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Rovereto e Vallagarina

Mori: tariffe altissime, ambulanti sul piede di guerra

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Mugugni, malumori e forse anche qualcosa di più, da parte degli ambulanti del mercato di Mori. 

Nel mirino finisce l’amministrazione comunale di Mori per gli aumenti stratosferici del canone per l’occupazione degli spazi e aree pubbliche (COSAP).

Il consiglio comunale di Mori nel gennaio 2017 approva il nuovo regolamento di applicazione del canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche (Cosap), non ritenendo più adeguato il regolamento per l’applicazione della Tosap (tassa di occupazione) entrato in vigore nel 1994.

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Fino a 4 anni fa gli ambulanti pagavano il plateatico comprensivo della tassa dei rifiuti attraverso una convenzione che prevedeva il pagamento in 2 rate. (a marzo ed Agosto)

3 anni fa ICA, dopo la delibera del nuovo regolamento improvvisamente aumenta, senza nessun avvertimento, la tariffa annuale del 75% con pagamento in una sola soluzione.

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Ma, cosa strana, la tipologia di pagamento non è uguale per tutti.

Infatti agli ambulanti che lavorano fuori dai giorni di mercato è data la possibilità di continuare a pagare in due rate.

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Perché questa diversità di trattamento si chiedono tutti gli ambulanti? Esistono quindi gli ambulanti si serie A e quelli di serie B?

Le cose precipitano quanto il comune decide di dare in gestione gli spazi a GestEL terminando la collaborazione con ICA.

La GestEl invia subito una raccomandata a tutti quegli ambulanti che non avevano versato la quota annuale (la maggioranza) con richiesta di interessi a dir poco da usura.

Chiede infatti per ogni giorno di ritardo l’1% della somma. Totale: un 30% di interessi mensili.

Ma non è finita. Adesso viene la cosa da ridere.

GestEL chiede agli ambulanti anche il costo della raccomandata (5.50 €).

Nel mondo della tecnologia dove per legge (ripetiamo per legge) le aziende e le istituzioni sono obbligate ad inviare le comunicazione via pec ecco che GestEL non solo non usa la pec ma addebita il costo cartaceo della raccomandata ai poveri ambulanti già tartassati con l’aumento del 75% del canone e minacciati di dove pagare sanzioni e interessi proibitivi.

Sia ben chiaro, gli ambulanti vogliono pagare tutto fino all’ultimo euro ma chiedono di essere ascoltati.

«Vogliamo sederci a un tavolo e con dignità affrontare tutti questi temi importanti, ci sentiamo molto amareggiati, in fin dei conti nessuno di noi ha detto che non voleva pagare» – spiegano alcuni ambulanti.

Gli ambulanti il 4 di maggio 2019 mandano una PEC al comune di Mori e alla GestEl chiedendo la dilazione del pagamento in due rate. Il comune non risponde mentre la concessionaria degli spazi risponde «picche» il 29 maggio.

Da tenere in considerazione anche che esiste uno specifico regolamento del mercato che dice che qualora il canone annuale superi i 600 euro è obbligatorio dividere i pagamenti in 2 rate.

Da GestEl però arriva un’altra doccia fredda: questo articolo del regolamento  – fanno sapere – riguarderebbe infatti solo gli ambulanti che lavorano fuori dalla piazza del mercato del giovedì.

Bisogna ricordare che rispetto alle altre piazze del mercato trentino quella di Mori appare forse la più costosa in assoluto. «E questo è una contraddizione – spiega un ambulante – in un paese dove i negozi chiudono e dove il mercato del giovedì ravviva la comunità»

Ma purtroppo dal mondo ambulante emergono anche dei malumori che riguardano la gestione delle piazze dove ormai non esistono più controlli di nessun tipo e dove la concorrenza diventa spietata a danno di chi paga le tasse, regola le assunzioni e detiene un durc (verifica la regolarità contributiva) limpido e trasparente.

La concorrenza di Pakistani e Marocchini è spietata e scorretta. «Vediamo banchetti con 8 persone che lavorano tutte in nero e che vendono tutta la merce a 0,50 centesimi, impossibile sopravvivere, così si uccide il mercato»

Domani partirà una nuova lettera all‘attenzione dell’assessore al commercio del  comune di Mori per chiedere il rimborso delle giornate che gli ambulanti non hanno sfruttato. Mori infatti è l’unico comune che non rimborsa le giornate di assenza dal mercato. Anzi, in caso di assenza affitta gli spazi agli «spuntisti» guadagnando così il doppio.

Nella lettera c’è anche la richiesta di essere tenuti maggiormente in considerazione, sperando che «questa comunicazione non rimanga nella polvere di qualche cassetto. Vogliamo essere rispettati e non usati come limoni da spremere, visto anche che contribuiamo alla vita del paese» – si legge ancora

Ci sono anche due segnalazione: la prima riguarda una voragine che si è aperta nella pavimentazione di cubetti di porfido al parcheggio 39 già segnalata precedentemente ai vigili del comune. In quel caso qualcuno può farsi del male.

La seconda denuncia la presenza insistente di due «accattoni» che disturbano lavoratori e clienti in modo assillante tutti i giovedì.

«Visto quello che paghiamo abbiamo il diritto di essere difesi in tal senso crediamo» 

Un lavoro, quello degli ambulanti, che negli ultimi anni è diventato difficile e con margini risicati. Un lavoro che però le comunità amano e che si dovrebbe maggiormente valorizzare con idee innovative, regolamenti trasparenti e confronti serrati e costruttivi con le istituzioni. 

Cosa che fino ad ora a Mori non è successa. Attendiamo quindi con curiosità l’esito di questa nuova lettera inviata al comune. Questa volta risponderà? E come?

