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Trento

Imprese trentine a Biofach: ecco il bando per partecipare

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Il Trentino è apprezzato dai consumatori tedeschi, per i paesaggi, ma anche per le tradizioni e le specialità enogastronomiche.

Di particolare rilevanza è il settore biologico, che in Germania pesa 5 miliardi e riguarda il 30% del totale dei prodotti acquistati.

Un ambito in cui le imprese trentine possono dire la loro. Per questo Trentino Sviluppo, forte della positiva esperienza di quest’anno, ha scelto di tornare a Biofach: fiera di punta del settore, in programma a Norimberga il prossimo febbraio.

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L’opportunità è rivolta alle imprese con certificazione biologica attive nei settori: alimenti trasformati biologici, prodotti vitivinicoli e cosmetici.

Oltre alla partecipazione alla manifestazione, è previsto un approfondito percorso di analisi e di preparazione.

Il bando è stato lanciato oggi, nell’ambito dell’incontro “Vendere bio in Germania” e scadrà il 28 giugno.

Lo scorso febbraio alcune imprese del territorio hanno partecipato, con uno stand dedicato al Trentino, alla fiera Biofach, appuntamento di riferimento per il settore a livello internazionale.

I feedback positivi e i contatti di business raccolti dalle aziende hanno motivato Trentino Sviluppo, promotore dell’iniziativa, ad organizzare una nuova missione commerciale in Germania, dedicata proprio al settore della trasformazione di prodotti biologici, dal miele alle confetture, dal vino ai cosmetici, fino alla pasta e all’olio.

L’iniziativa è stata presentata oggi in occasione di un partecipato incontro promosso nella sede di Trentino Sviluppo a Rovereto, dedicato all’illustrazione dei dati del secondo Osservatorio sul biologico trentino in Germania, realizzato in collaborazione con Nielsen.

Il bando si rivolge alle imprese con certificazione biologica del cluster alimentare, vitivinicolo e cosmetico con sede legale in Trentino.

Le realtà che si candideranno saranno valutate sulla base della presenza dei necessari requisiti, delle potenzialità di export, della struttura commerciale e delle esperienze internazionali. Le azioni previste comprendono, tra le altre cose, una fase preparatoria con analisi approfondita delle possibilità di export, il supporto nella promozione attraverso canali tradizionali e digitali, l’organizzazione di B2B e la ricerca di partner commerciali.

Un percorso che preparerà al meglio gli imprenditori alla partecipazione alla fiera Biofach, che nel 2019 ha ospitato quasi tremila espositori e oltre cinquantamila visitatori provenienti da 144 Paesi diversi.

In occasione dell’evento, in programma dal 12 al 15 febbraio 2020, sarà allestito uno spazio espositivo trentino in cui sarà possibile organizzare incontri con gli operatori del settore, con i giornalisti, ma anche eventi di networking e di presentazione dei prodotti.

La scadenza per partecipare al bando è il 28 giugno 2019.

Maggiori informazioni sulle modalità di partecipazione, i costi e i servizi offerti sono disponibili sul sito

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Trento

Contratti di esternalizzazione, attenzione ad analizzare in maniera critica le offerte proposte

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In considerazione dell’avvicinarsi della stagione invernale le imprese trentine stanno attivandosi, anche con il supporto della Provincia, per reperire la manodopera necessaria a fornire i servizi che caratterizzano il nostro territorio.

Se la modalità di approvvigionamento del personale è diversa dalla tradizionale assunzione diretta e si decide di esternalizzare alcuni servizi, la Provincia, anche su stimolo delle associazioni di categoria e dei consulenti del lavoro, raccomanda alle imprese interessate di informarsi adeguatamente rispetto alle caratteristiche dei contratti. In particolare, il contratto di appalto deve presentare gli elementi tipici dell’organizzazione dei mezzi necessari, come personale, beni mobili, attrezzature e beni di consumo e dell’assunzione del rischio di impresa da parte dell’appaltatore.

In caso di contratti di somministrazione di manodopera l’impresa proponente deve essere iscritta all’apposito albo, l’iscrizione si può verificare al seguente link.

