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Musica

Concerto di Enrico Pieranunzi e Max De Aloe Duo, al Parco delle terme di Levico

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Nel Parco delle Terme di Levico, mercoledì 19 giugno alle ore 21.00, all’anfiteatro naturale, si terrà il primo appuntamento con la grande musica.

Ospite della serata sarà il celebre pianista jazz Enrico Pieranunzi accompagnato dall’armonica cromatica di Max De Aloe.

Il concerto, per la rassegna “Parco di Note”, si inserisce nell’ambito di Vivere il Parco, iniziativa realizzata dal Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale della Provincia autonoma di Trento.

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In caso di cattivo tempo il concerto si terrà al chiuso.

Enrico Pieranunzi è conosciuto come uno dei più grandi pianisti contemporanei di jazz. Si è esibito sui più importanti palchi del mondo. Sarà proprio la poesia messa in musica, la ricerca armonica, la melodia a fare da trait d’union con l’armonica calda e vellutata di Max De Aloe, uno degli armonicisti cromatici più attivi in Europa.

Il loro repertorio comprende le composizioni di Enrico Pieranunzi, scelte appositamente per il duo, impreziosite da alcuni omaggi musicali dedicati a Bill Evans e a Chet Baker, con il quale Pieranunzi ha a lungo collaborato.

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Musica

I suoni delle Dolomiti: musiche e parole all’alba incantano 3.500 spettatori

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È la storia di tutti quelli che la guerra hanno deciso di combatterla a colpi di musica, perché “puoi scegliere se premere un grilletto o il tasto di un organo, di stare in trincea o dietro una tastiera”, quella che hanno raccontato note e parole dell’Alba de I Suoni delle Dolomiti che oggi, sabato 20 luglio, ha richiamato 3.500 persone fino ai 2560 metri di Col Margherita, in Val di Fassa.

Un pubblico così numeroso da aver convinto autori e musicisti a replicare lo spettacolo una seconda volta, alle 8 del mattino, dopo l’esibizione delle 6.

Alle prime luci dell’alba l’appuntamento si è aperto con l’introduzione di Mario Brunello, ideatore, insieme ad Alessandro Baricco, del progetto “E intanto si suona”: una narrazione corale e orchestrale realizzata espressamente per I Suoni delle Dolomiti e ispirata dai cinque fitti diari di guerra del musicista Alessandro Silvestri, soldato durante il Primo Confiltto Mondiale. “La sua vicenda – ha detto Brunello – è il pretesto per ricordare i destini di altri uomini veri, musicisti come lui, che nel corso del Novecento e fino ai giorni nostri, hanno cercato e ancora cercano risposte, sollievo e salvazione dalle pene di aspri scontri in tutto il mondo”.

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Quello che è stato oggi lo scenario maestoso di un concerto e di un racconto struggenti, fu peraltro cento anni fa durissimo teatro di scontri, luogo di fortificazioni e per anni casa e trincea per moltissimi soldati durante la Prima Guerra mondiale.

Alle spalle del palco, tinte di rosa, le Pale di San Martino, il Civetta, il Pelmo, la Marmolada, la catena di Costabella. “Un posto unico – spiega Massimo Bernardi, del Muse – che si affaccia sulle Dolomiti ma che è fatto del porfido del Lagorai, e ha vegetazione e fauna caratteristici della tundra”.

  

È il momento della musica e del racconto. Con Brunello, violoncello, si esibiscono Marco Rizzi, violoncello, Regis Bringolf, violino, Danilo Rossi, viola, Florian Berner, violoncello, Gabriele Ragghianti, contrabbasso, Ivano Battiston, fisarmonica, Signum Saxophone Quartet, sax. Eseguono “Diaspora”, composta appositamente per questa occasione da Giovanni Sollima, “Quartet n.1” del siriano Malek Jandali e “4our” dell’iracheno Arisha Samsamina, che sono il cuore di “E intanto si suona”, e ancora canzoni della e sulla guerra.

Insieme a loro, Neri Marcorè interpreta i testi scritti dalla Scuola Holden sulla scorta delle memorie a matita di Silvestri. Storie che attraversano gli ultimi cento anni: si parla di guerra, di amore, di speranza, e della musica naturalmente, forma di resistenza e promessa di pace.

Il filo rosso è la vita del soldato, organista in tempo di pace, fante dell’esercito italiano in tempo di guerra.

