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Trento

Semplificazione burocratica e sviluppo: approvato il disegno di Legge della Giunta

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“E’ un risultato importante che contiene rilevanti innovazioni in materia di contratti pubblici, urbanistica e tutela del territorio. Il dibattito scaturito da questo disegno di legge in materia di semplificazione è stato l’occasione per sviluppare un confronto e uno scambio proficuo con le categorie economiche e sociali. In materia di contratti pubblici, in particolare, vengono rafforzate le tutele a favore dei lavoratori confermando altre sì il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa quale regola per l’affidamento degli appalti pubblici. In materia di urbanistica e territorio vengono date risposte importanti alle esigenze del territorio e di chi lo abita, favorendo l’avvio di un nuovo ciclo di sviluppo per il Trentino”.

Con queste parole il presidente della Provincia autonoma Maurizio Fugatti ha commentato l’approvazione, oggi in Consiglio, del disegno di legge della Giunta in materia di semplificazione e competitività.

Il testo finale, frutto anche dell’accoglimento di alcuni emendamenti presentati da maggioranza e opposizioni e delle istanze presentate dagli organismi di rappresentanza delle imprese, dei lavoratori e degli ordini professionali, introduce nell’ordinamento provinciale disposizioni finalizzate all’accelerazione dell’attività amministrativa e alla semplificazione delle procedure.

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Prima della votazione finale, una divergenza scaturita da un emendamento sgradito alle minoranze e da una modifica nell’ordine dei lavori ha portato all’abbandono dell’aula da parte delle minoranze. Nella sua dichiarazione finale il presidente Fugatti, dopo avere ringraziato tutti coloro che si sono adoperati per l’approvazione della nuova normativa, ha detto che:

“Dispiace essere arrivati alla votazione finale senza la presenza delle minoranze, anche perché questo era un disegno di legge condiviso, anche dalle categorie economiche. Un emendamento del consigliere Guglielmi, del tutto legittimo, perché andava nella direzione della semplificazione, è stato contestato dalle minoranze. Il consigliere lo ha ritirato, anche se non era tenuto a farlo, ma nonostante ciò le minoranze hanno deciso comunque di abbandonare il Consiglio. Ritengo non vi sia stata nessuna forzatura per arrivare all’approvazione di un testo molto utile per il futuro del Trentino”.

Vediamo in sintesi i principali contenuti:

 -Area appalti e contratti pubblici:

In quest’ambito le novità principali riguardano la riduzione dei tempi delle procedure di gara, grazie all’inversione dell’esame delle offerte, la stabilizzazione e l’ulteriore ampliamento, in materia di lavori di importo compreso tra 40.000 e 200.000 euro, dell’affidamento mediante procedura negoziata previa consultazione di tre operatori economici.

Inoltre vengono ridotti gli adempimenti a carico delle amministrazioni e delle imprese nelle procedure effettuate tramite il mercato elettronico provinciale (Mepat).

Quanto al criterio di aggiudicazione è confermata la regola dell’offerta economicamente più vantaggiosa per l’aggiudicazione dei contratti di lavori, servizi e forniture.

Per quanto riguarda l’affidamento di lavori, in caso di ricorso al criterio del prezzo più basso, è  previsto l’utilizzo del metodo elettronico semplificato (MES) al fine di escludere le offerte che presentano anomalie, riferite in particolare al costo della manodopera, rafforzando quindi  la tutela dei lavoratori.

Vengono anche introdotti sistemi di controllo più stringenti per la tutela dei lavoratori nell’esecuzione dei contratti.

 -Urbanistica e tutela del territorio:

La legge provinciale per il governo del territorio del 2015 è stata modificata per introdurre alcune nuove misure di semplificazione in materia di pianificazione attuativa, titoli edilizi, coordinamento autorizzatorio.

Nell’ottica di implementare la digitalizzazione degli strumenti urbanistici si è peraltro introdotta una specifica norma che fissa un termine per la consegna solo informatica dei piani, assicurando tutte le dotazioni necessarie.

Riguardo ai piani attuativi si è introdotto il termine di 6 mesi entro il quale i Comuni devono procedere alla loro approvazione o al loro rigetto per assicurare risposte certe ai cittadini.

