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Trento

Controlli negozi etnici: scoperto un museo degli «orrori» a Trento

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È stato un «museo degli orrori» quello che hanno trovato dentro un negozio etnico di via Matteotti gli uomini della polizia locale oggi a Trento.

L’operazione è partita grazie  all’intraprendenza di un paio di ragazzi neo assunti della polizia locale sostenuti dal  nucleo autotrasporto che ha verificato i documenti di un furgone in via Matteotti. 

Sul furgone un uomo di cittadinanza marocchina, che è stato identificato come dipendente di un negozio etnico ubicato nella stessa via.

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Gli operatori della Polizia Locale, che vengono impegnati anche nei controlli di questo tipo, hanno deciso di ispezionare il negozio etnico dove hanno trovato di tutto.

Da un primo controllo non si è trovata conformità con la norma prevista circa la conservazione e l’esposizione della merce.

Quasi tutta la merce presente nel negozio era priva di etichetta in lingua italiana e portava solo scritte in idioma arabo.

Era senza data di scadenza e di produzione artigianale, quindi non doveva assolutamente essere messa in vendita.

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I poliziotti inoltre hanno scoperto che il negozio era primo dei documenti di valutazione rischio obbligatori per via del decreto 81 (sicurezza sul lavoro)

Si è poi scoperto che il titolare e tutti i dipendenti erano completamente estranei alla normativa sul HACCP il sistema preventivo di controllo degli alimenti finalizzato a garantire la sicurezza igienica.

Il protocollo HACCP  serve per ovviare il rischio di tossinfezioni alimentari e viene usato per  l’identificazione dei rischi dei punti critici di controllo del processo produttivo e per l´analisi per la ricerca dei rischi di carattere igienico.

La polizia Locale poi ha voluto ispezionare anche il retro bottega trovando numerose sorprese. 

Sul retro gli operatori hanno trovato una vera e propria macelleria con animali di vario tipo appesi a dei ganci artigianali.

Tutti senza certificati di provenienza e custoditi in un ambiente non conforme.

Poi nei freezer hanno scoperto delle varietà animali e del pesce depositato senza copertura singola.

Gli animali macellati erano uno sopra l’altro con carne e pesce messi insieme.

Stesso iter per carne e pesce esposti in vetrina che venivano venduti addirittura sfusi ed uno sopra l’altro.

Da verificare infine i contratti di lavoro dei tre dipendenti. Notevole la quantità di merce sequestrata.

Il negozio risulta essere intestato ad una società (srls) di Pergine Valsugana.

Visto le numerose violazioni sia di carattere amministrativo che sanitario le sanzioni saranno pesantissime con la possibilità reale anche di chiusura dell’attività per qualche tempo.

Solo per la mancanza dei documenti di valutazione il rischio di sanzione va dai 3.000 ai 15.000 euro.

Questa nuova operazione segue di poche ore le dichiarazioni del governatore Maurizio Fugatti che ha voluto ringraziate le forze dell’ordine per l’eccellente lavoro che stanno eseguendo per la sicurezza sanitaria a Trento.

«La sicurezza alimentare, come quella personale, è estremamente importante. Per questo riteniamo che le operazioni portate a termine in Trentino negli ultimi giorni, tra le quali anche quelle sui negozi etnici, da parte di carabinieri e polizia, siano davvero di grande rilevanza per la collettività, al fine di garantire il rispetto delle leggi, la sicurezza e anche la salubrità del cibo che ogni giorno arriva sulle nostre tavole e quindi per preservare la salute dei cittadini”. Così il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, che si complimenta con le Forze dell’Ordine che hanno provveduto al sequestro di ingenti quantità di generi alimentari mal conservati, destinati ad alcuni ristoranti del Trentino, nonché al controllo sanitario di alcuni negozi etnici . (qui articoloApprezziamo e sosteniamo lo sforzo compiuto» ha commentato il presidente.

 

 

 

 

 

Sequestro notecole di merce scaduta

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Trento

Cercami su Instagram, ieri a Villazzano un incontro per riflettere sul mondo dei social

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Si è svolto ieri sera, venerdì 13 dicembre, presso l’auditorium CFP di Villazzano, l’incontro “Cercami su Instagram tra Big Data, solitudine e iperconnessione“.

