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Trento

Anche RTTR ora certifica le fake news de «Il Dolomiti».

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nella foto: da sinistra Daniele Demattè e Luca Pianesi

Quello per la testata diretta da Luca Pianesi è ormai un vero e proprio bagno di sangue.

Ossessionato ormai dai casi di razzismo a tal punto da inventarli di sana pianta il «prode» guerriero della sinistra incappa in un clamoroso errore, insomma una fake news da guiness dei primati.

Dopo l’abbandono di molti collaboratori stufi del “clima Becero” che si respira all’interno del giornale, la scelta di chiedere l’elemosina e un sostegno ai propri lettori per poter sopravvivere, e le fake news pubblicate in serie negli ultimi 20 giorni, (link1)  (link2)Pianesi ne combina un’altra delle sue.

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Stavolta se la prende con Daniele Demattè inventandosi di sana pianta una storia che non esiste e accusandolo di razzismo. (qui articolo)

L’articolo scritto da Pianesi ricalca il metodo becero che usa la stampa ideologizzata quando c’è di mezzo la Lega o qualcuno del centro destra. Un metodo sovietico per cui tutto è lecito, anche mettere la gente alla gogna mediatica peggio dei pedofili.

Cosa che Il Dolomiti, giornale dei centri sociali e del Partito democratico Trentino appunto ha fatto.

RTTR oggi durante il notiziario delle 12.45 smentisce e spiega: «Nessuna conseguenza penale per Daniele Demattè, il marito della consigliera provinciale Katia Rossato che sul suo profilo facebook aveva «postato» il filmato di una donna di colore che cadeva in bicicletta in una via di Rovereto mentre procedeva in contromano. Dal video poteva sembrare che l’uomo non si fosse fermato a prestare soccorso limitandosi a filmarla e a criticarla per la sua itterizia. Ma come ha dichiarato lo stesso Daniele Demattè pubblicando un altro video online e come è stato dimostrato in realtà aveva rallentato accertandosi che la donna non avesse bisogno di aiuto. La scena inoltre si era verificata a 50 metri di distanza dal mezzo di Demattè e non era stata ripresa intenzionalmente con il telefono ma solo con la dash cam, la telecamera di sicurezza istallata sull’autovettura»  

In poche parole la stessa RTTR certifica la gigantesca fake news de «Il Dolomiti» raccontando la verità su come sono andate le cose.

Non c’erano dubbi sulla professionalità e l’onesta intellettuale della direttrice Marika Terraneo persona seria e preparata.

Non altrettanto però si può dire di Luca Pianesi che per ora non ha ancora smentito.

La smentita potrebbe essere difficile perché pare che la notizia sia stata ripresa dal “baldo” direttore de Il Dolomiti, in cerca di cause di razzismo notte e giorno, niente meno che sulla pagina facebook di «Rovereto Violenta» e da «Lista Cinica Trentina» pagine tristemente famose per essere collegate al gruppo anarchici di Rovereto.

Ma ora chi risarcirà il povero Daniele Demattè, che per colpa di Pianesi è stato insultato, calunniato e diffamato per giorni? 

Per Pianesi potrebbe anche piovere sul bagnato: «Attendiamo le motivazioni della sentenza dell’ordine dei giornalisti di Roma per il caso dello stupro di Rimini, dove Pianesi ha diffamato e calunniato il nostro giornale che poi invece è stato completamente assolto certificando così il nostro comportamento corretto, per depositare una nuova denuncia nei suoi confronti, ribadisco anche di essere ancora in attesa delle scuse» Così l’amministratore della Cierre edizioni Roberto Conci, proprietario dei copyright della voce del Trentino 

La domanda ora viene spontanea. Ma i 4 finanziatori di questo giornale, cioè l’ex presidente di confindustria Mazzalai (sws Engineering), Progetto Salute, La cantina Gaierhof di Roverè della Luna e Union Vetro sono a conoscenza di cosa pubblica la loro testata? Noi pensiamo di no.

Ed infine la ciliegina sulla torta. Leggetevi il codice d’onore pubblicato su «il Dolomiti» e fatevi una risata. Altro che «la sai l’ultima» qui si parla davvero di Oscar, si, delle fake news. «Toc toc ordine dei giornalisti, se ci sei batti un colpo» – ci viene da dire perché «chi di spada ferisce poi di spada perisce»

 

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Trento

Trasporto scolastico e rientri pomeridiani, maggiore flessibilità nel servizio

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Con un provvedimento proposto dal presidente Maurizio Fugatti, la Giunta provinciale ha introdotto elementi di flessibilità nella disciplina dell’organizzazione dei trasporti scolastici legati al rientro a casa, nei giorni di attività opzionali, quando si “polverizzano” molto, specie nelle aree periferiche, i numeri degli utenti, che spesso non raggiungono le soglie minime previste dal regolamento in vigore.

Con la nuova disposizione organizzativa si vuole garantire, quando sia tecnicamente fattibile in termini di rispetto dei tempi di percorrenza previsti, il rientro a casa agli studenti anche sulle tratte dove l’utilizzo dei mezzi pubblici è sotto il limite generale dei tre alunni per tratta.

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Trento

Scuola dell’infanzia: approvato il programma annuale 2019/2020

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Anche sul fronte della programmazione per le scuole dell’infanzia, la Giunta provinciale conferma l’articolazione territoriale del servizio per l’anno scolastico 2019/2020.

Nonostante il calo di 409 bambini iscritti, la Giunta ha infatti stabilito di mantenere invariate le quote di finanziamento riferite al personale e alle strutture, impegnando l’importo di 87.900.000 Euro.

