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Trento

Maestri artigiani, una festa per tante professionalità

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La prima festa dedicata alla figura del Maestro artigiano, all’insegna delle tre parole chiave “sapere, fare, trasmettere”, è stata un successo di partecipazione e di condivisione: per la serata di ieri al PalaRotari di Mezzocorona, fortemente voluta dalla Provincia in un percorso di valorizzazione di questa figura, si sono dati appuntamento i Maestri artigiani nominati al termine dei vari percorsi formativi che coprono ben 24 settori del mondo lavorativo, per un confronto e un incontro sul presente e il futuro di una figura considerata strategica per l’economia e la crescita del territorio.

“Ho particolarmente a cuore la vostra professionalità. La Giunta provinciale vuole valorizzarvi perché rappresentate la qualità e la professionalità alla quale devono tendere tutti i comparti economici del nostro Trentino” ha detto l’assessore provinciale all’artigianato Roberto Failoni.

“Vorrei che guardassimo avanti tutti insieme per rispondere in modo adeguato alle sfide che il mercato lancerà nei prossimi anni.”

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Ha detto ancora Failoni, sottolineando poi che: “Bisogna sfatare il falso mito che le scuole professionali siano una scelta di serie B; sappiamo che voi artigiani avete bisogno di collaboratori giovani e capaci e faremo in modo che questo accada”.

In sala, fra il folto pubblico, sedevano molti rappresentanti istituzionali, fra cui l’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli e il prefetto Sandro Lombardi.

L’incontro al PalaRotari, una vera e propria festa che ha intervallato momenti di incontro e scambio di esperienze ad approfondimenti, attraverso proiezioni di filmati e testimonianze, ha visto anche una tavola rotonda moderata dal giornalista e dirigente dell’Ufficio Stampa della Provincia Giampaolo Pedrotti, cui hanno partecipato, oltre all’assessore Failoni, il presidente della Commissione Provinciale per l’Artigianato (CPA) Roberto Mattarei, che ha voluto sottolineare l’importanza di dare strumenti in più agli artigiani per dedicarsi alla formazione di apprendisti e tirocinanti e 5 Maestri artigiani in rappresentanza delle rispettive categorie: Corrado Poli per i fotografi, Mauro Ognibeni per i lattonieri, Elena Casagrande per le acconciatrici, Francesco Vivori per i panificatori, Paolo Malesardi per gli autoriparatori.

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Passione, esperienza, visioni del futuro, evoluzione delle professionalità, sinergie con la scuola sono i temi emersi nel corso dell’incontro.

Tra uno scambio di esperienze e l’altro, alcuni oggetti simbolici portati al pubblico ad esempio dell’abilità artigiana, come il fischietto di latta realizzato sul momento da Mauro Ognibeni, o della sempre più preponderante presenza della tecnologia in un mestiere d’avanguardia, come il sensore collegato ad una app per smartphone capace di fare una diagnosi della vettura da remoto mostrato da Paolo Malesardi.

Durante la serata gli studenti dell’Alta formazione grafica di Trento hanno presentano un loro lavoro sul mondo complesso e variegato degli artigiani visto dagli occhi dei giovani attraverso un breve ma significativo video.

Sono ben 12.156 le imprese artigiane trentine iscritte all’Albo in Trentino e il titolo di Maestro è presente nel 3% del totale degli artigiani, con 372 persone che hanno concluso il percorso formativo, definito da tutti ieri molto efficace e utile: una figura non adeguatamente conosciuta, dunque, che necessita di essere valorizzata e che d’ora in poi sarà espressamente indicata nell’albo degli artigiani, evidenziata nelle visure camerali e promossa anche con campagne di comunicazione ad hoc.

L’idea è anche quella di istituire corsi di aggiornamento per coloro che sono già Maestri artigiani da diversi anni.

“La mia scommessa è raddoppiare il numero dei Maestri artigiani entro la fine del mio mandato” ha detto Failoni, ribadendo che “Uno degli obiettivi della legislatura è l’incontro tra le scuole professionali e gli artigiani, per questo è fondamentale coinvolgere nelle iniziative di promozione e comunicazione soprattutto gli studenti e le scuole professionali. Serve fare sistema fra artigianato, turismo e commercio, anche perché la richiesta del mondo del lavoro è fortissima e va soddisfatta”.

