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Trento

Fugatti ai ferri corti con il Ministro Costa: ecco cosa c’è dietro il braccio di ferro sull’orso M49

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Dopo due mesi di melina da parte del ministro dell’ambiente, il super verde generale di brigata dei cc forestali Sergio Costa, Fugatti ha imposto un ultimatum, uscendo così da una difensiva che avrebbe potuto indebolirlo.

Il governatore del Trentino, come minimo dovrebbe anche chiedere le dimissioni di Costa per le modalità inaccettabili con le quali ha interagito con la Provincia autonoma d Trento.

La tattica di Costa, oltre che a prendere tempo e a cercare di mettere in difficoltà il presidente della Pat (sul fronte interno delle valli e degli allevatori, sempre più esasperati), va spiegata con la sua posizione nel governo.

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Costa si è fatto paladino di un certo partito sudista che intende bloccare in una palude le richieste di autonomia del Veneto e della Lombardia (ma anche quelle delle PA di Trento e di Bolzano in materia faunistica).

Va anche detto che il generale non brilla per diplomazia e, in diverse occasioni, ha sferrato attacchi piuttosto brutali contro le aspirazioni autonomiste lombardo-venete e contro la Lega.

Ha scatenato una guerra moralistica contro la sottosegretaria leghista all’ambiente Vannia Gavia, accusandola di non aver registrato incontri con i lobbysti (società del riciclo dei rifiuti) sulla base di un risibile codice di trasparenza.

A Bolzano ha sentenziato qualche tempo fa (con buona dose di demagogia) che lui tutela i lupi e non le doppiette, come se in gioco ci fosse l’apertura della caccia al lupo e non la richiesta sacrosanta di limitarne i danni con un controllo selettivo, consentito dalle norme internazionali ed europee e attuato da tutti i paesi europei con significativi fenomeni di predazione.

Sempre con riguardo ad avvenimenti locali, invitato ad un talk show televisivo, ha pronunciato un’altra frase fatidica a proposito del mega concerto di Jovanotti (organizzato con il WWF) a Plan de Corones (2.775 m), previsto per il 24 agosto prossimo: “Se c’è il WWF allora va bene“.

Come dire: “Noi verdi siamo al di sopra della legge, quello che facciamo è sempre giusto e non c’è bisogno di verifiche di legge e di alcun tipo”.

Con gli altri, invece, verifiche e controlli perché presunti, a priori, inquinatori, evasori fiscali ecc. ecc.

Una mentalità giacobina che ben riflette il pensiero verde in salsa italiana.

Costa è un verde militante in divisa. Se l’è tolta già una volta prima di fare il ministro, quando era entrato nella segreteria di Pecoraro Scanio, il verde ministro dell’ambiente con il Prodi II (2006-2008).

Un’altra volta ha sfilato la divisa di forestale per fare il comandante della polizia provinciale di Napoli nominato dal presidente allora in carica “del “Sole che ride”.

Come può credere il cittadino che magistrati e militari che entrano ed escono dalla politica a piacere possano essere imparziali.

Oggi Costa ha una delle segreterie più costose dell’inter governo nonostante il suo ministero sia uno dei meno importanti: 14 membri a un milione di euro annui.

Sia lui che il conterraneo Giggino Di Maio la sobrietà la predicano… agli altri.

Nella segreteria di Costa c’è Fulvio Maimone Capria, anche lui napoletano, attuale presidente nazionale della LIPU, che era con Costa nella segreteria del salernitano Pecoraro. Poi c’è un portavoce di Greenpeace e vari altri ultra ambientalisti. Questo per chiarire chi è Costa.

Non si fa fatica a capire perché la Lega ne abbia chiesta la testa come condizione per il proseguimento dell’alleanza di governo.

Il nostro, però, non è un Toninelli: ha alle spalle le lobby ambiental-animaliste nazionali e internazionali, che hanno trovato in lui un portavoce, un rappresentante, un referente nel governo.

