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Trento

157 attacchi degli orsi nel 2018, l’allarme della Coldiretti. Giulia Zanotelli: «Sono stufa di attendere risposte dal ministro Costa»

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Lo scorso anno in Trentino ci sono stati 157 incursioni di orsi con danni a strutture e mandrie e nel 2019 si sono moltiplicati gli assalti contro pecore, vitelli, mucche, asini, anche all’interno delle aziende agricole vicino agli alloggi degli agricoltori o nei pressi dei centri abitati.

E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti sui gravi danni causati dai grandi plantigradi alle attività di montagna con rischi per la sicurezza e l’incolumità delle persone che presidiano le montagne.

La situazione – sottolinea la Coldiretti – è diventata insostenibile con casi di documentata aggressività che mettono in pericolo la tradizionale attività di alpeggio delle numerose malghe con danni economici ed ambientali incalcolabili.

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«E’ necessario creare condizioni effettive di sicurezza nello svolgimento del proprio lavoro agli allevatori che svolgono un ruolo essenziale di tutela paesaggistica e di presidio del territorio ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel chiedere che il problema sia affrontato ai massimi livelli in un vertice con il Ministero dell’Ambiente per stabilire le misure da adottare a tutela delle comunità montane. Del resto, questa situazione si somma ad una serie di problemi di sovrappopolamento di numerose altre specie, dai cinghiali ai caprioli, dai corvidi alle nutrie, per arrivare ai cormorani negli stagni nelle lagune, che moltiplicano in una situazione di assoluta mancanza di adeguate misure di programmazione un’insostenibile presenza ormai conflittuale con il lavoro agricolo. Gli animali selvatici che distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali, causano incidenti stradali per un totale di danni stimato nei campi in quasi 100 milioni di euro all’anno dalla Coldiretti, senza contare i casi in cui ci sono state purtroppo anche vittime»

L’assessore Giulia Zanotelli così come il governatore Maurizio Fugatti si schierano a fianco della Coldiretti è innervositi con il ministro all’Ambiente Sergio Costa, che nonostante varie sollecitazioni dalla giunta provinciale, non ha ancora dato il via libera alla cattura dell’orso M49.

 L’esponente leghista è esasperata del fatto che si debbano aspettare le lente decisioni da Roma, e non è possibile prendere iniziative sui grandi carnivori in totale autonomia.

Zanotelli sottolinea che in questo modo bisogna sempre tenere alta l’attenzione per quanto riguarda la sicurezza pubblica.

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Gli avvistamenti di orsi e lupi vicino ai centri abitati sono sempre più frequenti e gli esemplari più problematici vanno fermati.

Dalla giunta sperano che il ministro Sergio Costa sia veloce nelle risposte.

L’orso M49 è il più problematico fra gli animali selvatici che vivono in Trentino. L’anno scorso era stato il responsabile di quasi la metà dei danni e delle predazioni compiute fra tutti gli animali selvatici.

Quest’anno la musica non è cambiata (dopo essersi svegliato dal letargo ha danneggiato alcune baite private) e catturarlo diventa sempre più urgente, proprio ora che inizia l’alpeggio.

Giulia Zanotelli si era già attivata il 28 maggio in una videoconferenza con i tecnici dell’Ispra (Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale), ente incaricato a dare il parere per l’eventuale autorizzazione del ministero dell’ambiente.

Da tempo la giunta provinciale di Trento considera l’animale incompatibile con il territorio trentino e soprattutto con l’uomo. Finora l’Ispra ha dato in due occasioni parere negativo.

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Trento

Tamponamento in galleria per il bus de Vela: sei auto coinvolte. Traffico in tilt

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Pericoloso tamponamento questa mattina prima delle 8 in direzione Sud all’interno della galleria che dal Bus de Vela porta a Trento.

Sei le auto coinvolte tra le quali una a gpl. Sul posto i vigili del fuoco di Cadine e Sopramonte che hanno raggiunto i mezzi nella parte finale del tunnel.