La necessità di far conoscere meglio il mondo artigiano, il valore del fare manuale e la formazione dei giovani sono state messe in evidenza anche da Marco Segatta, presidente dell’Associazione Artigiani, che ha parlato dell’importanza e del valore del trasmettere un mestiere.

Il direttore di Accademia d’impresa Bruno Degasperi ha indicato nella scommessa sulla formazione la via per il miglioramento costante della professionalità e nella trasmissione dell’arte artigiana la crescita personale e il raggiungimento dell’autonomia per i giovani.

La serata si è conclusa con la consegna dei timbri personalizzati a tutti i Maestri artigiani presenti e con un sentito arrivederci ad un analogo appuntamento il prossimo anno.

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Trento

Cambio gomme: da oggi si possono montare quelle invernali

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La temperatura mite a dispetto del calendario, complice l’umidità, non vuole mollare la presa.

Le previsioni danno tempo incerto fino a venerdì.

Nel fine settimana sono previste le piogge che dovrebbero rompere la stagione per dare spazio a temperature più autunnali.

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A toglierci ogni illusione che il bel tempo continui arriva la decisione congiunta tra Ministero dei Trasporti e Comune di Trento che anticipa di un mese la possibilità del cambio gomme stagionale, prima che entri in vigore l’obbligo dei pneumatici da neve o le catene a bordo.

I pneumatici estivi si potranno montare solo dopo il 15 aprile.

Non solo, ma è già possibile accendere il riscaldamento per 14 ore giornaliere ( dalle 5 alle 23) con una temperatura media consigliata di 20 gradi.

L’anticipo del cambio con un mese di tolleranza non è dato da apocalittiche previsioni del tempo, ma da un aspetto pratico: quello di poter pianificare per tempo il cambio evitando la corsa all’appuntamento a ridosso del termine massimo di scadenza che portava molti automobilisti a circolare a rischio multa: i gommisti infatti non avevano più appuntamenti disponibili e posticipavano l’ingresso delle macchine a dopo il 15 novembre.

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Non servirà a molto perché fino a quando la temperatura non si abbasserà, i pneumatici invernali resteranno tranquillamente depositati in garage, secondo un’abitudine ormai consolidata.

Discorso diverso per il riscaldamento che con la possibilità di attivarlo senza dover aspettare l’autorizzazione, permetterà di evitare di passare dei giorni al freddo.

Poi tutto dipende dalle singole decisioni condominiali.

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Trento

La Corte dei conti contesta 500 mila euro di danno erariale da un dipendente del comune

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Il Sindaco Alessandro Andreatta è intervenuto ieri mattina nella conferenza stampa post Giunta in merito alle notizie apparse oggi sui quotidiani locali e relative all’indagine aperta dalla Corte dei Conti sui finanziamenti del Comune all’Azienda per il turismo Trento Monte Bondone e Valle dei Laghi e sul presunto danno erariale collegato.

Il Sindaco ha ribadito in quattro punti la posizione dell’Amministrazione comunale.

Innanzitutto, il passaggio dovuto e consueto è quello dell’assoluta collaborazione con la Corte dei Conti nel fornire la documentazione richiesta nell’ambito dell’indagine.

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«In secondo luogo va evidenziato che al centro della vicenda c’è il coinvolgimento di una persona, – aggiunge il Sindaco – a cui è prioritario portare rispetto dal punto di vista personale e umano, rispetto a cui si accompagna la solidarietà e, soprattutto, la piena fiducia maturata in anni di collaborazione. Caratteristica dell’Amministrazione comunale e dei suoi dipendenti infatti, ha proseguito il Sindaco, è quella di attenersi scrupolosamente a leggi, norme e regolamenti, garantendone un’attenta applicazione».

Infine, il Sindaco ha sottolineato come l’atto di apertura dell’indagine non sia pervenuto direttamente al Comune e nel ribadire la posizione di piena collaborazione con gli organi di controllo ha evidenziato anche la qualità dell’operato dell’Azienda di Promozione Turistica Trento nel promuovere e sostenere il territorio di riferimento.

