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Trento

Week end con i pastori di Brie: si avvicina la “giornata Briard con le pecore” il 22 e 23 giugno

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Ci siamo quasi al fine settimana “Giornata Briard con le pecore“ previsto per il 22 e 23 giugno 2019 presso la tenuta “La Casetta “ di Brentino Belluno.

Ultimissimi posti disponibili per una manifestazione non agonistica che in un solo week end raccoglierà tanti preziosi momenti di confronto e divertimento con gli appassionati della razza canina Briard o pastore di Brie.

Il Team Du Tchibo d’Ebene, organizzatore trentino dell’evento, ha voluto che buona parte della direzione dei lavori fosse assegnata all’istruttore Pierluigi Bertazzoli .

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Al termine dell’evento, verrà consegnata una targa in memoria di “Tchibo“ Briard, capostipite dell’allevamento “Du Tchibo d’Ebene“, al partecipante che proviene da più lontano.

Si ricorda inoltre che nella serata di sabato 22 giugno, sempre alla “Tenuta la Casetta“, si terrà una serata musicale aperta a tutti, anche a chi non parteciperà alla giornata Briard.

Tutte le informazioni sono disponibili sulla pagina Facebook Happy Briard.

 

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Pierluigi Bertazzoli

Laureato in Scienze e Tecnologie Animali, Scuola Italiana Cani da Salvataggio e dal 2007 istruttore CSEN.

Dal 2008 alleva border collies da lavoro e pecore nane d’Ouessant e Skudde, nel 2010 con il suo Bowie vince il titolo di miglior cane giovane italiano, partecipa a gare nazionali e internazionali del circuito ISDA International Sheepdog Society, di cui è stato consigliere dal 2012 al 2014.

Finalista del campionato italiano ISDA 2019, attualmente è istruttore ENCI. Esperto e giudice di prove di lavoro su ovini ENCI e vicepresidente CLB affiliata ENCI/FCI .

 

 

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Trento

Giorno della memoria: il presidente Fugatti a Bolzano sui luoghi delle deportazioni naziste

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Dal lager nazista di via Resia, a Bolzano – un campo di smistamento, o durchgangslager – transitarono molti prigionieri poi inviati nei campi di sterminio Oltrebrennero. Ma anche il campo di Bolzano, come noto, fu teatro di violenze e di uccisioni.

Per questo, ogni anno, quel luogo è diventato un punto di riferimento imprescindibile per le manifestazioni del Giorno della memoria che si tengono in regione.

Il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, ieri mattina, ha partecipato assieme al presidente altoatesino Arno Kompatscher, al sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi, e alle rappresentanze delle autorità e associazioni civili e militari, Anpi in testa, alle cerimonie nel capoluogo altoatesino, che oltre al lager di via Resia hanno toccato il monumento di Manlio Longon presso il cimitero maggiore, il cimitero ebraico e quel che resta dei binari di via Pacinotti da dove partirono le tradotte verso i campi di sterminio di Auschwitz, Mauthausen e altri.

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“Questi luoghi che conservano la memoria dell’Olocausto sono carichi di significati. – spiega il presidente Fugatti – Hanno certamente un valore generale, perché testimoniano di una violenza che ha colpito milioni di persone, fra cui tanti italiani, ma ne hanno uno particolare anche per noi trentini perché di qui sono passati nostri concittadini, per essere poi deportati nei lager nazisti. Dobbiamo conservare la memoria di tutto questo e trasmetterla alle nuove generazioni. Per questo lo scorso anno ho partecipato al Viaggio della memoria ad Auschwitz, assieme ad un gruppo di studenti trentini. E per questo a febbraio abbiamo invitato a Trento uno degli ultimi testimoni diretti dell’Olocausto, Oleg Mandic, conosciuto anche come ‘l’ultimo bambino di Auschwitz’, che racconterà la sia vicenda alla cittadinanza e agli studenti”.

Il Giorno della memoria è una celebrazione internazionale istituita nel 2005 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per commemorare le vittime dell’Olocausto. La data simbolica per questa celebrazione, scelta dall’Onu, è quella della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz.

Il Trentino ha sempre aderito alla manifestazione e quest’anno, oltre a partecipare alle cerimonie di Bolzano, dove sorgeva un importante campo di smistamento per il quale sono transitati molti prigionieri politici, ebrei, rom e altre vittime dell’Olocausto nazista, ha invitato uno degli ultimi testimoni diretti di Auschwitz.

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Infatti, su iniziativa delle Associazioni Treno della Memoria e Terra del Fuoco Trentino e con il patrocinio e il sostegno della Provincia autonoma di Trento e della Fondazione Museo storico del Trentino, giovedì 13 e venerdì 14 febbraio sarà ospite a Trento Oleg Mandic, sopravvissuto ai lager nazisti e conosciuto come “l’ultimo bambino di Auschwitz”.

Racconterà la sua straordinaria storia  in un momento pubblico nella serata di giovedì 13 nella mattinata del 14 quando incontrerà gli studenti e le studentesse delle scuole trentine.