La trincea, la diserzione, la prigionia, i pensieri alla famiglia, alla Dorina che lo aspetta, a casa. Le amicizie e gli incontri (quella con il soldato Facciotti, quello con il bambino che indicandogli il fucile gli dirà “Ammazzate quello che ha fatto la guerra, non gli uomini”).

Si intersecano alla sua le vite degli altri: di quelli che dopo di lui hanno trascinato violoncelli tra le macerie di Baghdad, insegnato musica ai bambini dei campi profughi alle porte di Damasco. Fino a quella di Baris Yazgi, violinista curdo che cerca di raggiungere l’Europa per realizzare un sogno, “per diventare sempre più bravo”.

E siamo alla cronaca del 2017, quando il gommone sul quale il giovane si è imbarcato si inabissa al largo dell’isola di Lesbo. Altri profughi si salveranno. Lui, Baris, viene ritrovato sulla spiaggia, ancora abbracciato al suo violino, senza vita.

Ai piedi di vette che sembrano canne d’organo lo spettacolo si è chiuso in un coro che, intonato dagli strumentisti, ha infine coinvolto il pubblico intero. L’esibizione è poi ripresa, per chi era arrivato in ritardo e per chi desiderava restare per un bis generale di quello che è stato un vero e proprio viaggio nel Secolo breve, dall’inizio del Novecento fino ai giorni nostri.

Numerosi anche gli spettatori che, al termine dell’evento, hanno aderito all’escursione con le Guide Alpine del Trentino.

 

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Musica

Val di Fassa, «I Suoni delle Dolomiti»: all’alba voci e musiche per una promessa di pace

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Torna uno degli eventi simbolo de I Suoni delle Dolomiti per un mix di natura, arte e atmosfera davvero irripetibile.

Si tratta de L’Alba de “I Suoni delle Dolomiti” che per l’appuntamento di sabato 20 luglio (alle ore 6) si ammanterà di significati molto speciali grazie al progetto “E intanto si suona”.

I primi raggi di sole che toccheranno il Col Margherita in val di Fassa – da qualche anno palcoscenico ideale per salutare il passaggio dalla notte al giorno dai suoi 2560 metri di quota –  permetteranno al pubblico di guardare con animo diverso le tante cime che si levano attorno, portando con sé anche le memorie e i segni di quello che fu un durissimo  teatro di scontri, luogo di fortificazioni e per anni casa e trincea per moltissimi soldati durante la Prima Guerra mondiale.

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Il tutto grazie a un progetto espressamente ideato per I Suoni delle Dolomitie che riunisce attorno a un’idea di Mario Brunello e Alessandro Baricco, l’apporto di numerosi artisti come Neri Marcorè, Marco Rizzi, Regis Bringolf, Danilo Rossi, Mario Brunello, Florian Berner, Gabriele Ragghianti, Ivano Battiston, Signum Saxophone Quartet.

Saranno loro a interpretare le parole del soldato Alessandro Silvestri e le musiche di Giovanni Sollima – tra cui “Diaspora” composta appositamente per questa occasione –, Malek Jandali e Arisha Samsamina che sono il cuore di “E intanto si suona”.

“E intanto si suona” è una sorta di racconto corale e orchestrale che affronta il tema della musica, della guerra e della pace, e che narra come la musica sia stata e sia ancora una forma di resistenza e una promessa di pace.

Lo spunto per quello che si presenta come un vero e proprio viaggio nel Secolo breve dall’inizio del Novecento fino ai giorni nostri sono – come accennato sopra – le parole che il soldato Alessandro Silvestri ha affidato ormai 100 anni fa ai propri diari, cinque in tutto, segnati da una calligrafia fitta, scritti a matita che aveva spedito a casa mentre era al fronte, tutti eccetto il quinto, riportato con sé tornando dal campo di prigionia di Belgrado.

La musica è per lui ancora di salvezza nella bestialità della guerra e qui diventa occasione per seguire vicende personali e collettive, per muoversi tra parole e suoni e per tornare, o meglio andare, là dove la parola guerra non è un semplice ricordo ma è ancora drammatica realtà dove le note si confondono con il rumore assordante di spari ed esplosioni.

Come si raggiunge il luogo del concerto – Il luogo del concerto è raggiungibile dal Passo San Pellegrino con la funivia Col Margherita aperta per l’occasione dalle ore 3 alle 6 (portata oraria 1.300 persone) e quindi a piedi per 20 minuti (dislivello 100 metri in discesa, difficoltà E).

