni singolo esponente, il cui nome è già sul tavolo delle trattative.

Per il momento non trapelano indiscrezioni anche se la coalizione tiene a far sapere che sarà un volto fresco, propositivo e giovane di Riva.

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Tra i punti programmatici che hanno tenuto banco durante l’incontro spiccano la questione della viabilità, la tutela dell’ambiente e altri punti tutti nell’ottica capace di estendersi all’intero Alto Garda.

La coalizione si dice disponibile ad accogliere tutti coloro ne condividano il programma e che siano disposti a lavorare per quel rilancio e quel cambiamento che Riva aspetta da troppo tempo.

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Alto Garda e Ledro

Cartiere del Garda: confronto fra Provincia e sindacati sulle prospettive future

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“Le prospettive, al momento, sembrano buone, ma certamente occorre tenere monitorata la situazione interfacciandosi con gli amministratori per capire anche come intendano progettare il futuro, considerata la crisi del settore della carta e l’operazione finanziaria in corso, che prevede la trasformazione in azioni del Gruppo LECTA di 400 dei 600 milioni di passività sotto forma di obbligazioni, a suo tempo sottoscritte da investitori”

Questo quanto riferito oggi, nel corso di un incontro, dall’assessore provinciale allo sviluppo economico, Achille Spinelli, ai rappresentati sindacali di Cgil, Cisl e Uil e della RSU dello stabilimento Cartiere del Garda di Riva, dove sono occupati circa 470 lavoratori.

I sindacati hanno espresso all’assessore una forte preoccupazione sul futuro delle “Cartiere”, proprio in relazione alle intenzioni, al momento non ancora chiare, dei nuovi proprietari.

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“Ci impegneremo – ha detto l’assessore – per raccogliere tutte le informazioni che ci permettano di capire la portata del nuovo piano industriale che verrà predisposto per il sito di Riva, che è comunque un ottimo stabilimento, anche perché dispone di un grande vantaggio dal punto di vista energetico, potendo contare su una centrale di cogenerazione ad alto rendimento, finanziata in passato anche dalla Provincia. Tanto che, il Gruppo LECTA sta concentrando proprio lì il grosso della produzione di carta patinata. Noi, per quanto di nostra competenza, siamo impegnati a fare in modo che uno stabilimento così importante per la “Busa”, ma per tutto il Trentino, considerato anche l’indotto, possa restare al suo posto e che soprattutto possa offrire garanzie di continuità dal punto di vista occupazionale. La sfida – ha detto ancora Spinelli – è quella di investire sull’innovazione tecnologica che lo porti verso produzioni diversificate da quelle attuali. Riteniamo che Trentino Sviluppo, con la filiera della ricerca trentina, possa rendersi utile in una fase cosi delicata anche supportando l’azienda nella ricerca di nuovi prodotti tecnologicamente evoluti ed innovativi“. 

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