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Trento

Mattia Merzi combatte come un guerriero: la grande gara di solidarietà della comunità trentina

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Mattia Merzi è un bambino colpito da un malattia rara e respira solo attraverso dei macchinari.

Trascorre mesi in terapia in intensiva girando fra gli ospedali di Padova, Trento e Rovereto.

Ora è ricoverato a Villa Serena dove è accudito giorno e notte da infermiere che hanno preso a cuore la sua situazione.

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I genitori Barbara Sartori e Dimitri Merzi e il fratello Alessandro non hanno mai smesso di combattere.

Tutto è partito con la creazione della  pagina Facebook “Un aiuto per Mattia” dove viene raccontata la storia di Mattia.

Sulla pagina l’appello della famiglia che chiede sostegno economico e aiuto, anche con la semplice condivisione del post.

E’ stata però la comunità trentina a compiere il gesto più bello e inaspettato: decine e decine di persone hanno voluto essere vicine alla famiglia con un messaggio o un piccolo versamento economico.

Dopo solo pochi giorni infatti è stato pubblicato un breve aggiornamento.

«Carissimi tutti – scrivono i genitori –  in pochissime ore ci è piovuto addosso tutto il vostro sostegno; oltre 400 “mi piace” alla pagina FB, interazioni continue, oltre 53.000 visualizzazioni del post e della foto del sorriso di Mattia. Per i genitori un supporto così forte rappresenta sicuramente un’iniezione di energia in questo momento buio, la sensazione di non sentirsi soli con una tifoseria che li sostiene in questa partita. Speriamo che anche Mattia possa avvertire questa vicinanza di tante persone e che gli serva per affrontare meglio la sua salita. Vi terremo costantemente aggiornati sulle attività e traguardi che la nostra iniziativa saprà raggiungere.  Grazie!💖»

Una rete di solidarietà che ha lasciato stupiti i genitori e ha dato loro ancora più forza per combattere. La madre Barbara, che ha abbandonato il lavoro insieme al marito per accudire il figlio malato, spiega che si sentiva in colpa a chiedere qualcosa agli altri, ma Deborah e Paola (due amiche di famiglia) hanno aperto una pagina Facebook e hanno iniziato una raccolta fondi per aiutare il piccolo Mattia.

In pochi giorni tantissimi hanno condiviso la loro storia e hanno deciso di dare il loro contributo con un sostegno morale ed economico.

Fino al 2014 Mattia è un bambino come tutti gli altri, poi arriva una polmonite e alcune difficoltà respiratorie.

E allora comincia la trafila dei ricoveri nei vari ospedali.

Viene ricoverato prima al Santa Chiara e poi a Padova in terapia intensiva.

Sembrava guarito, ma nel 2015 altri problemi lo hanno costretto un’altra volta alla terapia intensiva. La parte del cervello che regola la denutrizione e la respirazione è andata in tilt.

Con le apposite macchinette il bambino è tornato  a casa e a scuola, terminando le medie.

A dicembre dell’anno scorso ha fatto ulteriori visite da cui sono emersi ulteriori problemi, e a febbraio Mattia è tornato per l’ennesima volta in ospedale. Gli è stata diagnosticata una malattia rara, ma non si sa bene cosa sia e come curarla.

Ad oggi non è più quello di prima: non cammina, non parla e ha bisogno di assistenza 24 ore su 24. I genitori devono essere presenti in tutti gli ospedali dove il piccolo è ricoverato, perché le infermiere di turno sono poche e devono accudire anche gli altri malati.

A causa di ciò la madre è stata costretta a lasciare il lavoro, mentre i titolari del Music Center per cui lavorava il padre, hanno deciso di mandarlo in aspettativa.

Ieri grazie all’aiuto dell’Azienda Sanitaria hanno trascorso un’intera giornata a Casa Serena (centro residenziale di ANFFAS Trentino Onlus che si occupa di persone con grave disabilità psico-fisica 24 ore al giorno).

Il primo obiettivo sarà quello di farlo tornare a camminare e poi, piano piano, staccare il ventilatore al quale è attaccato.

Qui la storia pubblicata sulla pagina facebook:

Ciao a tutti, mi chiamo Paola e sono di Trento ed il bimbo nella foto è “l’ eroe” Mattia, eroe perché Mattia combatte quotidianamente da quasi cinque anni con una grave malattia di quelle che vengono definite rare e per le quali non esiste cura, almeno per il momento attuale.

Mattia è passato da una vita normale e spensierata al letto di un ospedale costantemente legato alle macchine che gli permettono di alimentarsi e respirare e sempre minacciato da crisi epilettiche che determinano un monitoraggio “a vista” continuo affinché queste non possano risultare pericolose se non addirittura letali in caso di intervento non immediato.

Tale necessità di assistenza h 24 ha evidentemente comportato la presenza continua dei genitori che sono stati costretti a licenziarsi, la mamma, e a richiedere aspettativa non retribuita il padre, con tutte le conseguenze logistico economiche devastanti per il nucleo familiare, vista anche la presenza di un altro figlio.

A breve Mattia sarà trasferito presso una struttura più adeguata a gestire la sua malattia, “Casa Serena” di Trento ed i genitori continueranno ad assisterlo con tutto l’amore e la forza che sapranno avere.

Non sono una persona particolarmente attiva sui social, ma so che oggi sono un rapido strumento di divulgazione.

Chiedo quindi a tutto coloro che lo vorranno di sostenere Mattia e la sua famiglia condividendo il post e, per chi lo vorrà e potrà farlo, di dare anche un sostegno economico quanto mai necessario per la situazione sopra descritta.

Il conto corrente è intestato a: “UN AIUTO PER MATTIA”– IBAN : IT68W0830401800000004384222
Grazie a tutti.

Dopo il verbo “amare” il verbo “aiutare” è il più bello del mondo.
(Anonimo)

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