Cercami su Instagram è stato un incontro presentato dagli scrittori dell’omonimo libro ed è stato un accorato invito a guardare oltre le immagini sorridenti, seducenti e apparentemente spensierate che i ragazzi (e non solo) pubblicano e guardano di continuo sui social network.

In quest’epoca di Big Data e narcisismo, controllo, selfie erotici, coppie online, profilazione e algoritmi complessi, Internet viene a cercarci e ci trova più soli, interconnessi, influenzabili, a volte aggressivi e con emozioni e pensieri mutati, ma sempre tanto desiderosi di essere visti.

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Con un linguaggio semplice e colorato di tanti esempi, facilmente condivisibile anche con i più giovani, gli autori hanno accompagnato gli ospiti in un viaggio alla ricerca di nuove chiavi interpretative e nuove possibilità.

Serena Valorzi, è una degli autori, lei è Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo – comportamentale, con specializzazioni in ACT e Schema Therapy, è inoltre formatrice esperta in dipendenze da comportamento, di assertività e di impatto emotivo, cognitivo e relazionale delle Tecnologie di Comunicazione.

Mauro Berti è invece scrittore e Formatore nell’ambito dei risvolti sociali delle moderne Tecnologie della Comunicazione, è anche Vice Ispettore presso il Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Trento e Responsabile dell’Ufficio Indagini Pedofilia.

Con il libro i due autori hanno sentito l’esigenza di scuotere le coscienze.

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Nel loro scritto non si parla solo di Instagram, spiega la Dottoressa, e le diverse tematiche collaterali hanno riguardato anche l’incontro di ieri. L’attenzione del pubblico è andata su concetti importanti, c’è infatti sempre più  spesso una analisi della voglia di mettersi in vetrina che passa attraverso una virtualità che non è invece la affettività reale.

«Siamo due autori diversi,– spiega Serena Valorziil mio collega tratta temi importanti  tra cui quello della profilazione e personalizzaizone dei risultati e degli ecochumber».

Ecochumber è un termine importante e molto utilizzato nell’ambito della comunicazione. Si riferisce a quella cassa di risonanza astratta dove informazioni ed idee vengono amplificate e rimbalzano continuamente , rafforzate quindi dalla loro stessa condivisione all’interno di un ambiente predefinito e che eunta al rafforzamento di idee di una certa tipologia. Argomenti come questo, o quello delle filter bubble, che riguarda la personalizzazione dei risultati, sono tematiche sensibili che i giovani dovrebbero sicuramente conoscere poichè per primi vengono esposti a tutto ciò che il web cela.

«Mi occupo da 18 anni di dipendenza da tecnologia- spiega la Dottoressa-, e mi interessano molto gli studi che concernono le coppie. In particolare studio le relazioni che le perosne hanno tra loro e con i più piccoli, il tema del narcisismo ecc…In merito a ciò potrei affermare che le nuove generazioni hanno forti punteggi di narcisismo ma anche di solitudine. La depressione impatta fortemente le loro vite.

La conferenza è legata a concetti e tematiche che riguardano il web e i social, la mia parte è più legata ad un aspetto clinico e penso che la collaborazione con Mauro Berti sia efficace appunto perchè con lui affrontiamo questi fenomeni da punti di vista differenti e altrettanto importanti».

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Trento

Aiuti agli apicoltori: 126mila euro da Stato e Ue nel bando 2020

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Con una delibera che porta la firma dell’assessore Giulia Zanotelli, la Giunta provinciale ha approvato venerdì l’apertura del bando che prevede concessione di contributi, a totale carico dell’Unione Europea (50%) e dello Stato (50%), per le associazioni di apicoltori e per i singoli apicoltori.

La dotazione complessiva per il 2020 è di 126.600 euro; l’istruttoria è di competenza della Provincia, il pagamento di AGEA. Le domande devono essere presentate al Servizio Agricoltura entro il 13 gennaio 2020. Per le associazioni di apicoltori l’aiuto è destinato a finanziare le attività di formazione, assistenza tecnica, analisi del miele, mentre per i singoli apicoltori si tratta dell’acquisto di arnie, api e attrezzature per il nomadismo.

