Connect with us
Pubblicità

Telescopio Universitario

Ammissione all’Università di Trento: al via le iscrizioni ai test estivi

Pubblicato

-

All’Università di Trento è tempo di iscriversi alle prove selettive estive per diventare studenti e studentesse dell’Ateneo per l’anno accademico 2019/2020 (iscrizioni sul sito: infostudenti.unitn.it/it/ammissioni).

Infatti, dopo la sessione di primavera che si è tenuta tra marzo e aprile, da oggi è possibile iscriversi online alle prove di ammissione del 22 agosto e del 29 e 30 agosto. La nuova sessione è dedicata a chi non ha sostenuto o superato i test in primavera.

La novità di quest’anno è Ingegneria informatica, delle comunicazioni ed elettronica, corso attivato presso il Dipartimento di Informatica e scienza dell’informazione (Disi) che si propone di formare ingegneri con competenze specifiche nei settori dell’Information and Communication Technology (Ict) in grado di lavorare in team e affrontare e risolvere problemi nei settori dell’informatica, delle telecomunicazioni e dell’elettronica utilizzando metodi, tecniche e strumenti innovativi.

Pubblicità
Pubblicità

Oltre che per l’ammissione a questo nuovo corso, sono aperte le iscrizioni alle prove selettive del 29 e 30 agosto – erogate in modalità test Tolc – per Informatica, Ingegneria per l’ambiente e il territorio, Ingegneria civile, Ingegneria industriale, Fisica, Matematica, Viticoltura e enologia e Scienze e tecnologie biomolecolari (questi test prevedono una doppia iscrizione: una sul sito di Cisia e una, attiva fino al 2 settembre, sul sito UniTrento).

Per questi corsi, a eccezione di Fisica e Matematica, sono già aperte le iscrizioni al test Tolc del 15 e 16 luglio (anche per sostenere questo test è richiesta una duplice iscrizione, sul sito di Cisia e sul sito UniTrento fino alle ore 12 del 17 luglio).

Iscrizioni al via inoltre per le prove del 22 agosto: nello specifico, la mattina è in programma la prova valida per l’ammissione ai corsi Amministrazione aziendale e diritto, Gestione aziendale, Gestione aziendale part time e Economia e management.

Contemporaneamente si svolgono la prova per Comparative, European and International Legal Studies e i test per Beni culturali, Filosofia, Lingue moderne e Studi storici e filologico-letterari.

Nel pomeriggio dello stesso giorno sono previsti i test per l’ammissione a Giurisprudenza, Sociologia, Studi internazionali, Servizio sociale, Interfacce e tecnologie della comunicazione, Scienze e tecniche di Psicologia cognitiva.

Le iscrizioni sono aperte fino alle ore 12 del 6 agosto per tutte le prove. Il 22 agosto è possibile sostenere le prove di ammissione a Trento e, in contemporanea, in altre quattro città italiane: Mantova, Roma, Bari e Palermo. Per il corso Comparative, European and International Legal Studies, inoltre, è prevista la possibilità di fare la prova anche a Bruxelles (Belgio).

Gli ultimi test di ammissione si svolgeranno nel mese di settembre. Il 5 settembre ci sarà la prova selettiva nazionale per l’ammissione al corso di laurea magistrale a ciclo unico Ingegneria edile-architettura (iscrizioni sul sito di Universitaly e sul sito UniTrento dal 3 alle ore 15 del 25 luglio 2019).

Ultimo giorno di test di ammissione estivi l‘11 settembre, data in cui svolgono le prove per l’ammissione a Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro e a Educazione professionale, attivati in collaborazione, rispettivamente, con l’Università di Verona e l’Università di Ferrara (iscrizioni non ancora aperte).

Pubblicità
Pubblicità

Telescopio Universitario

Ricercatori di Trento danno un taglio alla fibrosi cistica. Lo studio pubblicato ora su “Nature Communications”

Pubblicato

-

Dare un taglio alla fibrosi cistica è possibile, almeno per alcune delle mutazioni che la causano.

Il rimedio arriva dall’editing genomico. Un gruppo di ricerca del Dipartimento Cibio dell’Università di Trento ha infatti dimostrato l’efficacia di Crispr-Cas, la forbice molecolare su cui sta lavorando con successo negli ultimi anni, per risolvere in modo permanente il problema alla base della malattia.

L’approccio adottato dal team dell’Ateneo di Trento, guidato da Anna Cereseto, apre nuove prospettive nella cura della Fibrosi cistica, malattia genetica per la quale al momento non esiste cura definitiva. Il lavoro di ricerca è stato realizzato in collaborazione con KU Leuven, Belgio. Il progetto (“Nuovo approccio di terapia genica: riparare le mutazioni splicing del gene Cftr mediante tecniche di editing genomico”) ha potuto contare su un finanziamento di 90 mila euro in due anni dalla Fondazione ricerca fibrosi cistica anche attraverso la partecipazione dell’Associazione trentina fibrosi cistica. I risultati dello studio sono stati pubblicati oggi su “Nature Communications”, rivista scientifica open access. 