A posteri l’ardua sentenza oppure in questo caso, risposta.

 

 

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Rovereto e Vallagarina

Spinelli conferma: Cfp Veronesi e Iti Marconi avranno sede alla Meccatronica

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Rispondendo a un’interrogazione presentata il 24 maggio scorso dal consigliere Alessandro Olivi, l’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli, nega che la Giunta provinciale abbia bloccato il progetto per la costruzione delle nuove sedi del CFP Veronesi e dell’Istituto Marconi presso il Polo della Meccatronica a Rovereto.

E ricorda che era stato piuttosto il precedente esecutivo, nel quale l’allora vicepresidente Olivi ricopriva il suo stesso incarico, a non prevedere la realizzazione di quel progetto e ad aver rinviato ogni decisione al 2020/2021.

L’attuale Giunta, precisa Spinelli, è quindi chiamata a decidere ciò che dal 2012 e fino a ottobre 2018 l’amministrazione provinciale precedente non ha ritenuto di adottare.

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“Oggi – chiarisce l’assessore – l’intenzione della Giunta Fugatti considera assolutamente importante il legame tra attività economiche, ricerca e istruzione/formazione, ma ritiene imprescindibile studiare una soluzione ottimale per far convivere fisicamente le realtà produttive insediate con le due nuove sedi delle scuole “in un contesto di assoluta sicurezza”.

Le alternative localizzative sottoposte ad un vaglio tecnico e che possono essere più d’una – annuncia concludendo Spinelli –, saranno pronte entro gli anni 2020/2021, come previsto nei documenti di programmazione approvati nella scorsa legislatura

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Rovereto e Vallagarina

Controlli Rovereto: identificate 50 persone, nessuna illegalità o irregolarità

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Nella foto il Questore Garramone

Nell’imminenza delle festività natalizie, il piano di servizi straordinari di controllo del territorio appositamente predisposto dal Questore per la Provincia di Trento Giuseppe Garramone ha interessato nei giorni scorsi anche la città di Rovereto, dove i poliziotti del Commissariato di P.S. sono stati coadiuvati dai colleghi della Squadra di Polizia Amministrativa della Questura e dalla Polizia Locale per un servizio straordinario che ha interessato in particolare gli esercizi pubblici del centro cittadino.

Sono stati intensificati i controlli ai parchi cittadini ed ai luoghi maggiormente frequentati e per finire, in serata, sono stati controllati bar ed altri esercizi pubblici verificando la regolarità delle licenze ed identificando la clientela.

Al termine del servizio, sono risultate più di cinquanta le persone controllate, senza che emergessero rilevanti situazioni di illegalità o irregolarità.

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Rovereto e Vallagarina

Danni a flora e fauna per i botti di fine anno, l’Enpa chiarisce la situazione

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l’Ente Nazionale Protezione Animali torna a farsi sentire ed invita i sindaci trentini a prendere le giuste precauzioni in vista dei botti di capodanno.

Le spiegazioni arrivano anche dall’Oipa che, come ogni anno, chiarisce la situazione. Gli animali hanno una percezione diversa dei rumori, il senso dell’udito degli umani è nettamente inferiore rispetto a quello dei cani. Questi sentono vibrazioni comprese tra 20 mila e 40 mila hz, il che significa che la loro percezione uditiva può essere doppia rispetto a quella umana. Anche l’olfatto, in loro, è nettamente più sviluppato.

Tutto questo porta a una riflessione: se non si è in grado di percepire il disagio che questi esseri viventi provano durante lo scoppio, per esempio, di petardi…come è possibile arrivare a dei miglioramenti? Ebbene, la risposta potrebbe essere: informandosi. Bastano infatti poche ricerche per capire il disagio che certe situazioni causano a cani, gatti e non solo. Capendo le differenze e comprendendo le loro “capacità” è forse possibile pensare di cambiare abitudini e affrontare il Capodanno con un nuovo spirito.

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L’Enpa, invita quindi i sindaci trentini a predisporre ordinanze di divieto. «Occorre fare in fretta e bene, agire tempestivamente significa anche avere il tempo di pubblicizzare adeguatamente il divieto presso i cittadini. Contemporaneamente occorre vigilare sui canali di vendita e essere implacabili laddove dovessero essere scoperti produttori e venditori di botti illegali. Ribadiamo che emanare ordinanze con le quali si vieta l’uso dei botti a Capodanno significa tutelare persone, animali, ambiente».

Dallo stesso ente arrivano anche importanti consigli. La raccomandazione è quella di non lasciare i cani e gli animali in spazi aperti, in spazi dove il suono “della festa” potrebbe essere percepito direttamente.

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«Sia nella mattinata che nel pomeriggio dell’ultimo dell’anno– spiega l’ente-, è bene portare il cane a fare lunghe e piacevoli passeggiate, in luoghi per lui stimolanti, così la sera sarà relativamente stanco e meno attento a quello che succede fuori casa».

È inoltre essenziale evitare di far assistere il cane al trambusto notturno, anche se nella speranza di fargli capire che non deve spaventarsi. La loro, come specificano gli esperti, è una reazione istintiva.

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Per questo stesso motivo è consigliabile non lasciare gli animali legati ai guinzagli in situazioni di questo tipo, potrebbero auto lesionarsi in preda alla paura.

A schierarsi contro i botti di Capodanno anche il WWF, che in una ricerca risalente al 2016 ha riportato dei dati significativi in merito ai danni dei botti dell’ultimo dell’anno. Gli effetti sulla fauna sono particolarmente pesanti e poco noti, spiega l’Associazione, si stima che ogni anno in Italia almeno 5000 animali muoiano a causa dei botti di fine anno. Di questi circa l’80% sono animali selvatici, soprattutto uccelli.

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