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Italia ed estero

Il Criminologo.  Una figura affascinante e dibattuta nel settore Giustizia.

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Il lavoro di criminologo  da noi non è ancora ben definito come negli Stati Uniti ma è in forte crescita l’interesse per questa figura nelle università e nei media.

Non c’è ancora una laurea specifica in ambito criminologico-investigativo ma molti percorsi post laurea ( master e specialistiche o indirizzi nelle facoltà tradizionali di giurisprudenza, medicina, psicologia) ma è una professione che desta grande curiosità anche grazie alla presenza nei media ed al fascino e carisma di molti esperti del settore come la psicologa Roberta Bruzzone od il medico Alessandro Meluzzi.

La si potrebbe descrivere seppur approssimativamente nell’immaginario collettivo come una combinazione tra investigatore e scienziato; il nostro ordinamento la inquadra nella figura tipica del perito.

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Esistono molteplici tipologie di criminologi: quelli penitenziari che operano a supporto della Magistratura di sorveglianza nelle fasi dell’esecuzione penale e per la risocializzazione e  reinserimento dei detenuti, i criminologi che si occupano di ricerca accademica in svariati ambiti e quelli investigativi “profiler” divenuti famosi dal mondo anglosassone.  Tuttavia quello che si richiede al criminologo è in buona sostanza una perizia ce descriva degli eventi  o delle situazioni ambientali che richiedono competenze tecniche e scientifiche a supporto di accusa o difesa.

Il consulente tecnico  e la natura giuridica della perizia (dal latino peritus, esperto) hanno subito nel corso della storia un’evoluzione di pari passo con quella del sistema giuridico. Nell’antica Grecia e Roma non era usuale ed ogni decisione veniva affidata  al giudice ( peritus peritorum)

Il perito collaboratore del giudice nasce nel periodo carolingio con la definizione di funzione nettamente distinta del perito o consulente da quella del giudice.

Con Carlo Magno sono introdotte nuove figure di periti, chiamati scabini, corrispondenti ai boni homines del Regno Italico a partire dal X secolo e già al tempo di papa Innocenzo III, in uno specifico decreto, veniva sottolineato che il giudice ha oltre all’obbligo di esaminare i documenti processuali, anche quello di decidere “assieme a persone esperte”.

Dal XVII secolo che il ruolo del perito si manifesta  in molti ordinamenti giudiziari, anche se non viene formalmente istituzionalizzata la sua figura. Nel nostro ordinamento la perizia è disciplinata già nel codice di procedura civile del 1865 agli articoli 252-270 ed è concepita come una semplice testimonianza tecnica.

Nel codice del 1940 cambia la concezione del perito che viene considerato un ausiliario del giudice. Infatti nell’attuale ordinamento il consulente tecnico sta accanto al giudice con il compito di fornire una conoscenza sui fatti ed elementi fattuali  utili da un punto di vista tecnico e scientifico  per accertare o valutare un fatto.

Il termine consulente deriva dall’etimologia latina “ consulere”, che significa appunto ‘‘consultarsi’’ o ‘‘deliberare con altri’’ e chiarisce il compito a cui è chiamato il perito tecnico,  vale a dire quello di operare assieme al Giudice nelle fasi del processo.

Attualmente la perizia del consulente tecnico  viene concepita come un mero  rapporto di collaborazione tra giudice e perito ed ha  per oggetto la somministrazione da parte del tecnico al giudice, di regole scientifiche o tecniche.

Piero Calamandrei, con una icastica espressione,  ha definito il consulente “l’occhiale del giudice”; infatti egli assume il compito di ausiliario del giudice e presta la sua assistenza per la durata dell’intero processo con il precipuo fine di accertare un determinato fatto o di esprimere una sua valutazione.

Con l’avanzare della scienza e della tecnologia anche nel nostro ordinamento il ruolo del consulente tecnico nell’ambito processuale e in particolare nel campo penale  ha assunto un grande rilievo e una funzione determinate per la risoluzione di molti procedimenti. Quindi Criminologi, medici legali e periti hanno un ruolo fondamentale per la Giustizia.

Molti processi sono imperniati su questione che richiedono un elevato grado di sapere tecnico-scientifico, legato ad accertamenti e valutazione di particolare complessità e che richiedono strumenti tecnologici sofisticati, e in molti casi diventa essenziale l’intervento del consulente tecnico a supporto della decisione del giudice

Il consulente tecnico oggi svolge un ruolo decisivo ed è in continua evoluzione, ed anche il Criminolgo si pone a supporto del giudice nella ricerca della verità.

