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Politica

Annalisa Caumo confermata presidente dell’UPT

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L’assemblea degli iscritti dell’Unione del Trentino ha approvato oggi  all’unanimità l’atto di indirizzo, documento guida per l’organizzazione della fase costituente.

Annalisa Caumo è stata confermata presidente dell’Upt. Responsabili politici dell’Unione per il Trentino sono stati eletti Alessio Rauzi e Valter Giacomazzi fino alla prossima assemblea provinciale. Eletto anche il  nuovo Parlamentino UPT

Nel documento d’indirizzo viene preso atto che «un ciclo sociale e politico si è chiuso. In Trentino – come in Italia e in Europa – si misurano cambiamenti epocali che hanno provocato una radicale mutazione della politica e delle sue categorie. La crisi del compromesso tra democrazia e mercato che aveva realizzato in Europa uno dei sistemi di redistribuzione della ricchezza più efficaci che la storia ricordi e la conseguente perdita di carisma delle istituzioni rappresentative, hanno fatto nascere una domanda politica nuova, che i partiti democratici tradizionali faticano ad intercettare e che diventa invece la base costitutiva delle proposte populiste e della destra sovranista».

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In modo particolare  – viene scritto nel documento – del fatto che anche in Trentino i comportamenti elettorali siano oggi del tutto omologati a quelli del resto del Paese, pur in presenza degli importanti risultati ottenuti dai Governi Provinciali degli ultimi decenni proprio sul piano dei diritti sociali e della difesa dei sistemi di welfare e di redistribuzione della ricchezza.

Segno evidente, questo, di una Speciale Autonomia che non ha coltivato e condiviso con la comunità in modo adeguato il senso di un progetto che non può essere confinato nelle sole, pur importanti, prestazioni di tipo amministrativo.

Attraverso una delibera l’assemblea degli aderenti all’Unione del Trentino da mandato ai nuovi organi del partito:

  • di completare entro i prossimi dodici mesi il processo costituente di una forza politica nuova, che l’UPT deve concorrere a costruire – in coerenza con i propri valori – ricercando l’apporto di persone, associazioni, esperienze civiche territoriali e formazioni politiche disponibili ad aprire una nuova stagione di presenza del popolarismo trentino di ispirazione democratica, autonomista e riformatrice.

  • di elaborare una nuova forma organizzativa capace di valorizzare l’apporto democratico delle persone e delle formazioni sociali indisponibili e non più interessate ad una militanza partitica di tipo tradizionale.
    Tale obiettivo diventa fondamentale non solo per la vita della nuova formazione politica, ma anche e soprattutto per la tenuta del sistema democratico e per la possibilità che esso sia ancora alimentato da meccanismi efficaci di rappresentanza politica.

  • di adeguare la comunicazione del nostro messaggio in modo immediato, forte e pratico tenendo nel dovuto conto la necessità di raggiungere la platea giovanile e la positività dei messaggi in contrapposizione alla comunicazione negativa tendente a sollecitare paure e falsi nemici.

  • Di stabilire un approccio alla Comunità e alle sue varie componenti che rifletta ciò he siamo: un’associazione di volontari. Politica significa fare cose per le persone e con le persone. Recuperare l’attività sul territorio, “on the road” al fianco dei lavoratori, delle imprese, del mondo del volontariato e dell’associazionismo.

L’unione del Trentino punta sulla tornata dei rinnovi amministrativi della primavera 2020 come un primo importante passaggio sulla strada sopra indicata.

«Occorre un rilancio cedibile delle Autonomie Locali in Trentino, – si legge ancora nel documento – da sempre veicolo di partecipazione e di autogoverno delle comunità ed oggi fortemente condizionate dalle incertezze derivate dalla controriforma istituzionale e dalle spinte centraliste che sembrano connotare il Governo Provinciale in carica. E occorre che – pur attraverso strumenti di presenza elettorale diversi in ragione della specificità delle situazioni – le forze politiche popolari, democratiche ed autonomiste nonché le aggregazioni civiche presenti in molte realtà locali costruiscano da subito una prospettiva di impegno comune in vista di tale scadenza».