Pubblicità
Pubblicità

Alla base della malattia c’è una mutazione del gene responsabile della sintesi della proteina Cftr (Cystic Fibrosis Transmembrane conductance Regulator) il cui malfunzionamento colpisce più organi, in particolare i polmoni.

Il gruppo di ricerca UniTrento/KU Leuven ha adattato il sistema Crispr-Cas, la forbice molecolare che sta rivoluzionando il campo della biomedicina, in modo da correggere in maniera definitiva almeno due tipi di mutazione che causano la Fibrosi cistica.

La tecnica è chiamata “SpliceFix” perché ottiene la riparazione del gene (fix) e ripristina il corretto meccanismo di produzione della proteina (splicing).

Giulia Maule, (foto) studentessa del dottorato in Scienze biomolecolari all’Università di Trento e prima firmataria dell’articolo, spiega: «Abbiamo messo a punto una strategia di correzione genomica basata su Crispr-Cas per eliminare in modo permanente due specifiche mutazioni che stanno alla base della malattia. Crispr-Cas funziona come un bisturi genomico che permette di eliminare in maniera super precisa gli elementi mutati. Abbiamo dimostrato che la nostra strategia di riparazione è efficace in organoidi derivati da pazienti e ha un alto grado di precisione colpendo soltanto le sequenze mutate e lasciando intatto il Dna non interessato dalla mutazione».

La giovane ricercatrice sottolinea un aspetto innovativo della sperimentazione: «In sostituzione dei modelli animali l’utilizzo di organoidi sviluppati a partire da cellule dei pazienti ci ha permesso di verificare l’efficacia della strategia molecolare in un contesto vicino a quello dei pazienti affetti da Fibrosi cistica».

La fibrosi cistica viene chiamata anche “malattia invisibile” perché non è accompagnata da particolari segni esteriori eppure condiziona in modo pesante la vita delle persone che ne sono colpite.

Soffrono soprattutto di problemi respiratori e di digestione.

La malattia si eredita dai genitori. In Italia c’è un portatore sano ogni 25 persone.

Una coppia di portatori sani, a ogni gravidanza, ha una probabilità su quattro di generare un figlio malato. Le persone malate in Italia sono circa 6 mila con 200 nuovi casi l’anno.

L’articolo, dal titolo “Allele specific repair of splicing mutations in cystic fibrosis through AsCas12a genome editing”, è stato pubblicato oggi da “Nature Communications”.

È stato scritto da Giulia Maule, Antonio Casini, Claudia Montagna, Gianluca Petris e Anna Cereseto (Università di Trento) e da Anabela S. Ramalho, Kris De Boeck, Zeger Debyser e Marianne S. Carlon (KU Leuven).

L’articolo è disponibile in open access sul sito di Nature Communications a questo indirizzo

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

Telescopio Universitario

L’università protagonista di Trento ma che ancora oggi divide

Pubblicato

-

L’Università di Trento si è talmente ramificata in città da poter quasi parlare di visite guidate degli edifici di UniTrento.

Anche se non è mai stato un percorso facile sin dal suo primo insediamento.

Era il 1962 quando nacque l’Istituto Universitario Superiore di Scienze Sociali, da allora l’Università è diventata una delle protagoniste della storia cittadina.

Pubblicità
Pubblicità

Si parte nel 1962 quando per dare una sede alla facoltà di sociologia, venne scelto lo storico edificio di Via Verdi che ospitava una scuola elementare.

Fu la prima di una serie di riqualificazioni di edifici storici come l’ex Falegnameria Wolf, poi sede del quotidiano Adige che da alcuni anni ospita la facoltà di Giurisprudenza, il Molino Vittoria, mentre il Centro Linguistico di Ateneo ha preso il posto dell’ex panificio Cavazzani in Via Giuseppe Verdi 8, Palazzo Sardagna, nonché il Palazzo di Economia, già Istituto Bacologico, costruito tra l’ Ottocento ed il Novecento.

Un altro spazio abbandonato e riqualificato è quello del Palazzo Paolo Prodi sede attuale del Dipartimento di Lettere e Filosofia.

Ma in un certo qual modo l’Università è intervenuta in aiuto alla città anche con la Biblioteca Universitaria Centrale.

Il suo intervento alla pari di quello dell’Itas è servito a salvare l’ambizioso progetto del quartiere modello delle Albere, nato dalla riqualificazione dell’area ex Michelin di fatto mai decollato in termini di investimento immobiliare.