Riassumendo brevemente quanto successo: il comune di Trento finanzia l’Apt di Trento  per delle iniziative istituzionali, ma secondo la Corte dei Conti le risorse erogate vengono invece utilizzate anche per iniziative commerciali che secondo la legge non devono essere organizzate con denaro pubblico.

La Corte dei conti contesta la poca trasparenza delle redicontazioni accusando un dipendente del Comune per un danno erariale di oltre mezzo milione di euro.

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Trento

Fondo di solidarietà del Trentino: ecco tutte le novità

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Sostegni più ampi a chi è stato sospeso dal lavoro e alle aziende, soprattutto piccole e micro, del territorio, con una particolare enfasi sul fronte della formazione: potremmo sintetizzare così le novità apportate al Fondo di solidarietà del Trentino – strumento unico nel suo genere in Italia – dal nuovo accordo sottoscritto delle parti sociali, sotto l’egida provinciale, e recentemente approvato con decreto ministeriale, chiudendo l’iter stabilito dalla normativa statale per consentire la piena operatività delle nuove disposizioni.

Al Fondo, istituito presso l’INPS, di cui costituisce una gestione autonoma, aderiscono oggi 8.690 imprese, per un totale di oltre 54.000 lavoratori e lavoratrici dipendenti. La spesa una spesa complessiva è di circa 13,5 milioni (di cui 3 messi a disposizione della Provincia, il resto frutto dei versamenti di lavoratori e imprese).

Il nuovo testo è stato illustrato stamani nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato l’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento, Achille Spinelli, il direttore INPS per il Trentino – Alto Adige, Marco Zanotelli, il direttore INPS di Trento Claudio Floriddia, il presidente del Fondo di Solidarietà del Trentino Andrea Grosselli, la delegata del presidente del Fondo di Solidarietà, Roberta Meneghini.

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Fra le novità l’allungamento della disoccupazione per stagionali e over 58enni, sostegno a chi sceglie l’Ape volontaria, anticipando così la pensione (con l’obbligo di integrare i contributi mancanti) e contributi ulteriori alle aziende che investono in formazione.(con la copertura del corso del lavoro dei lavoratori interessati).

L’assessore Spinelli ha ringraziato “tutti coloro che si sono impegnati ad introdurre questo strumento che il Trentino ha adottato per primo in Italia, al fine di sostenere lavoratori e imprese nelle fasi di crisi, ampliando le tutele già previste a livello nazionale ed in particolare le coperture offerte dalla cassa integrazione.

I segnali dell’economia attualmente non sono negativi, ma non dobbiamo mai abbassare la guardia, ed è per questo che abbiamo deciso di ampliare il raggio di azione del Fondo. Fra le altre cose sosterremo più attivamente le politiche aziendali di formazione e riqualificazione dei lavoratori, che per le aziende di piccolie dimensioni rappresentano un onere particolarmente elevato. Il fine ultimo è quello di prevenire l’insorgere delle crisi e di incoraggiare comportamento e azioni che, anche nei momenti di minore difficoltà, consentano al sistema Trentino di rafforzarsi“.

Il direttore regionale dell INPS Zanotelli a sua volta ha sottolineato “l’importanza della collaborazione  sviluppatasi fra Provincia, e INPS. Non è una collaborazione episodica, ma che viene da lontano, e ha dato luogo a strumenti importanti a partire proprio dal Fondo, uno dei più rilevanti a livello nazionale, per gli effetti sia sui lavoratori che le imprese, soprattutto piccole e micro”.

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Andrea Grosselli, presidente del Fondo, è entrato nel merito delle novità. “Il Fondo  nasce in forza dell’Autonomia statutaria del Trentino, con le deleghe sugli ammortizzatori sociali acquisite dalle due Province autonome nel 2009.  Attualmente eroga prestazioni in forma limitata: è da un lato un segnale positivo, perché significa che le aziende hanno reagito alla crisi e limitato le sospensioni dal lavoro. D’altro canto diamo vogliamo dare la possibilità alle aziende stesse di accedere alle previsioni del Fondo anche in una fase di crescita”.

