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Trento

Welfare anziani: Stefania Segnana preannuncia la revisione del modello organizzativo

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L’assessora alle politiche sociali e alla salute Stefania Segnana ha risposto a un’interrogazione scritta che Luca Zeni (Pd) aveva presentato il 29 aprile scorso.

L’ex assessore del settore chiedeva quali norme la Giunta intende rivedere per quanto riguarda il Welfare anziani e che tempi sono previsti per l’attuazione della legge provinciale 14 del 2017 che lui stesso aveva promosso. 

Segnana risponde chedallfase di ascolto, tutt’ora in corso, emerge la sollecitazione di ripensare ilmodello organizzativo così come indicato nei provvedimenti attuativi della Riforma del welfare anzianidella scorsa legislaturavalorizzando maggiormente le specificità di ogni singolo territorio e favorendo lo sviluppo di servizi/iniziative innovativi in collaborazione con le APSP e le altre realtà locali”. 

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L’assessora richiama leLinee Guida per il Programma di Sviluppo Provinciale” approvate lo scorso 17 maggio dalla Giunta Fugatti, che identificano uno degli obiettivi prioritari quello di migliorare lo stato di salute e benessere delle persone anziane e delle loro famiglie in tutte le aree del Trentino, anche le più periferiche e disagiate. Questo significa – prosegue Segnana – non solo assicurare una presa in carico integrata e multidisciplinare, ma anche promuovere iniziative di invecchiamento attivo e di prevenzione attraverso l’adozione di modelli organizzativi territoriali innovativi incardinati presso le Comunità che garantiscano ascolto, informazione, orientamento e servizi”.

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Trento

Stop al Mes, raccolta firme Lega Trentino. Bisesti: «Successo senza precedenti»

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Sabato e domenica la Lega Salvini Trentino è nelle principali piazze della Provincia autonoma per fare una raccolta firme per dire Stop alla riforma del MES, una riforma da «bloccare a tutti i costi per il bene dell’Italia e della nostra Provincia autonoma»  – afferma il segretario della Lega Trentino Mirko Bisesti.

Quello della Lega Trentina è un vero e proprio tour da Rovereto a Trento in via Santa Croce, fino a Cavalese e a Predazzo per spiegare il MES e le ragioni della contrarietà della Lega a questo accordo.

Si parlerà quindi di bail-in, di Mes, di Europa in tanti comuni del Trentino grazie ai numerosi gazebi dei militanti del carroccio con l’hastag ormai consolidato da anni #sempretralagente.

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Un tour cominciato con molto successo, sono infatti molte le persone che presso i gazebi si sono confrontate con i  militanti della lega sui principali contenuti del MES (Meccanismo europeo di stabilità) e che hanno firmato la petizione per lo stop alla riforma del cosi detto «salva Stati»

«Siamo molto soddisfatti: solo qualche ora fa abbiamo iniziato la raccolta firme per dire Stop al Mes e ora contiamo già migliaia di sottoscrizioni in Trentino. Sono tantissimi i cittadini che si sono precipitati ai nostri gazebi per dire no ad una riforma ammazza-Stati, ad una riforma inutile e soprattutto dannosa per la nostra economia. Tutti coloro che non sono ancora riusciti a passare per firmare, lo potranno fare online sul sito legaonline oppure direttamente ai gazebo che saranno presenti anche nella giornata di domani in alcuni comuni del Trentino. La politica di partecipazione e confronto continua su temi concreti e di forte rilevanza per il benessere del nostro Paese» – dichiara sempre Bisesti.

Sulla riforma del Mes i dubbi si infittiscono sempre di più. Secondo i detrattori della riforma, e qui ci riferiamo soprattutto a Lega, Forza Italia Fratelli d’Italia, si potrebbe arrivare addirittura al tanto temuto prelievo forzoso dai conti correnti dei risparmiatori. Il rischio è legato alla possibilità che quel denaro serva allo Stato per salvarsi dal dissesto economico in caso di ristrutturazione del debito.

Sul Mes, a differenza di quanto siamo generalmente abituati a vedere, ad opporsi non sono solo i partiti di centrodestra, ma anche il Movimento 5 Stelle e il partito di Renzi che seppur non in maniera così plateale e convinta, hanno comunque espresso le loro perplessità nonostante siano forza di governo e non di opposizione.

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Trento

Tonina: polemiche strumentali sulla Fondazione Dolomiti UNESCO

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“Quelle mosse da alcune associazioni ambientaliste in questi giorni sono polemiche strumentali. Basti solo ricordare che Federica Corrado, presidente di CIPRA Italia, una delle associazioni sostenitrici della Fondazione Dolomiti UNESCO, ci ha scritto in questi giorni rinnovando l’adesione della sua organizzazione e esprimendo apprezzamento per quanto fatto finora. Se chi ci critica intende presentare un Dossier all’UNESCO di Parigi sul nostro operato, la cosa non ci spaventa, anzi. Una visita ispettiva di IUCN/UNESCO nelle Dolomiti sarebbe un’importante occasione di confronto e ci permetterebbe di illustrare al meglio il grande lavoro fatto in questi anni. Se egli ambientalisti ci aiuteranno ad ottenere una visita, saremo i primi a ringraziarli”.

E’ questa la replica del vicepresidente e assessore all’ambiente della Provincia autonoma Mario Tonina, che dall’ottobre di quest’anno è il presidente della Fondazione Dolomiti UNESCO.