Al giudice viene richiesta professionalmente la conoscenza dei criteri di valutazione nell’ambito del diritto e il possesso di conoscenze comunemente acquisite in una determinata comunità dalla generalità degli uomini.

Per le conoscenze scientifiche o tecnologiche il giudice si appella a dei soggetti che hanno acquisito quelle conoscenze specialistiche nelle varie materie e che si avvale per la soluzione delle controversie giuridiche.

Il sapere tecnico serve ad integrare le conoscenze del giudice nell’ambito di un processo, è altresì possibile risolvere una lite anche senza l’intervento del  giudice.

Molte dispute e controversie civili possono trovare soluzione  tramite l’intervento del consulente tecnico  ai sensi dell’art. 696 c.p.c., che prevede  un accertamento tecnico prima del processo, quando vi siano ragioni di urgenza che non consentono di attendere i tempi  lunghi del processo.

La progressiva estensione dei casi in cui per la decisione della lite è necessario il ricorso all’apporto del perito è  collegata all’evoluzione degli ultimi decenni  della scienza e della tecnologia, che ha determinato il frequente ricorso agli specialisti delle singole materie di indagine.

In molti casi il risultato del lavoro del consulente tecnico, mediante la relazione peritale, diventa la sostanza della decisione del giudice e di fatto la decisione viene demandata alle risultanze della perizia che il magistrato fa proprie.

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Italia ed estero

Ieri la prima giornata di consultazioni, oggi la seconda. Quali conseguenze se non si trova una nuova maggioranza.

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Ieri, al Quirinale il Capo dello Stato ha dato il via alla prima giornata di consultazioni in cui sono stati accolti i gruppi parlamentari misti e delle autonomie di Camera e Senato.

Dal colloquio è emersa la volontà quasi unanime, di un’indicazione a favore del proseguo della legislatura con un‘ipotesi ormai quasi certa dell’alleanza Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico, intenzionati a dar vita ad un Governo che non sia semplicemente di sopravvivenza ma che abbia vera vita politica.

Da chiarire però, alcuni aspetti fondamentali tra i quali chi esattamente sarà il capo della possibile alleanza, sapendo che la direzione PD ha dato pieno appoggio ha Zingaretti e quale sarà il programma.

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Altre forze parlamentari individuali si sono dichiarate disponibili nel sostenere questa nuova amicizia, ma è ancora tutto da vedere se ci sarà davvero il definitivo sviluppo di un intesa tra Cinque Stelle e PD.

A margine della giornata, Salvini si è presentato con tutta la sua rappresentanza parlamentare davanti a Montecitorio per confermare che l’unica strada secondo la Lega è quella del voto ed annuncia: “ abbiamo diritto al voto ed al giudizio degli italiani e siamo pronti ad una manovra economico finanziaria da 50 miliardi, di cui il Paese ha bisogno per respirare”.

Chi è favorevole al voto subito, sono i tre partiti del centro destra e tutti e tre saranno visti dal Capo dello Stato nella mattinata e nel pomeriggio di oggi, al Quirinale.

Questo è quello che è emerso ieri dalle forze politiche convocate, anche se il piatto forte è stato quello degli degli incontri istituzionali con la presidente del Senato Casellati e il Presidente della Camera Roberto Fico, da cui è affiorato il vero orientamento e le intenzioni di Mattarella in queste consultazioni.

Mattarella infatti, vorrebbe accertare se esiste una maggioranza in tempi rapidissimi.

L’ obbiettivo fondamentale per il Capo dello Stato è capire se esiste una reale e precisa volontà di fare subito un nuovo Governo, essenziale sia per ragioni di politica economica che per le scadenze di politica internazionale.

Quindi, se il nome non dovesse essere trovato entro oggi, al massimo lunedì/ martedì, significherebbe l’inizio di un altro giro di consultazioni.

Se non ci sarà tutto questo, si costruirà un Governo di garanzia che resterà in carica per gli affari correnti e accompagnerà ad elezioni l’ Italia, con l’impossibilità di svolgerle entro la data prefissata del 27 ottobre.

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Italia ed estero

Giallo all’ospedale di Parma: da una botola emergono gli scheletri di diversi cadaveri

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È un vero mistero, quanto scoperto nell’ospedale vecchio di Parma dove da una sorta di botola che, rimossa dagli operai, ha portato alla luce i poveri resti di diverse persone: scheletri, teste, tibia, casse toraciche mischiate fra loro ma anche bricioli di tessuto e di abiti, cadaveri di cui nessuna sapeva nulla.

