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Trento

73° Assemblea Asat, Battaiola: «Ambiente, paesaggio e qualità della vita il vero valore aggiunto del turismo trentino»

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Si è svolta oggi al Palarotari di Mezzocorona la 73a Assemblea annuale dell’Associazione Albergatori ed imprese turistiche del Trentino (Asat) alla quale hanno partecipato numerose autorità civili e militari, rappresentanti delle istituzioni, tra i quali, il Commissario del Governo, Sandro Lombardi, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, il vicepresidente della Provincia e assessore all’ambiente, Mario Tonina, l’assessore provinciale al Turismo e sport, Roberto Failoni, nonché rappresentanti del mondo economico ed associativo.

A porgere agli albergatori i saluti di benvenuto è stato il sindaco di Mezzocorona, Mattia Hauser.

Il presidente dell’Asat, Giovanni Battaiola, nel suo intervento ha ricordato, innanzitutto, i recenti rinnovi delle cariche rappresentative dell’Associazione, con il Consiglio direttivo provinciale che ha visto l’ingresso di oltre il 40% di nuovi membri, di cui il 35% donne.

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Anche la Giunta esecutiva si è rinnovata per oltre il 40%. «Da questi cambiamenti – ha evidenziato Battaiola – sapremo rinnovare la nostra azione e, come sempre, affrontare problemi e proposte in modo innovativo e con entusiasmo».

Il presidente ha quindi ricordato all’Assemblea che il prossimo impegno cui sarà chiamata l’Associazione, così come previsto dalla Statuto, sarà la predisposizione del “Piano strategico quadriennale” sulla base delle indicazioni raccolte dagli associati durante il percorso di rinnovo delle cariche sociali.

Ha quindi analizzato la situazione economica generale, soffermandosi in particolare sui temi strategici considerati fondamentali per il settore turistico e il comparto della ricettività, ribadendo prima di tutto l’importanza dell’Autonomia.

«L’Autonomia – ha detto Battaiola – nei suoi aspetti istituzionali, economici, culturali ha consentito a questa terra di accrescere il livello di benessere della sua popolazione e ancora prima di affrontare e di impostare il proprio percorso di sviluppo, di decidere come allocare risorse, quali obiettivi privilegiare. Le recenti elezioni hanno portato a un cambio delle classi dirigenti alla guida della nostra Autonomia. È quindi nella normalità che vengano fatte scelte diverse dal passato, ma la consapevolezza dell’importanza dell’Autonomia deve essere patrimonio e punto di riferimento per tutti».

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L’ambiente naturale valore aggiunto per il turismo

Altri punti fondamentali per l’Asat sono quelli dell’ambiente naturale e del paesaggio che insieme alla qualità della vita dei residenti e degli ospiti, rappresentano il vero valore aggiunto dell’economia turistica del territorio.

Valori fondanti anche per l’identità del territorio e del patrimonio culturale e su cui occorre inserire innovazioni che tengano conto dei cambiamenti continuamente in atto nella società, nei consumi, nella cultura, nell’economia.

RECUPERO DI STRUTTURE ALBERGHIERE DISMESSE – In questo senso, ha continuato il presidente dell’Asat – s’inserisce la richiesta dell’associzione, accolta dalla legge provinciale di semplificazione, di prevedere la possibilità di recuperare le strutture alberghiere dismesse per utilizzarle come alloggi di servizio: «In questo modo sarà possibile dare risposta ad un’esigenza dei lavoratori del settore, aumentando l’offerta ricettiva alberghiera senza costruire nuove volumetrie, anzi salvaguardando il territorio attraverso il recupero di edifici fatiscenti».

SVILUPPO SOSTENIBILE – Questa visione strategica di attenzione e valorizzazione dell’ambiente presuppone il perseguimento di uno sviluppo sostenibile che deve ispirare le azioni di governo, della società e dell’economia, creando, in questo senso, un vero e proprio “gioco di squadra”.

«Sullo sviluppo sostenibile e l’economia circolare – he evidenziato Battaiola- incidono non solo le idee e le decisioni del governo provinciale, ma anche quelle delle imprese e delle stesse organizzazioni che le rappresentano. Per questo riteniamo importante e doveroso che la nostra associazione si faccia carico di promuovere questa idea di sviluppo. Ci immaginiamo dunque di proseguire nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio ambientale, in uno sviluppo urbanistico equilibrato, in una rete infrastrutturale che privilegi una mobilità intelligente ed interconnessa, in una rete di infrastrutture immateriali che copra effettivamente tutto il Trentino».