“La gestione di un bene complesso come le Dolomiti, che coinvolge territori e amministrazioni diverse e mette in gioco molteplici problematiche, interessi ed equilibri – sottolinea Tonina – non può essere banalizzata con facili slogan. Va compreso inoltre che, al di là dell’importante lavoro che stiamo facendo, disporre di una ‘piattaforma comune’ come la Fondazione è già un grandissimo risultato e soprattutto ci consente di guardare al futuro delle Dolomiti in maniera aperta e propositiva”.

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La replica di Tonina alle critiche mosse da alcune associazioni ambientaliste, riprese in questi giorni anche dagli organi di informazione locali, entra però anche nel merito.

“Innanzitutto, è chiaro che le Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO sono uno dei siti più complessi al mondo per quanto riguarda la gestione, composto da 9 sistemi montuosi condivisi da 5 Province e 3 Regioni.”  

“Lo sforzo della Fondazione va innanzitutto nella direzione di supportare e incoraggiare gli enti e le comunità territoriali nella gestione congiunta di questo Patrimonio Mondiale. Non riguarda insomma primariamente la tutela del bene, gestita con strumenti preesistenti al riconoscimento, ma la sua governance e la diffusione di una sensibilità condivisa.Ben 9 Parchi e un Monumento Naturale condividono il Patrimonio UNESCO e agiscono congiuntamente grazie allo strumento della Fondazione. Si vuole affermare che i Parchi non hanno funzione di tutela?”

“O forse si confonde con il marketing il lavoro prezioso che la Fondazione sta facendo in accordo con le comunità locali sul versante della formazione e dell’educazione, che sono poi i campi in cui opera l’UNESCO.Promuoviamo e coordiniamo un ricchissimo programma di educazione permanente, rivolto a svariati target: scuole, università, musei, operatori economici, comunità e cittadini nel senso più ampio del termine, che ci è stato riconosciuto anche recentemente dalla Commissione italiana UNESCO. Ma facciamo anche altro. Sul tema del paesaggio, ad esempio, abbiamo appena adottato un documento che fotografa la distribuzione delle strutture obsolete sul territorio dolomitico, sollecitando un impegno delle amministrazioni ad iniziare ora la fase operativa della rimozione.”

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“Nel campo della gestione della mobilità e dei flussi turistici è  in fase di ultimazione la piattaforma comune per la consultazione degli orari del trasporto pubblico in tutta l’area (Piattaforma DIVA – Rete della Mobilità coordinata dalla Provincia di Bolzano), stiamo perfezionando l’azione di monitoraggio e gestione dei  Big Data per supportare lo sviluppo ulteriore di politiche territoriali sostenibili, e abbiamo realizzato o perfezionato gli strumenti di presentazione congiunta delle Dolomiti (ad esempio il portale visitdolomites.com o la guida Lonely Planet),  allo scopo di distribuire i flussi in maniera più uniforme sull’intero territorio, andando ad aiutare le aree strutturalmente più deboli e cercando di togliere la pressione eccessiva agli hotspot più frequentati.”

“La Fondazione non ha poteri coercitivi e non vuole nemmeno averne, considerato che la gestione di questo patrimonio, nel rispetto delle normative nazionali e internazionali, deve coinvolgere innanzitutto le comunità locali e deve essere da queste condivisa. Interessi e sensibilità possono essere diversi, ma disporre di una ‘piattaforma comune’ come la Fondazione è già un risultato straordinario e soprattutto ci consente di guardare al futuro delle Dolomiti in maniera lucida, aperta e  propositiva”.
 

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Trento

Gioco d’azzardo: in Trentino la situazione è gravissima. Nel 2017 spesi 214 milioni di euro

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In Trentino la ludopatia è un problema drammaticamente grave.

214 sono i milioni di euro spesi nel 2017 nella sola città di Trento, mentre calcolando la spesa in Provincia si sale a 658 milioni pari a 1380 euro pro capite che corrisponde ad uno stipendio mensile, nemmeno dei più bassi.

L’allarme è stato lanciato in occasione di un pubblico incontro – “ Il gioco d’azzardo attraverso il millennio” promosso da Ama ( Auto Mutuo Aiuto).

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Quando si parla di gioco d’azzardo non si deve pensare unicamente alle bische clandestine, ma nel giro di pochi anni le occasioni per chi soffre di ludopatia, si sono moltiplicate.

Parliamo delle slot presenti nei bar e nelle tabaccherie, delle sale giochi e delle sempre più accessibili siti di scommesse online.

Un proliferare che ha messo seriamente in crisi i Casinò che al contrario, sono a rischio chiusura.

Un altro dato significativo riportato da Giulia Tomasi, psicologa di Ama, è quello relativo ai guadagni.

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Di quei 214 milioni di euro movimentati a Trento, 175 sono quelli in un certo qual modo restituiti, mentre 39 milioni rappresentano il ricavato delle aziende che gestiscono il gioco d’azzardo.

Per aiutare i ludopatici, ma anche le loro famiglie, Ama ha otto gruppi territoriali, tre dei quali solo a Trento, e segue 50 persone affette da ludopatia: per la maggior parte uomini di età compresa tra i 45 ed i 60 anni.

Una differenza accentuata tra uomini e donne, è quella che le donne chiedono aiuto prima rispetto agli uomini e si indebitano meno facilmente.

Ma più frequentemente rispetto ai maschi, la ludopatia dipende da problemi psichiatrici come depressione e disturbo bipolare.

Nella cura del ludopatico è molto importante il ruolo della famiglia che deve supportare e non abbandonare, ma anche non normalizzare o esaltare il gioco d’azzardo.

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