Le novità, rispetto agli anni precedenti, introdotte con il bando 2020 riguardano la concessione di contributi per l’acquisto di attrezzature per i laboratori di lavorazione del miele e di altri prodotti dell’alveare e per l’allevamento delle api regine (arniette di fecondazione – incubatrici).

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Trento

Oggi in Cristo Re, ad un anno dalla sua morte, la messa in memoria di Antonio Megalizzi

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Ad un anno dall’attentato in cui rimase coinvolto, al mercatino di Natale di Strasburgo, il silenzio è forse il modo migliore per ricordare Antonio Megalizzi.

Oggi 14 dicembre 2019 alle ore 18.00, presso la chiesa di Cristo Re, il rione dove Antonio risiedeva, è stata celebrata dall’arcivescovo Lauro Tisi una messa nella sua memoria.

Come si ricorda l’11 dicembre 2018 caddero in cinque sotto i colpi del giovane attentatore Chérif Chekatt, coetaneo di Antonio.

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Accanto al giovane di famiglia calabrese ma da sempre vissuto a Trento c’era l’amico del cuore Bartek, pure ferito mortalmente alla testa.

Il cuore di Antonio cesserà poi di battere il 14 dicembre, dopo tre giorni di agonia.

A presiedere l’eucarestia in suffragio è stato l’arcivescovo Lauro Tisi, accanto al parroco don Mauro Leonardelli.

«A un anno dalla morte di Antonio, resta il peso inguaribile della sua assenza. Mamma Anna Maria, papà Domenico, Federica e Luana, i tanti amici e colleghi e questa stessa comunità fanno i conti ogni giorno con una ferita incomprensibile e violenta. Un anno dopo, tuttavia, intravvediamo con maggiore chiarezza la via che Antonio ci ha indicato» ha iniziato così la sua omelia Lauro Tisi.

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Il Vescovo ha sottolineato come la via indicata non contempli muri ma porte aperte e che «Il tempo è troppo prezioso per passarlo da soli. La vita troppo breve per non donarla a chi ami».

Tisi ha inoltre ricordato che questa via appare perdente: «I dubbi del Battista attraversano i nostri giorni, segnati da prove di forza, violenza in tutte le sue forme, parole di esclusione, di intolleranza che sfociano in vero e proprio razzismo, a cominciare dagli spalti degli stadi. A questo conduce la narrazione prevalente, rendendo faticoso dar credito all’ansia di rinnovamento» e ha applaudito l’iniziativa della fondazione nata nel suo nome: «la Fondazione nata a suo nome, ha il compito di farne memoria attiva, aiutando – come è scritto nelle motivazioni – a favorire l’apprendimento, la promozione di una cultura della legalità, del rispetto della persona, della convivenza civile, del rifiuto di ogni forma di violenza”.  Il “sogno” di Antonio – non a caso titolo del libro biografico scritto su di lui – era proiettato sul domani. Il sogno di una famiglia, di un lavoro, il sogno di parole attendibili, che tornino a raccontare verità e aiutino a uscire dal dubbio. Per diventare cercatori della luce, passare oltre la cronaca e le grida mediatiche, per abbracciare il campo della vita».

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione in memoria di Antonio: «A un anno dal brutale assassinio, il ricordo e la testimonianza di vita di Antonio Megalizzi costituiscono ancor più un segno assai significativo per il nostro Paese. Un giovane giornalista, appassionato del proprio lavoro, fiero di essere cittadino italiano ed europeo, è stato strappato ai suoi affetti e all’ impegno in cui spendeva il suo talento da mano terrorista, armata di fanatismo e di violenza. Proprio i giovani, che pagano il prezzo più alto all’ intolleranza, all’ odio, all’ integralismo, rappresentano la maggiore risorsa per sconfiggere il terrorismo; e, per raggiungere questo traguardo di civiltà, è necessaria non soltanto l’ azione determinata e responsabile delle istituzioni, ma anche una mobilitazione delle coscienze con un forte senso di solidarietà. Come sottolineava costantemente, l’ Europa è la vera chiave del nostro futuro. Al pari di tanti suoi coetanei che si sentono europei, avvertiva come irragionevoli le barriere che vengono frapposte nel percorso di integrazione. In questo giorno di memoria, la Repubblica si stringe ai familiari e agli amici di Antonio Megalizzi e ricorda il suo impegno per gli ideali basati sui principi della Costituzione»

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