In materia di interventi edilizi è stato integrato l’elenco degli interventi liberi con comunicazione nel caso di demolizioni di infrastrutture – linee elettriche, impianti funiviari – anche ai fini di riqualificazione del paesaggio.

Una serie significativa di modifiche è tesa a chiarire e integrare le attività ammesse nelle aree produttive di livello locale e nell’area inter portuale nell’ottica della multifunzionalità, coerente con la specifica destinazione di zona.

Riguardo alla vendita diretta di prodotti delle aziende agricole è stato recepito quanto già disposto a livello statale per consentire la vendita a prescindere dalla destinazione di zona a meno che il Comune con una variante al Prg non ne fissi dei limiti.

-Alloggi per il tempo libero e vacanza:

Innanzitutto, sono stati introdotti in legge i casi di deroga agli obblighi previsti dall’articolo 57 della legge urbanistica provinciale 2008, articolo tutt’ora vigente, in materia di alloggi per il tempo libero e vacanze.

Nella conferma della disciplina provinciale che limita gli alloggi per tempo libero e vacanze entro precise quantità, la norma proposta specifica la previsione in base alla quale il comune può autorizzare temporaneamente l’utilizzo di un alloggio destinato a residenza ordinaria come alloggio per il tempo libero e vacanze in alcune ipotesi espressamente indicate, ovvero: per comprovati motivi di studio o lavoro; per acquisto in via ereditaria e per un periodo massimo di tre anni; per mancato utilizzo a causa di comprovati motivi di salute.

E’ stato eliminato dal testo il riferimento controverso all’acquisto con l’impegno ad utilizzare il bene come residenza entro 3 anni.

Fra le altre novità la nuova legge stabilisce la possibilità i destinare strutture alberghiere dismesse ad alloggi per il personale di più strutture alberghiere (anche diverse rispetto a quella che ha la proprietà dell’immobile).

-Sburocratizzazione e sostegno al sistema imprenditoriale:

La legge prevede innanzitutto la semplificazione delle procedure riguardanti gli incentivi alle imprese e l’introduzione della figura del maestro professionale accanto a quella del maestro artigiano.

In particolare si sono semplificate le procedure di espressione del parere relativo ai progetti di ricerca nonché le valutazioni economico/finanziarie sui richiedenti il contributo. Si è deciso inoltre di consentire agli acquirenti di aree produttive pubbliche di trasferirle entro il 31 dicembre 2020 senza perdere i sostegni precedentemente accordati.

La norma di fatto risponde alla necessità di non penalizzare i soggetti che hanno investito in aree produttive nel periodo di crisi, qualora trovino un subentrante.

Corposo anche il “pacchetto” di articolo riguardanti l’agricoltura, che prevede fra le altre cose: la promozione dell’imprenditoria agricola giovanile tramite l’attivazione di un pacchetto di misure di aiuto specifiche (accompagnamento per l’insediamento di nuovi giovani in agricoltura, accesso e sostegno al credito più agevole e così via), il sostegno alle forme di cooperazione tra attori diversi per lo sviluppo di prodotti, processi, tecniche e tecnologie innovative applicate al settore agricolo, agroalimentare e forestale, la semplificazione delle procedure per le trasformazioni di coltura da bosco ad aree agricole

E’ stato introdotto inoltre il marchio di qualità con indicazione di origine in ambito agroalimentare, per portare a conoscenza del consumatore la qualità e le caratteristiche dei prodotti contrassegnati dal marchio, nel rispetto della normativa europea.

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Trento

Esplode una caldaia a Villazzano, nessun ferito

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Forte esplosione stamane poco dopo le 11.00 a San Rocco di Villazzano.

Il botto si è sentito a chilometri di distanza mettendo in apprensione i residenti del paese.

Da una prima ricostruzione una caldaia posizionata nel garage di una abitazione è saltata per aria.

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Allertati sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Trento due un’ambulanze di Trentino emergenza e l’automedica.

A rimanere spaventato è stato un anziano che è stato ricoverato all’ospedale santa Chiara in codice rosso.