MOBILITÀ E ACCESSIBILITÀ AL TERRITORIO – E proprio in tema di mobilità, il presidente degli albergatoti ha ricordato l’assoluta rilevanza per il settore turistico della raggiungibilità del nostro territorio che richiede infrastrutture, accessi rapidi nelle diverse aree della provincia, nonché un sistema di mobilità esteso con connessioni e scambi cadenzati tra i vari mezzi. E questo non solo nell’interesse degli ospiti, ma anche dei cittadini trentini.

RETE DI IMPRESE – Altro tema considerato strategico per il turismo è quello l’innovazione, fattore di sviluppo imprescindibile, così come diventa fondamentale per affrontare le sfide del futuro la nascita di reti tra imprese che, a loro volta, devono essere supportate con la messa a disposizione di risorse per gli investimenti, ma non solo. In questo senso Battaiola ha ribadito l’importanza di un sistema dell’organizzazione e della promozione turistica che consenta alle imprese alberghiere e del turismo di fare rete, di produrre sinergie tra imprese e territori, di essere più forti sui mercati, “in poche parole di essere meno sole e più organizzate”.

VISIONE STRATEGICA PER IL TURISMO TRENTINO – In questa visione strategica e di sviluppo diventa inoltre essenziale recuperare e migliorare, laddove utile, strumenti e attività come il piano strategico di Trentino Marketing; il Tavolo azzurro, luogo di elaborazione progettuale e di confronto; i tavoli tecnici, come il board commerciale; le singole progettualità come la valorizzazione dell’enogastronomia trentina e dei prodotti tipici e di qualità. «In questo contesto va discusso assieme il ruolo delle Apt: costruzione del prodotto, informazione ed accoglienza turistica sono le principali funzioni che sul territorio le Apt devono garantire».

FORMAZIONE – Dopo avere ricordato la massima attenzione dell’Asat sulla sul tema della ricettività alternativa, per la quale si chiede anche una regolamentazione normativa della Provincia, il presidente dell’Asat si è soffermato sulla formazione, ritenendo importante il confronto continuo tra sistema dell’istruzione, della formazione professionale e del mondo universitario, per aumentare la collaborazione, per costruire azioni comuni, per utilizzare al meglio i molti strumenti esistenti e utili al rapporto tra scuola ed impresa.

In questo senso si ritiene che sul tema della formazione dei collaboratori attuali e futuri e degli stessi imprenditori vadano stabilite alleanze con soggetti pubblici e privati tra i quali l’Ente bilaterale, Accademia di Impresa, la Fondazione Caritro e la Fondazione Trentino Università. Esemplare da questo punto di vista è il lavoro che stiamo facendo con il for.te, il nostro fondo interprofessionale, con centinaia di aziende e lavoratori coinvolti.

LAVORO – Il settore turistico al pari di altri settori economici, ha riferito inoltre Battaiola, mostra difficoltà nella ricerca di collaboratori ed è opportuno interrogarsi sulle cause di questa situazione che richiede interventi con iniziative adeguate per trovare soluzioni. «Stanno cambiando le professionalità richieste – ha evidenziato il presudente dell’Asat – e si affacciano nuovi profili professionali, alcuni dei quali legati all’evoluzione tecnologica.

Ci pare che manchi la consapevolezza di questi cambiamenti e di queste opportunità. Dobbiamo in sede nazionale e in sede locale lavorare ad un progetto di comunicazione e di promozione del lavoro nel settore turistico. Nello stesso tempo bisogna che le professioni nel turismo non siano percepite o comunicate come ripiego momentaneo in attesa di altre opportunità professionali.

Riteniamo che debba crescere anche all’interno delle imprese una cultura organizzativa e manageriale che valorizzi la professionalità e il ruolo dei collaboratori – ha evidenziato il presidente dell’Asat – La crescita delle nostre aziende, una migliore qualità dei servizi erogati e in definitiva una migliore redditività passa anche e soprattutto attraverso la professionalità e la soddisfazione sul luogo di lavoro dei nostri collaboratori.

