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Giudicarie e Rendena

“Sotto l’ombrello del picchio”: si è svolta a Tione la serata naturalistica del Parco Adamello Brenta

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Si è svolto martedì sera presso la sala conferenze del municipio di Tione il secondo appuntamento della rassegna “I Martedì del Parco” dal titolo “Sotto l’ombrello del picchio”.

La serata, moderata da Andrea Mustoni, responsabile del Settore ricerca scientifica ed educazione ambientale del Parco, è stata aperta con il saluto dell’Ente da parte di Matteo Masè, assessore con competenza in marketing e comunicazione, che ha introdotto i due relatori: l’ornitologo e naturalista, Luigi Marchesi, e il responsabile del Distretto forestale delle Giudicarie, Giacomo Antolini; entrambi bravissimi a catturare la curiosità dei presenti su un tema molto specifico.

Se passeggiando nei boschi trentini dovessimo scorgere una grande P rossa su un tronco, dobbiamo sapere che quell’albero, non solo ospita il nido di un picchio ma è anche oggetto di osservazione della ricerca scientifica che sta conducendo Luigi Marchesi per il Muse.

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I forestali la conoscono molto bene e sanno che quell’albero non deve essere abbattuto, anzi, al contrario, deve essere tutelato. Il picchio, infatti, pur non essendo un uccello raro, riveste un ruolo ecologico molto importante, in quanto “specie ombrello”.

La presenza di una specie ombrello indica che in quell’ambito sono presenti anche tutti gli elementi da cui essa dipende e che da essa dipendono. Sotto il suo ombrello c’è quindi ricchezza di biodiversità e proteggerla significa proteggere anche tutti i livelli sottostanti dell’ecosistema.

Il picchio, soprattutto quello nero, è piuttosto diffuso nei boschi maturi del Trentino e le cavità che scava, attraverso le sue celebri “tamburellate” sui tronchi, diventano oggetto del desiderio di numerosi altri animali. Bussando sul tronco, infatti, non è affatto detto che si affacci proprio un picchio!

Una volta abbandonate dal legittimo proprietario, queste cavità sono prese d’assalto da molte altre specie, tra cui rapaci notturni, come la civetta capogrosso (specie rara di interesse comunitario), l’allocco e l’assiolo, ma anche molti passeriformi, tra cui le cince, da vari mammiferi, tra cui pipistrelli, ghiri, scoiattoli e martore, oltre che da invertebrati, tra cui le api.

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Marchesi ha fatto notare che negli ultimi anni la presenza dei picchi nelle foreste trentine è in aumento. Senz’altro è da considerarsi un buon segnale, certo è che i cambiamenti climatici in atto ed episodi come Vaia, spazzando via i nidi, stanno facendo aumentare la competizione per la sopravvivenza.

Giacomo Antolini ha confermato l’aumento di biodiversità delle foreste trentine, dandone il merito anche alle scelte di selvicoltura applicate a partire dagli anni ’50. Di fronte a boschi  impoveriti da un’economia basata sul legname, l’intuizione giusta è stata quella di passare ad una coltivazione cosiddetta “prossima alla natura”, ovvero molto simile a cosa accadrebbe in natura: plurispecifica, multistrato e non coetanea.

In questo modo si è rafforzata la vegetazione e sono iniziate a proliferare specie faunistiche importanti. Oggi il prelievo di legname e gli interventi migliorativi sono molto attenti agli habitat degli animali.

I forestali sono intransigenti, per esempio vietano il taglio laddove sanno che esistono arene di canto del gallo cedrone (e dove riconoscono le P della ricerca scientifica di Marchesi), oppure eradicano dall’invasione del rododendro gli habitat del gallo forcello.

Uno spazio conclusivo è stato dedicato alla professoressa Giulia Andina e alle due idee di educazione ambientale che ha messo in pratica insieme ai suoi studenti del Liceo Guetti di Tione.

Il primo è stato un progetto di citizen science, condotto attraverso dei biobliz nel Parco con la App iNaturalist e, il secondo, la realizzazione del “Sentiero Biodiverto”, nelle vicinanze dell’istituto superiore, la cui inaugurazione era in programma proprio il giorno seguente.

Il prossimo appuntamento dei Martedì dal titolo “Alieni tra noi” sul problema delle piante aliene invasive sarà il 2 luglio a Tuenno.

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Centra un furgone fermo al semaforo, cinque feriti

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Credits foto © vigili del fuoco volontari di Roncone

L’allerta è scattata alle 7. 25 di stamane per un brutto tamponamento sulla Statale 237 all’altezza di Roncone.  Un furgone fermo in colonna al semaforo dei lavori nell’abitato di Roncone è stato tamponato da un’autovettura a forte velocità

Nell’impatto sono rimaste ferite 5 persone, alcune delle quali sono state medicate sul posto dagli operatori delle due ambulanze di Trentino emergenza intervenuti prontamente sul luogo dell’incidente.  Nessuno dei feriti è grave.  Sul posto anche 118, Polizia Locale val del chiese, Carabinieri e servizio Gestione strade. 

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Giudicarie e Rendena

Inaugurata a Tione la nuova sede di CIA – Agricoltori Italiani del Trentino

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È stata inaugurata questa mattina, venerdì 8 novembre, la nuova sede di Tione di CIA – Agricoltori Italiani del Trentino, una struttura luminosa e funzionale. (altro…)

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Giudicarie e Rendena

Vola nella scarpata per 70 metri, 73 enne salva

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Ieri pomeriggio verso le 13.30 a Praso in Valdaone, una donna di 73 anni è finita in un dirupo con la sua macchina.

Ada Armani all’uscita da un tornante ha perso il controllo dell’auto finendo nella scarpata dopo un volo di oltre settanta metri.

A dare l’allarme è stato il nipote, che attendeva la donna poco più in alto in località Val Vera.

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Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco volontari di Daone e Praso oltre agli uomini del Soccorso Alpino.

Vista la posizione il recupero si è rilevato molto complesso.

La donna è stata estratta dall’abitacolo con le pinze idrauliche forzando il portellone del bagagliaio. Nonostante l’incidente non ha mai preso conoscenza.

La 73 enne è stata trasportata con una teleferica fino al punto in cui era presente l’ambulanza e da lì fino al campo sportivo di Praso dove nel frattempo era atterrato l’elicottero.

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Trasportata all’ospedale Santa Chiara è stata ricoverata nel reparto di chirurgia.

L’equipe medica del santa Chiara ha riscontrato diverse ammaccature e ferite ma niente di grave.

La prognosi per ora è di trenta giorni.

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