Una vera e propria fossa comune, del tutto sconosciuta.

I cadaveri erano nascosti dietro a un pannello di legno, ricoperto dalla pavimentazione che negli ultimi anni ha ospitato gli scaffali dell’Archivio di Stato e prima i letti dei malati ricoverati in ospedale.

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I lavori erano stati commissionati in vista del 2020, anno in cui la città emiliana sarà capitale italiana della cultura.

L’enorme struttura dal Medioevo sino agli anni Trenta dello scorso secolo aveva ospitato il primo ospedale di Parma, poi fu trasformato in Archivio di Stato.

Sul ritrovamento sono iniziati gli accertamenti della Procura di Parma.

Del caso sono stati incaricati un medico legale, un’antropologa forense e un’archeologa.

Primo compito degli specialisti sarà rimuovere i resti dalla nicchia dove sono rimasti custoditi per anni, quindi la loro datazione col carbonio 14.

Per ora restano aperte tutte le ipotesi. Potrebbe trattarsi di resti di pazienti poveri deceduti nell’ospedale e qui tumulati nel corso dei secoli oppure anche di morti violente.

E allora a quel punto sarà fondamentale capire a quando effettivamente risalgono. «Il rinvenimento di questi resti umani potrebbe rappresentare un nuovo tassello delle vicende millenarie di questo luogo e potrebbe arricchire la stessa storia di Parma, in termini di eventi e accadimenti oggi non ancora noti – ha spiegato alla Gazzetta di Parma l’assessore ai lavori pubblici del Comune, Michele Alinovi – Il cantiere dell’Ospedale Vecchio ci ha dato insomma una ulteriore sorpresa».

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Italia ed estero

Salvini: «Siamo gli unici dittatori che vogliono il voto, noi rispondiamo solo agli italiani e non all’Europa»

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«Una accusa surreale che Conte mi ha scagliato addosso è il fatto di aver scatenato la crisi il mese di Agosto. Perché i parlamentari non lavorano in agosto?» – inizia così Salvini il suo discorso al Senato dopo le dimissioni di Conte

«Lascio un’Italia più sicura e più giusta – aggiunge – la libertà non è aver un padrone giusto, ma non avere padroni e quindi io lotterò per un’Italia più giusta senza vincoli dall’Europa. Io ho chiuso i porti, e se gli italiani mi daranno fiducia lo farò di nuovo, perché in Italia si arriva per lavorare e non da clandestini»

Poi Salvini attacca la Boschi e Renzi, «Vi voglio vedere fare la riforma della banche e del job act con loro, chi non ha paura di mette in gioco davanti agli elettori»

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Salvini si prende la metà dei meriti di questo governo e attacca l’Europa, «Dobbiamo attendere l’Europa per fare le strade, le scuole e tutto quanto, serve una manovra coraggiosa, e stiamo preparandola da mesi, dobbiamo aprirci all’Italia e a tutte le categorie a testa alta, rifarei tutto quello che ho fatto»

Il ministro dell’Interno conferma che la crisi di governo è stata dovuta dai troppo no del movimento cinque stelle, «gli Italiani vogliono crescere costruendo strade, ferrovie e infrastrutture e vogliono assumere 20 mila medici senza chiedere all’Europa»

Salvini poi si scatena contro Renzi, e nell’aula è il caos

«Gli italiani non votano con il rosario ma con la testa – spiega rispondendo a Conte – e non mi vergogno di chiedere aiuta a Maria e anzi, sono l’ultimo e umile testimone, non coltivo l’odio e il rancore perché l’amore vince sempre, io sono pronto a sacrificarmi per l’Italia e l’Europa, non abbiamo paura e siamo liberi e rispondiamo solo al popolo italiano e non alla Merkel, perché la nostra nazione deve essere sovrana»

«Buon lavoro con il partito di Bibbiano – attacca alla fine Salvini rivolto ai cinque stelle – siamo gli unici presunti fascisti che vogliono il voto, pensate che dittatura. Noi rispondiamo solo agli italiani e non all’Europa o alla Merkel. Se c’è già un’accordo preso fra il PD e i Cinque stelle per la spartizione delle poltrone è irrispettoso nei confronti degli italiani, se invece non è vero tagliamo i parlamentari e andiamo al voto, perché l’unico a giudicare chi ha lavorato bene o male è il popolo italiano». 

«La fiducia non si ottiene solo con le dichiarazioni ma bisogna conquistarsela e meritarsela con i fatti concreti» – Salvini termina il suo discorso citando Papa Giovanni Paolo

 

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