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Val di Non – Sole – Paganella

Da luglio prossimo per il progetto “Ri-Alzhiamoci insieme” all’APSP Santa Maria di Cles sarà attivo lo sportello Alzheimer

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Martedì 11 giugno, presso l’APSP Santa Maria di Cles, è stato presentato il progetto ‘Ri-Alzhiamoci insieme’, lo sportello ideato per fornire una possibilità di supporto, ascolto e sostegno alle persone che convivono con la demenza e ai loro famigliari.

Introduce l’Avv. Laura Flor, Presidente della Casa di Riposo Santa Maria: “Lo sportello sarà dedicato non solo all’anziano presente in struttura, ma anche alle persone esterne. Ricordo che l’Alzheimer è una patologia che non prevede ricovero ospedaliero, ad accogliere questi malati sono solo le case di riposo. Questo progetto è nato in occasione dell’Alzheimerfest, in collaborazione con la Comunità della Valle di Non, con l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari e con la Provincia Autonoma di Trento. Non a caso abbiamo scelto questo mese per presentarlo, perchè è il mese dedicato a questa malattia; in tutta la provincia si stanno svolgendo parecchie manifestazioni ed incontri sul tema”.

La Presidente Flor procede quindi alla lettura di un brano, particolarmente toccante, tratto dal libro ‘Still Alice. Perdersi. Senza ricordi non c’è presente’ di Lisa Genova. E’ la storia di una neuropsichiatra che viene colpita precocemente da questo terribile male, e lotta per non perdere sè stessa.

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Prende la parola il Direttore dell’Istituto, Dott. Luca Cattani: “L’obiettivo di questo incontro è informare dell’esistenza dello sportello, far conoscere la malattia, far conoscere i servizi, avvicinare la gente a questa malattia che ‘ti porta via’. In Trentino attualmente ci sono 8.000 persone affette; l’inserimento in RSA è marginale, in quanto i posti totali su tutto il territorio sono solo 1.500, perciò l’opzione sono i famigliari o la badante. Quando insorge questo problema la famiglia si trova ad affrontare un male che non conosce, non ha strumenti. Lo sportello, per dare supporto, mette a disposizione tre professionisti: una psicologa che opererà le scelte e le modalità del supporto; un’educatrice che si occuperà dei percorsi da affrontare, ed un fisioterapista per aiutare i pazienti nei vari stadi della malattia, anche i più avanzati”.

La Psicologa Anna Daccordo racconta che nelle sue precedenti esperienze: i famigliari si preoccupano solo della salute del proprio caro, senza pensare alle proprie necessità e soprattutto senza rendersi conto che sono proprio loro ad aver maggior bisogno di aiuto. “Chi si prende cura del paziente ha un rapporto bidirezionale: se sta bene il malato, sto bene anch’io. Ma invece il benessere passa attraverso chi si prende in carico la persona, deve conoscere la cura adatta a lui, e deve riuscire a combattere la rabbia, i sensi di colpa, l’impotenza che li affigge. Non bisogna tenersi tutto dentro, si corre il rischio di cadere in depressione, si deve chiedere aiuto prima che sia troppo tardi. E’ compito dello psicologo studiare le strategie adatte a prevenire, per riuscire a conservare le energie e la salute psicofisica, e riuscire a prendersi i propri spazi”.

In assenza delle Educatrici che si occupano del progetto, Samanta Noldin e Barbara Framba, la psicologa spiega al posto loro che il ruolo dell’educatore è quello di far vedere ai famigliari oltre alla malattia, far capire loro che le persone dementi provano ancora emozioni. E’ necessario valorizzare quello che c’è, immergersi nella loro realtà. Inoltre l’educatore dà suggerimenti sull’ambiente dove vive il malato, per esempio in casa ridurre ciò che può destabilizzarlo.

