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Trento

Raphael Markus Korittnig a Trento: «Vi racconto quando papa Francesco accarezzò la Tigre e disse….»

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“Potete anche spaventare il Papa facendogli accarezzare una tigre… Siete potenti!”

Così Papa Francesco ha salutato gli artisti del circo al Giubileo dello spettacolo viaggiante e popolare, che si è tenuto tre anni fa in Vaticano.

Per Papa Francesco sono gli “artigiani della festa, della meraviglia e del bello: con queste qualità arricchite la società di tutto il mondo”: non a caso il Papa, davanti a migliaia di persone, ha accarezzato la tigre, uno degli animali simbolo del circo tradizionale, certo con una buona dose di audacia, ma senza mai perdere la sua ormai proverbiale tenerezza.

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Ebbene, audacia e tenerezza sono le doti che un bravo domatore di tigri deve possedere per poter rimanere chiuso in una gabbia insieme a sei tigri reali del Bengala: e questo lo abbiamo capito seguendo da vicino il lavoro di Raphael Markus Korittnig, domatore del Circo Orfei, in scena fino al 16 giugno a Trento, in via Al Desert, che racconta la sua storia a La Voce del Trentino:

“Mio papà era domatore di tigri e leoni, e anche i miei zii lo erano: diciamo che quello del domatore è un mestiere che nella mia famiglia si è trasmesso di generazione in generazione, Mia mamma è svizzera, il papà è austriaco: discendiamo dalla più antica famiglia circense austriaca, quella del Circo Pichler, da cui deriva, tra gli altri, lo stesso Medrano, mentre mio fratello è il responsabile del Circus Barones in Belgio”.

Durante l’esibizione delle tigri, dietro la gabbia c’è una donna che assiste con grande attenzione a tutto quello che succede: quale è il suo ruolo?

“E’ mia moglie Julia, lei è ungherese, ha frequentato la scuola del circo di Budapest: tra le sue specialità, addestra i pappagalli, inoltre, come si dice in gergo, sta “alla porta”, ossia è la persona più importante del numero con le tigri, perché diventa gli occhi stessi del domatore. In partica, a differenza dei leoni, che attaccano frontalmente, le tigri non sono così coraggiose, e se si spaventano, attaccano alle spalle, Basta un rumore improvviso o una musica un po’ forte per farle attaccare d’istinto. Così se c’è pericolo, Julia mi avvisa subito in modo che io possa girarmi in tempo per affrontare la tigre”.

Qual è il segreto per poter lavorare con le tigri?

“Bisogna non avere mai paura e portare tanto, tanto rispetto; ad una tigre non ti puoi avvicinare troppo, proprio perché, se si spaventa, può reagire di istinto; per il resto non è cattiva, diciamo che, a parte le dimensioni, assomiglia moltissimo al gatto”.

C’è chi accusa i circensi di drogare le tigri, e gli animali pericolosi in generale, per togliere aggressività e tenerli buoni:

“La droga, o altri tipi di psicofarmaci, come fanno male alle persone, sono estremamente dannosi anche per chi animali: nel circo gli animali sono un vero e proprio patrimonio artistico, e trattarli male sarebbe non solo eticamente sbagliato, ma anche controproducente dal punto di vista economico. Inoltre, la prova che le nostre tigri non sono drogate, è che durante il numero ruggiscono”.

E l’accusa di picchiare le tigri con la frusta?

“Durante lo spettacolo tengo in mano il frustino con delle stecchette di legno che servono per tenere la distanza tra me e le tigri, per fare un po’ di rumore e di effetto, e per far credere che i bastoncini siano il prolungamento delle mie stesse braccia, così, quando le tigri li mordono e vedono che non mi faccio male, pensano che io sia più forte di loro e mi rispettano ancora di più. D’altra parte, l’accusa di picchiare una tigre mi fa ridere, perché un animale di quelle dimensioni non lo puoi picchiare, altrimenti ti sbrana in un secondo”.

Altra accusa, quella di costringere gli animali del circo a fare delle cose contro-natura, tipo saltare nel cerchio di fuoco, e indossare abiti e gonnelline che ledono la dignità dell’animale stesso.

“Il cerchio di fuoco non si può più fare e anche tante altre pratiche del passato, ora sono proibite a favore di numeri che rispettano l’animale: quello delle tigri, ad esempio da 20 minuti è ridotto a 5 minuti, in cui le tigri fanno solo quello che è nella loro natura, come saltare, dondolarsi e sdraiarsi”.

A fronte dei vostri detrattori, contrari alla presenza degli animali del circo, fra cui parecchi politici del Movimento 5 Stelle, avete tanti sostenitori speciali, ad iniziare da Papa Francesco e prima ancora Papa Wojtyla; anche Matteo Salvini ha portato i figli al circo, ed è ben nota la battaglia di Vittorio Sgarbi che ha definito la proposta di proibire gli animali nel circo una “follia culturale”.