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Si richiamano, quindi, alcune indicazioni che possono essere d’aiuto agli imprenditori per verificare quali aspetti approfondire qualora interessate a ricorrere a forme di esternalizzazione.

Innanzitutto è sicuramente possibile ricorrere all’appalto per lo svolgimento di alcune funzioni aziendali. Si ricorda, però, che se l’appaltatore non paga correttamente i propri dipendenti, anche l’imprenditore che utilizza le prestazioni dei lavoratori può dover rispondere del pagamento della retribuzione e del versamento di contributi e imposte, anche nel caso in cui abbia già effettuato il pagamento a favore dell’appaltatore.

E’ quindi essenziale valutare bene l’affidabilità dell’appaltatore o tutelarsi contrattualmente (ad esempio chiedendo dimostrazione dei pagamenti di quanto dovuto ai lavoratori) per non correre il rischio di pagare due volte.

Per essere sicuri che sia veramente un appalto bisogna ricordare che l’appaltatore deve organizzare il lavoro e mettere a disposizione eventuali mezzi o attrezzature necessari per compierlo. La messa a disposizione di personale la cui attività è poi coordinata dal committente (imprenditore) non è appalto. E se il giudice riconosce che quel contratto non è un vero appalto, l’imprenditore potrebbe essere obbligato ad assumere a tempo indeterminato i lavoratori formalmente dipendenti dell’appaltatore.

Solo le imprese autorizzate dal Ministero del Lavoro (verificabili al link sopra riportato) possono effettuare attività di somministrazione di manodopera, cioè possono offrire propri dipendenti ad un altro datore di lavoro affinché lavorino nella sua impresa.

L’autorizzazione può essere revocata qualora il Ministero rilievi delle irregolarità: è meglio quindi verificare periodicamente – e comunque sempre prima di ogni nuovo contratto – il permanere dei requisiti.

Neanche le imprese più grandi e strutturate possono ottenere un costo del lavoro non in linea con quello di mercato.

Si deve quindi assolutamente diffidare di proposte contrattuali in cui il costo orario è inferiore rispetto a quello comunemente pagato dai datori di lavoro del proprio settore.

Le imprese che offrono un costo del lavoro particolarmente ribassato potrebbero riuscire ad ottenere questo risultato non pagando i contributi ai lavoratori, oppure utilizzando tipologie di rapporto di lavoro non legittime o applicando contratti collettivi di lavoro non stipulati dalle Organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative (soprattutto nel caso di cooperative).

Attenzione perché, anche in questo caso, l’imprenditore che ha utilizzato i lavoratori non correttamente pagati può essere chiamato a versare in prima persona tutte le somme ancora dovute.

Da ultimo, va ricordato che ai lavoratori devono essere garantite condizioni di lavoro, vitto ed alloggio e soprattutto di retribuzione adeguate: sfruttare le condizioni di difficoltà di un lavoratore è un reato per cui può essere punito anche l’imprenditore che utilizza il lavoro di questo personale.

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Trento

Accordo governo – regioni per la prevenzione e controllo dell’influenza

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Recepito venerdì dalla Giunta provinciale, su proposta dell’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana, l’accordo fra il Governo, le Regioni e le Province autonome in tema di prevenzione e controllo dell’influenza, con le raccomandazioni per la stagione 2019 – 2020.

Un documento – spiega l’assessore Segnana – ben presente all’Azienda sanitaria, che già da tempo adotta le misure indicate quale standard nazionale. A tal fine vale la pena ricordare che la vaccinazione contro l’influenza, offerta gratuitamente durante l’autunno ai soggetti che in base alle proprie condizioni sono esposti ad un rischio maggiore di complicanze, è uno degli accorgimenti, seppur il principale. Vi sono infatti misure di igiene e protezione individuale che rappresentano azioni importanti per limitare la diffusione del virus, la cui efficacia è stata riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della Sanità”.