Fra le novità: viene per prima cosa eliminato il tetto aziendale che fissava una soglia rigida alle risorse trasferibili alle aziende a copertura dell’assegno (massimo 4 volte quello che avevano versato) e sono stati ridotti i termini dell’anzianità aziendale dei singoli lavoratori, che limitavano la platea dei beneficiari, facendo così rientrare a pieno titolo anche gli stagionali  (prima servivano  90 giorni di anzianità lavorativa continuativi, ora 30 + 30). È stata anche ampliata la durata dei contratti di solidarietà che potranno arrivare a coprire un intero anno.

Le novità principali però sono altre. “Intanto – ha ricordato Grosselli – l’allungamento della Naspi di un mese per chi perde il lavoro a favore di chi ha più di 58 anni di età e di chi proviene da occupazioni stagionali, con almeno sei mesi di lavoro, anche non continuativi, in un’azienda dei settori del turismo, del commercio, delle stazioni termali e e degli impianti a fune. Si interviene inoltre per rendere più agevole alle piccole imprese l’accesso ai sostegni alla formazione continua dei dipendenti. In Trentino solo l’11,9% dei lavoratori dichiara ogni anno di aver frequentato un corso di formazione o aggiornamento. Sono dati molto lontani dai Paesi più avanzati in Europa. Spesso questo penalizza soprattutto le imprese più piccole e i loro addetti, in quanto la formazione dei dipendenti sottrae, seppur temporaneamente, forze alla produzione senza che l’organizzazione del lavoro possa supplire. L’investimento in formazione è in questi casi molto oneroso. Per questo il Fondo potrà coprire il costo del lavoro degli addetti per i periodi di formazione effettivamente realizzati. L’ultima novità è il sostegno ai lavoratori che scelgono l’ Ape volontaria per ricevere un anticipo della pensione prima della soglia dei 67 anni di età per la pensione di vecchiaia prevista dalla legge Fornero, con l’obbligo di restituire quanto anticipato in vent’anni”. 

IL FONDO – Il Fondo è il primo e sostanzialmente l’unico in Italia nel suo genere (Bolzano è arrivata per seconda  e ha ricalcato la scelta del Trentino). Si tratta di una strumentazione che fa leva sulla particolare autonomia del Trentino  in tema di ammortizzatori sociali e che permette di integrare politiche passive e attive in favore di imprese che operano e persone che lavorano nel territorio provinciale.

Il Fondo ha fin dalla sua origine tre compiti essenziali: assicurare un sostegno al reddito in caso di sospensione quando non opera la cassa integrazione; prevedere assegni straordinari per l’uscita dal lavoro; contribuire al finanziamento di programmi di riqualificazione professionale.

Il Fondo è frutto di un lungo percorso di confronto  tra associazioni dei datori di lavoro e sindacali del nostro territorio, sostenuto dalla Provincia autonoma, che ha portato alla firma, nel dicembre del 2015, di un accordo istitutivo del Fondo stesso sottoscritto da CGIL, CISL e UIL, Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Associazione albergatori ed imprese turistiche, Federazione trentina della cooperazione e Confprofessioni, poi approvato con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze.

Al Fondo, istituito presso l’INPS, di cui costituisce una gestione autonoma, aderiscono oggi circa  8700 imprese,  imprese, per un totale di 54.000 lavoratori e lavoratrici dipendenti. Il Fondo ha l’obbligo del bilancio in pareggio e le prestazioni possono essere erogate nel limite delle risorse finanziarie acquisite.

Per rendere più efficaci gli interventi e pienamente operative tutte le prestazioni previste nell’accordo originario, il 5 ottobre 2018 le parti sociali hanno sottoscritto un nuovo accordo territoriale, poi presentato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali per l’approvazione. Con il decreto interministeriale n. 103593 del 09.08.2019, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze ha approvato il nuovo accordo, che ora è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, chiudendo l’iter stabilito dalla normativa statale per consentire la piena operatività delle nuove disposizioni. Si attende ora la circolare dell’INPS, dopodiché le misure diverranno pienamente operative.

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