Il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti nel suo intervento di saluto ha ricordato l’importanza del comparto turistico, cresciuto nel 2018 del 3,3%, dimostrando quanto questo settore sia trainante per l’economia trentina, soprattutto per la sua capacità di fare attrazione e qualità. Fugatti, riferendosi ai punti trattati da Battaiola, ha confermato l’attenzione e l’impegno della Giunta provinciale sui temi che stanno particolarmente a cuore degli albergatori, come quello semplificazione burocratica, ribadendo l’impegno della Provincia in tal senso; su quello della riduzione del peso fiscale; su quello delle infrastrutture, quest’ultime che dovranno essere realizzate nel rispetto della sostenibilità ambientale.

In questo senso – ha evidenziato Fugatti – servono infrastrutture per le valli, ma anche quelle di collegamento infraregionali. L’attenzione della Giunta è anche sul tema della mobilità, perché una buona mobilità aumenta l’attrattività del territorio e proprio in questa prospettiva la Giunta provinciale sta lavorando anche su un ulteriore miglioramento dei servizi con l’aeroporto di Verona.

Infine il presidente della Provincia si è soffermato in modo particolare sui temi del lavoro e della formazione che richiedono un nuovo approccio culturale sia nel mondo scolastico, sia in quello delle famiglie e per i quali servono forti investimenti, per fare capire che il mondo della ricettività offre importanti occasioni di lavoro che non devono essere considerati di “secondo livello” o addirittura di ripiego, ma di prestigio e di ampie prospettive. Infine un cenno è stato fatto agli Stati generali della montagna, una metodologia di lavoro che non si esaurisce con l’incontro di Comano, ma che continuerà nel medio o lungo periodo e i cui risultati offriranno importanti spunti per la predisposizione del Piano di sviluppo provinciale, un piano di lunga visione dove il comparto turistico svolge un ruolo fondamentale.

L’assessore al Turismo, Failoni, nel suo intervento di saluto ha evidenziato la necessità di ripensare all’architettura del sistema dell’ospitabilità, in considerazione delle rivoluzioni che sono avvenute in questo comparto alle quali non corrisponde un quadro normativo trentino ormai non più coerente e allineato a ciò che richiede il mercato. In questo senso occorre snellire tutti gli aspetti autorizzativi e procedurali e intervenire sull’attuale sistema di classificazione che non riconosce l’efficienza e la centralità del servizio e la pecezione degli ospiti.

Occorre, altresì, rafforzare il legame tra territorio e prodotti/servizi territoriali offerti dai diversi settori economici, nell’ottica di aumentare il valore della proposta attraverso la valorizzazione del marchio territoriale e del marchio di qualità. In tal senso è stato dato un nuovo impulso al marchio “Qualità Trentino” strumento strategico per la promozione complessiva del Trentino. Per quanto attiene la mobilità è necessario considerarla in tutti i suoi aspetti, urbanistici, naturali, turistici, cogliendo anche le opportunità offerte dal mondo digitale, a cominciare dal progetto “Trentino Guest Platform” che consente ad ogni attore del territorio di rendere accessibile digitalmente la propria proposta ed esporla su questa piattaforma secondo standard d’integrazione comune.

Infine per quanto attiene il meccanismo di funzionamento del marketing turistico-territoriale, Failoni ha spiegato che si agirà su due livelli: il primo centrale, nel senso che “va ridata centralità a Trentino Marketing e potenziato il rapporto tra la stessa società e il sistema degli attori attraverso una redifinizione della configurazione organizzativa e dei compiti affidata alla stessa”; il secondo territoriale (Apt) “è necessario rafforzare la rappresentitività delle Apt all’interno dell’ambito e potenziare il ruolo al fine di farla diventare regia dello sviluppo locale”.

Durante l’assemblea sono stati assegnati i riconoscimenti “Stelle dell’Albergatore” a Irma Marchesoni, Silvia Depaoli, Mario Pola e Aldo Zanlucchi.

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Trento

Ragazza con il burqa a Trento. Vediamo cosa dice la legge

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La foto è stata scattata alcuni giorni fa in una scuola pubblica di Trento.

Lo scatto è diventato virale e sta facendo il giro del web fra critiche e molte domande. 