“Alcuni dicono perfino: gli animali meglio morti che dentro il circo! Molti invece sostengono che devono riavere la loro libertà: questo discorso poteva valer 100 anni fa, quando gli animali venivano portati direttamente dall’Africa, e in quel caso sì, soffrivano per la perdita del loro habitat. Oggi, invece, gli animali sono nati e cresciuti all’interno del circo, vivono sempre con noi, sono abituati a dei ritmi ben precisi: strapparli dal circo significherebbe strapparli dalla loro famiglia, e si lascerebbero addirittura morire.

Per me e mia moglie, ad esempio, le tigri sono i nostri bambini, le abbiamo proprio viste nascere, quando erano cuccioli dormivano insieme al nostro cane, le chiamiamo per nome, conosciamo la loro storia, se stanno male c’è subito il veterinario, dormiamo anche vicino a loro, e per questo noi non possiamo mai andare in vacanza”.

Lei cosa pensa degli animalisti?

“Hanno una funzione importante, e hanno davvero tanto da fare per risolvere gli infiniti abusi e maltrattamenti sugli animali, come la caccia con il filo elettrico spinato delle tigri, la questione delicatissima dei delfini, e in Spagna, la corrida, alla quale sono contrario, perché prima dissanguano il toro, privandolo così delle sue forze, e alla fine lo colpiscono a morte: questa per me è crudeltà. La cosa paradossale, però, è che non sono gli animalisti ad attaccare il circo, ma persone in cerca di una qualche forma di pubblicità. Gli animalisti veri, infatti, vengono direttamente da noi per capire come vivono gli animali, e solitamente dopo non ci criticano più.: il nostro circo è aperto a tutti, e tutti possono venire a trovarci per verificare come vivono gli animali. E questo vale per tutti i circhi, perché ormai sono tra le realtà più controllate dalle istituzioni; ogni animale ha la sua scheda e ad ogni piazza in cui arriviamo, vengono subito i veterinari e la forestale per controllare che sia tutto in regola per la salute e il benessere delle persone e degli animali, che nel circo sono di fatto un tutt’uno”.

Cosa si sente di dire a chi vuol proibire gli animali nel circo, mettendo così a rischio la sopravvivenza del circo tradizionale?

“Chiediamo rispetto per il nostro lavoro, perché quella del circo tradizionale è un’arte antica che per secoli, quando non c’erano tante altre forme di spettacolo, ha portato gioia e divertimento a tutte le persone, Adesso, solo perché c’è internet e la televisione, vogliono buttare via il circo tradizionale come una cosa vecchia, che non serve più, Ma non è così, perché il circo con i suoi animali, i suoi clown, il tendone e tutti gli artisti, è la magia di sempre che si rinnova ogni giorno negli occhi dei bambini”.

A cura di Sandra Matuella

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Trento

Trasporto scolastico e rientri pomeridiani, maggiore flessibilità nel servizio

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Con un provvedimento proposto dal presidente Maurizio Fugatti, la Giunta provinciale ha introdotto elementi di flessibilità nella disciplina dell’organizzazione dei trasporti scolastici legati al rientro a casa, nei giorni di attività opzionali, quando si “polverizzano” molto, specie nelle aree periferiche, i numeri degli utenti, che spesso non raggiungono le soglie minime previste dal regolamento in vigore.

Con la nuova disposizione organizzativa si vuole garantire, quando sia tecnicamente fattibile in termini di rispetto dei tempi di percorrenza previsti, il rientro a casa agli studenti anche sulle tratte dove l’utilizzo dei mezzi pubblici è sotto il limite generale dei tre alunni per tratta.

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Trento

Scuola dell’infanzia: approvato il programma annuale 2019/2020

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Anche sul fronte della programmazione per le scuole dell’infanzia, la Giunta provinciale conferma l’articolazione territoriale del servizio per l’anno scolastico 2019/2020.

Nonostante il calo di 409 bambini iscritti, la Giunta ha infatti stabilito di mantenere invariate le quote di finanziamento riferite al personale e alle strutture, impegnando l’importo di 87.900.000 Euro.

“In linea con quanto stabilito nel Programma di legislatura, questa Giunta – ha affermato l’assessore competente Mirko Bisesti – affronta la grande sfida del calo delle nascite anche nell’ambito delle politiche scolastiche, garantendo l’apertura di scuole, seppur sottodimensionate, e potenziando l’organico, soprattutto nelle scuole dell’infanzia situate nelle aree più periferiche della provincia. Intendiamo così garantire – ha concluso Bisesti – l’esistenza di queste realtà che rappresentano un importante presidio territoriale, utile nel contrastare lo spopolamento delle valli”.

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Sono 14.020 i bambini iscritti alla scuola dell’infanzia per l’anno scolastico 2019/2020.

Rispetto all’anno in corso il calo di iscritti è di 409 unità, pari al 2,83%. Si registra infatti un saldo negativo di 288 bambini nelle scuole equiparate e di 130  nelle scuole provinciali.