Le sue condizioni sono buone anche se è sotto shock.

L’esplosione ha creato lunghe colonne di fumo visibili fino dalla città.

Ai Carabinieri, intervenuti sul posto, toccherà ora il compito di capire il motivo dell’esplosione che poteva causare danni peggiori.

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Trento

Paolo Borrometi e la responsabilità dei giornalisti: “Mai perdere la bussola dell’impegno”

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Un dialogo serrato, che ha toccato temi importanti, a volte scottanti, a tratti anche intimo e personale, che ha rivelato al pubblico presente la personalità di un uomo e di un giornalista che non vuole scendere a compromessi perché crede fermamente in quello che fa e nel ruolo che riveste il giornalista nella nostra società: Paolo Borrometi, giornalista sotto scorta per minacce mafiose,  nella saletta del villaggio digitale di piazza Duomo ieri pomeriggio hanno parlato di informazione, verità, credibilità e notizie che viaggiano in rete e si diffondono a velocità inaudita.

“Il giornalista ha il diritto-dovere di informare, come previsto dall’articolo 21 della nostra Costituzione, così come il cittadino ha il diritto ad essere informato” ha detto Borrometi, ricordando la grande responsabilità di chi fa informazione, la necessità di recuperare credibilità, minata purtroppo da episodi negativi, il bisogno di raggiungere i giovani che si informano sui social. “Non dobbiamo mai perdere la bussola del nostro impegno” ha detto ancora Borrometi alla platea attenta, che annoverava anche molti colleghi e rappresentanti della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, fra cui il segretario regionale dello stesso sindacato Rocco Cerone, il vicesegretario regionale Lorenzo Basso e Roberto Rinaldi, portavoce per il Trentino Alto Adige di Articolo 21, l’associazione presieduta da Borrometi.

Nel giorno che ricorda l’assassinio di Rosario Livatino, ucciso appunto il 21 settembre 1990 da un’organizzazione mafiosa, il dialogo si è aperto con il ricordo del magistrato: “Ci sono uomini che hanno pensato di fare la cosa giusta e l’hanno difesa fino alla fine” ha detto Borrometi, “Noi possiamo ricordarli facendo camminare le loro idee sulle nostre gambe”.

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Poi il racconto del proprio vissuto, le minacce di morte, l’aggressione che lo ha lasciato con una spalla frantumata, l’attentato sventato grazie ad una intercettazione. Il rapporto di Borrometi con la paura è quotidiano, “ma il giornalista deve scrivere, lo deve fare al di là delle possibili conseguenze” ha detto ancora, chiedendo un applauso per i 5 uomini della sua scorta che gli hanno salvato la vita e rischiano ogni giorno la vita con lui. Guidato dalle domande del relatore, Borrometi ha poi parlato dell’universo digitale, della rete e dei social, ricordando i numerosi pericoli che li attraversano, ma anche la loro enorme importanza, soprattutto per i giovani.

I social sono una straordinaria opportunità di confronto, ha detto, non possiamo passare i linguaggi d’odio, perché non devono essere la valvola di sfogo delle nostre ire, ma attraverso i social può diffondersi il rispetto delle differenze e di qualunque idea politica che abbia ognuno di noi”. Riguardo alle fake news Borrometi ha ricordato l’importanza di verificare sempre la fonte della notizia, non incoraggiando censure, ma puntando all’educazione dell’utente finale.

La deontologia del giornalista è naturalmente alla base di una corretta informazione, il segreto di un buon giornalismo è conciliare la necessaria velocità di diffusione con i criteri deontologici: “Meglio perdere un minuto in più, ma tutelare la dignità delle persone di cui stiamo scrivendo”, ha suggerito. Tra i tanti temi toccati, anche il ricordo di Antonio Megalizzi, la cui famiglia era presente all’incontro, il suo impegno, la sua volontà di approfondire i fatti,  spunto per ricordare anche la necessità di aprire ai giovani la strada della professione. In chiusura un invito a tenere sempre alta la guardia verso possibili presenze mafiose, in ogni territorio, perché “Le mafie nascono nell’arretratezza culturale, ma vogliono prosperare nelle comunità ricche”.

