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Alto Garda e Ledro

Tragico schianto sulla Gardesana: muoiono bimbo di due anni di Dro e la zia

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foto: giornale l'arena di Verona

È morto il bimbo coinvolto ieri sera in un incidente a Brenzone, e con lui la zia che era sulla stessa auto.

Il piccolo avrebbe compiuto due anni in agosto.

La zia ne aveva solo 26. Sono morti tutti e due, il piccolo sul colpo, lei dopo disperati tentativi dei soccorritori di farle ripartire il cuore andato in arresto più d’una volta.

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Sedevano sui sedili posteriori della Ford Fiesta che come una bomba, ieri sera poco dopo le 19, s’è schiantata contro il muretto di cinta del Belfiore Park Hotel di Brenzone, in via Zanardelli, civico 3.

Alla guida Souad, la mamma del bimbo, 25 anni, sul lato passeggero lo zio trentottenne sposato con Fatima Zahra, seduta dietro insieme al piccolo Amir, «protetto» dal seggiolino.

Stavano salendo verso Malcesine. Forse la velocità, o una distrazione o, pensano i più, un colpo di sonno.

Il bambino viveva a Dro gli altri tutti a Novellara, in provincia di Reggio Emilia.

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Alto Garda e Ledro

È morto Andrea Stampini: il finto medico che aveva lavorato nell’Alto Garda

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È morto ieri mattina all’alba nella sua abitazione di Ferrara Andrea Stampini, il finto ginecologo, dal 2015 al centro di uno scandalo scoppiato in seguito alle indagini della Procura del Venezia che lo accusava di aver esercitato la professione medica per oltre 30 anni, senza però aver mai conseguito la laurea, ma solo con un diploma di geometra.

Il finto medico, oltre che a Bassano aveva coperto incarichi di rilievo anche in ospedali del Trentino, e per decenni in tutto l’Alto Garda e la Valle di Ledro dove era addirittura stato primario del reparto di ostetricia e ginecologia dal 1986 al 1993,

Il finto medico si era ritirato nella sua casa ferrarese, città di origine, dove era tornato immediatamente dopo l’avvio dell’inchiesta, e dove viveva da solo.

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Del clamoroso caso si erano occupati più volte le trasmissioni delle Iene e di Striscia la Notizia.

Stampini, 70 anni, aveva scoperto di essere ammalato circa un anno e mezzo fa, quando gli era stato diagnosticato un tumore al pancreas in fase avanzata.

Con il suo decesso cadono tutti i procedimenti penali che lo vedevano accusato di esercizio abusivo della professione, e truffa aggravata ai danni del Servizio sanitario nazionale: ora tutti reati estinti per la “morte del reo”.

Restano in piedi le cause civili per le richieste di risarcimento dei danni, avviate, oltre che dalle Ulss per le quali aveva lavorato, anche dalla Procura del Veneto, che alla fine del 2017 aveva chiesto al ginecologo di restituire allo Stato 1 milione e 581 mila euro, ovvero gli stipendi percepiti negli anni in cui avrebbe esercitato la professione medica senza averne titolo.

Stampini era arrivato in Alto Garda nel 1986 come “facente funzioni” del reparto di ginecologia e ostetrica all’ospedale di Riva del Garda.

Era rimasto in servizio presso l’ospedale altogardesano fino al 1997.

Stampini era stato denunciato da una coppia giovane di Camponogara che si era recata nel giorno di Santo Stefano a far partorire il figlio.

Era di turno, appunto “il dottor” Andrea Stampini un medico cosiddetto a gettone, che ha insistito affinché fosse effettuato un parto naturale e non cesareo.

Il piccolo era nato vivo ma sofferente ed è stato urgentemente trasferito a Padova.

A 10 mesi di distanza i danni sul piccolo erano rimasti gravissimi. Da qui era partita la prima denuncia che ha scoperchiato poi la truffa.

Ma quanto successo alla giovane coppia non sarebbe l’unico caso successo in tutti questi anni.

