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400 cani abbandonati durante il primo weekend d’estate

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Secondo l’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente, i cani abbandonati durante il primo weekend estivo sono stati circa 400.

La Puglia, con ben 110 cani abbandonati, è la regione che detiene il triste primato con il maggior numero di abbandoni. Alle sue spalle, seguono poi la Sicilia e la Sardegna (entrambe con oltre 50 casi a testa) e la Campania (45).

Numerose, poi, le segnalazioni soprattutto nel Centro-Sud Italia.

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Ogni estate ci ritroviamo a fronteggiare sempre lo stesso problema: cani abbandonati lungo le autostrade o in zone isolate, lontani da casa in modo che non possano più tornare. E’ davvero triste notare che nel 2019 esistano ancora così tante persone senza cuore, in grado di non provare alcun briciolo di umanità nei confronti di un essere vivente con cui hanno condiviso casa e vita per mesi o addirittura anni.

Tantissime le chiamate che vengono fatte ai vigili urbani e le segnalazioni da parte delle associazioni durante i mesi estivi: troppi i casi di cani soli, per strada, spesso feriti anche gravemente, oppure lasciati intere giornate sui balconi, senza riparo, cibo e acqua. 

Su tutto il territorio italiano esistono molte strutture che ospitano temporaneamente animali domestici; i prezzi sono spesso accessibili a tutti e, qui, gli animali domestici vengono accuditi con cura. Perché le persone non usufruiscono di questi servizi?

Un cane non è solo un animale da compagnia: è un compagno fedele, una parte della famiglia che diventa unica ed insostituibile men a mano che il tempo passa. Sono loro, infatti, a far tornare il sorriso nei momenti difficili, a svegliare i proprietari al mattino, a consolarli, ad accoglierli scodinzolanti alla fine di una giornata di lavoro.

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E’ incredibile e triste sapere che ci sono al mondo delle persone disposte a rinunciare a tutto questo solo per alcuni giorni di vacanza.

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Porta il coniglio in business class: le foto diventano virali

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Nonostante il viaggio sia avvenuto alla fine del 2018, le foto di un volo San Francisco-Giappone hanno iniziato a fare il giro del mondo soltanto qualche giorno fa dopo essere apparse su Metro.co.uk.

Un’imprenditrice giapponese di casa a San Francisco, Takako Ogawa, ha infatti registrato la sua coniglietta di 8 anni come animale di supporto emotivo (pagando circa un centinaio di dollari) per evitare di farle fare il volo in stiva.

Come è ben risaputo, i conigli sono animali molto delicati e, in effetti, all’età di otto anni non è certo sicuro farli viaggiare nella stiva di un aereo, in un ambiente comunque stressante e lontano dal proprio padrone.

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Per una fortuita coincidenza, inoltre, il posto vicino a quello di Takako Ogawa si è rivelato essere libero: subito Coco, questo il nome della coniglietta, ha avuto modo di esplorare il “suo” sedile e di rilassarsi per tutte le 11 ore della durata del volo.

Subito l’animaletto è diventato il beniamino delle hostess che le hanno portato da bere e qualche dolcetto.

Complice anche il fiocchetto fattole indossare da Takako Ogawa, Coco sembrava proprio una coniglietta bella, viziata e nata per vivere nel lusso dei viaggi in aereo in prima classe.

Questo volo, però, non è stato il primo viaggio in aereo di Coco: nel 2015 aveva infatti fatto la tratta inversa sempre insieme alla sua proprietaria.

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Questa radiografia (inquietante) mostra tutti i problemi di un Carlino

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Questa foto di recente è stata ricondivisa su tantissime bacheche e, in molti casi, ha fatto anche sorridere. Ma ciò che mostra è tutt’altro che divertente.

Si tratta di una radiografia postata su Twitter dall’attore e comico Andy Richter con una didascalia che dice semplicemente: “Il Carlino del mio amico è andato dal veterinario“.

Il post è diventato immediatamente virale, ottenendo in poco tempo oltre 16 mila Retweet e 132 mila Mi piace. 

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In tantissimi hanno riso di quell’aspetto buffo, assimilandolo a quello di un alieno o a personaggi divertenti dei cartoons. Ma qualcuno è andato oltre.

