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Società

Come difendersi dai mostri del web

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Più il mondo web si semplifica e più è facile per i “ mostri” o chiamiamoli chiaramente pedofili o maniaci, insinuarsi nelle nostre vite o peggio ancora in quelle dei nostri figli.

L’insidia è altissima sia perché i giovanissimi hanno una padronanza d’uso che nessun genitore ha; sia perché utilizzano un linguaggio esclusivo.

Ma gioca un ruolo decisivo anche quella sicurezza insita in ognuno di noi di essere più attento e più furbo di chiunque altro.

Ed allora il 7,5% del totale degli abusi sessuali sono adescamenti online.

Il 27% delle vittime tra i 9 a i 17 anni sono in contatto con persone del tutto virtuali; 40% i casi in cui il Cyberpredatore viene conosciuto dalla vittima la prima volta in internet ed il 9% di bambini e ragazzini va a un appuntamento con una persona conosciuta in rete.

Dati allarmanti accentuati dal fatto che il 35% di chi ha subito violenza nel web ignora il problema sperando che si risolva da solo; il 25% non ne parla con nessuno; solo il 10% modifica le impostazioni di privacy; il 22% blocca i contatti violenti.

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Attenzione perché a rischio è anche WhatsApp: finte immagini, magari di un’innocua bambina, si trasformano nella maschera dell’orco.

Basta poi accedere in una chat ed i contatti a disposizione sono tantissimi.

Le forme di ricatto possono essere anche semplici.

La polizia stessa sconsiglia di mettere sulle macchine delle calcomanie con i nomi dei componenti della famiglia.

L’orco può essere anche un vicino di casa che tramite quell’informazione minima, riesce a carpire la fiducia del ragazzino.

Spesso il falso personaggio è anche quello che impartisce gli ordini da eseguire, per sfruttare al massimo il rapporto fiduciario che si è venuto a creare.

L’estate è la stagione maggiormente a rischio e l’insidia si può nascondere anche dietro i videogame di gruppo o giochi di ruolo.

Come ci si può difendere?

In un solo modo: non accettando l’amicizia chiesta da sconosciuti.

I genitori possono bloccare in maniera preventiva app come Tic Toc o siti come Fortnite, giudicati a rischio dalla polizia.

Anche i cellulari concessi con troppa facilità sono pericolosi: ormai sono dei piccoli computer che tutto rendono possibile.

Contatti e messaggi analizzati dagli adulti, possono offrire delle chiavi di lettura diversi.

Per questo si dovrebbe concordare con i figli dei periodici controlli del contenuto della memoria dei cellulari e se ci sono dubbi, non bisogna indugiare ad utilizzare l’app della polizia Youpol che consente la segnalazione anonima.

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