Traffico molto rallentato in direzione della città per oltre un’ora. Nell’incidente sono state coinvolte due ragazze di 13 e 21 anni e un ragazzo di 27. Tutte le persone coinvolte sono state soccorse e medicate sul posto.

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Trento

150 anni fa il Canale di Suez

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Ricorre nel 2019 il 150° anniversario dell’apertura del Canale di Suez, che avvenne il 17 novembre del 1869.

Progettato da Luigi Negrelli, il Canale, che unisce il Mediterraneo al Mar Rosso, è divenuta un’arteria centrale e strategica nel sistema-mondo, un fulcro di passaggio di rotte commerciali e flussi di traffico.

Per celebrare l’evento e la figura di Negrelli, la Comunità di Primiero e il Comune di Primiero S. Martino di Castrozza hanno organizzato una serie di iniziative che saranno presentate a Trento, presso la Sala Belli del Palazzo della Provincia, giovedì 14 novembre, alle ore 12.00.

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Saranno presenti l’assessore provinciale alla cultura Mirko Bisesti, Roberto Pradel, presidente della Comunità di Primiero, Daniele Depaoli, sindaco del Comune di Primiero San Martino di Castrozza e l’assessore comunale alla cultura, Francesca Franceschi.

 

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Trento

Bomba Romagnano: evacuati tutti i cittadini nel raggio di 1800 metri dal punto dell’ordigno

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Ieri in mattinata presso il commissariato del governo ha avuto luogo la prima riunione tecnica di coordinamento delle operazioni di inertizzazione e brillamento dell’ordigno bellico inesploso di nazionalita’ USA risalente alla seconda guerra mondiale, ritrovato a Romagnano.

Si tratta di una bomba d’aereo lunga circa un metro e con circa 30 cm di circonferenza che ha conservato la sola spoletta di coda.

L’ordigno si trova attualmente ricoverato in sicurezza.

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Alla riunione hanno partecipato gli artificieri del 2° reggimento genio guastatori di Trento che condurranno materialmente le operazioni di disinnesco e brillamento, la croce rossa militare, le forze di polizia e la specialità stradale, il comune di trento, la circoscrizione di Romagnano e il comune di Garniga Terme – il cui territorio è direttamente interessato dalle operazioni – la provincia autonoma di trento era presente con il dipartimento protezione civile – servizio gestione rischi, il corpo permanente dei vigili del fuoco e il corpo dei volontari ed il nucleo elicotteri.

L’azienda provinciale per i servizi sanitari era presente con trentino emergenza e la centrale unica 112.

Hanno inoltre partecipato a questo primo incontro di inquadramento delle attivita’ da porre in essere per la buona riuscita delle operazioni i rappresentanti di tutti i servizi di fornitura di acqua luce e gas, trentino trasporti e il rappresentante dell’aeroporto caproni.

Nel corso dell’incontro sono state individuate tutte le procedure che dovranno essere approfondite per i diversi profili (evacuazione e assistenza alla popolazione, aspetti sanitario, viabilità stradale, servizi essenziali), con il contributo tecnico e specialistico dei comandi, enti ed istituzioni coinvolti.

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Secondo le indicazioni tecniche fornite dagli artificieri, in occasione delle operazioni di bonifica la zona oggetto di evacuazione è ricompresa in un raggio di circa 1800 metri dal punto di stazionamento dell’ordigno.

L’operazione presenta profili di complessità considerata l’ubicazione dello stesso in una zona antropizzata, con attività commerciali e civili abitazioni.

Tutte le attivita’ saranno programmate con l’obiettivo di conciliare la maggior rapidità di intervento con il minor impatto sulle normali condizioni di vita della zona, garantendo le massime condizioni di sicurezza.

Il prefetto Lombardi (foto) ha convocato un’ulteriore riunione per il prossimo 26 novembre al fine della definizione dei tempi e modalità dell’intervento di rimozione dell’ordigno e per fornire alla popolazione coinvolta ogni indicazione ed informazione sul corretto comportamento da tenere in occasione dell’evacuazione ed a chi rivolgersi per ottenere assistenza.

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