Il parcheggio alla partenza degli impianti verrà aperto alle 2.45 del mattino.

I biglietti della funivia (venduti per l’occasione a € 10 A/R) possono essere acquistati in prevendita dall’ 11 luglio presso la cassa dell’impianto e gli Uffici Turistici di Moena.

Escursioni con le Guide Alpine – È possibile partecipare a un’escursione con le Guide Alpine del Trentino al termine dell’evento con itinerario che dal luogo del concerto segue il segnavia nr. 628 e attraverso forcella della Vallazza, forcella Juribrutto e Col dalle Palue riporta a Passo San Pellegrino. Durata ore 3 di cammino, dislivello in discesa 650 metri in discesa, difficoltà E.

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Musica

I «tormentoni» musicali dell’estate 2019

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Ogni estate ha il suo tormentone.

20 anni di tormentoni iniziati timidamente con Britney Spears con “…Oops! I did it again“, mentre Tom Jones seduceva il mondo con “Sex bomb” e i Bon Jovi rockeggiavano con “It’s my life“. 

A cavallo degli anni duemila Jarabe De Palo filosofeggiava con “Depende” ma il popolo italico andava davvero in visibilio quando partiva “Vamos a bailar” di Paola e Chiara.

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Nel 2003 era la volta de “La canzone del Capitano” che ha segnato in modo indelebile la carriera di Francesco Facchinetti e poi via via  Dj Bobo con la memorabile “Dragostea Din Tei,  Juanes con “La camisa negraChecco Zalone  con “Siamo una squadra fortissimi“, diventato un inno quasi alla pari di “Seven Nation Army” dei White Stripes.

Per arrivare negli ultimi anni a Pharrell Williams, con “Happy“, “Bailando” di Enrique IglesiasAlvaro Soler con  “El mismo sol“ ed infine “Vorrei ma non posto” di J-Ax e Fedez e  Volare” di Fabio Rovazzi.

Ma quali saranno i potenziali tormentoni dell’estate 2019?

In seguito riportiamo una serie di potenziali “ tormentoni” ognuno con un breve commento ed il video che potrete vedere ed ascoltate.

Anche se l’estate 2019 si presenta alquanto avara in fatto di tormentoni.

Partiamo dai big: l’ineffabile duo Takagi & Ketra sforna da qualche anno orecchiabilissime canzoni.

Peccato solo che l’ispirazione sia una brutta gatta, e se in passato hanno avuto le loro crisi mostri sacri come Bennato o Battiato: ce ne faremo una ragione se per una volta anche T & K hanno avuto un passaggio a vuoto.

E infatti JAMBO di Giusy Ferreri, in collaborazione con OMI, è una specie di versione reloaded della pluripremiata Amore & Capoeira di summer 2018. Per carità, si ascolta volentieri e siamo sicuri che tanti saranno i passaggi nei “chiringuiti” della spiaggia di Rimini, ma questo mix fra elettronica ed etnica (sudamericana?) non brilla di certo per originalità. Autoplagio?

Takagi & Ketra, consapevoli della debolezza di JAMBO, non lasciano ma raddoppiano e insieme all’inossidabile J Ax producono un’altra canzone dal titolo “Ostia Lido”. Assomiglia a “Italiana” di una estate fa? Che strano, ma come detto anche Bennato e Battiato hanno avuto le loro crisi…

Il gruppo del momento – per chi non lo sapesse – si chiama Thegiornalisti e nelle ultime estati ci ha deliziato con pezzoni come “Felicità puttana” e “Riccione”. Il 2019 vede un’ispirazione calcistica ed ecco qui il singolo “Maradona y Pelè”. Non male il ritornello, anche se non immediatamente orecchiabile come si converrebbe a un tormentone estivo.

Per trovare qualcosa di più originale dobbiamo scrivere di un cantante che ormai è sulla cresta dell’onda dalla fine degli anni 80: parliamo di Jovanotti con la sua “Nuova Era”. Non sappiamo ancora quante volte sarà scaricato questo ultimo singolo che veleggia come sempre fra pop e rap, ma sicuramente lui ha già vinto con i ripetuti sold-out del Jova Beach Party, ambiente marino permettendo.

Per finire: e il reggaeton che ormai imperversa da un decennio nelle nostre orecchie? Come si direbbe in Italia, un genere ormai alla frutta, tanto che i due pezzoni più gettonati si intitolano “Calma” e “Con calma”, le cui sonorità ormai conosciamo a memoria. Basta, per carità.

 

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