E dal momento che suddette lobby sono ben posizionate nei media e nei partiti (Lega compresa), vi è da ritenere che la poltrona di Costa sia molto meno traballante di altre.

Questo Fugatti è bene che lo tenga in mente.

Il Presidente dalla Pat, a questo punto, non può far seguire i fatti alle parole, deve chiedere fermamente alla Lega di non cedere sull’esclusione di Costa dal governo e rischiare di contrastare Costa con un’ordinanza urgente, indifferibile e contingibile, tenendo presente che è anche il responsabile in Trentino della sicurezza pubblica e tenendo presente anche quanto sopra precisato: cioè che la pericolosità di un orso non è legata solo all’indole ma anche alle circostanze spazio-temporali in cui tende a trovarsi.

Costa, pur guardandosi bene dal rispondere formalmente alla Pat, ha rilasciato delle dichiarazioni sulla vicenda (aveva anche annunciato un incontro per il 28 maggio di cui non è rimasta traccia).

Ha fatto sapere che la cattura dell’orso non è “opportuna”, giudizio evidentemente soggettivo di opportunità politica senza supporto tecnico.

Quanto alle valutazioni dell’Ispra, Costa ha riferito che l’Istituto lo ha classificato “problematico e dannoso” ma non ancora pericoloso per l’uomo.

Ma il punto è che i protocolli “Pacobace” stilati dagli orsologi (al tempo di Life Ursus) non dicono affatto che l’orso possa essere catturato solo a seguito di acclarata pericolosità per l’uomo.

A decidere della cattura in base al Pacobace è anche la dannosità e la pericolosità potenziale legata a situazioni oggettive.

Anche un orso schivo, sorpreso in una sua scorreria in circostanze dove la via di fuga non è agevole potrebbe aggredire l’uomo.

Tutte queste cose gli esperti e Costa le conoscono benissimo ma fanno finta di non saperle.

Nella fattispecie, pur ammettendo che, almeno in una circostanza, il plantigrado sia entrato in contatto con l’uomo, esso, dal momento che sarebbe scappato subito, si sarebbe dimostrando innocuo per l’uomo non giustificando la cattura.

Ma, come illustra la tabella Pacobace le “azioni energiche” (cattura e monitoraggio, captivazione permanente, abbattimento) sono giustificate anche nel caso di orso un che produca ripetuti e gravi danni avvicinandosi a siti abitati.

In conclusione: il diniego “ufficioso” di Costa non è supportato da valutazioni tecniche puntuali riferite al dossier trasmesso dalla Pat.

E nel mentre Costa traccheggiava, il baldo M49 ha moltiplicato i suoi attacchi, che hanno assunto a Roncone e dintorni cadenza quasi giornaliera.

Costa, come nel caso del Piano lupo, dal quale ha fatto eliminare ogni possibilità di abbattimento selettivo (prevista dai massimi esperti e approvata dall’ex ministro Galletti), deve presentarsi davanti alle lobby verdi come il difensore “senza se e senza ma” di orsi e lupi.

Il suo obiettivo è chiaro.

La Lega, a livello locale e nazionale non può non raccogliere la sfida.

Sarebbe un segnale pericoloso ai fini della credibilità dell’impegno a favore di quelle zone della alpina dove il consenso al partito di Salvini tocca punte del 70-80% dei voti su base comunale.

A cura di Michele Corti titolare di ruralpini.it

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Trento

Scontro tra centauri a Lasino, due feriti

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Continuano gli incidenti motociclistici in Trentino. 

Oggi verso le 15.30 due moto si sono scontrate sulla strada che da Lasino porta alle Viote.

 Nello scontro ad avere la peggio è stato un centauro austriaco di 25 anni che è stato elitrasportato al pronto soccorso di santa Chiara in codice rosso.

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Ferito lieve invece il secondo motociclista.

