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Trento

Integrazione disabili sul lavoro: la guerra dei numeri fra PAT e Agire per il Trentino

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Dopo la conferenza di Agire per il Trentino che ha fatto emergere una situazione piuttosto debole per quanto riguarda l’integrazione dei disabili sul lavoro in Trentino (qui articolo) la provincia autonoma di Trento replica precisando che «sia la Provincia autonoma di Trento, sia l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari e gli altri Enti/Fondazioni citati, quali datori di lavoro, risultano ottemperanti per quanto riguarda la copertura della quota di riserva prevista dalla normativa sulle assunzioni di lavoratori disabili. Non sono state, quindi, accertate violazioni della legge 68/99; peraltro, la medesima legge non prevede l’applicazione delle sanzioni amministrative con il pagamento di un importo per gli enti pubblici».

La Provincia autonoma di Trento è datore di lavoro sia del personale appartenente al comparto delle autonomie locali, sia del personale del comparto scuola – personale ATA e personale docente – che opera presso gli istituti scolastici. Il numero di posizioni scoperte rispetto alle quote d’obbligo che è stato evidenziato è quasi esclusivamente riferibile alla mancanza di persone con disabilità con titoli di idoneità al ruolo di docente della scuola a carattere statale, iscritte nell’elenco della L. 68/99 e con potenzialità lavorative idonee a svolgere detta mansione.

Secondo la Provincia, delle 588 posizioni che risultano scoperte nel 2018, la stragrande maggioranza sono riferibili a ruoli di personale docente della scuola a carattere statale per l’accesso al quale è richiesto un determinato titolo di studio e l’abilitazione all’insegnamento.

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Per quanto riguarda il personale docente la PAT precisa, inoltre, che la quota di riserva viene calcolata per ogni classe di insegnamento e di conseguenza anche la relativa copertura deve rispettare questa modalità.

Per quanto riguarda il personale Ata delle scuole e del comparto delle autonomie locali della Provincia per la PAT la quota del 7% è invece rispettata tenendo conto dell’assenza di qualche unità dovuta al costante ricambio fisiologico di personale, la cui copertura è peraltro già prevista durante il prossimo triennio.

La Provincia ha infatti stipulato una convenzione, come previsto dall’articolo 11 della L. 68/99, con l’Agenzia del lavoro, attraverso la quale viene regolato il programma di assunzione per la copertura graduale, in un arco temporale pluriennale, della quota prevista per legge.

La convenzione viene rinnova periodicamente e stabilisce i tempi e le modalità di assunzione delle persone con disabilità, nel rispetto della normativa vigente.

Attraverso la convenzione di programma la Provincia di Trento si è assunta l’impegno di assolvere all’obbligo previsto dalla legge per il collocamento mirato, inserendo con le prescritte modalità le persone con disabilità, in particolare quelle che si trovano in stato di disoccupazione.

I dati che sono stati riportati relativamente al numero di posizioni scoperte non corrispondono di fatto alla situazione reale, in quanto anche altri datori di lavoro, pubblici e privati, si sono già attivati con la stipula di convenzioni di programma o con altri istituti previsti dalla legge 68/99 attraverso i quali è possibile rispettare gli obblighi e non incorrere in sanzioni.

Il principio del collocamento mirato stabilito con la legge citata, comporta un’attenta valutazione delle caratteristiche del posto di lavoro disponibile al fine di facilitare l’inserimento lavorativo della persona con disabilità.

La mediazione nell’inserimento lavorativo ad opera dell’Agenzia del Lavoro permette ogni anno a centinaia di persone di trovare un’occupazione adeguata alle loro residue potenzialità lavorative.

La Giunta provinciale valuterà in ogni caso attentamente i numeri emersi e si impegnerà a promuovere azioni di miglioramento per la copertura delle posizioni riservate al personale disabile presso le Amministrazioni del territorio.

Ma Agire per il Trentino replica ancora alla Provincia attraverso una nota dove si legge «la Provincia non smentisce i dati presentati durante la conferenza stampa di AGIRE per il Trentino e As.Tr.I.D. ONLUS che, come sottolineato, fotografano la situazione al 31/12/2018 e, come riportato nella legenda dei prospetti informativi pubblicati dall’Agenzia del Lavoro e presi come riferimento, rappresentavano quanto dichiarato dai datori di lavoro al 31 dicembre 2018, e che pertanto potrebbero risultare non aggiornati con eventuali modifiche intervenute nel corso dell’anno corrente, ad esempio in occasione di assunzioni, autorizzazioni all’esonero o alle compensazioni territoriali, cessioni di attività, variazioni della quota d’obbligo o Convenzioni di programma.

Detto questo, tenendo conto che la stipulazione di una Convenzione avrebbe azzerato almeno sulla carta le scoperture a carico della Provincia Autonoma di Trento, viene naturale chiedersi quando sia stata stipulata questa convenzione pluriennale dalla P.A.T. visto che i dati dal 2017 al 2018 sono peggiorati e che il prospetto informativo pubblicato il 31/12/2018 dall’Agenzia del Lavoro non dava evidenza di tale atto. Anche per le altre realtà prese in esame (A.p.s.s., Fondazione Mach e Bruno Kessler, Università di Trento) valgono le medesime considerazioni.

Tra l’altro risulterebbe quantomai contraddittoria la firma di una convenzione che pone delle notevoli restrizioni al datore di lavoro pubblico, dopo aver affermato che: “Il numero di posizioni scoperte rispetto alle quote d’obbligo che è stato evidenziato è quasi esclusivamente riferibile alla mancanza di persone con disabilità con titoli di idoneità al ruolo di docente della scuola a carattere statale, iscritte nell’elenco della L- 68/99 e con potenzialità lavorative idonee a svolgere detta mansione”, visto che, la convenzione citata dall’Ufficio Stampa della P.A.T., pone dei limiti ulteriori all’individuazione di personale adeguato al ruolo (* si riportano a fondo pagina tali limitazioni).

Potrebbe essere inoltre interessante comprendere quali siano i “numeri reali” visto che, dopo aver affermato di risultare ottemperante, l’Ufficio stampa della P.A.T. sembra contraddirsi confermando le scoperture evidenziate da AGIRE per il Trentino e As.Tr.I.D. ONLUS nella conferenza stampa (cit: “Infatti, delle 588 posizioni che risultano scoperte nel 2018, la stragrande maggioranza sono riferibili a ruoli di personale docente della scuola a carattere statale…”). O ancora, dopo aver autocertificato “Nessuna violazione della quota di riserva da parte della Provincia” il comunicato PAT si chiude affermando che la Provincia “valuterà in ogni caso attentamente i numeri emersi e si impegnerà a promuovere azioni di miglioramento per la copertura delle posizioni riservate al personale disabile presso le Amministrazioni del territorio”».

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