“In linea con quanto stabilito nel Programma di legislatura, questa Giunta – ha affermato l’assessore competente Mirko Bisesti – affronta la grande sfida del calo delle nascite anche nell’ambito delle politiche scolastiche, garantendo l’apertura di scuole, seppur sottodimensionate, e potenziando l’organico, soprattutto nelle scuole dell’infanzia situate nelle aree più periferiche della provincia. Intendiamo così garantire – ha concluso Bisesti – l’esistenza di queste realtà che rappresentano un importante presidio territoriale, utile nel contrastare lo spopolamento delle valli”.

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Sono 14.020 i bambini iscritti alla scuola dell’infanzia per l’anno scolastico 2019/2020.

Rispetto all’anno in corso il calo di iscritti è di 409 unità, pari al 2,83%. Si registra infatti un saldo negativo di 288 bambini nelle scuole equiparate e di 130  nelle scuole provinciali.

Il decremento degli iscritti, più sensibile in alcune aree del territorio provinciale, si è comunque distribuito sulla totalità delle scuole.

Le scuole dell’infanzia sul territorio sono 266, pari a  154 scuole equiparate e 112  scuole provinciali.

In conformità al quadro dell’offerta formativa, il Programma non prevede la chiusura delle scuole con iscritti inferiori a 15, o a 10 nelle zone svantaggiate.

Al servizio di prolungamento d’orario risultano iscritti 7.915 bambini, con un aumento rispetto all’anno scolastico 2018/2019  pari al  2,54%.

Le tariffe relative al concorso economico delle famiglie al servizio di prolungamento d’orario sono state ridotte per l’anno scolastico 2019/2020 di un 18% medio, rispetto a quelle dell’anno in corso, in base agli indicatori ICEF.

Sono confermati i parametri di assegnazione del personale insegnante e non insegnante alle sezioni attivate, sia piene che ridotte, in linea con i parametri degli anni scolastici precedenti.

Per quanto concerne assunzioni a tempo indeterminato di personale insegnante legate a posti vacanti, il Programma annuale  le autorizza nei termini che saranno successivamente definiti con apposito provvedimento, previo confronto con le parti sociali.

Per quanto riguarda l’accostamento alle lingue straniere, anche per l’anno scolastico 2019/2020, è assunto a sistema l’obiettivo di proseguire l’attuazione del Piano per il trilinguismo nelle scuole dell’infanzia definito nel 2014, secondo una logica di progressiva estensione, tenendo conto delle risorse professionali presenti nel sistema.

Il Programma annuale prevede infine, nella cornice di un progetto pedagogico- educativo delineato, la prosecuzione della sperimentazione di percorsi educativi secondo la metodologia pedagogica “Montessori”, nelle sezioni individuate presso la scuola dell’infanzia provinciale Rione Sud “Giardino incantato” di Rovereto, la scuola dell’infanzia equiparata “G.B. Zanella” di Trento e la scuola dell’infanzia equiparata “Giovanni Battista Chimelli 1” di Pergine Valsugana.

Il costo totale del Programma annuale della scuola dell’infanzia 2019-2020 ammonta a   87.900.000,00 Euro.

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Trento

Fugatti: «La prossima settimana l’Orso M49 sarà catturato»

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Nella foto la giunta al completo a Stenico

Venerdì a Stenico, dove la Giunta Provinciale si è ritrovata per la tradizionale conferenza, il governatore Maurizio Fugatti si è soffermato sul problema Orso, in particolare su M49 che ormai da settimane nella zona delle Giudicarie compie razzie uccidendo Manze, asini e pecore.

«Abbiamo avuto notizia a nostra volta degli ultimi attacchi dell’orso, fra ieri sera e stamattina. Da quando ci siamo insediati, su M49, l’orso più problematico, – ha spiegato Maurizio Fugatti –  ed in generale sulla gestione dei grandi carnivori, abbiamo scritto 3 lettere al ministro, segnalando la gravità della situazione e chiedendo una diversa gestione. Riteniamo che oggi il numero di orsi presenti sul territorio, 80/90, sia superiore a quello che il Trentino può sopportare, 50/60».

Per la prima volta quindi si viene a sapere che gli orsi presenti sul nostro territorio non sono una cinquantina come detto dall’ex assessore Dallapiccola  nella precedente legislatura ma una novantina.

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A riguardo il nostro giornale circa 2 anni fa aveva pubblicato un articolo riportando le confidenze di alcuni forestali trentini che parlavano di quasi 130 esemplari di orso presenti in Trentino (qui articolo)

Allora eravamo stati tacciati dagli animalisti e dalla giunta di centro sinistra di portare «allarmismo» nella comunità, dopo gli attacchi nei confronti di due persone che si sono salvate per miracolo.

Ed invece come spesso è successo ci eravamo avvicinati alla realtà 

Ma torniamo alle parola del governatore.

«I temi quindi sono due: da un lato il comportamento di M49, che va catturato, – ha aggiunto Fugatti – dall’altro elaborare un piano per ridurre il numero di orsi presenti sul territorio. Su M49 riteniamo ci siano tutte le condizioni tecniche per ricevere dal ministro il via libera ad agire. Ma a tutt’oggi non abbiamo ricevuto risposta. Negli altri casi, l’autorizzazione è arrivata dopo attacchi all’uomo. Noi non vogliamo aspettare questo momento. Il ministro ci ha detto che la settimana prossima esaminerà la situazione. In ogni modo, la Giunta intende assumersi le proprie responsabilità, perché ritiene che i territori vadano difesi e gli agricoltori tutelati nell’esercizio delle proprie attività. Se non riceveremo nessun segnale dal ministero decideremo comunque autonomamente, nell’interesse dei cittadini».

Come ha visto il vignettista Domenico La Cava la  «lotta» fra M49 e il governatore Fugatti

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