Il 9 luglio di quattro anni fa i carabinieri del Nas di Bologna si erano presentati all’Ordine dei Medici di Ferrara per acquisire le copie dei suoi certificati di laurea e di abilitazione.

Si è scoperto che il medico Andrea Stampini in realtà non si era mai laureato.

Il 30 settembre 2015 Stampini era stato rimosso dall’albo dell’ordine.

Sul caso Stampini il consigliere provinciale Claudio Cia aveva anche presentato un’interrogazione per far luce sull’assunzione della moglie nell’azienda sanitaria trentina. (qui articolo)

 

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Alto Garda e Ledro

Si ribalta sulla salita di Nago, illeso

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Poteva finire molto peggio la carambola che ha visto protagonista stanotte alle 3.00 il conducente di un’autovettura.

Sulla salita tra Nago e Torbole il conducente per cause sconosciute ha perso il controllo del mezzo che dopo alcune sbandate si è rovesciato finendo con le ruote per aria.

Il protagonista dell’incidente è uscito con le sua gambe dall’abitacolo senza nemmeno un graffio. Non è stato infatti necessario l’intervento dei soccorsi.  Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco e i Carabinieri che dovranno risalire alla dinamica che ha provocato l’incidente.

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Alto Garda e Ledro

Un “patto” per valorizzare il lago di Garda

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Un protocollo d’intesa e un “Contratto di lago” interesserà i territori rivieraschi per rafforzare il turismo sul lago di Garda.

A farsi promotore dell’iniziativa è il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Mario Tonina, che ha promosso un primo tavolo di confronto con i rappresentanti dei territori interessati.

“E’ per noi fondamentale valorizzare il Garda in chiave interregionale – evidenzia Tonina -. Solo attraverso una stretta collaborazione tra i territori e il coinvolgimento di cittadini e stakeholder le singole azioni di promozione e valorizzazione potranno essere davvero incisive”.

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L’assessorato all’urbanistica, ambiente e cooperazione ha ospitato l’incontro con il segretario generale della Comunità del Garda Pierlucio Ceresa, il presidente di Garda Ambiente Giovanni Peretti, l’assessore di Peschiera del Garda con delega alla Tutela del Lago di Garda Filippo Gavazzoni, il presidente ed il responsabile del settore progettazione dell’Azienda gardesana Servizi spa, rispettivamente Angelo Cresco e Michele Cimolini, ed i tecnici di Appa, Adep (Agenzia per la depurazione) e Aree protette del Trentino.

Questo primo appuntamento era stato chiesto dal presidente dell’Azienda gardesana servizi Cresco per fare il punto sulle questioni decisive che riguardano la vita e il futuro del più grande specchio d’acqua italiano.

Il vicepresidente Tonina ha evidenziato la necessità di riannodare i fili per una più stretta collaborazione tra le comunità locali.

I territori coinvolti intendono infatti promuovere un’unica immagine del Garda in chiave turistica e lavorare congiuntamente per mantenere intatte le caratteristiche ambientali della zona del lago che bagna tre regioni.

Il vicepresidente Tonina ha assicurato l’interesse della Provincia ritenendo strategico il potenziamento della difesa delle caratteristiche naturali e dell’immagine del Garda ed ha proposto la promozione di un incontro tra i tre presidenti di Trentino, Veneto e Lombardia con l’obiettivo di siglare un protocollo d’intesa che porterà all’approvazione di un “Contratto di lago”.

Quest’ultimo documento raccoglierà le azioni da realizzare per raggiungere gli obiettivi di sviluppo del territorio rivierasco in termini di qualità delle acque, della balneazione e degli aspetti paesaggistici.

I rappresentanti dei territori, che hanno preso parte al primo tavolo di confronto, intendono promuovere politiche sinergiche dal punto di vista dell’offerta turistica e di cooperazione a partire dall’informazione reciproca puntuale sui temi legati alle attività che ogni singola Provincia e Regione metterà in atto.

 

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