Gravi ripercussioni sul traffico che è rimasto bloccato per molto tempo.

Ricordiamo che nell’ultimo mese in Trentino sono decedute nove persone per incidenti motociclistici.

Anche oggi il bollettino degli incidenti legati ai centauri fa segnare l’allarme rosso.

Si sono verificati infatti altri 5 incidenti in Trentino.

A Stramentizzo, poco dopo le 10.30 un giovane di 29 anni è caduto con la moto riportando delle fratture ed è stato ricoverato all’ospedale di Cavalese in codice rosso.

Ad Avio, dopo uno scontro con la moto, sono finiti all’ospedale di Rovereto due centauri.  Un 22 enne invece, poco prima delle 17.00, è caduto sui tornanti del lago di Cei ed è stato ricoverato in ospedale in codice rosso

Alle 18.00 nuovo incidente che ha visto coinvolto un centauro a San Martino di Castrozza. L’uomo, di 46 anni, è stato ricoverato in codice rosso all’ospedale.

Infine a Nago alle 19.30 un centauro è caduto ma ha rifiutato il trasporto in ospedale visto le lievi ferite riportate.

Numerosi in questa giornata anche i ricoveri che hanno riguardato incidenti con le biciclette.

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Trento

Approvata la variante PRG, centrodestra: «Il nostro è stato contributo decisivo, ma ci sono ancora molte criticità»

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Nella foto i consiglieri comunale di centrodestra

Si rischiava di andare alle «calende greche» per colpa dei quasi 800 emendamenti depositati dai consiglieri comunali del centro destra sulla variante del PRG.

Invece il maxi emendamento finale è stato approvato in tempi brevi raccogliendo circa 40 modifiche del piano.

Nel documento approvato sono stati inseriti degli interventi di ampio respiro per tutte le fasce di interesse.

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La battaglia condotta in aula, non ostruzionistica ma costruttiva, ha mostrato non solo l’elevata attenzione che il centro destra mostra da sempre per le istanze dei cittadini, ma anche l’esame attento dato alle modifiche urbanistiche proposte.

Infatti, come indicato anche dal Sindaco nell’intervento conclusivo, tutte le modifiche accolte sono state riconosciute come del tutto aderenti agli obiettivi indicati nella pianificazione vigente.

Alcuni esempi tra questi: l’inserimento nuovo bacino idrico sul Monte Bondone, la modifica di destinazione uso dell’immobile della CoFrut a Mattarello (cooperativa che conta 290 agricoltori), la possibilità per l’Università di estendere lo studentato nella zona di San Bartolomeo, l’introduzione sul lato nord del parco di Melta di un corridoio verde con la possibilità di realizzare nuova viabilità e posti auto ed una innovativa ipotesi di Co-Housing nel lato ovest del terreno.

Oltre a queste aree dove si prevede la possibilità di progettazione di ampio respiro, ve ne sono altrettante tra quelle approvate che contribuiranno a migliorare la visione urbanistica della città, anche sotto il punto di vista agricolo e paesaggistico, riconvertendo le zone collinari ad un uso più corretto.

Un altro punto che rafforza il lavoro eseguito in sintonia da tutto il centro destra porta alcune modifiche alle zone B (residenziali), consentendo la realizzazione di servizi al cittadino, come parcheggi in favore delle zone già edificate.

Ciò che non si è potuto vagliare in questa prima fase, e quindi inserire nel maxi emendamento, è stato scorporato in tre ordini del giorno di ampio respiro, comprendenti le oltre 600 richieste dei cittadini inevase degli ultimi 10 anni e più; questi verranno analizzati sia in forma amministrativa, sia nelle commissioni competenti, nei prossimi mesi.

