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Trento

Via libera al Programma annuale per le scuole dell’infanzia. Meno risorse perché calano gli iscritti

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​Con i tre voti favorevoli dei consiglieri Alessia Ambrosi, Gianluca Cavada e Devid Moranduzzo, tutti di Lega Salvini Trentino, e i due di astensione di Sara Ferrari (Pd) e Paolo Ghezzi (Futura 2018), la Quinta Commissione permanente dell’assemblea legislativa si è espressa oggi a favore del programma provinciale scuole dell’infanzia per l’anno 2019-2020, relativamente alla parte che riguarda il finanziamento a budget di queste istituzioni.

Per presentare all’organismo presieduto da Ambrosi la delibera proposta nel merito dalla Giunta, è intervenuto l’assessore all’istruzione Bisesti, accompagnato dalla dirigente dell’Umse (Unità di missione semplice) scuola e servizi infanzia, Emanuela Maino.

L’assessore ha evidenziato come le minori risorse assegnate al settore, che passano da 89.500.000 euro dello scorso anno agli 87.900.000 euro del prossimo (2019-2020), sia dovuto al calo dei bambini iscritti alle scuole dell’infanzia sia provinciali che equiparate, diminuiti di 409 unità, pari a 13 sezioni, rispetto al 2018-2019.

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La riduzione di iscritti – ha proseguito Bisesti – interessa soprattutto le scuole dell’infanzia più decentrate del territorio, dove la Provincia intende intervenire con maggiori risorse per garantire questo servizio, che rappresenta un importante presidio territoriale, e contrastare così lo spopolamento.

Più in generale l’esecutivo vuole affrontare con la massima incisività la difficile sfida della calo delle nascite attraverso le politiche per la famiglia. Infatti, ha ricordato l’assessore, anche se il tasso di natalità del Trentino, dove la media è di 1,7 nati per donna, è superiore rispetto al resto del Paese, siamo tuttavia ancora lontani dalla soglia minima, che dovrebbe essere naturale, di 2,1. Ovvio – ha osservato l’assessore – che a risentire negativamente del problema sia innanzitutto il settore della scuola dell’infanzia.

Bisesti ha tenuto a precisare che il minor finanziamento complessivo stanziato dalla Provincia è al netto delle quote per il personale e per le strutture, che rimangono invariate rispetto allo scorso anno.

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Anzi, ha assicurato, l’organico sarà potenziato nelle scuole dell’infanzia delle aree più “periferiche” del Trentino, dove è difficile reperire insegnanti, come ad esempio il Primiero.

L’assessore ha parlato anche degli avanzi di gestione o accantonamenti superiori ai 2.000 euro che risultano nella rendicontazione delle scuole dell’infanzia equiparate, escludendo le spese in conto capitale.

Nell’anno scolastico che inizierà a settembre, ha spiegato, queste risorse rimarranno al 60% a disposizione delle singole scuole per far fronte a spese di funzionamento non coperte dalle entrate, impreviste o di investimento.

Quanto al rimanente 40%, metà dovrà andare alle associazioni degli enti gestori (Federazione scuole materne o Coesi) per far fronte a spese di investimento nelle scuole aderenti, e l’altra metà dovrà invece essere restituita alla Provincia per coprire i fabbisogni nel settore delle scuole dell’infanzia equiparate.

Rispondendo a una domanda di Ambrosi sul numero dei cosiddetti bambini no vax iscritti alle scuole dell’infanzia, l’assessore ha spiegato che il fenomeno, inizialmente importante, si è via via molto ridimensionato fino allo scarsissimo rilievo attuale.

A un’altra domanda di chiarimento posta da Ferrari sul fondo aggiuntivo di 150.000 euro destinato a finanziare specifici progetti di sviluppo e innovazione, la dirigente Maino ha risposto che queste risorse serviranno soprattutto per implementare la dotazione tecnologica e le reti informatiche delle scuole dell’infanzia equiparate.

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