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Piana Rotaliana

Incidente sull’A22 all’altezza di san Michele all’adige

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Grave incidente stradale questa mattina (13 giugno) verso le 8.30 sulla corsia sud dell’A22, poco prima dell’uscita San Michele.

A causare il sinistro un violento tamponamento tra un furgone e un tir, con il mezzo più piccolo quasi “sparito” tanto era rimasto incastrato sotto l’autoarticolato.

Nel violento impatto l’autista del furgone è rimasto prigioniero tra le lamiere e i vigili del fuoco sono dovuti intervenire con le pinze idrauliche per poterlo liberare.

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L’uomo è stato trasportato in gravi condizioni all’ospedale con l’elicottero di emergenza Pelikan 1.

Le sue condizioni sarebbero critiche.

Sul posto i vigili del fuoco volontari di San Michele all’Adige e di Egna oltre ai vigili del corpo permanente di Bolzano e Trento, la Croce Bianca, la Polizia stradale e il personale del Centro assistenza A22.

Il traffico in transito è rimasto bloccato, con la formazione di una lunga coda, per tutto il tempo dei lavori di sgombero e messa in sicurezza della carreggiata.

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Piana Rotaliana

Dopo aver aggredito la compagna tenta di rapire la figlia. Arrestato 31 enne di Zambana

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I Carabinieri della Compagnia di Trento, nelle prime ore del 21 gennaio scorso, hanno proceduto ad allontanare dalla casa familiare un 31enne abitante a Zambana di Terre d’Adige, perchè responsabile di lesioni nei confronti della giovane compagna, con la quale aveva avuto una figlia.

Nelle ore successive la centrale operativa dei Carabinieri di Trento, riceveva un’ennesima richiesta di intervento a Zambana, dove, il 31 enne strappandola dalle braccia del Nonno, aveva provato a prendersi la figlia.

Nella circostanza, strappava violentemente dalle mani suocero il telefono cellulare mentre stava tentando di chiamare la figlia (madre della bambina) per informarla cosa stava accadendo, la quale nel frattempo s’era recata presso gli Uffici della Caserma di via Barbacovi per presentare la denuncia per i fatti accaduti nottetempo e per maltrattamenti subiti dal 2013, dopo essere stata dimessa dal pronto soccorso del santa Chiara

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L’immediato arrivo della pattuglia del radiomobile faceva si che gli eventi non degenerassero ulteriormente, nonostante l’attiva e violenta resistenza opposta all’intervento dei Carabinieri che erano giunti sul posto.

Al termine delle operazioni, presso gli Uffici della Sezione Radiomobile, il 31 enne veniva dichiarato in stato di arresto per rapina impropria e violenza, minaccia e resistenza a Pubblico Ufficiale e, successivamente, tradotto presso la Casa Circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Trento.

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Piana Rotaliana

A Lavis torna il “Carnevale Riciclone”: gruppi mascherati e carri allegorici in corteo lungo le vie del paese

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Il “Carnevale Riciclone” di Lavis sta scaldando i motori. Anche quest’anno la Pro Loco di Lavis, in collaborazione con il Comune, organizza per “Zobia Grassa” la sfilata dei carri e dei gruppi mascherati per le vie del paese. (altro…)

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Piana Rotaliana

Mercatone Uno: chieste sei condanne per i responsabili del fallimento

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Per Mercatone Uno si apre lo scenario giudiziario che potrebbe aiutare a capire le ragioni di un crac che ha messo sulla strada centinaia di lavoratori.

Le condanne richieste dal pm Michele Martorelli sono miti (da 2 anni fino a 4 anni e 4 mesi per i sei imputati) se rapportate all’accusa è di bancarotta fraudolenta per distrazione per aver messo in atto operazioni societarie finalizzate a depauperare il patrimonio dell’azienda, sottraendo 300 milioni di euro.

Gli imputati che hanno tutti chiesto il rito abbreviato, sono: le tre figlie del fondatore Romano Cenni scomparso prima della crisi aziendale nel 2017; Gianluca Valentini figlio dell’altro socio fondatore di Mercatone Uno; l’imprenditore riminese Luigi; l’ex amministratore Giovanni Beccari ed il consigliere Ilario Ghiselli. La sentenza è attesa per il 5 febbraio e non avrà effetti risarcitori per i dipendenti, ma servirà per capire il contesto nel quale è iniziato il tracollo di una delle aziende italiane leader nel mercato dell’arredamento.

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L’inchiesta era partita proprio dai commissari che stavano e stanno cercando di salvare il gruppo.

Secondo la procura della Repubblica era stato attivato un complesso meccanismo dal 2005 al 2013, attraverso una complessa riorganizzazione societaria che per l’accusa ha determinato la spoliazione del patrimonio immobiliare e un consistente flusso di denaro dal gruppo ai soci storici.

In particolare per i Pm è nel 2012 che viene svuotato il patrimonio, quando il fondo viene smontato e il patrimonio distratto dalla Mercatone Uno viene collocato in una società creata ad hoc, la milanese Cve srl riconducibile sempre a Cenni e Valentini.

Dal 2006, gli indagati avrebbero inoltre indebitamente incassato dalla Mercatone i canoni rialzati delle sedi del gruppo per 18 milioni l’anno, assicurandosi introiti per oltre 100.

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