Anche il nostro giornale ha ricevuto nel merito alcune e-mail che interrogavano sulla legittimità dell’indossare il burqa, il velo islamico in assoluto più radicale.

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Il dibattito sulla possibilità o meno per legge di indossare questo documento si riapre sempre all’indomani di qualche attentato.

Il confronto verte sempre sui modi con cui conciliare integrazione, libertà di professare il proprio credo religioso e laicità dello Stato e sicurezza.

L’Austria per esempio è l’ultimo Paese europeo ad approvare il divieto totale di portare il burqa in tutti i luoghi pubblici. La multa è stata fissata in 150 dollari e la polizia, dal primo ottobre 2017, è autorizzata ad usare anche la forza.

La mappa sopra mostra quali Paesi hanno approvato o hanno proposto di approvare, una legge che vieta alle donne musulmane di portare il Burqa, il Hijab o il Niqab.

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La maggior parte dei Paesi europei non hanno una legislazione al riguardo e nemmeno una proposta di legge. In altri a legiferare sono state le autonomie locali: è il caso della Lombardia in Italia, del Ticino in Svizzera e di Barcellona in Spagna. In alcuni casi, nei Paesi dove la legge è stata approvata, sono previste anche delle multe per chi trasgredisce. La sanzione più alta è in Bulgaria dove le donne che si presentano con il Burqa in un luogo pubblico rischiano di dover pagare 767 euro.

Molto più “light” la legislazione danese: non solo non esistono multe, ma a essere vietato è solo il Burqa e solo da parte dei giudici mentre sono in udienza pubblica.

Anche la Gran Bretagna, che ha subìto una lunga serie di attentati e dove la popolazione islamica finisce in carcere tre volte più spesso rispetto ai nativi inglesi (come Truenumbers ha scritto in questo articolo) ha una legislazione non troppo invasiva: sono vietati il Hijab e il Burqa a scuola.

Ma ogni istituto può decidere se derogare alla legge nazionale oppure inasprirla.

Per quanto riguarda l’Italia: l’unica regione che ha legiferato in proposito è la Lombardia che nel 2015 ha deciso di vietare il solo Burqa in tutti i luoghi pubblici fissando la sanzione a 103 euro per chi trasgredisce. In tutto il resto d’Italia portare il burqa nei luoghi pubblici è legittimo dato che non esiste nessuna legge.

Così come lo è in Spagna, dato che solo Barcellona ha legiferato in proposito. La Francia, oltre alla multa di 150 euro, ha previsto che chi si mostra in pubblico con il Burqa o con il Hijab, debba seguire anche un corso di educazione civica.

Il velo che copre il volto – Come mostra l’immagine sotto l’articolo, esistono diversi tipi di abbigliamento nella tradizione islamica, indossati dalle donne quando escono di casa. Il più diffuso in Occidente è lo hijab, che copre i capelli e il collo ma lascia scoperto il volto.

Il più integrale, invece, è il burqa, un indumento che copre tutto il corpo e che comprende anche una retina davanti agli occhi. È diffuso principalmente in Afghanistan, Pakistan e presso alcune comunità musulmane dell’India. Ed è proprio questo che la giovane ragazza indossa nella nostra foto

La legislazione italiana – C’è chi sostiene l’esistenza di un divieto già in atto anche in Italia fa riferimento di solito a una legge che risale agli anni di piombo, quando il Paese dovette fronteggiare numerosi atti terroristici di matrice politica. Il riferimento è all’articolo 5 della n. 152 del 1975: la cosiddetta “legge Reale” sull’ordine pubblico, un provvedimento molto discusso e sottoposto a referendum nel 1978 (che ne mantenne la validità).

Nel 1977 la legge Reale venne modificata (con l’articolo 2 della legge n. 533) in senso più restrittivo nei confronti dell’abbigliamento da tenere in pubblico. La nuova formulazione dell’articolo che ci interessa diventò quindi: “È vietato l’uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo”.

Il niqab o il burqa rientrerebbero tra quei mezzi che rendono difficoltoso il riconoscimento della persona, e pertanto sarebbero vietati. In realtà, è decisiva la clausola finale – “senza giustificato motivo”

Alcune sentenze del Consiglio di Stato nel merito e diversi altri casi giudiziari hanno chiarito che la legge italiana, al momento, non vieta i veli islamici.

