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Rovereto e Vallagarina

Libera si schiera contro la violenza di genere, i ragazzi trentini volano a Roma

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Libera, associazione, nomi e numeri contro le mafie si schiera contro la violenza di genere e firma un’iniziativa che inquadra un prossimo futuro all’insegna dell’uguaglianza.

Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità.

Presidio “Celestino Fava” di Libera Trento è molto presente sul territorio e, questa volta come molte altre, si è unito

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L’ iniziativa riguarda la sensibilizzazione sulla violenza di genere che ha come primo obiettivo quella di coinvolgere gli studenti. “Plurale al femminile: nuovi linguaggi per contrastare la violenza di genere” è il percorso che Libera promuove nelle scuole in collaborazione con il Dipartimento delle Pari Opportunità, finalizzato ad affrontare il tema del rispetto della parità tra diversi generi, partendo dalla decostruzione degli stereotipi legati ai ruoli, in particolare quelli femminili.

Si realizzerà con dei ragazzi, entro aprile 2020, una campagna pubblicitaria che riguarda questi temi. I vari Presidi di Libera impegnati nella causa si sono trovati a Roma nel mese di maggio per un briefing preliminare.

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Per quanto riguarda il Trentino, il primo Istituto coinvolto è il Liceo Marie Curie.

Una docente di riferimento ha infatti partecipato con i ragazzi di Libera Trento responsabili del progetto all’incontro tenutosi in Lazio.

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Alla domanda sul perché Libera abbia deciso di scendere in campo e schierarsi contro questo tipo di violenza si esprimono i ragazzi stessi del Presidio Trentino: «tutto questo potrebbe sembrare lontano dalle nostre attività quotidiane, ma la verità è che grazie al protocollo Liberi di scegliere ci si è resi conto che mafia e violenza di genere vanno di pasi passo.

La violenza che le donne subiscono nelle famiglie mafiose ha varie sfaccettature: in questo tipo di organizzazioni criminali si trovano donne senza autonomia economica, donne che subiscono violenza psicologica e non solo.

All’ interno delle famiglie mafiosi la donna non ha compiti, se non quello di educare i figli, mansione che comunque le viene anche imposta.  Le figlie, le ragazze, facenti parte delle organizzazioni criminali, sono anch’esse pesantemente discriminate».

Liberi di scegliere è un protocollo di intesa tra Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, Tribunale per i Minorenni, Procura per i Minorenni e Procura Distrettuale di Reggio Calabria, Procura Nazionale Antimafia e Libera.

È inoltre sostenuto dalla Conferenza Episcopale Italiana e si propone di aiutare e accogliere donne e minori che vogliono uscire dal circuito mafioso e promuovere una rete di protezione e di sostegno per tutelare e assicurare una concreta alternativa di vita ai minori e alle loro madri, provenienti da famiglie mafiose.

È quindi chiaro che la necessità di portare queste tematiche all’attenzione dei giovani è grande.

Il lavoro di “Plurale al femminile: nuovi linguaggi per contrastare la violenza di genere” inizierà con il nuovo anno scolastico. Si cercherà di deostruire degli stereotipi di genere di cui la società è piena.

Si proverà quindi ad instaurare una forte sinergia con le scuole, con lo scopo di effettuare un lavoro attivo.

Alla formazione a Roma erano presenti magistrati, sociologi, avvocati e altri professionisti. A questa iniziativa hanno aderito 15 sedi di Libera.

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Rovereto e Vallagarina

Finisce contro il palo di fronte alla stazione dei treni di Rovereto

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È finita contro uno dei pali che sostengono la segnaletica la corsa del conducente di un’autovettura ieri sera poco prima della 21.00 presso la rotonda della stazione dei treni a Rovereto. 

Probabilmente per una disattenzione o per l’alta velocità il mezzo ha perso il controllo terminando la sua corsa contro il palo che sostiene la segnaletica di stop che è stato abbattuto.

Non si registrano feriti per fortuna. Sul posto sono arrivati i carabinieri e una pattuglia della guardia di Finanza per i rilievi del caso.

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Rovereto e Vallagarina

È morto Giulio Andreolli il papà del MART. Il cordoglio della Provincia di Trento

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È morto all’età di 68 anni l’ingegner Andreolli che ha dato un contributo importante al Trentino e anche alla Provincia autonoma, con cui aveva sviluppato una collaborazione almeno decennale.