 

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Politica

Separazione dei poteri: Il primato del potere Giudiziario

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La divisione dei poteri si basa sulla dottrina di Montesquieu che la teorizzò a metà del 1700.

Alla base di questo pensiero c’è l’indipendenza e il controllo reciproco dei tre poteri che governano uno stato: quello legislativo, esecutivo e giudiziario.

Questa divisione e la loro indipendenza avrebbe dovuto garantire un funzionamento più giusto ed efficiente, lontano dai giochi di potere.

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Ma nella realtà ha creato un potere, non elettivo, capace di destabilizzare e ricattare l’intero sistema paese: La magistratura.

Non tutti sanno e percepiscono che è il magistrato a convalidare un arresto, a decidere se uno possa o no essere messo in galera.

L’ultima parola spetta al potere giudiziario che può, di fatto, interpretare la legge come meglio crede.

L’indipendenza di questo ordine può destabilizzare la classe al potere eletta perché, di fatto , è colei che può garantire l’ordine sociale.

La nostra è un’analisi politica che determina la superiorità e la responsabilità maggiore della magistratura sull’ordine sociale. Essa deve essere apolitica, priva di pregiudizi umani e capace di difendere il bene dello Stato.

Siamo in un periodo storico di forte sfiducia verso tutte le istituzioni dello Stato. La responsabilità è certamente politica ma è anche personale.

Quando si lascia libero un delinquente o una persona che commette un reato o un omicida si giustifica e si legittima il suo operato.

Tutti noi abbiamo una responsabilità sociale, più di tutti i politici e magistrati. Abbiamo la responsabilità di educare e far rispettare le regole e non di strumentalizzare il reato per delegittimare un potere politico contrario ai nostri ideali.

La magistratura ha un peso enorme nella sfera di influenza sociale. Ha una responsabilità che gli atri poteri non hanno.

Viviamo in un periodo storico nel quale si ha sempre meno fiducia verso le istituzioni, ma le Istituzioni sono fatte da uomini, gli uomini fanno lo Stato e lo Stato siamo noi.

Il potere giudiziario, deve essere sottoposto solo alla legge, di cui deve riprodurre alla lettera i contenuti (deve essere la “bouche de la lois”, “la bocca della legge”) cosi sosteneva Montesquieu, ma se l’interpretazione è troppo ampia si può, di fatto, decidere secondo la propria volontà.

Tutto si potrebbe riassumere in un famoso detto :”A grandi poteri corrispondono grandi responsabilità.”

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Politica

Dalzocchio (Lega): «Cooperazione internazionale, da Zeni giudizi sprezzanti e Fake news. Si prenda una camomilla»

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Passa al contrattacco la capogruppo della lega in consiglio provinciale Mara Dalzocchio dopo le sparate del consigliere di minoranza Luca Zeni

«Sono toni di inaudita violenza politica, quelli con cui Consigliere del Pd Luca Zeni attacca il presidente della Giunta Fugatti sulla cooperazione internazionale; toni violenti e seguiti da un buon numero di fake news. Infatti Zeni da una parte afferma che complessivamente i milioni di euro della cooperazione internazionale sono pochi rispetto al bilancio provinciale – come se quelli da lui risparmiati col taglio delle guardie mediche fossero stati chissà quanti –, dall’altra accusa la Giunta di aver perso i 5 milioni di euro contro il dissesto idrogeologico» – Attacca Dalzocchio

Poi l’esponente della Lega sposta l’attenzione sui 5 milioni non richiesti per il dissesto idrogeologico: «Peccato che i tempi tecnici per aggiudicarsi i fondi contro il dissesto – presentando quindi i progetti necessari per ottenerli – non ci fossero, essendo poco il tempo intercorso tra la calamità e le scadenze burocratiche per detti fondi; senza dimenticare che ci saranno altri modi, più avanti, per recuperare quei 5 milioni».