La cerimonia di oggi a Bolzano, oltre ai discorsi delle autorità, ha visto anche la toccante presenza di alcuni studenti delle scuole di Bolzano, che hanno ricordato sia vicende legate al Durchgangslager di via Resia e più in generale all’Olocausto nazista, sia anche i campi di concentramento dei giorni, nostri, dove le minoranze “sgradite”  (etniche, religiose, politiche) vengono rinchiuse e perseguitate.

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Trento

Oltre 314 mila visitatori nei castelli provinciali

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Ha chiuso con il segno positivo la stagione 2019 per i cinque castelli provinciali con l’ 1,15% in più di visitatori rispetto all’anno precedente. Al Buonconsiglio proseguono i lavori di restyling di spazi e collezioni.

La stagione 2019 per i castelli provinciali trentini si è conclusa positivamente con un dato complessivo finale di 314.850 visitatori registrati dal Castello del Buonconsiglio e dalle sedi distaccate di Castel Stenico, Castel Thun, Castel Beseno e Castel Caldes, ovvero l’1,15% in più rispetto al 2018.

In crescita il numero registrato al Castello del Buonconsiglio, che è stato visitato da 161 mila persone con un incremento dell’1,23 %, Castel Beseno con il 2,9% in più e Castel Thun che ha registrato 72mila visitatori ovvero il 2,8% in più rispetto al 2018. Castel Stenico (-4,7%) e Castel Caldes (- 2,5%) sono in leggero calo, va rimarcato però che nel 2019 l’ingresso a Caldes non era più gratuito come negli anni precedenti bensì a pagamento, quindi il risultato di quasi 18mila ingressi ottenuto, grazie anche alla mostra della “Collezione Cavallini Sgarbi“, è da ritenersi più che positivo.

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Il buon risultato del Castello del Buonconsiglio è dovuto anche al successo della mostra estiva dedicata ai tessuti antichi “Fili d’oro e dipinti di seta. Velluti e ricami tra Gotico e Rinascimento”. La rassegna ha riscosso un ottimo successo di pubblico con 62.294 visitatori e una media giornaliera di 587 persone. Il giorno con più ingressi è stato l’ultimo, che coincideva con la prima domenica del mese di novembre a entrata gratuita (2545 presenze), il mese con più turisti è stato invece agosto (24mila presenze).

Nel 2019 sono proseguiti i lavori dedicati al riallestimento e al restyling museale del Castello del Buonconsiglio completando diversi progetti iniziati due anni fa. A luglio 2019 è stato inaugurato il nuovo book shop, molto luminoso, essenziale, elegante e collocato a fine percorso di visita nel Revolto soto la loza. Progettato dallo Studio di architettura Raro, sta conquistando il favore del pubblico, che ne sta apprezzando anche la nuova offerta commerciale.

In pochi mesi ha visto la luce in un punto strategico del percorso museale.

Dopo la conclusione a marzo della campagna di restauro degli affreschi del Romanino, questo nuovo spazio museale risalta grazie alla leggera ed elegante vetrata che ne delimita lo spazio. La Sala Marangonerie, chiamata ora Sala del BUONconsiglio, è il nuovo punto “Info” del museo: filmati, una ricostruzione in 3d delle fasi evolutive del Castello del Buonconsiglio, cartine geografiche e un plastico interattivo sulla storia della città e del castello, forniscono al pubblico preziose notizie sulla città e sul ruolo avuto dal castello nel corso dei secoli all’interno del tessuto urbano.

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Trento

Lutto nel mondo della Pallavolo trentina, è morto Silvano Mattivi. Il suo addio commosso dalla sua pagina social

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Si è spento nella notte all’età di 68 anni Silvano Mattivi.

Era affetto da un male incurabile contro il quale ha lottato con forza e coraggio fino all’ultimo istante.

Mattivi, personaggio molto conosciuto nel mondo sportivo trentino, era stato la bandiera dell’ Aquila calcio e pallavolo.

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Era stato ottimo calciatore negli anni 60/70 raggiungendo anche la convocazione nella rappresentativa regionale più volte.

Era anche nipote del famoso arbitro di calcio Leonardelli.

Nel rione di san Giuseppe era diventato una vera istituzione, ma era apprezzato e stimato in tutto il Trentino.

Prima della meritata pensione aveva lavorato come ferroviere, lascia nel dolore la moglie Claudia, la figlia Sara e il fratello molto noto nel mondo del sindacato

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L’ultimo messaggio «postato» sulla sua pagina facebook  alcuni giorni fa non lasciava presagire nulla di buono.

Ma anche in quelle poche righe che riportiamo sotto si legge la consapevolezza di aver perso la madre di tutte le battaglie, ma di essere stato apprezzato e amato per la sua umiltà e altruismo.

«Ciao a tutti, sono Silvano sono molto stanco e affaticato oggi ho realizzato che la mia permanenza qui con voi sarà breve. Fortunatamente sono circondato dall’affetto e dall’amore di mia moglie e di mia figlia e questo mi da tanta serenità nonostante tutto. Ho apprezzato molto il vostro interesse nei miei confronti e vi ringrazio tutti per essermi stato vicino in questa dura lotta dalla quale ne esco sconfitto. So che porterete con voi il mio ricordo. Vi abbraccio tutti con affetto»

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