Stimato professionista, impegnato sui temi della qualità del progetto architettonico e della gestione del paesaggio, aveva anche progettato assieme a Mario Botta una delle opere architettonicamente più ambiziose del Trentino e anche della ‘sua’ Rovereto: il Mart.

Un progetto, quello di Andreolli, ripreso dall’archistar imperiale di Meyreder, dell’inizio Novecento.

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Meyreder,  professionista austriaco, era stato l’ideatore del Piano regolatore della Vienna asburgica che, tra il 1902 e il 1906, fu chiamato dal barone Valeriano Malfatti, podestà di Rovereto, per inventare un viale-piazza della socializzazione e del commercio al posto degli orti a ridosso del centro storico.

Ma l’ingegnere verrà ricordato anche per progettazione della nuova biblioteca civica Tartarotti, di palazzo Alberti, palazzo del Grano e molte altri meravigliosi lavori.

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«Lo ricorderemo con stima e gratitudine, assieme a tutti coloro che hanno avuto modo di apprezzarne la serietà e l’impegno»: così il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, dopo aver appreso della scomparsa dell’ingegner Giulio Andreolli: «Ai familiari e ai suoi affetti più stretti la Provincia esprime le più sentite condoglianze»

“L’architetto Andreolli – sottolinea a sua volta il vicepresidente della Provincia e assessore all’urbanistica Mario Tonina – ha collaborato con diverse amministrazioni, sempre con passione e generosità. Fra l’altro aveva portato le sue competenze in seno al Comitato scientifico della Step, la Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio della Tsm, e nel Forum dell’Osservatorio del paesaggio trentino, organismo partecipativo con un ruolo strategico per l’elaborazione di nuove strategie al servizio del territorio. Lo ricorderemo con gratitudine e affetto”.

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I funerali del professionista per espressa volontà della famiglia saranno celebrati in via privata.

 

 

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Rovereto e Vallagarina

«Alexa, apri Mart» : a Rovereto tra digitale e cultura

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Alexa ascolta, Alexa risponde, Alexa comprende. E no, non si tratta di un essere umano, Alexa è infatti un’innovativa tecnologia che ultimamente spopola sul web.

L’interazione e l’informatica, infatti, si evolvono anche per il Museo di Arte moderna e Contemporanea di Rovereto che, in continuità con il lavoro realizzato su chatbot, approda su un’altra galassia di prodotti tech.

Ecco quindi che il nuovo assistente casalingo Alexa si mette al servizio della cultura roveretana.

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Questo strumento si presenta come un assistente intelligente, un insieme di algoritmi e funzioni che nascono per facilitare la vita degli utenti.

Amazon la promuove da tempo, ed ora, questa speciale tecnologia si sta estendendo anche al mondo della cultura.

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Chi ha già un minimo di praticità con Alexa, e basta veramente visto l’ottimo studio di user experience, potrà vagliare una certa quantità di contenuti relativi al museo al suo patrimonio materiale e immateriale.

La particolarità sta nel format: brevi storie e pillole culturali sveleranno vicende poco note riguardanti l’architettura del museo e le sue collezioni.

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Attraverso il riconoscimento della voce e la sintesi vocale sarà possibile ascoltare le molte storie del Mart, prima o dopo la visita in museo, iniziando o terminando la propria esperienza artistica in maniera del tutto innovativa.

La “digitalizzazione a pillole” del Mart appare già tre anni fa, quando il museo roveretano ha lanciato insieme a Dimension il Martmuseumbot. Questo si presentava come un percorso di visita innovativo: grazie allo stile di comunicazione informale tipico della chat, il visitatore instaurava un contatto più stretto con le opere attraverso Telegram.

Apparivano informazioni, curiosità, un nuovo tipo di percorso di visita e una nuova guida digitale.

Dalla fine del 2017 Marmuseumbot è presente anche su Messenger, il servizio di messaggistica di Facebook, uno dei social network più popolari al mondo. I visitatori vistavano quindi il Mart e al tempo stesso avevano la possibilità di scoprire tante curiosità utilizzando il loro smartphone.

La nuova skill di Alexa dedicata al Mart è creata in collaborazione con Dimension di Trento, è stato presentato questo autunno ed è disponibile da poco. Per i più appassionati potrebbe rappresentare un ottimo suggerimento in vista dei regali natalizi.

D’altronde, accedere ai contenuti è semplice, basta chiedere “Alexa, apri Mart Rovereto”.

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