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Dalzocchio incalza Luca Zeni e ricorda la bocciatura della sua maggioranza il 21 ottobre 2018: «Peccato, ancora, che la “quota fissa” di bilancio, tenuta in tutti questi anni per la cooperazione internazionale, non ci sia stata per la sanità e l’assistenza dei trentini, che infatti il 21 ottobre 2018 hanno bocciato inappellabilmente proprio il partito di Zeni e la sua coalizione».

NESSUNA CONTRAPPOSIZIONE TRA TRENTINI E STRANIERI «Tengo inoltre a rassicurare il collega consigliere che non c’è alcuna «contrapposizione» tra trentini e stranieri né la volontà di crearla, proprio per niente; solo, c’è la volontà di dare la precedenza, in tutti i provvedimenti, a chi a questa provincia ha dato tanto, oltre a viverci da anni ed anni. Se questa appare come una «contrapposizione», allora il problema è tutto in chi la vede».

«Ricordo al collega Zeni – conclude Mara Dalzocchio –  al quale mi permetto di consigliare una camomilla – che, se lui non coglie coerenza e linearità nell’operato della Giunta Fugatti, come Lega ce ne faremo presto una ragione, dal momento che siamo più che sicuri che invece i trentini, gente pragmatica ed abituata a guardare la sostanza delle cose, questa coerenza e questa linearità la vedano eccome, e la apprezzino».

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Politica

Tagli solidarietà internazionale, serviranno per aiutare giovani, donne e famiglie trentine. Fugatti: «Altra promessa mantenuta»

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I tagli eseguiti alla voce «Solidarietà internazionale» serviranno per avere trasporti meno cari per studenti e disabili trentini; agevolazioni per le famiglie che fanno fare sport ai propri figli e per un’ulteriore aiuto al reddito delle donne in difficoltà.

Ancora una volta il governatore Maurizio Fugatti mantiene le promesse fatte in campagna elettorale dall’alleanza di centro destra a traino Lega.

Nessun sorpresa quindi, e appaiono strumentali gli attacchi che arrivano dalla sinistra trentina sula questione.

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I tagli alle risorse della solidarietà internazionale come quelli all’accoglienza erano nel programma del centro destra autonomista. «Prima i Trentini». Ricordate?

Punto e basta. «Nessun scandalo – ha detto il governatore – era nel programma, e per noi è un’altra promessa mantenuta»

Per i progetti di solidarietà internazionale saranno investiti quasi 2 milioni di euro.

Il resto, ovvero, quasi 4 milioni serviranno per aiutare i cittadini e contribuenti Trentini.

Secondo Fugatti è molto più importante pensare al settore sociale: aiutare i giovani, le famiglie e le donne lavoratrici.

Se dai tagli dell’accoglienza dei profughi ne hanno beneficiato i pensionati ultra settantenni che potranno viaggiare gratis sui mezzi di trasporto, a trarre vantaggio dalla «compressione» dei fondi impiegati per dei progetti in giro per il mondo saranno invece i giovani, le donne e le famiglie Trentine.

La giunta provinciale è principalmente impegnata nel concedere gli abbonamenti scontati per gli studenti prima che ricomincino le lezioni.

In questo modo si cercherà di agevolare le famiglie che hanno un reddito Icef non particolarmente alto.

Mentre sono ancora in fase di studio gli interventi per facilitare i disabili a muoversi con i trasporti.

Per quanto riguarda il capitolo dei giovani e dello sport, l’idea della giunta è quella di farsi carico dell’iscrizione (parziale o totale) di un ragazzo presso una società sportiva.

Il budget non dovrebbe superare i 200 euro l’anno, che per alcune famiglie è comunque un costo insostenibile.

E’ previsto inoltre un aumento della detrazione al reddito femminile nell’ambito del calcolo Icef.

L’assessore alle Politiche Sociali ha annunciato che Itea metterà a disposizione gratuitamente alloggi inutilizzati da almeno cinque anni e dislocati in zone di montagna scarsamente popolate. A Luserna sono disponibili i primi cinque appartamenti.

Stefania Segnana ha inoltre tranquillizzato i sindacati che lamentavano un malfunzionamento nella piattaforma usata per la presentazione delle domande Icef.

Secondo l’assessore sarà tutto sistemato in poco tempo.

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