L’Università ha creato anche un indotto economico per nulla trascurabile, sta cambiando il volto di Trento ed è amata e odiata dai trentini.

Diciamo che ancora oggi l’università divide: da una parte chi l’accetta senza esclusione, dall’altra chi ne vorrebbe solo i benefici e non i problemi.

Ma a livello architettonico è stata protagonista di un’azione di recupero di edifici che in altro modo non si sarebbe mai potuto realizzare.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Telescopio Universitario

UniTrento è il migliore ateneo statale in Italia

Pubblicato

-

Il risultato è stato reso noto ieri sul quotidiano la Repubblica dal Censis, che da quasi vent’anni redige una classifica molto consultata come vademecum per la scelta universitaria.

Dopo alcuni anni di ottimo piazzamento in seconda o terza posizione, UniTrento ha superato gli altri atenei concorrenti della fascia di riferimento e si è collocata al primo posto tra gli atenei di medie dimensioni(tra i 10mila e i 20mila iscritti) davanti a Siena e Trieste.

Il punteggio totale di 97/110 è poi risultato il migliore in assoluto tra gli atenei italiani, a prescindere dalla grandezza. UniTrento si piazza così davanti ai politecnici e a grandi e rinomate università statali come Bologna e Roma Sapienza.

Pubblicità
Pubblicità

Considerando i sei parametri presi a riferimento, decisivi per l’ottima performance di UniTrento nella classifica 2019/20 sono gli indicatori: “internazionalizzazione” (104) e “comunicazione e servizi digitali” (103). Molto positivi sono anche gli esiti ottenuti dalle borse di studio (98) e dalle strutture (98). Da quest’anno è stato inserito anche un parametro nuovo riferito all’occupabilità, che misura il tasso di inserimento nel mondo del lavoro di laureati e laureate magistrali del 2017 a un anno dal conseguimento del titolo. Anche in questo caso Trento registra un buon punteggio (93/110).

Insieme all’analisi generale per ateneo, il Censis ha pubblicato anche le classifiche per la didattica con buoni piazzamenti per l’Ateneo trentino.

Nella graduatoria dei corsi di laurea a ciclo unico Trento è prima con Giurisprudenza (101,5), mentre è tredicesima per Edile-Architettura (83).

Nelle lauree triennali è prima nei settori Informatica e tecnologie ICT (108), in quello scientifico (100, in cui si trovano Fisica, Matematica e Biologia) e in quello politico-sociale e comunicazione (106,5, in cui si trovano relazioni internazionali, scienze della sicurezza), al secondo posto nel settore psicologico e delle scienze cognitive (110 a pari merito con Bologna), spicca al quarto posto nel gruppo economico (103), al quinto per il settorelinguistico (105), settimo in quello letterario-umanistico (92). Chiude Architettura e Ingegneria civile al 18° posto (83), al 20° Ingegneria industriale e dell’Informazione (89,5) e Arte e design al 28°posto (81,5 in cui si trovano discipline delle arti figurative e della musica).

Per quanto riguarda le lauree magistrali Trento ottiene ottimi piazzamenti: è prima nel settore psicologico e delle scienze cognitive (110), secondo in Informatica e tecnologie ICT (103), ottavo in quello politico-sociale e comunicazione (91,5), nono in quello letterario-umanistico (94,5), decimo posto in quello scientifico (90) e Architettura e Ingegneria civile all’11° posto (80).

Grande soddisfazione per il risultato è stata espressa dal rettore Paolo Collini: «Il primo posto tra le università di medie dimensioni, peraltro con il punteggio più alto tra tutti gli atenei italiani, è un dato che conferma la posizione ai vertici che Trento ha sempre ottenuto in questa classifica. È una dimostrazione della qualità del lavoro che svolgiamo da anni e che è certificata anche dalle massime valutazioni ricevute dalle agenzie ufficiali, come l’Anvur (Agenzia per la valutazione del sistema universitario e della ricerca) e dagli istituti di ricerca che compilano i ranking. Una posizione solida ai vertici del sistema accademico del Paese che prova come l’Università di Trento sia uno dei migliori luoghi dove studiare e fare ricerca in Italia, se non il migliore. Ma colloca anche il nostro Ateneo al pari delle migliori università europee per le opportunità che offre ai suoi studenti e studentesse. Desidero ringraziare tutta la comunità accademica e il personale dell’Ateneo per l’ottimo lavoro svolto: questo risultato è senz’altro frutto di un impegno collettivo, prolungato nel tempo».

I risultati della classifica sono disponibili online sul sito del Censis, dove è possibile scaricare il rapporto completo e le note metodologiche.

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza