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Valsugana e Primiero

Trascinata dal tapis roulant della funivia Col Verde, ora è invalida: “Voglio giustizia e risposte”

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14 settembre 2018: sono ormai passati nove mesi dal brutto infortunio che nel Primiero ha colpito la signora Nadia Antonellini rendendola invalida a vita, ma gli interrogativi e le ferite derivanti da quanto accaduto sono lontane dall’essere dimenticate.

Secondo la ricostruzione dei fatti la signora Nadia, in visita ad un amico a San Martino di Castrozza, è caduta rovinosamente accedendo al tapis roulant che porta alla Funivia Col Verde.

Nadia e l’amico Nera stavano salendo in fila indiana sul tappeto mobile che si trova a valle, in servizio ed aperto al pubblico.

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Tutti noi utilizziamo le scale mobili dei centri ferroviari o delle stazioni e nessuno pensa che sia necessario un tutor a dare istruzioni – commenta la signora Antonellini – . Saliti a breve distanza, l’uno dopo l’altro, in piedi sulla pedana del nastro trasportatore abbiamo avvertito un violento strattone che ha fatto perdere l’equilibrio a tutti e due (lei e l’amico ndr), con conseguente caduta a terra di entrambi.

Secondo quanto ci viene raccontato, il signor Nera è caduto sulla parte erbosa del prato riportando una lieve ferita  che non ha lasciato conseguenze serie, mentre la signora Antonellini, nella caduta ha centrato con la spalla e la fronte uno o più mattoni affiancati al tappeto. Poi, con il resto del corpo, è finita su diversi sassi di prato scoperti procurandosi gravi lesioni.

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Dopo un primo intervento del 118 di Fiera di Primiero, Nadia è stata trasportata all’ospedale di Feltre dove le sono state diagnosticate due fratture della clavicola, lo spappolamento del piatto tibiale sinistro, una duplice infrazione del malleolo e un trauma cranico minore.

Trasferita due giorni dopo all’ospedale di Ravenna, è stata sottoposta ad un intervento di osteosintesi piatto tibiale al ginocchio sinistro con l’inserimento di placche e viti.

In seguito all’incidente, la signora Antonellini non potrà recuperare le normali funzioni degli arti inferiori e non potrà più camminare senza stampelle.

Il fatto risale dunque all’anno scorso, ma la segnalazione della signora pone degli interrogatori attuali su quello che potrebbe essere il funzionamento e il reale stato di manutenzione dell’impianto.

C’è da chiedersi – prosegue – se l’impianto sia stato costruito a regola d’arte, se sia uso e consuetudine che lungo i bordi di tali nastri trasportatori di cemento ad angolo vivo siano ammesse pietre edili. Un semplice materassino di gomma piuma per tutta la lunghezza potrebbe attenuare i colpi in caso di caduta. Ci chiediamo anche se la sorveglianza non sia obbligatoria.

Perché un conto è usare questi mezzi durante l’inverno, quando i prati sono coperti di neve e i bordi vengono continuamente con essa rimboccati, un altro utilizzarli d’estate senza prendere le dovute precauzioni. La società “Impresa e Territorio srl “che gestisce l’impianto non si sente responsabile dell’accaduto?“.

A quanto dice la signora, detta società si rifiuterebbe di comunicare all’avvocato di parte il nominativo dell’assicurazione che la copre per la responsabilità civile e sino ad oggi sembra essere svanita nel nulla.

La risposta a un ulteriore interrogativo aiuterebbe forse, soprattutto se la società volesse replicare alla versione qui riportata dalla signora Antonellini, a fare luce sull’eventuale ulteriore impegno di manutenzione da parte della società: è vero che durante l’evento atmosferico straordinario avvenuto a fine ottobre 2018, evento che ha visto divelti sul territorio migliaia di alberi, il maltempo si è accanito anche contro il tapis roulant a valle della funivia Col Verde spazzandolo via?

In questo caso la responsabilità civile per incuria non esonererebbe la società gestore dai suoi obblighi e aiuterebbe ad evitare ulteriori incidenti“, conclude Nadia.

Ora sulla vicenda si attende di fare chiarezza.

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Valsugana e Primiero

Rubano il cane al presidente degli albergatori Stefan Mayr. Lui lo ritrova e lo recupera con l’elicottero

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Il proprietario dell’hotel Luna e presidente degli albergatori di Bolzano Stefan Mayr è stato protagonista di un evento singolare.

Come lui stesso ha raccontato sul proprio profilo Facebook, è stato derubato del suo cane mentre stava arrampicando sulle Pale di San Martino.

I ladri, secondo lo stesso albergatore, sarebbero due turisti veneziani che avrebbero poi abbandonato il cane fra le rocce. Grazie a due amici bellunesi l’albergatore l’ha rintracciato e recuperato con l’elicottero.

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Stefan Mayr ha raccontato di esser partito in compagnia di un amico e del cane dal rifugio Volpi fino al rifugio Mulaz raggiungendo l’omonima cima che sovrasta passo Valles e la val Vaneggia.

L’obiettivo era la cima del monte Focobon.

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Il cane, di nome Gandhi e di razza swissy, attendeva il suo padrone ai piedi della parete rocciosa, ma al ritorno di Mayr non c’era più.

In quello stesso attimo l’albergatore ha ricevuto una telefonata da due amici bellunesi che conoscevano bene il cane e gli hanno spiegato che lo avevano incrociato su un sentiero fra il rifugio Mulaz e il rifugio Rosetta privo della targhetta di riconoscimento e in compagnia di un paio di persone dall’accento veneziano.

I suoi due amici bellunesi hanno fermato i due turisti affermando che il cane fosse di Stefan Mayr.

A quel punto i due veneziani si sono allarmati e hanno pensato bene di darsi alla fuga. Uno degli amici bellunesi è corso al rifugio Rosetta per dare l’allarme e Mayr ha deciso di chiamare un elicottero per recuperare il cane e l’amico bellunese che era rimasto con lui.

«Ieri mentre arrampicavo in gruppo del Pala due stronzi, bastardi veneziani hanno voluto rubare il mio Ghandi. Grazie all’aiuto di Manuel e l’elicottero sono stato capace di trovarlo e riportarlo a casa»Queste le dure parole del presidente degli albergatori di Bolzano

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Valsugana e Primiero

Giunta in visita alla cantina Cenci di Castelnuovo

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Prosegue l’attività sul territorio dell’amministrazione provinciale, che giovedì ha visitato la cantina Cenci di Castelnuovo, in Valsugana.

“E’ per noi fondamentale conoscere da vicino le realtà locali d’eccellenza.”

“Grazie al contatto con chi fa impresa, abbiamo la possibilità di approfondire punti di forza e di debolezza del sistema Trentino e questo non può che essere di stimolo e di aiuto per proporre misure al passo coi tempi.”

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Sono state le parole del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, accanto al quale erano presenti l’assessore all’agricoltura, foreste, caccia e pesca Giulia Zanotelli, la collega di Giunta con delega alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana e il consigliere provinciale della Valsugana, nonché presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher.

La cantina Cenci offre alla propria clientela un prodotto di alta qualità che si è ritagliata un ruolo di primo piano nel panorama vitivinicolo trentino, nonostante sia nata soltanto un paio d’anni fa.

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L’obiettivo è quello di compiere una crescita importante, pari ad alcune decine di migliaia di bottiglie.

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Valsugana e Primiero

Lutto a Bosentino: si è spento a 47 anni Roberto Bonvecchio

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Si è spento ieri Roberto Bonvecchio, quarantasettenne di Bosentino, ad appena dieci giorni dal malore che lo aveva colpito.

Purtroppo i controlli dopo il malore non avevano portato a nulla di buono.

I medici infatti avevano scoperto un brutto tumore già in fase terminale. 

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Grande commozione per la comunità di Bosentino e per l’intero Altopiano della Vigolana.

Roberto da dieci anni era membro del corpo dei vigili del fuoco volontari ed era anche tra le anime della pro loco. Era un uomo che viveva appieno la propria comunità, mettendosi sempre a disposizione per gli altri.

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Era sempre pronto a rimboccarsi le maniche: aveva preso parte agli interventi in Abruzzo dopo il terremoto del 2009 e in Emilia dopo l’emergenza neve del 2012.

Il quarantasettenne che lavorava alla Mav, azienda meccanica di Bosentino, verrà salutato da familiari, amici e parenti domani pomeriggio alle ore 16 nella chiesa parrocchiale di Bosentino, dove questa sera alle 20 verrà recitato il rosario.

Lascia la moglie Roberta, la mamma Rosana e le sorelle Franca e Michela.

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