L’influenza è una malattia infettiva che colpisce l’apparato respiratorio ed interessa tutte le persone, bambini e adulti, indipendentemente dallo stile di vita, dall’età e dal luogo di vita. Il virus dell’influenza si trasmette per via aerea o per contatto fisico.

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Le misure di prevenzione sono finalizzate a diminuire la diffusione del virus e sono gesti semplici ed economici che possono essere osservati tutti come igiene delle mani (lavaggio accurato e regolare delle mani, utilizzo di disinfettante), igiene respiratoria, comprensiva dell’utilizzo di fazzoletti monouso, isolamento della persona influenzata, soprattutto nella fase iniziale della malattia, evitare il contatto fisico, utilizzo di mascherine da parte delle persone influenzate.

Accanto a tali semplici misure, si affianca la vaccinazione che è la misura più efficace e che è raccomandata in special modo per le persone a rischio, quali ad esempio, anziani di età pari o superiore ai 65 anni, donne in gravidanza, persone affette da malattie croniche dell’apparato circolatorio o di quello respiratorio, pazienti diabetici, pazienti oncologici, persone che per motivi di lavoro sono a contatto con animali, persone che lavorano nei servizi pubblici di primario interesse collettivo, ad esempio, vigili del fuoco, forze dell’ordine, operatori sanitari, ecc.

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Trento

Mobilità elettrica, il piano provinciale e il quadro operativo

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Si è svolto nel pomeriggio di venerdì, al MuSe, il convegno dedicato alla mobilità elettrica e, in questa sede, è stato presentato da Maurizio Fauri, docente dell’Università di Trento, il Piano provinciale dedicato.

Fauri, in collaborazione con l’assessorato competente – vicepresidente Mario Tonina – è l’esperto/redattore del Piano. Eletric Mobility Day è un’iniziativa patrocinata dalla Provincia autonoma, sostenuta da prepAIR, (progetto europeo che impegna i sei territori del Nord Italia ad adottare le stesse modalità di monitoraggio della qualità dell’aria) con ConfCommercio-Trentino e Neogy, la joint venture formata da Dolomiti Energia Holding (Trentino) e Alperia (Alto Adige), per fare rete e procedere insieme allo sviluppo congiunto della mobilità elettrica.

Nel convegno di oggi pomeriggio in Sala Conferenze al MuSe si sono succeduti nelle relazioni, Nicola Fruet Presidente NEOGY che ha presentato “Le reti e le sinergie”; Franco Fenoglio Presidente e AD di ITALSCANIA che ha illustrato gli “Scenari presenti e futuri del Trasporto industriale”. Fenoglio, partendo da quanto fa l’azienda, anche in termini di ricerca, ha sottolineato che “vogliamo risolvere il problema (dell’inquinamento e apporto negativo sul clima) di cui siamo parte e dunque, stiamo investendo molto e vogliamo essere parte della soluzione”.

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Dopo di lui è intervenuto Paolo Andreolli Direttore Operativo NEOGY “Reti in rete” e quindi Maurizio Fauri che ha presentato, appunto, “Il Piano provinciale per la mobilità elettrica” . 

Alle relazioni è seguita una tavola rotonda con, anche, la partecipazione di Camilla Girardi Presidente Autoconcessionari ConfCommercio Trentino e Davide Comunello della testata “Quattroruote”. Quest’ultima dedica periodicamente un inserto specifico al tema della mobilità elettrica.

L’ente pubblico, la Provincia autonoma, e le aziende private lavorano in sinergia per andare velocemente verso un futuro in cui questo tipo di mobilità, specie, nel nostro territorio, possa essere una delle scelte prioritarie per gli spostamenti delle persone e delle merci.

Il cammino è già iniziato e la rete di distribuzione di colonnine di rifornimento di vario tipo (anche in collaborazione con la Federazione trentina della Cooperazione) con i contributi provinciali sommati a quelli statali che favoriscono l’acquisto di auto elettriche o/e ibride sono, a detta degli esperti, segnali molto positivi che, in capo a meno di un decennio, potranno cambiare completamente il panorama della mobilità del Trentino.

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