Il Fisioterapista, Nicolò Panza, approfondisce il suo ruolo: “Svolgo il mio lavoro sia all’interno della struttura che presso le abitazioni dei pazienti. E’ difficile ottenere la collaborazione del paziente, specie se la malattia è in stato avanzato. Mi prendo cura non solo del malato, ma studio anche l’ambiente che lo circonda, ed interagisco con le persone che lo hanno a carico. Insieme all’educatore applichiamo le soluzioni migliori, come togliere i tappeti per evitare che inciampino, mettere maniglioni di appoggio vicino al water, alla vasca, ecc. In base alle loro capacità motorie e cognitive usiamo degli ausilii, come carrozzine, girelli, sollevatori, materassi e cuscini antidecubito, ed insegniamo a famigliari e badanti ad usarli. Insegniamo loro anche le tecniche base di mobilizzazione per aiutarli a svolgere le attività quotidiane. Sicuramente avere uno sportello per unire psicologo, educatore e fisioterapista è un valido supporto”.

Il Direttore Cattani puntualizza: “Lo sportello è aperto non solo per coloro che hanno un famigliare malato, ma soprattutto a chi si accorge che qualcosa in un proprio caro non va, e forse è agli esordi della malattia. Proprio per questo motivo si è pensato di istituire lo sportello che offra questa gamma di servizi. Basta telefonare, si verrà ricontattati e, una volta capito il tipo di bisogno, si verrà indirizzati alla figura professionale con la quale relazionarsi per un incontro, sia in struttura che a domicilio. Il primo intervento è gratuito, poi verranno applicate le tariffe a seconda della tipologia del servizio”.

Conclude Laura Flor: “Noi crediamo molto in questo progetto, ci mettiamo energia ed entusiasmo, sarà per noi come una specie di sfida, e siamo pronti ad accogliervi nella nostra struttura insieme ai nostri professionisti per offrire supporto tecnico e consulenza”.

Presenti all’incontro anche la Vicepresidente della Comunità della Val di Non Carmen Noldin, la Consigliera Provinciale Paola Demagri e l’Assessore alla Politiche Sociali del Comune di Cles Cristina Marchesotti.

Per informazioni chiamare lo 0463/601311 o consultare il sito dell’APSP Santa Maria

 

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A Ossana si viaggia nel tempo con la rassegna culturale “Oltre le mura”

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Castel San Michele sarà il fulcro della rassegna culturale "Oltre le mura"

L’andarsene, il tornare, il tempo che è passato e il tempo che verrà sono il filo conduttore di “Oltre le mura. Tempo di viaggi, viaggi nel tempo”, la ricca stagione culturale promossa dal Comune di Ossana che a Castel San Michele animerà l’estate della Val di Sole. (altro…)

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A.S.D. Predaia, aperte le iscrizioni per la stagione 2019-20 di calcio e pallavolo

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L’A.S.D. Predaia ha aperto ufficialmente le iscrizioni alla prossima annata sportiva 2019-20 di calcio e pallavolo. (altro…)

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Successone per ‘Arcadia’ a Caldes, il festival degli artisti di strada

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Grande affluenza di pubblico per la manifestazione “Arcadia – Street FestiVal di Sole” – Ooooh… che evento! – che si è svolta sabato 15 e domenica 16 giugno scorsi.

Questo evento è stato organizzato dall’Azienda Turismo Val di Sole, Comune di Caldes, in collaborazione con Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole, e ha portato a Caldes artisti di strada di fama internazionale e street food per soddisfare tutti i palati.

Un incessante turbinio di spettacoli, coinvolgenti, divertenti, una kermesse di musica, colori, profumi, bancarelle, artigianato, cibo, snocciolati lungo i vicoli e le piazze dal sapore medievale dell’accogliente borgo di Caldes.

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Le fanfare hanno suonato in continuazione, sfilando con cortei di persone che ballavano incantanti come seguissero il pifferaio magico, senza inibizioni, grandi e piccoli, coinvolti dalla magia del posto e dal divertimento collettivo.

Il clou di Arcadia sono stati proprio i gruppi musicali, talmente appassionanti che era impossibile non seguirli, ascoltarli, applaudirli. La ‘Bada Bim Bum Band’, composta da fiati e percussioni, si è presentata con un abbigliamento minimalista ma veramente originale, ed ha proposto classici jazz, dixie, funk, musiche klezmer oppure audaci mix di rock e canti gregoriani, ma ha spaziato anche nel folklore greco, finlandese, kletzmer, bulgaro e portoghese.