Il decremento degli iscritti, più sensibile in alcune aree del territorio provinciale, si è comunque distribuito sulla totalità delle scuole.

Le scuole dell’infanzia sul territorio sono 266, pari a  154 scuole equiparate e 112  scuole provinciali.

In conformità al quadro dell’offerta formativa, il Programma non prevede la chiusura delle scuole con iscritti inferiori a 15, o a 10 nelle zone svantaggiate.

Al servizio di prolungamento d’orario risultano iscritti 7.915 bambini, con un aumento rispetto all’anno scolastico 2018/2019  pari al  2,54%.

Le tariffe relative al concorso economico delle famiglie al servizio di prolungamento d’orario sono state ridotte per l’anno scolastico 2019/2020 di un 18% medio, rispetto a quelle dell’anno in corso, in base agli indicatori ICEF.

Sono confermati i parametri di assegnazione del personale insegnante e non insegnante alle sezioni attivate, sia piene che ridotte, in linea con i parametri degli anni scolastici precedenti.

Per quanto concerne assunzioni a tempo indeterminato di personale insegnante legate a posti vacanti, il Programma annuale  le autorizza nei termini che saranno successivamente definiti con apposito provvedimento, previo confronto con le parti sociali.

Per quanto riguarda l’accostamento alle lingue straniere, anche per l’anno scolastico 2019/2020, è assunto a sistema l’obiettivo di proseguire l’attuazione del Piano per il trilinguismo nelle scuole dell’infanzia definito nel 2014, secondo una logica di progressiva estensione, tenendo conto delle risorse professionali presenti nel sistema.

Il Programma annuale prevede infine, nella cornice di un progetto pedagogico- educativo delineato, la prosecuzione della sperimentazione di percorsi educativi secondo la metodologia pedagogica “Montessori”, nelle sezioni individuate presso la scuola dell’infanzia provinciale Rione Sud “Giardino incantato” di Rovereto, la scuola dell’infanzia equiparata “G.B. Zanella” di Trento e la scuola dell’infanzia equiparata “Giovanni Battista Chimelli 1” di Pergine Valsugana.

Il costo totale del Programma annuale della scuola dell’infanzia 2019-2020 ammonta a   87.900.000,00 Euro.

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Trento

Fugatti: «La prossima settimana l’Orso M49 sarà catturato»

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Nella foto la giunta al completo a Stenico

Venerdì a Stenico, dove la Giunta Provinciale si è ritrovata per la tradizionale conferenza, il governatore Maurizio Fugatti si è soffermato sul problema Orso, in particolare su M49 che ormai da settimane nella zona delle Giudicarie compie razzie uccidendo Manze, asini e pecore.

«Abbiamo avuto notizia a nostra volta degli ultimi attacchi dell’orso, fra ieri sera e stamattina. Da quando ci siamo insediati, su M49, l’orso più problematico, – ha spiegato Maurizio Fugatti –  ed in generale sulla gestione dei grandi carnivori, abbiamo scritto 3 lettere al ministro, segnalando la gravità della situazione e chiedendo una diversa gestione. Riteniamo che oggi il numero di orsi presenti sul territorio, 80/90, sia superiore a quello che il Trentino può sopportare, 50/60».

Per la prima volta quindi si viene a sapere che gli orsi presenti sul nostro territorio non sono una cinquantina come detto dall’ex assessore Dallapiccola  nella precedente legislatura ma una novantina.

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A riguardo il nostro giornale circa 2 anni fa aveva pubblicato un articolo riportando le confidenze di alcuni forestali trentini che parlavano di quasi 130 esemplari di orso presenti in Trentino (qui articolo)

Allora eravamo stati tacciati dagli animalisti e dalla giunta di centro sinistra di portare «allarmismo» nella comunità, dopo gli attacchi nei confronti di due persone che si sono salvate per miracolo.

Ed invece come spesso è successo ci eravamo avvicinati alla realtà 

Ma torniamo alle parola del governatore.

«I temi quindi sono due: da un lato il comportamento di M49, che va catturato, – ha aggiunto Fugatti – dall’altro elaborare un piano per ridurre il numero di orsi presenti sul territorio. Su M49 riteniamo ci siano tutte le condizioni tecniche per ricevere dal ministro il via libera ad agire. Ma a tutt’oggi non abbiamo ricevuto risposta. Negli altri casi, l’autorizzazione è arrivata dopo attacchi all’uomo. Noi non vogliamo aspettare questo momento. Il ministro ci ha detto che la settimana prossima esaminerà la situazione. In ogni modo, la Giunta intende assumersi le proprie responsabilità, perché ritiene che i territori vadano difesi e gli agricoltori tutelati nell’esercizio delle proprie attività. Se non riceveremo nessun segnale dal ministero decideremo comunque autonomamente, nell’interesse dei cittadini».

Come ha visto il vignettista Domenico La Cava la  «lotta» fra M49 e il governatore Fugatti

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