«È nostra intenzione quindi mantenere alta l’attenzione per questa nuova valutazione, al fine di verificare la possibilità che più particelle possibili vengano inserite nella fase di seconda adozione, all’interno della variante» Spiegano i consiglieri di centrodestra

Il centro destra unito, Lega, Civica Trentina e Forza Italia esprimono soddisfazione per aver modificato in modo significativo la variante al piano regolatore del Comune di Trento.

«Il nostro contributo ha caricato di un valore positivo un piano inizialmente scarso di risposte alla volontà dei cittadini e su questo dal canto nostro permangono ancora delle forti critiche per la non sufficiente attenzione prestata alle istanze dei privati. Infatti, non vi è traccia di un piano sulla viabilità, né della semplificazione cartografica e della zonizzazione, nonché della promessa e tanto attesa sistemazione delle zone boschive ed agricole. Abbiamo ancora una volta dimostrato come il centro destra sia in grado di dimostrarsi non solo compatto, ma anche capace di creare azioni propositive nell’ottica del futuro governo della città di Trento» – Così Gianni Festini, Andrea Merler, Cristian Zanetti, Martina Loss, Antonio Coradello e Fabrizio Guastamacchia dopo l’approvazione del piano regolatore

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Trento

Vigolo Vattaro: rimangono due gli imputati dell’incidente del carro «Scooby Doo»

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Mattia Giacomelli 27enne dell’Altopiano della Vigolana che era alla guida del trattore che trainava il carro allegorico esce dal processo per l’incidente del carro Scooby Doo avvenuto il 25 febbraio 2017 a Vigolo Vattaro nel corso del carnevale. (qui articolo)

Il giovane alla guida del trattore ha infatti ottenuto la messa alla prova.

Restano due quindi gli imputati nel processo per lesioni colpose gravissime. 

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Daniele Corsini che è il legale rappresentante del Consorzio Turistico Vigolana, l’ente che ha chiesto l’autorizzazione al Comune per la manifestazione e Claudio Leonardelli il funzionario che ha redatto la relazione tecnica che aveva attestato che il carro rispettava le condizioni di sicurezza.

I due imputati hanno scelto di non chiedere riti alternativi, convinti nella loro assoluzione in giudizio

Secondo la procura di Trento le condotte degli imputati,  sommate all’errato calcolo sullo sforzo di vincolo, avrebbero portato all’incidente.

Come si ricorda erano le 18.30 del 25 febbraio 2017 quando un carro allegorico di ritorno dalla sfilata della Vigolana si era ribaltato sulla rotonda di Vigolo Vattaro che porta a Bosentino.

Il terribile incidente era avvenuto quando il carro stava girando sulla rotatoria quando e i cavi di acciaio che tenevano ancorata al rimorchio la struttura di legno si erano spezzati.

La costruzione è quindi scivolata indietro appoggiandosi dapprima sul rimorchio per poi ribaltarsi su un lato, sulla carreggiata.

Alcuni ragazzi erano finiti sull’asfalto, altri sul cofano di una macchina che passava in quel momento, altri ancora sono volati da tre metri di altezza.

Sul carro, dedicato al cartone animato «Scooby doo» erano presenti 26 ragazzi quasi tutti minorenni.

I feriti erano stati una decina con 40 giorni di prognosi.

Il più grave con 60 giorni di prognosi, e una ragazza in particolare aveva subito delle lesioni che poi si sono rivelate permanenti.

Ma poteva andare davvero peggio vista la dinamica dell’incidente.

Nel procedimento figurano come responsabili anche le compagnie di assicurazione del mezzo agricolo e dell’organizzazione, oltre al proprietario del rimorchio.

Nella scorsa udienza l’avvocato Claudio Tasin aveva depositato il programma che prevedeva un periodo di lavori socialmente utili.

La difesa ha inoltre versato alle due parti civili 29 mila euro.

La prossima udienza è fissata a febbraio (saranno sentiti solo i testi di pubblico ministero e parte civile). Non è escluso che in questi mesi le due parti possano trovare un accordo sul piano risarcitorio.

 

 

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