Riprese e immagini a cura dell’Ufficio Stampa

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Trento

Contratti di esternalizzazione, attenzione ad analizzare in maniera critica le offerte proposte

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In considerazione dell’avvicinarsi della stagione invernale le imprese trentine stanno attivandosi, anche con il supporto della Provincia, per reperire la manodopera necessaria a fornire i servizi che caratterizzano il nostro territorio.

Se la modalità di approvvigionamento del personale è diversa dalla tradizionale assunzione diretta e si decide di esternalizzare alcuni servizi, la Provincia, anche su stimolo delle associazioni di categoria e dei consulenti del lavoro, raccomanda alle imprese interessate di informarsi adeguatamente rispetto alle caratteristiche dei contratti. In particolare, il contratto di appalto deve presentare gli elementi tipici dell’organizzazione dei mezzi necessari, come personale, beni mobili, attrezzature e beni di consumo e dell’assunzione del rischio di impresa da parte dell’appaltatore.

In caso di contratti di somministrazione di manodopera l’impresa proponente deve essere iscritta all’apposito albo, l’iscrizione si può verificare al seguente link.

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Si richiamano, quindi, alcune indicazioni che possono essere d’aiuto agli imprenditori per verificare quali aspetti approfondire qualora interessate a ricorrere a forme di esternalizzazione.

Innanzitutto è sicuramente possibile ricorrere all’appalto per lo svolgimento di alcune funzioni aziendali. Si ricorda, però, che se l’appaltatore non paga correttamente i propri dipendenti, anche l’imprenditore che utilizza le prestazioni dei lavoratori può dover rispondere del pagamento della retribuzione e del versamento di contributi e imposte, anche nel caso in cui abbia già effettuato il pagamento a favore dell’appaltatore.

E’ quindi essenziale valutare bene l’affidabilità dell’appaltatore o tutelarsi contrattualmente (ad esempio chiedendo dimostrazione dei pagamenti di quanto dovuto ai lavoratori) per non correre il rischio di pagare due volte.

Per essere sicuri che sia veramente un appalto bisogna ricordare che l’appaltatore deve organizzare il lavoro e mettere a disposizione eventuali mezzi o attrezzature necessari per compierlo. La messa a disposizione di personale la cui attività è poi coordinata dal committente (imprenditore) non è appalto. E se il giudice riconosce che quel contratto non è un vero appalto, l’imprenditore potrebbe essere obbligato ad assumere a tempo indeterminato i lavoratori formalmente dipendenti dell’appaltatore.

Solo le imprese autorizzate dal Ministero del Lavoro (verificabili al link sopra riportato) possono effettuare attività di somministrazione di manodopera, cioè possono offrire propri dipendenti ad un altro datore di lavoro affinché lavorino nella sua impresa.

L’autorizzazione può essere revocata qualora il Ministero rilievi delle irregolarità: è meglio quindi verificare periodicamente – e comunque sempre prima di ogni nuovo contratto – il permanere dei requisiti.

Neanche le imprese più grandi e strutturate possono ottenere un costo del lavoro non in linea con quello di mercato.

Si deve quindi assolutamente diffidare di proposte contrattuali in cui il costo orario è inferiore rispetto a quello comunemente pagato dai datori di lavoro del proprio settore.

Le imprese che offrono un costo del lavoro particolarmente ribassato potrebbero riuscire ad ottenere questo risultato non pagando i contributi ai lavoratori, oppure utilizzando tipologie di rapporto di lavoro non legittime o applicando contratti collettivi di lavoro non stipulati dalle Organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative (soprattutto nel caso di cooperative).

Attenzione perché, anche in questo caso, l’imprenditore che ha utilizzato i lavoratori non correttamente pagati può essere chiamato a versare in prima persona tutte le somme ancora dovute.

Da ultimo, va ricordato che ai lavoratori devono essere garantite condizioni di lavoro, vitto ed alloggio e soprattutto di retribuzione adeguate: sfruttare le condizioni di difficoltà di un lavoratore è un reato per cui può essere punito anche l’imprenditore che utilizza il lavoro di questo personale.

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