Tutto un altro genere quello suonato dai ‘The Tamarros’, che hanno travolto tutti con la loro Disco Music anni ’70 eseguita con rullanti, timpani e ottoni, mantenendo però un carattere bandistico. Sono riusciti a catturare l’attenzione anche per i loro elegantissimi costumi e parrucconi a tema, creando, tra un brano e l’altro, un superbo siparietto comico, trascinando a ballare grandi e piccoli.

L’esilarante ventriloquo Nicola Pesaresi  ha presentato spettacoli creati per i bambini, ma anche gli adulti non hanno potuto fare a meno di assistere al suo susseguirsi di battute comiche con le quali è riuscito a far ridere di gusto tutti quanti.


Suspence e naso all’insù per le acrobazie escapologhe in bilico sul monociclo dell’acrobata illusionista Mr. David; e occhi al cielo anche per ammirare i fantastici trampolieri dai carnevaleschi costumi e maschere stile circo primi ‘900, che hanno girato in lungo e in largo tra strade, piazze e punti di ristoro, per tutta la giornata allietando i presenti con le loro divertenti ma acrobatiche esibizioni.

Bellissimi costumi medievali per l’orchestra ‘Archimossi’ che ha reinterpretato in chiave moderna brani di musica classica e suonato molto altro, seducendo con le loro note tutti i presenti.


Spettacolo inusuale quello di Veronica Gonzales dal titolo ‘C’era una volta un piede’ e, come si evince dal nome, ‘Ma chi l’ha detto che i piedi servono solo per camminare?

Ecco che arriva il teatro dei piedi…’ Ideata per i piccoli, ma seguita da tutti, questa performance vede la fantasiosa artista creare delle scenette travestendo i propri piedi come fossero burattini, ed usando anche le mani, in un teatrino dallo stile retrò veramente grazioso.


Da non dimenticare anche le esibizioni di ‘Eusebio Martinelli Gipsy Orkestar’, che ha proposto uno spettacolo molto coinvolgente di musiche gitane; ‘Mr. Dyvinetz’, grandissimo acrobata che si è esibito con la ruota Cyr; ‘Duo Kaos’, circo teatro comico elegante ed originale che ha utilizzato la bicicletta acrobatica e mano a mano; ‘Makkaroni’, una marching band composta da quattro eccezionali musicisti che hanno mescolano differenti stili musicali con grande abilità.

La compagnia del ‘Piccolo Nuovo Teatro’ ha portato in scena gli spettacoli Zoè – trampoli, costumi fantastici, fuoco, luci ed effetti pirotecnici; Diavolata – diavoli, zombie uomini in frac su trampoli, tra fumi colorati e ritmi incessanti di percussioni; Circondato da sospetti circensi – un gruppo di circensi, acrobati, magiafuoco, trampolieri, in un magico ensamble.

Street food e non solo disposti lungo le viuzze e nei caratteristici ‘portoni’, ad offrire ai passanti affamati cibo tipico cucinato esclusivamente con prodotti locali, in location spartane ma di effetto, con coreografie contadine allestite con autentici attrezzi di una volta, il tutto incorniciato da salumi, formaggi, birre artigianali, vini locali, prodotti nostrani tutti in bella mostra, tanto per far venire l’acquolina a tutti.

Street-nic ha addirittura dato la possibilità di fare un pic-nic confezionando un cestino pieno di prelibatezze da gustare all’ombra nei giardini di Castel Caldes.

A preparare gli sfiziosi manicaretti il Gruppo San Bartolomeo, gli immancabili Alpini, l’Azienda Agricola Pedergnana, il Gruppo Giovani Contre, lo staff Santoni, ristorazione green curata da Slow Food Terre del Noce.

Intriganti le mercanzie artigianali e alimentari poste in vendita sulle bancarelle e tra i portoni, frutta e verdura, miele, dolci, cosmetici, prodotti erboristici, decorazioni, bigiotteria, manifatture in lana e paglia eseguite a mano, tra cose utili e inutili era difficile resistere alla tentazione di portarsi a casa un souvenir.

Per i piccini allestito anche un laboratorio creativo a cura del Progetto Giovani Val di Sole C7 APPM Onlus

Arcadia ha dato spazio anche alla cultura e all’arte, proponendo visite guidate a Castel Caldes, dove è allestita la mostra ‘Collezione Cavallini Sgarbi’ visitabile fino al 3 novembre prossimo.

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