I carlini sono tra le razze di cani più amate e più adottate. E molto del loro “successo” lo devono alla selezione umana che ha cambiato il loro aspetto rendendolo così carino, dolce e buffo. L’uomo lo ha reso “più simile ad un bambino che ad un cane“, afferma il dottor Cowlam, “ma questo non è vantaggioso per l’animale“.

Nel determinare questa mutazione fisica, che segue le logiche dell’estetica, l’uomo non ha tenuto conto delle problematiche fisiche che rendono questa razza soggetta a tantissimi problemi di salute.

Parliamo di problemi respiratori, problemi agli occhi, epilessia, insufficienza di flusso di sangue alla testa, allergie, problemi alle ossa e difficoltà a partorire.

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Impianto ittiogenico di Rovereto: continua l’indagine genetica su parte dei riproduttori di Trota Marmorata

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La trota marmorata è caratteristica ed esclusiva dei bacini fluviali adriatici subalpini italiani e sloveni.

Il suo areale, originale, va dai torrenti, anche di alta quota, ai corsi d’acqua del piano ed ai bacini lacustri di grandi dimensioni (grandi laghi subalpini), che sfociano nel mare Adriatico.

Le caratteristiche più evidenti della trota marmorata riguardano la taglia e la livrea. La taglia è grande rispetto alle altre trote può superare il metro di lunghezza e i venti chili di peso.

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La livrea della trota marmorata è caratterizzata da un’alternanza di macchie chiare e scure, irregolari e spesso fuse tra loro, che formano un disegno intricato definito “marmorizzatura“, da cui deriva il nome comune del pesce.

La specie è in serio pericolo sia per l’alterazione dei naturali habitat sia per l’introduzione di specie affini, le quali si ibridano riducendo gli esemplari geneticamente puri.

Questa specie ha sempre popolato l’Adige e il Leno, anche nei nostri fiumi era ormai molto rarefatta. L’Associazione Pescatori Dilettanti Vallagarina è dal 2000 che persegue il progetto di recupero della specie con i due impianti ittiogenici e dai censimenti effettuati in natura si può considerare che la popolazione ha raggiunto un discreto livello.

Uno dei problemi più grossi nell’allevamento di individui da rilasciare in ambiente naturale è l’ibridazione e la rusticità degli stock di riproduttori.

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L’associazione ben conscia di questo in passato aveva già effettuato indagine genetica con buoni risultati.

A distanza di dieci anni l’Associazione Pescatori Dilettanti Vallagarina ha ritenuto necessario effettuare un nuovo controllo e ha autonomamente promosso, con il contributo finanziario del Comune di Rovereto e con il supporto scientifico dell’Unita di Genetica della Conservazione della Fondazione Edmund Mach, un’indagine genetica su parte dei riproduttori di Trota Marmorata mantenuti presso il proprio impianto ittiogenico di Rovereto.

L’indagine ha evidenziato un eccellente stato di integrità genetica degli individui analizzati, nei quali le tracce di ibridazione con la Trota fario Atlantica sono estremamente limitate o addirittura non rilevabili.

Un risultato altrettanto interessante è stato ottenuto su un limitato numero di individui selvatici (che servono per mantenere la rusticità e la distanza parentale) catturati e analizzati (senza alcun danno per gli animali stessi) in Adige durante la fase riproduttiva.

I risultati hanno evidenziato in questo caso i limiti dell’utilizzo del fenotipo come unico criterio di selezione dei riproduttori selvatici di Trota marmorata, con esclusione degli ibridi.

Il prelievo in natura di riproduttori è infatti previsto dai protocolli di gestione degli impianti ittiogenici definiti dall’Ufficio competente della Provincia Autonoma di Trento e finalizzati alle pratiche di rinsanguamento dei parchi riproduttori, al fine di evitare perdita di diversità genetica autoctona e effetti di domesticazione.

Questo nuovo approfondimento scientifico sulla qualità delle nostre trote e sulla validità del lavoro che stiamo compiendo da decenni è stato possibile grazie al sostegno del Comune di Rovereto, il cui assessorato all’ambiente ha dimostrato una sensibilità non scontata nei confronti degli ambienti acquatici e degli animali che li popolano.

Articolo realizzato in collaborazione con Stefano Martini – Presidente Ass. Pescatori Dilettanti Vallagarina

 

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