Nella legislatura Renzi era in discussione un disegno di legge che tentava di allargare l’interpretazione del provvedimento risalente al 1975, ma dopo un’approvazione alla Camera nell’agosto 2011, il testo si è perso per strada.

Quindi a Trento è legittimo indossare il burqa, anche se nel caso della nostra piccola amica della foto non aiuta certo nell’integrazione e anzi, il rischio è dell’isolamento totale.

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Trento

Attacchi informatici: l’importanza di essere utenti consapevoli

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Diventare pirati informatici per capire come è possibile difendersi dai sempre più frequenti attacchi di phishing che ci possono raggiungere attraverso i diversi strumenti tecnologici diventati ormai di uso quotidiano, non solo il classico personal computer ma anche lo smartphone o la smart tv.

Nella sala 2 del Villaggio Digitale di Trento Smart City Week ieri mattina è successo anche questo, con il pubblico che si è messo dalla parte degli hacker e il relatore, Gianfranco Ciotti, che si è prestato al ruolo di vittima consenziente.

Esperto di sicurezza informatica offensiva, Ciotti ha guidato i partecipanti all’incontro Phishing: da vittime a prima linea di difesa! nell’avvincente simulazione di un attacco informatico in cui una falsa mail di notifica di una multa da parte della polizia locale del Comune di Trento diventa la chiave di accesso al pc della vittima e ai suoi dati personali.

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Viviamo ormai connessi alla rete e per questo tutti noi siamo stati e saremo bersaglio di attacchi di phishing, ma è sbagliato sia farsi prendere dal panico che affidarsi semplicemente ad un sistema antivirus comunque sempre necessario.

Ancora una volta a fare la differenza è la consapevolezza che trasforma l’utente da anello debole della catena di sicurezza a sentinella vigile dei propri dati. Come di fronte ad un qualsiasi tentativo di truffa, ognuno di noi dovrebbe non accettare mai nulla se non si è certi della legittimità della cosa, non cliccare mai collegamenti a fonti sconosciute, non fornire mai dati personali se non si è certi della legittimità della richiesta.

Così come succede per un’auto, che si impara a guidare con l’esperienza, la sicurezza non è un oggetto che ci si assicura una volta per tutte, ma un processo che si alimenta grazie alla responsabilità dell’utente, chiamato ad usare in modo corretto gli strumenti a sua disposizione, a tenersi informato su quanto succede attorno a lui, a verificare in modo critico messaggi sospetti. Trasformandosi così da potenziale vittima a collaboratore attivo del sistema contro le truffe informatiche.

Intervista a Ciotti:

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Riprese e immagini a cura dell’Ufficio Stampa

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Trento

Truffe online, identificati dai Carabinieri gli autori di due vendite fittizie a Lavis e Civezzano

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Oggi lunedì 23 settembre 2019 a conclusione di due distinte attività di indagini, i Carabinieri della Compagnia di Trento hanno scoperto l’identità di due soggetti che attraverso false inserzioni su due noti siti di annunci, hanno truffato, altrettanti, inconsapevoli acquirenti della rete.

In un caso un uomo di Civezzano, attirato dalla vendita di un telefono cellulare, dopo una serie di trattative via email si faceva convincere ad effettuare un pagamento tramite ricarica su una carta di credito postepay dell’importo di euro 480,00.

Nel secondo caso, a cascare nella rete di un altro truffatore è stata una donna di Lavis allettata dalla vendita online di un robot da cucina ad un prezzo di 560,00 euro.

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Anche questa volta, dopo vari contatti con il venditore, concordava con quest’ultimo l’immediato pagamento, sempre tramite ricarica di una postepay

In entrambi i casi, una volta ricevuto il pagamento il venditore si rendeva irreperibile non rispondendo alle numerose email e telefonate da parte delle vittime, che non ricevendo gli oggetti acquistati e, rendendosi conto di essere stati vittime di truffa, hanno sporto denuncia presso gli Uffici della Stazione Carabinieri di Lavis.

Sono stati identificati e denunciati in stato di libertà M.P. 56enne originario della Campania e residente a Roma e A.L. 37enne originaria e residente in Lombardia.

Entrambi dovranno rispondere del reato di truffa innanzi all’Autorità giudiziaria trentina.

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